C’era una volta il concerto della mia vita ma poi è arrivata la sfiga

by NeevWilliams

Estate, dolce far niente.
UN CAZZO.
Se sei appassionato di musica, l’estate vuol dire ANSIA e nomadismo tra nord, centro, sud e qualsiasi stato estero pur di fare tutti i concerti del mondo. Non importa che la distanza sia di 2 giorni e 900km tra una location e l’altra, tu sarai li in pole position, in transenna e pronto a saltare come se in realtà non bastasse un filo di vento a farti crollare dalla stanchezza.

Ma perché scrivere un qualcosa del genere a febbraio? Avete ragione.
Confido, d’altro canto, che anche voi siate informati sugli ultimi annunci musicali e che siate dunque consapevoli di che band sono già pronte a respirarci sul coppino questa estate.

IL PROBLEMA, miei cari, è che noi piccoli e poveri (soprattutto quest’ultimo aggettivo) appassionati di musica OGNI VOLTA ci troviamo costretti a delle scelte. Il nostro personale First World Problem, un problema così grosso che se lo si dicesse a qualcuno “fuori dal giro” ci prenderebbe a sberle sino a farci circumnavigare il mondo in un’ora, e’ COME andare al concerto della tua vita quanto TUTTO IL MONDO ti è contro.

Perché ammettiamolo: qualcuno è seriamente sadico. Io non so con certezza se per fare il tour manager o lavorare nelle labels venga fatto qualche casting misurando la cattiveria della gente, ma qui abbiamo casi drastici.

Caso 1: GLI ESAMI.

20 delle 20 band che vuoi disperatamente vedere suonano un giorno dopo l’altro per tutta la durata dei tuoi esami scolastici. A quel punto valuti A) di mollare la tua carriera studentesca e darti alla costruzione di oggetti inutili con le cannucce del McDonald’s raccolte per strada B) Chiedere alla tua gemella buona di sostituirti durante gli esami C) “Eh, ma che mi diplomo a fare? Tanto poi non trovo lavoro…la crisi…posso ripetere la quinta superiore all’infinito sino a quando l’Italia non si stabilizza!” D) Dare l’esame e scappare al concerto…che chiaramente sarà a 200km di distanza da dove ti trovi tu. E) Bestemmiare ogni dio con tanto di crisi epilettiche, lanciare piatti di ceramica contro un muro come sfogo e lanciare anatemi contro ogni professore F) Rassegnarti. E’ un caso raro, ma c’è anche chi prende con filosofia la cosa e si lancia in affermazioni come “Eh…massì, torneranno con il prossimo tour!” EROE.

Caso 2: LA DISTANZA

Tu sei di Reggio Calabria, il concerto della tua vita è a Bolzano.
Nessuno ti può/vuole accompagnare in questa barcata per l’Italia.
Magari hai pure 15 anni.
Bestemmi, sai già come andrà a finire.

(Se invece come la sottoscritta hai problemi mentali e decidi comunque di imbarcarti in questa avventura, supportata da altrettanti disagiati che la pensano come te…auguri, ti fornirò personalmente la guida per la sopravvivenza)

Caso 3: LA DATA

Il 20 giugno? MA E’ IL MATRIMONIO DI MIA ZIA! E’ il compleanno del cane del vicino e c’è la festa! NOOOO devo ritirare i panni in lavanderia! E la lavanderia è a 6 paesi di distanza perché usano un lavaggio speciale e ricercato! Il 20 giugno? No dai, ho un impegno fissato da MESI! BAND DIMMERDA.

