23 marzo 2020

Musica e ambiente: alcuni esempi di artisti impegnati per un mondo più green

«You have stolen my dreams and my childhood with your empty words and yet, I’m one of the lucky ones…We are in the beginning of a mass extinction and all you can talk about is money and fairy tales of eternal economic growth. How dare you?»
Greta Thunberg

È una notizia che ha fatto il giro del mondo quella che i Coldplay non torneranno in tour finché non studieranno nei minimi dettagli come mettere in piedi concerti più sostenibili possibile. Questa dichiarazione è stata rilasciato poco dopo l'uscita del nuovo album Everyday Life lo scorso novembre. Oppure la news riguardante il tour completamente in treno dei Massive Attack per evitare l'inquinamento provocato da tutti quegli spostamenti in aereo necessari per un tour con date serratissime. Tutto questo nel 2019: un anno che ha visto alla ribalta Greta Thunberg, la giovane valorosa dell'ecologia. Di per sé lo scorso anno è stato un punto di svolta per quanto riguarda l'attenzione alle campagne di sostenibilità per l'ambiente. Nonostante sia da anni che VIP del calibro di Leonardo Di Caprio o Joaquin Phoenix si battono anche molto attivamente sui social, solo con l'arrivo della giovane svedese, l'attenzione della popolazione mondiale si è concentrata realmente sul problema.

Che poi l'ecologia sia diventata mainstream e anche costosa (vedi vestiti al 100% biologici, bar dove bersi la centrifuga km zero oppure le borracce super colorate che costano un occhio della testa) non ci interessa. Quello che realmente importa ora è che le persone capiscano quanto sia importante il singolo contributo di ciascuno per la riuscita della salvaguardia e del benessere del nostro pianeta. E, se per risvegliare le coscienze servissero dei portavoce quali artisti, band o associazioni di musicisti...beh, questo è l'articolo giusto. Per ogni titolo potrete trovare chi ha appoggiato la battaglia in difesa dell'ambiente attraverso canzoni, video o atti di pura provocazione e tanto altro. Tra queste liste ci sono nomi molto importanti e giovani di livello nel panorama della discografia mondiale. E forse questo esempio per le nuove generazioni ci dà una speranza in più su un futuro sempre più green.

Canzoni

Billie eilish - all the good girls go to hell

La dichiarazione è stata rilasciata in realtà dal produttore della Eilish, suo fratello Finneas. «All The Good Girls Go To Hell riguarda il cambiamento climatico» avrebbe detto alla rivista Vulture. Infatti, se si legge bene il testo si trovano riferimenti alle colline incendiate della California che hanno colpito in modo devastante l'intera zona Sud dello Stato anche lo scorso anno. «Hills burn in California / My turn to ignore ya / Don't say I didn't warn ya» canta la giovane popstar mentre nel video ha le sembianze di un angelo caduto, con tanto di ali nere. Inoltre, la California è la patria dei due fratelli che probabilmente, anche per questo, hanno voluto porre l'accento sulla storia terribile che riguarda le loro amate colline.

The 1975 – the 1975

Una canzone che ha unito la band di Matty Healy e Greta Thunberg. 5 minuti di un monologo della giovane ambientalista che risponde alla domanda «Come facciamo a far arrivare questo messaggio – l'importanza dell'ecologia, ndr - ai più giovani?», si chiede il frontman. E così hanno unito la cultura pop ad un messaggio molto importante, il messaggio che porta Greta. «Siamo all'inizio di una crisi climatica ed ecologica, e dobbiamo chiamarla per quello che è: un'emergenza. - inizia così, il discorso che si mescola tra piano, synth e voce continuando - Quindi, vi chiedo di svegliarvi e di rendere possibili i cambiamenti necessari. Fare del proprio meglio non è più sufficiente.»

Lana del rey – the greatest

Il tanto atteso album Norman Fucking Rockwell! di Lana è uscito a fine agosto 2019 ed è stato accolto con giubilo dalla critica. Compresa quella di Noisyroad. In The greatest mescola la sua lingua tagliente con il testo tra il personale e l'oggettivo. E alla fine della traccia canta tra le sue crude affermazioni «LA is in flames, it’s getting hot» mentre ci rafforza l'idea l'immagine della copertina dell'album che ritrae lei in fuga su una barca in mezzo all'acqua poco distante da una riva in fiamme.

