Lost in the echo #1 | Che fine hanno fatto i Vampire Weekend?

by Silvia Rizzetto

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Vampire Weekend‏ (@vampireweekend) on Twitter: “last show of the mvotc era, thanks to everyone who’s been a part of it” 00:55 A.M. – 24 ago 2014

Ci avevano lasciato così, nell’umidità di Reading, con quell’entusiasmo da bambini in gita con la scuola. C’erano le stesse nuvole grigie del photo set organizzato per il libretto di Modern Vampires Of The City, favola in bianco e nero del sogno americano, ultimo capitolo della trilogia senza nome dei Vampire Weekend lanciato dall’etichetta indipendente XL Recordings. Spaccato friabile del melting pot in chiave post-moderna, MVOTC è l’apoteosi di una professionalità sempre tesa al particolare unico e al connubio di generi cittadini ed esotici; acclamato persino nei “piani alti”, è stato riconosciuto dalla giuria dei Grammy Adward come il miglior album di musica alternativa del 2013. Arrivò l’autunno, che portò con sé il buio; pochi, ahi noi, gli aficionados rimasti con loro durante questo hiatus, paragonabile in parte a quello di un altro quartetto, gli Arctic Monkeys: in questi quattro anni, entrambi i gruppi hanno lavorato sodo, eppure tutte le notizie riguardanti loro sono passate in sordina. Che fine hanno fatto, dunque, i Vampire Weekend? Ripercorriamo insieme le vicende di ogni singolo componente.

 

Ezra Koenig: l’ironia è innata nei Vampire Weekend, e Koenig la esprime attraverso i device di cui è dotato. Immancabile nelle liste “following” di ogni musicofilo twitteriano, ha il fisico per i meme (nonostante sia un pessimo attore: le sue apparizioni in Girls e in Jack and Triumph Show ce lo dimostrano). Sin dagli inizi della sua carriera, si è occupato della realizzazione di tracce singole destinate per album di amici: The Very BestChromeoAbd al MalikDiscoveryTheophilus London. Risalgono al biennio 2013-2014 i featuring con i Major Lazer (Koenig ha anche prestato la voce ad un personaggio di un cartone animato prodotto dai dj), con i Chromeo, con SBTRKT e con iLoveMakonnen. Nel 2014, in occasione della cerimonia di conferimento degli Oscar, ha accompagnato con la chitarra acustica la cantante Karen O in The Moon Song, contenuta nel film Her, nominata agli Oscar come miglior canzone; nello stesso anno, ha duettato con Angelique Kidjo la sua I Think Ur a Contra. È la lista immensa di una guest star dal timbro unico, un falsetto mielato con tratti femminei. Dal 2015 conduce su Beats 1 (canale radio della Apple) il programma domenicale Time Crisis With Ezra Koenig, durante il quale invita amici e colleghi per discutere di macro-temi e della top 5 di iTunes della settimana, spesso confrontata con una top 5 da lui organizzata: indimenticabili le interviste a Florence Welch, al giornalista di «Pitchfork» che lo insultò ingiustamente, al compagno di avventure Chris Baio. Nei primi mesi del 2016 ha supportato il candidato per la presidenza degli Stati Uniti Bernie Sanders, comparendo come ospite in alcune tappe della sua campagna elettorale: in quei giorni i Vampire Weekend riuscirono persino ad organizzare velocemente una reunion. Il suo nome compare tra i tanti compositori e produttori di Lemonade (Parkwood / Columbia, 2016) di Beyoncé. Il 22 settembre 2017 è stato caricato su Netflix il cartone animato Neo Yokio, un progetto giapponese, coreano ed americano che vede un cast stellare, scritto da lui anni addietro ma doppiato a partire dal 2015. Con la compagna Rashida Jones è impegnato nella sensibilizzazione della cultura afroamericana. È uno dei pochi ebrei antisionisti.

 

Chris Baio: ballerino esilarante, quando non è impegnato con i Vampire Weekend va in giro per il mondo con il suo amico chitarrista George Hume e il suo campionatore. Il 2 marzo 2016, durante il tour di promozione dell’album The Names (Glassnote, 2015), ha fatto tappa al Biko di Milano e ha divertito tutti con le sue mosse stravaganti da Uomo di latta non oliato; era inoltre abbastanza emozionato perché l’Italia è la sua seconda patria. Non era sconosciuto al pubblico milanese perché due anni prima aveva presentato al teatro Franco Parenti i suoi EP Sunburn (Greco-Roman, 2012) e Mira (Future Classic, 2013). Per noia ma anche per promozione personale, l’8 dicembre 2016 ha lanciato su Instagram l’hashtag #VinBackThursDiesel, allegando foto dell’attore. Ma The Names e Man Of The World (Glassnote, 2017) non sono degli “scherzi della natura”: omaggi all’amatissimo David Bowie, a cui deve la sua vocazione per la musica, raccontano a ritmo di dance l’età non più verde segnata dalla fatica di trovare un proprio posto sulla Terra, devastata dalla politica corrotta e dall’ignoranza; sono due dischi abbondanti di motivetti spumeggianti ai quali fanno da contrasto la nostalgia, la delusione, l’inquietudine e la prudenza di un tipetto dalla voce calda e penetrante non digiuno però dell’irriverenza e dei giochi di parole tipici dello humour inglese: il video musicale della canzone che dà il titolo al secondo album riassume quanto appena descritto. Nel tempo libero, Baio crea dei remix e li pubblica su Spotify o SoundCloud. Sposato dal 2013 con una donna a cui è legato sin dai tempi dell’Università, abita a Londra ed ha un gatto nero.