Caso 4: L’IMPREVISTO

Mancano 2 giorni dall’evento della tua vita, hai tutto pronto (tranne la dignità. Quella lasciatela a casa per precauzione!) ed osservi il biglietto giallo by Ticketone con fervida impazienza.
Squilla il telefono.
20 minuti di cinguettii dopo, ecco tua madre comparire in stanza con il sorrisone da stregatto ed annunciare che la zia Genoveffa, tornata proprio ieri dall’Uzbekistan e sopravvissuta per miracolo ad un mix di malaria, peste e tubercolosi, verrà a farvi visita tra ben 2 giorni!
Dopo aver perso non uno ma due, tre battiti di cuore, cerchi di trovare una soluzione.
La mattina del fatidico giorno, con la scusa dell’andare a comprare il latte frescofresco per la zia, cerchi di uscire.
Tua madre ha sbarrato la porta come se foste sotto invasione barbara e ti guarda angelicamente.
L’anatema da lanciare lo scegliete voi?

La malattia? Ma quale malattia! Se siete qui su questo blog probabilmente appartenete alla categoria di gente che anche in fin di vita striscerebbe in front row! Sarà mica una febbriciattola a 78 a fermarvi?

Caso 5: I SOLDI

No scusa, ho letto bene? Non vorrei esser diventata dislessica negli ultimi minuti…50€ di biglietto? Più diritti di prevendita? Ah, e la spedizione! Ed il treno, la benzina, l’aereo, la carrozza, il motorino, la tavola da surf, il monopattino…dai, facciamo che questo concerto non si può proprio fare.

Ah, quindi mi stai dicendo che posso vendere un rene? Beh, ci penso…

Caso 6: SI, MA CON CHI?

I tuoi amici vanno tutti da David Guetta, tu vuoi andare dagli Arcade Fire.
Credo che il concetto sia chiaro così.

Caso 7: LA VACANZA

La data è annunciata, non so, il 20 luglio?
Chiaramente tu avrai prenotato già volo+hotel per la tua rilassante vacanza estiva e fissato la partenza per il 19 luglio.
E dove vai, Milano Marittima? Rimini? Seratone al Papete? Beh dai, puoi prendere un treno, fare il concerto e tornare al mare! Il jetlag dici? Scusa, ma dove vai? Ah, nell’altro emisfero? Oh…

Caso 8: MA C’E’ GIA’ UN ALTRO CONCERTO!

Il panico: due concerti si sovrappongono! Ed ora da chi vado?
Entrambe sono band che vuoi assolutamente vedere, entrambe lo stesso giorno, città diverse.
Vado da quelli che costano di meno! Costano uguali.
Sento chi mi accompagna! I tuoi amici sono nella stessa identica situazione.
Tiro a sorte! Eh, ma poi se l’altra band non torna per anni?
Band? Io voglio realmente darvi ogni centesimo in mio possesso, ma voi non potete fare così. Davvero. Organizzatevi, chiamatevi e decidete quando piazzare le date perché qui la gente soffre e non poco.
Società che organizzano eventi? Ecco, magari pure voi fatele due chiamate, perché mi sembrate un po’ scemi a mettere in contemporanea due band dello stesso genere ed entrambe sotto contratto con la stessa società italiana per eventi. Lo so, lo so, non è nemmeno colpa vostra infondo, c’è una tabella di marcia da rispettare, un tour mondiale…ma pure voi, pensateci un attimo, per cortesia. Già l’organizzazione alla location del concerto solitamente fa pietà, già tutti emigriamo all’estero come rondini per trovare un concerto decente, poi voi vi giocate pure ste opportunità…
EH.

Caso 9: IL CONCERTARO DISPERATO ED INSAZIABILE aka la categoria a cui appartiene la sottoscritta.

MA CHE CAZZO ANNUNCIATE CONCERTI QUANDO IO SONO A QUALCHE FESTIVAL ALL’ESTERO, EH? QUI MICA SI PUO’ FARE LA SPOLA! REGOLATEVI! STATE A CASA VOSTRA! COSA VI INSEGUO A FARE SE MI FATE STI SCHERZI?
In altre parole, la disperazione di chi gira il mondo per concerti cercando di beccare più band insieme e risparmiare, oltre che farsi un’esperienza assurda, e scopre a biglietti ed accordi già presi che la propria band del cuore tornerà in Italia per dei concerti.