Album

Grimes - miss anthropocene

È fresco fresco d'uscita l'album della canadese Grimes che ha annunciato di come il titolo significhi «dea antropomorfa dei cambiamenti climatici». Il suo modo di intervenire e porre l'attenzione sulle tematiche ambientali attraverso un concept così articolato rende ancora più divertente l'articolazione della questione in sé. Infatti l'artista pensa che immaginarsi il cambiamento climatico non più come qualcosa di astratto ma un personaggio a metà tra la propria fantasia e la mitologia greca può aiutare le persone a concepire realmente il problema. Per renderlo più facile da afferrare anche psicologicamente.
In un'intervista a riguardo di quest'idea Grimes ha detto «Credo che il ruolo di un artista sia quello di tessere l'esperienza umana collettiva in una narrazione - di distillare gli aspetti più interessanti per i posteri. La maggior parte delle religioni considera le storie dei loro dei come la loro storia letterale. Ho voluto approfondire questa idea, e interpretare il violento contraccolpo della natura contro il nostro progresso tecnologico in un modo non scientifico e vignettistico».

Foals - everything not saved will be lost part 1

Il richiamo alla sostenibilità è alla base del primo dei due album del 2019 della band Everything Not Saved Will Be Lost Part 1. Si parla della situazione del mondo in questo momento e il frontman Yannis a VICE ha detto «Quello che mi spaventa in questo momento è quello che spaventa anche te, giusto? La popolazione di api che sta andando, il collasso ambientale, il collasso della biodiversità - il fatto che a livello estetico ci sia una flottiglia di plastica grande come la Francia nel Pacifico...». Si può capire la dichiarazione di intenti nel brano Exits dove le prime parti delle lyrics parlano dello scioglimento dei ghiacciai e dell'inondazione ormai prossima delle terre «Now the sea eats the sky/But they say it's a lie/There's no birds left to fly/We'll hide out».

Songs for australia

È uscita il 12 marzo un a compilation che raccoglie 13 brani cover. Tutti queste canzoni sono di artisti e gruppi australiani riprese e re-interpretate dai The National a Julia Stone, DOPE LEMON, Damien Rice e molti altri.  Tutti i fondi raccolti dalla vendita di quest'album saranno devoluti alle organizzazioni impegnate per l'enorme emergenza degli incendi australiani. Per far tornare il paese più forte di prima dopo la piaga inaspettata dello scorso gennaio Julia Stone, la portavoce del progetto, riguardo la collaborazione di artisti così importanti ha detto: «Tutti hanno grandi ricordi di questo Paese e vederlo bruciare ha spezzato i cuori di tutti».

I The National cantano Never Tear Us Apart degli INXS, Damien Rice Chandelier di SIA. Mentre trovano posto anche cover di Nick Cave, Gotye rispettivamente di Kurt Vile e Joan As Police Woman così come tante altre.

Video

Ay ay - break

Questo è ciò che mi ha spinto a scrivere questo articolo: mi sono imbattuta nel video di AY AY qualche settimana fa. Mi ha colpito fin da subito l'idea provocatoria e anche sensibile del producer tedesco, già famoso per il suo brano what you need. Ha sempre celato il suo volto e vuole puntare tutto sul contenuto e così ha fatto anche per videoclip del suo nuovo singolo break featuring QNTN. Sono quasi tre minuti condensati in una raccolta di immagini reali che raccontano dei famosi – purtroppo – incendi australiani, gli scenari delle più svariate e recenti guerre e molto altro. Un video di forte impatto con il messaggio di «non ci spezzerete» e che riuscirà a scuotere più di qualche animo.

K.flay – not in california

Il nostro pianeta devastato da inondazioni e ricoperto di rifiuti. Questo è il video della rapper K.Flay che in Not in California vuole trasmettere il proprio pensiero a riguardo.