 


Chris Tomson: zitto zitto, ha sfornato insospettabilmente un album sotto lo pseudonimo di Dams of the West, Youngish American (30th Century Records / Columbia, 2017), prodotto da Patrick Carney dei Black Keys. Potrebbe piacere a quegli ascoltatori non troppo pretenziosi che amano il ventennio 1990-2010; si percepisce un impegno tecnico (ha suonato da solo ogni strumento), ma la sua voce chiara e ben intonata da popular music non è confacente alla scelta alternative degli strumenti. Nel primo singolo estratto Death Wish sperimenta, ma con la testa rivolta ai Vampire Weekend, e si svela al pubblico come un adulto che ama ancora sorridere fanciullescamente e che non dimentica il sacrificio e la modestia delle sue origini rurali. Egli non è perfetto, né vuole esserlo: «I just want to fix the fixable things». Tra i video musicali, spicca Tell The Truth, compilation lisergica di tic che nella loro insensatezza potrebbero ipnotizzare qualche incauto. Il 17 novembre 2017 è uscito Yeah Yeah (It’s Christmas), singolo che ha anticipato perfino le immancabili compilation di Michael Bublé. Da credente, Tomson annuncia dolcemente la lieta novella e invita gli ascoltatori a partecipare vivamente a questa festa che «comes just once each year». Nella sua vita manca il tempo per dedicarsi ai social network: chissà quante perle non sono state messe per iscritto. Un po’ di gossip anche su di lui: nel 2014 si è sposato in Italia e in quel giorno ha mangiato tanti ravioli.

 

Rostam Batmanglij: la maggior parte degli strumenti adoperati per la composizione degli album dei Vampire Weekend è frutto della sua inventiva, che purtroppo negli ultimi anni andava a cozzare contro le idee di Koenig: per questo motivo ha deciso di intraprendere una carriera da solista, già inaugurata nel 2011 con la strumentale “made in India” Wood. Batmanglij ha prodotto la triade dei Vampire Weekend e i lavori di Frank Ocean, di Solange e delle HAIM. Del 2016 è la collaborazione con Hamilton Leithauser, I Had a Dream That You Were Mine (Glassnote), album retrospettivo e amaro nel suo rockabilly, con suoni adatti a Leithauser per presentarsi al mondo come crooner, con quel tocco di corde e tasti distinto e riconoscibile di Batmanglij. Il 15 settembre 2017 è uscito Half-Light, LP di debutto che raccoglie anche i singoli già pubblicati, tutti uniti da una linea compositiva etnica, la stessa che rendeva singolari i Vampire Weekend. Alcuni intro sono dei veri e propri jingle accattivanti che permettono di evadere brevemente dalla nostra società industriale e tecnologica. Una delle sue peculiarità è eseguire delle parti cantate con il sorriso, diffondendo nelle tracce un senso di serenità e fratellanza. Attivista LGBT (di cui è un membro della comunità), non manca mai alle manifestazioni della sua città, Los Angeles. Assieme a Koenig, è tra le comparse del video della canzone Boys di Charli XCX.

 

Out of the echo #1 , i Vampire Weekend all’alba del nuovo album: anticipazioni e fun fact.