E voi direte: “ma sticazzi del concerto, stai andando ad un festival! Cosa vuoi in più, una fetta di culo?”
Avete ragione, ed aggiungo che se io fossi Morrissey accetterei anche la fetta di culo, ma NO, non si può mollare il concerto in madrepatria! E’ una regola!
Il cervello inizia a mettersi in moto per trovare le mille ed una soluzioni per presenziare alle date italiane, mille soluzioni che rasenteranno non solo il ridicolo, ma anche l’impossibile.
Non ci si rassegna all’idea di saltare un concerto, non si può proprio fare. Irremovibili.

Cari amici, se siete arrivati a questo punto e vi riconoscete…complimenti, rasentate il mio livello di follia.
Probabilmente tra qualche anno saremo compagni di rehab, pensate che fortuna!

Solo per voi lettori, e senza il permesso degli amici coinvolti (che rimarranno anonimi ma che ritroverete sicuramente insieme alla sottoscritta nel sopracitato rehab) vi faccio un reale esempio di ciò che succede in questi casi.
Breve riassunto tratto da una conversazione del 02/02/2014, la band in questione è scontata.

“Beh a sto punto se suonano il 16 luglio qui possiamo andare o al Rock Werchter o alla data singola di Berlino. O aspettiamo delle date in Spagna in periodo FIB! Almeno siamo già in Spagna e non dobbiamo fare avanti ed indietro. No fermi, facciamo FIB voliamo in Italia per la data e poi ritorniamo al FIB. Si ma crepiamo! ALLORA FACCIAMO Optimus in Portogallo, non facciamo l’ultimo giorno di festival e facciamo la data a Dublino, poi voliamo al FIB senza tornare in Italia. Vabbe, facciamo l’Interail a sto punto! Si, andiamo in macchina così risparmiamo! Affittiamo un pullmino! Siamo in 4 con la patente, ci diamo i turni e ci prendiamo a sberle se diventiamo euforici. MA MORIAMO! Ma in Irlanda ho degli amici che ci ospitano, siamo a posto, è l’unica data fattibile se non annunciano altro. Eh ma costa! Ma la casa a Benicassim a chi la lasciamo? Mah, diamo le chiavi a L*** F***, è l’unico di cui mi fido. MA CHE CAZZO DICI? TORNIAMO CHE E’ MORTO DI OVERDOSE E LA CASA E’ IN FIAMME! Ok, torniamo all’Irlanda…vabbe dall’Irlanda poi ci riporta indietro J***! E se andassimo alla data in Francia? Voglio tornare in Francia! Ah, siamo a Benicassim? Vabbè, basta, sono confusa, pensiamo al volo per Finsbury.”

Chiaramente questo discorso è da leggere con in sottofondo la canzone più triste e strappalacrime che voi conosciate in modo da compatirci.
I nomi con asterischi sono per ovvie ragioni in quanto musicisti, e no, i particolari non li saprete mai…per ora.

Vedete come si finisce a seguire le band? Prima sul lastrico, poi isterici e poi morti.

Ciao carissimi, al prossimo sclero.

Non solo questa è la mia immagine profilo su Facebook, ma è pure la mia tipica espressione di dissenso e disperazione per ognuno dei casi esposti in questo articolo. Trattatela con cura.
Non solo questa è la mia immagine profilo su Facebook, ma è pure la mia tipica espressione di dissenso e disperazione per ognuno dei casi esposti in questo articolo.
Trattatela con cura.
NeevWilliams

Ho i capelli bianchi come gli anziani, i tatuaggi come i carcerati e nonostante il mio vero nome derivi da una regina guerriera sul campo di battaglia saprei difendermi esclusivamente a colpi di sarcasmo. Un'antica leggenda narra che sotto i miei innumerevoli braccialetti da festival musicali esista addirittura un braccio... ma nessuno è mai vissuto così a lungo per poterlo provare.

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