Gran parte del comportamento umano è governato da ciò che è la norma. La ragione per cui la gente non fuma dentro, e perché ora sembra folle quando sei in un posto dove la gente fuma dentro, è che la norma è stata cambiata. Questo è il ruolo di molti artisti e persone che creano immagini: far parte del coro di voci che sostiene un cambiamento della norma.

Concerti

Qui non parleremo dell'evoluzione green dei festival. Anche se sarebbe da fare un piccolo appello: ragazzi, basta che facciate la raccolta differenziata. Solo nell'edizione del Glastonbury del 2017 più di 60 tonnellate di carta e cartoncini, 32 tonnellate di vetro e altrettante 45 di lattine sono state riciclate grazie alla raccolta differenziata all'interno del festival. Mentre nel 2019 è riuscito a riciclare il 99% della plastica prodotta all'interno del festival. La nostra generazione deve affrontare due volte un mondo che non ha creato. Però, almeno, cerchiamo di migliorarlo facendo quello che ci piace fare. È molto più facile se ognuno di noi presta attenzione.

Tame impala

È di poco più di una settimana fa la notizia di come Kevin Parker e la band abbiano stretto un legame con la Reverb per poter ridurre l'impatto ambientale dei loro concerti. Infatti grazie alla collaborazione con l'organizzazione no-profit di Reverb l'obiettivo è la neutralizzazione delle emissioni di carbonio durante i concerti e finanziando progetti in tutto il mondo volti all'eliminazione dei gas serra. Durante il tour verranno creati dei propri e veri Eco-Village dove, il primo punto fondamentale, sarà quello di installare delle stazioni delle ricariche dell'acqua per ridurre l'utilizzo della plastica monouso. Inoltre il cibo del catering non utilizzato e gli articoli da bagno degli alberghi verranno donati ai rifugi dislocati lungo le tappe delle varie date del tour. Il riciclaggio sarà d'obbligo durante gli show nel backstage e nel tourbus e saranno utilizzati prodotti per la pulizia ecologici sia durante gli spettacoli che durante il viaggio.

Questa non è l'unica collaborazione in atto per Reverb che ha già rimodernato in modo green i tour dell'estate di The 1975, Dave Matthews Band, Billie Eilish e The Lumineers.

Radiohead

Non è una novità l'importanza che la band dà all'ambiente, infatti già nel 2003 Thom Yorke ha cominciato a cambiare le abitudini della band stessa. A partire dalla priorità di esibirsi in luoghi raggiungibili con i mezzi pubblici e l'utilizzo di un impianto di illuminazioni alimentato da generatori a basso impatto ambientale.

Protesta

Foals

Altro punto nella classifica per i Foals. Infatti - come potete vedere anche nella foto sotto - durante la premiazione degli scorsi Mercury Award la band si è presentata sul red carpet con uno striscione che citava "No music on a dead planet".

Disclosure

Lo scorso anno Disclosure insieme ad altri DJ si sono esibiti alle manifestazioni della Extinction Rebellion al centro di Londra. Uno strano incrocio tra una conferenza ed un festival, il tutto per mirare alla lotta contro i cambiamenti climatici, fermare la perdita della biodiversità e minimizzare il rischio dell'estinzione umana e del collasso ecologico.

Billie eilish

La Eilish e i Foals sono sulla stessa lunghezza d'onda, infatti agli American Music Awards la star indossava una maglia con la stessa frase dello striscione della band di Oxford. Però con più strass.

Lifestyle

Pearl jam

La band si occupa praticamente da sempre di salvaguardare il pianeta. Tanto da donare nel 2006 più di 100 mila dollari ad organizzazioni che si battono per le questioni ambientali. Da lì l'attivismo ha preso sempre più parte all'interno della band: il merchandising ha una spedizione eco-sostenibile resa possibile dal Ten Club, la fan community ufficiale della band. Inoltre nel loro sito c'è un'intera sezione dedicata all'attenuazione delle emissioni di anidride carbonica.

