FABER NOSTRUM: quando l’indie reinterpreta Fabrizio De André

by Chiara Bustreo

Gli struzzi che nascondono la testa sotto la sabbia non li vogliamo fare. E quando sentiamo profumo di polemica inseguiamo l’odorino fino alla sua fonte. Questa volta siamo incappati nel nuovo disco tributo tutto italiano e firmato da nomi dell’ultima/nuova scena musicale italiana che oscilla tra indie e pop. Appoggiamo sempre il coraggio, chi coglie le sfide e le affronta di petto. Ovviamente una delle sfide più ostiche è quella di rendere tributo reinterpretando canzoni, brani e poesie di noti artisti. Ancora peggio e/o meglio per chi vuole interpretare e reinterpretare il poeta italiano per eccellenza che è stato Fabrizio De André.

Sono senza dubbio favorevole a rivisitazioni che comportano scelte coraggiose e quasi spericolate, per poi scoprire, piacevolmente, che hanno ragione di esistere. Fabrizio sentiva di volta in volta l’esigenza di sperimentare e innovarsi cercando di non ripetere se stesso. Queste operazioni oltretutto ci confermano che c’è sempre un forte punto di congiunzione e comprensione fra più generazioni e diversi linguaggi“. Così preannuncia Dori Ghezzi, coniuge dell’artista non che anch’essa cantante e, al tempo stesso, co-creatrice di tanti di quei capolavori in quanto musa di Fabrizio. Lei, insieme alla Fondazione Fabrizio De Andrè Onlus e la coordinazione di Massimo Bonelli, di iCompany e Sony Legacy hanno reso possibile tutto ciò.

Faber Nostrum è un progetto coraggioso e audace che ha coinvolto 15 artisti indie italiani uscito il 26 aprile per Sony Music/Legacy Recordings. Artisti che variano da Colapesce a Motta, da band come i Ministri o i Canova. Arrivando fino ai nomi che ultimamente hanno riempito le nostre giornate e le radio nazionali come Gazzelle o Willie Peyote. 19 anni fa ci avevano già provato i grandi artisti di quegli anni come Jovanotti, Zucchero, Battiato e Celentano: con un concerto dedicato a Fabrizio hanno ricordato l’artista registrando poi l’album live. Molte altre poi le cover realizzate sui vari palchi dell’Ariston e di noti talent show. Passando poi alle tourneè del figlio Cristiano e di The André che canta genialmente la musica di oggi con lo stile del maestro. Tanti altri invece a questa nuova edizione non hanno voluto partecipare spaventati dalla missione e dall’imbarazzo di non poter rendere omaggio all’artista.

Tra questi anche molte donne. Infatti, dopo l’ostica questione della responsabilità e della non-facile-reinterpretabilità di De André ci si cipiglia ed accapiglia per la mancanza di donne in questo disco. Stessa storia per il primo maggio. Così, come potrete leggere nell’articolo riguardo il concertone che tra poco uscirà qui nel nostro blog, lì la presenza femminile era pressoché nulla. Mentre qui, in onore di Fabrizio, di donne nemmeno l’ombra se non l’unica presenza di Isabella de La Municipàl. Oltre all’appoggio e al patrocinio della Ghezzi non si vede una mano femminile coinvolta. Perché? Stefano Patara di Sony Music risponde così: “Fra i nomi che non se la sono sentita di partecipare, ci sono anche tre artiste. Non hanno accettato, per motivazioni diverse. Comunque l’idea di Faber Nostrum non è solo di un disco ma di un hub di riproposta di Fabrizio. Il progetto rimane aperto. Se altri artisti vorranno interpretare sue canzoni, noi ci siamo per produrle. Ma onestamente quando si pensa a un progetto artistico non si pensa ai generi, questo è un progetto aperto a tutti.

Noi oggi invece, di queste 15 tracce, vi vogliamo segnalare le 5 migliori canzoni che da questo album, da questa preghiera fatta con estrema devozione, magari hanno trovato intercessione presso De André.

LA MUNICIPÀL – La canzone di Marinella
Convince e stra convince l’accostamento delle voci dolci ma ardenti della sorella e del fratello Tundo. Un arrangiamento che rende l’atmosfera cupa e che dallo stridire di viole e violini dona all’insieme un senso di irrequietezza. La suggestione che richiama fa pensare ad una canzone fatta e finita per una colonna sonora di un film nostrano. Potente e trascinante è un’ottima reinterpretazione dell’originale molto più sulla linea meno-orchestrale di Faber. Molti sottolineano come la presenza incontrastabile dell’orchestra snaturizzi il pezzo. Ma, se avete già ascoltato questo disco e siete arrivati al suddetto brano – il decimo in linea di successione – avrete capito che non è di certo questa la canzone fuori luogo.

VASCO BRONDI – Smisurata preghiera
Questa è l’ultima canzone dell’ultimo album del cantautore. E con questa canzone si chiude il disco con l’ultimo degli artisti partecipanti. Vasco interpreta e reinterpreta questo brano, questa poesia come una vera preghiera. È un continuo sospiro tra l’incalzante piano e il lento e carico canto dell’artista che coinvolge e stravolge. L’ultima canzone di Anime Salve scuote l’animo dell’ascoltatore che poco prima aveva sentito la versione non tanto convincente di Artù. Ma grazie all’ex leader de Le luci della centrale elettrica chi finisce di ascoltare l’album può ringraziare Vasco per aver lasciato alla fine questa chicca.