Da Gennaio 2016, un Mitsubishi macchiato [titolo provvisorio dell’album, n.d.r.] è in preparazione, ma è ancora presto per predire il suo gusto. È certo che la partenza di Batmanglij lo ha reso un po’ amaro; ora il tutto è supervisionato dal severo Koenig, stavolta sbizzarritosi da solo rispolverando il suo pianoforte, accordando quelle chitarre mostrateci nei suoi brevi snap, ripercorrendo i viali della Columbia University per fare ricerche inerenti alle sue idee da comporre. Il 2015 non è stato un anno felice per lui, reduce da un tour stressante che lo aveva destabilizzato: «far uscire tre album senza fermarsi è stato alquanto gravoso», ha affermato il 24 marzo 2017 su Instagram. La stesura di Neo Yokio lo rifocillò perché non si trattò di un progetto relativo alla sua professione; Baio e Tomson, un po’ più forti, non si lasciarono demordere e rientrarono immediatamente in uno studio di registrazione. Ci sarà un nuovo membro? Tante supposizioni, tra le quali quella che prevede il passaggio di testimone a George Hume (la sua intesa con Baio è perfetta) e quella di un possibile professionista scovato da Koenig mentre lavorava per Kanye West, hanno portato ad un vicolo cieco. Quanto influiranno le esperienze parallele di Baio e Tomson? Tutto è ignoto, se non il sapere da mesi del trasloco dalla XL Recordings alla Columbia, notizia diffusa da «Hits Daily Double», fonte generalmente affidabile che tuttavia azzardò l’uscita di LP4 al secondo o terzo trimestre del 2017. Quel che è certo è stato dichiarato il 19 settembre 2017 da Ezra ai microfoni di Zane Lowe, critico musicale di Beats 1:

È come se l’ultimo album [Modern Vampires Of The City, n.d.r.] fosse il più cupo dei nostri. Abbastanza austero, con quei temi della morte e della tristezza. Sfortunatamente, non posso scrollarmelo di dosso: ci sarà sempre uno di questi motivi. Ma mi piace il nome Mitsubishi Macchiato perché mi ricorda di svegliarmi e di ritornare alle vecchie e differenti vibrazioni. Si presume un amalgama. L’atmosfera del lavoro passato è autunnale, anzi, invernale, quindi volevo fare qualcosa che almeno avesse degli elementi riconducibili alla primavera, perché la vita deve andare avanti. Come ben sai, il “macchiato” ti sveglia, “Mitsubishi” ti rallegra.

Per giustificarsi da chi lo additava come uno scansafatiche a seguito della sua decisione di trasferirsi nella mondana Los Angeles, il cantante aveva annunciato i titoli (anch’ essi provvisori) di due canzoni, Conversation e Flower Moon: si presume che la seconda, allora ritenuta faticosissima da realizzare, sia stata inclusa da poco nella tracklist dell’album. Ecco che cosa ci aspetteremo da VW4: innanzitutto «guitar’s not dead», come ci tranquillizza Koenig, che recentemente ha speso qualche parola anche con «Pitchfork»:

I lavori passati si basano sulla mia costante decisione di seguire contemporaneamente due direzioni opposte. Diventa sempre più difficile percorrere nuovi sentieri musicali mai affrontati, così come affrontare argomenti di gran rilievo, e non credo che questi elementi debbano necessariamente essere delle idiosincrasie. Quindi il prossimo album mi sta spingendo in tante direzioni, ci sono poche cose che mi rendono nervoso, ma ci sono altrettanti motivi che mi rendono sereno e positivo come mai prima d’ora. C’è ancora qualcosa di fastidioso: presto tornerò in studio a criticare il ritmo della batteria e le registrazioni vocali, e questo sarà il mio incubo per i prossimi mesi. Ma la cosa che mi terrorizza maggiormente è perdere un reale senso ed obiettivo artistico. Ma non sono l’unico al mondo che lo prova, ed è una sensazione che manca quando si è piccoli, quando ancora si hanno tante idee speranzose per la testa. Se agli ascoltatori piacerà o meno questa visione, allora sarà un’altra storia. Ma fintanto che essa sussiste, la mia carriera avrà un significato.

Alla domanda «esistono ancora i Vampire Weekend?», rispondete pure che sono vivi, seppur con qualche acciacco. I tre sopravvissuti si schierano a testuggine per pararsi dai brutti colpi dei fan: i più innocui cinguettano ripetutamente a Koenig una domanda, «Where is the album?», talvolta accompagnata da un noto video virale (in parte fuorviante, perché il fan intervistato è infuriato con Beyoncé). Una crostata decorata è stata irresistibile per il cantante, che ha confessato che l’80% è stato fatto, ma manca il restante 20%, che da sempre è stato per loro lo sforzo decisivo. Per quanto riguarda Batmanglij, si può ipotizzare la sua presenza come produttore di LP4, se questi rimarrà fedele alla tradizione: ha rassicurato i fan che la sua collaborazione con il gruppo non è terminata nonostante il suo congedo. Intanto Koenig distribuisce per la rete foto di ananas e di indumenti eccentrici e meme a tema Toblerone, pillole dolci per rabbonire quelle persone che hanno realizzato che mancano meno di due mesi al 2018. Quando arriverà il giorno in cui si potrà annunciare briosamente -e a caso- tra la gente «VAMPIRE WEEKEND, FOUR ALBUM IN STORES NOW»? La data di uscita è ancora sconosciuta: non ci resta che darci appuntamento al prossimo capitolo su NoisyRoad.

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Silvia Rizzetto

Uno sfortunato insieme di atomi amante del passato, dei cimiteri e del Romanticismo.

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