Dal 2003 Eddie Vedder e compagni hanno calcolato che la band ha prodotto tonnellate di anidride carbonica per via dei loro tour mondiali tra voli, soggiorni in hotel e spostamenti dei fan che partecipano ad ogni spettacolo. Così hanno deciso che parte del ricavato dei vari tour andranno in donazione a due grandi progetti ambientali con le quali la band lavora a fianco a fianco, avendone fondata una personalmente. Tra le due la Rocky Mountain Elk Foundation per sostenere la conservazione dell'Alaska insieme all'altro progetto per la salvaguardia delle foreste pluviali in Brasile ed Ecuador.
Per tutti i loro sforzi nel 2011 in Colorado hanno ricevuto dall'organizzazione ambientale Rock The Earth il premio Planet Defender Award.

The 1975

Troviamo di nuovo Healy e compagni che hanno avuto altre idee per coinvolgere e sfruttare la loro visibilità per fare del bene al pianeta. La band ha rifiutato di produrre il loro nuovo merchandising in quanto non potesse essere al 100% sostenibile. Così, al Reading Festival del 2019, ha esortato i suoi fan a portare con se vecchie magliette che sono state poi serigrafate con le opere d'arte dei The 1975.
La band inoltre fa parte di quegli artisti che in questo 2020 renderanno più green il loro tour grazie alla collaborazione con Reverb. Poi insieme alla loro label Dirty Hit il gruppo donerà 1£ di ogni biglietto venduto a One Tree Planted, un'organizzazione no-profit che pianta alberi in tutto il mondo.

Pup

Stefan Babcock, frontman dei canadesi PUP, ha contribuito alla causa della sostenibilità a modo suo. Per 24 ore ha messo in vendita dei disegni per tatuaggi unici nel loro genere. Con i proventi da questa vendita grazie all'organizzazione less.ca ha cercato di compensare le emissioni di carbonio, ad esempio comprando fornelli solare da usare nella parte rurale della Cina.

«Ne ho messi in vendita 50 e sono andati esauriti in 20 minuti. Mi sento molto bene per questo e per il fatto che i nostri fan sono così ricettivi a cercare di fare un cambiamento positivo e a donare denaro. È bello sapere che i fan delle band e le persone che vengono agli spettacoli sono anche preoccupati per lo stato del mondo. - Parole di grande ispirazione e che continuano - penso che tutti possano iniziare a esplorare i modi in cui ciò che fanno per vivere, o i loro hobby, possono essere usati per fare la differenza.»

Italiani

Pinguini tattici nucleari

Il loro nome è una sorta di dichiarazione d'intenti nonché un peso da portare sulle spalle. Infatti per i terzi classificati a Sanremo i soldi della vincita sono serviti anche per salvare una specie a rischio estinzione. Di pinguini, appunto. Tutto questo grazie a WWF. Sono stati adottati un centinaio di pinguini imperatore e donati ad ogni sfidante in gara al Festival. Ogni certificato di adozione poi riporta il nome del concorrente al quale lo si è regalato come genitore di tale pinguino. I fondi raccolti grazie a queste adozioni saranno utilizzati per creare una rete di aree marine protette ormai in balia dei cambiamenti climatici che stanno mettendo a repentaglio la vita di questi fantastici animali per via anche scioglimento dei ghiacciai antartici. Già con l'uscita del quarto disco della band Fuori dall'Hype per ogni pinguino adottato da un fan venivano regalati i biglietti per i live.

Eugenio in via di gioia

E per ultimi, ma non meno importanti, gli Eugenio, anche loro partecipanti all'ultima edizione di Sanremo. Loro già da Tutti su per terra e anche con l'album Natura Viva hanno posto l'attenzione sul problema che ci circonda riguardo lo sostenibilità. Sono arrivati a confezionare il packacing del disco utilizzando il 100% di erba riciclata. Mentre con il crowdfunding che prende nome dal loro brano Lettera al Prossimo del disco del 2019, grazie a Federforeste e Coldiretti, sono riusciti a raccogliere il necessario per piantare una foresta di mille alberi in quel di Trento. Ogni giorno la band si impegnava a mettere un euro per la piantumazione di questa foresta. E un euro sarebbe andato per ogni prodotto di merchandising e biglietto per un concerto acquistato. In poco più di una settimana la cifra ha superato gli 11 mila euro dando così vita alla foresta degli Eugenio.