MINISTRI – Inverno
Uno degli accostamenti che pensavo più azzardati. Invece, già a partire dal titolo, il tutto ci porta inevitabilmente a loro e al loro stile. Con saggezza e anni di lavoro nel mondo della musica sono riusciti a reinterpretare a modo loro il brano di Fabrizio del ’68. Hanno trovato il bilanciamento tra loro e lui, con la voce graffiante di Divi e la chitarra di Dragogna che porta e trasporta all’interno del brano. “Per molti fare una cover di De André è eresia: li capiamo, e non senza sincero timore ci siamo avvicinati a Inverno – un brano che ha anche un posto nei nostri personalissimi ricordi di vita. – raccontano i ragazzi nella loro pagina Instagram – Eppure la storia del credere va avanti anche attraverso le eresie, come la storia del fare procede per tentativi. Questa settimana è uscito Faber Nostrum, una raccolta di eresie e tentativi che coinvolge molti amici e colleghi.

MOTTA – Verranno a chiederti del nostro amore
Uno dei nostri primi grandi sì va a Motta che già il 2 aprile aveva annunciato come il brano da lui reinterpretato fosse stato apprezzato. “Voglio ringraziare di cuore Dori Ghezzi e tutta la Fondazione Fabrizio De Andrè per il premio “quelli che cantano Fabrizio”. Il 5 Aprile uscirà questa mia reinterpretazione di uno dei brani più liberi e più belli della storia della musica italiana.” L’ennesima conferma di un cantautore tutto anima e cuore e che per la nona canzone dell’album regala al pubblico un’àncora. Non ha cambiato molto del brano e Motta per il contrasto tra osare e portare rispetto ha optato più per il secondo. Non una canzone tutta sua ma un’interpretazione che, come già detto, cambia la situazione e il brano in se e lo rende un omaggio. Da cantautore a cantautore.

THE LEADING GUY – Se ti tagliassero a pezzetti
Dona al brano scelto la sua impronta folk che si colora di striature pop. Il tutto rende la canzone una delle più belle dell’album e che molto probabilmente si metterebbe in repeat dopo il primo ascolto. Forse inizialmente pensare all’accostamento di De André con il folk tipico inglese – di un artista che solitamente canta in inglese – non avvalora quella che è realmente questa reinterpretazione. Il folk è diverso per ogni parte del mondo e, un italiano che cammina sulle orme di Libertines o The Tallest Man On Earth regala al genere dell’artista genovese una freschezza che non molti riuscirebbero a pensare di poter produrre.

Da citare per un buon lavoro anche (inaspettatamente) i Canova con Il suonatore Jones e Fadi con la sua intensa e sincera Rimini. Molto bene anche gli The Zen Circus ma dai quali come Colapesce ci si sarebbe aspettati qualcosa di più. Comunque rendono ugualmente un bell’omaggio a Faber. Cosa che non fanno sono la totale scardinata dalle sue radici Il bomboralo di Willie Peyote e la totale dissonanza dell’originale Amore che vieni, amore che vai firmata dagli Ex-Otago.

Ora aspettiamo il concerto di settembre a Genova quando, i nuovi volti della musica italiana, cercheranno di rifare ciò che i loro predecessori provarono a fare nel 2000. Proveranno a rendere omaggio all’artista coinvolgendo anche coloro che De André non l’avrebbero conosciuto – tratteniamo le brutte parole nei loro confronti – se non grazie ai loro nuovi cantanti preferiti. Di questo disco molti dicono sia stata una trovata pubblicitaria per avvicinare i giovani di oggi che ascoltano gli artisti coinvolti nel progetto alla musica di De André. Che si parli di pubblicità o di giovani o di trovate, l’unica cosa importante è la musica. “Io mi auguro sempre ci siano nuove rivoluzioni musicali e culturali. Oggi i ragazzi continuano a rifarsi a Fabrizio perché ha cantato temi attualissimi. Io mi augurerei che un giorno fosse anacronistico, che certi problemi non esistano più.” così conclude la Ghezzi. La Ghezzi dà la notizia del grande concerto tributo: “Finalmente abbiamo individuato la data ma non posso ancora rivelarla. Naturalmente ci sarà spazio anche per chi fra gli artisti del disco vorrà partecipare“.

La tracklist dell’album:
1. Gazzelle – Sally
2. Ex-Otago – Amore che vieni, amore che vai
3. Willie Peyote – Il bombarolo
4. Canova – Il suonatore Jones
5. CIMINI feat. Lo stato sociale – Canzone per l’estate
6. Ministri – Inverno
7. Colapesce – Canzone dell’amore perduto
8. The Leading Guy – Se ti tagliassero a pezzetti
9. Motta – Verranno a chiederti del nostro amore
10. La Municipàl – La canzone di Marinella
11. Fadi – Rimini
12. The Zen Circus – Hotel Supramonte
13. Pinguini Tattici Nucleari – Fiume Sand Creek
14. Artù – Cantico dei drogati
15. Vasco Brondi – Smisurata preghiera

Chiara Bustreo

Mi piace il profumo della polvere del caffè e mi fanno paura i temporali e le galline. Un giorno mi piacerebbe diventare una sirena.

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