David Bowie: Curriculum Vitae

by Ivan

Nel giorno della sua scomparsa vogliamo ricordare il Duca Bianco con una lista dei suoi pezzi più rappresentativi che hanno segnato la sua cinquantennale carriera e che lo hanno fatto diventare leggenda: dal periodo ‘spaziale’ dei primi anni Settanta, passando per la parentesi commerciale e glam degli anni Ottanta e terminando con il suo testamento musicale.
(A fine articolo la playlist Spotify)

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1) Space oddity (1969)
Pubblicato come singolo di lancio dell’omonimo album, è il 45 giri più venduto nel Regno Unito, scelto dalla televisione britannica come colonna sonora dell’atterraggio dell’Apollo 11 sulla Luna; tipico suond underground di quei tempi,è presente anche una versione incisa in Italiano dallo stesso Bowie dal titolo Ragazzo solo, ragazza sola.         

2) Life on Mars? (1971)
Tratto dal disco: Hunky Dory, è,a mio avviso, il suo pezzo più bello: uno dei primi esperimenti tra rock e musica classica iniziando con piccole pennellate di pianoforte e chitarra per poi concludere con un magistrale accompagnamento di archi.

3) Starman (1972)
Brano spartiacque che rappresenta la fine del periodo interstellare e anticipa la creazione di uno dei suoi tanti alter-ego: Ziggy Stardust.

4) Rebel Rebel (1974)
Pezzo precursore di quello che da li’ a pochi anni sarebbe diventato il fenomeno punk della fine degli anni Settanta, risente molto della collaborazione con i T-Rex; è con questo brano che Bowie si affaccia esplicitamente al mondo del Rock.

5) Heroes (1977)
Quello che comunemente viene chiamato un inno generazionale,è il secondo della ‘Trilogia di Berlino’ ed è l’esaltazione del normale dando a tutti la possibilità di essere eroi almeno per un giorno.

6) Ashes to ashes (1980)
La nuova faccia del Duca Bianco,cambia il look,cambia il sound; sembra quasi un segno premonitore a quello che sarà lo stile di vita del decennio appena cominciato, dominato dai colori accesi e da ogni varietà di costume.

7) Under pressure (feat. Queen, 1982)
La conferma che il buon David è uno che la moda la crea e contagia anche i suoi colleghi,è con questo pezzo infatti che anche i Queen assumono anche loro una veste commerciale, tanto contestata da buona parte dei fan.

8) Let’s dance (1983)
Con questa canzone Bowie ha il via libera nelle discoteche, il successo è tale che quasi tutti dimenticano il mondo musicale dal quale il cantautore inglese arriva,avvicinandosi involontariamente alle nuove tendenze giovanili, delle quali lui dichiarava di non riuscire a capire fino in fondo.

9) Dancing in the street (feat. Mick Jagger,1985)
La migliore rappresentazione degli eccessi, comune denominatore nella vita di questi due ragazzacci

10) Lazarus (2016)
È il suo testamento,quasi a voler tornare alle origini per provare a togliersi un ultimo sfizio,quello di sperimentare con il jazz prima di partire per l’ultimo viaggio interstellare. Profetica la frase : “Look at me, I’m in Heaven”.

Playlist Spotify

Ivan

Nonostante un fisico gracile mi sento ghiotto e bulimico di musica,non importa quale genere sia: pop,rock, italiana, straniera,popolare, di nicchia....fate voi. Sono uno del tipo:"Non andate in discoteca,andate ai concerti!". La mia filosofia è: Una musica può fare

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