Noisy Road on tour: adescate nei boschi dalla famiglia Hutchcraft.

by Carmen

Era una tranquilla e stranamente soleggiata domenica a Londra, quel 25 maggio scorso.

I 2/5 dello staff di Noisy Road reduci dalla doppia data degli Arctic Monkeys a Finsbury e che ancora bazzicavano per le strade della City, pranzano tranquillamente al Pret à Manger di Camden rimembrando le vicissitudini da poco concluse.

Era una tranquilla e stranamente soleggiata domenica a Londra.

Dico era perché a) ormai non abbiamo più l’età per fare due date consecutive in front pit con circa 4 ore di sonno in tre giorni e quindi ad ogni passo erano dolori e b) in programma ci sarebbe stata una passeggiata post-pranzo ad Hampstead Heath (nda per chi non fosse mai stato a Londra, è bene che sappiate che i loro parchi equivalgono ai nostri boschi e/o foreste, roba che bisogna segnare i tronchi col sangue per poter ritrovare la strada), tra cigni e cervi di proprietà di Betta (e magari qualche Bellamy che r̶o̶t̶o̶l̶a corre tra le colline). Cosa ci sarebbe di tanto mama-perdoname-por-mi-vida-loca, direte voi? Obiettivamente niente se non fosse per il fatto che la sottoscritta è partita per Londra con la consapevolezza che quel giorno, ad Hampstead Heath, si sarebbe girato il videoclip per una canzone di una band inglese emergente: i Waco.

E chi sono, direte ancora voi (e anche giustamente)? Facciamo un passo indietro.

I Waco (si pronuncia way-ko secondo le informazioni fornite da loro stessi) sono una band londinese che fa punk rock (sempre secondo la definizione fornita da loro medesimi) ma sostanzialmente sono quattro adorabili freaks in camicine a fiori e maglie psichedeliche che fanno, a mio parere, buona musica. A febbraio è uscito il loro EP, The Wolf EP (scaricabile gratuitamente), contenente alcuni loro brani mentre, qualche mese fa, è stato rilasciato un nuovo singolo dal titolo Agitated e, proprio di questa canzone, il 25 maggio si sarebbe girato il video e la band ha chiesto a quanta più gente possibile di partecipare. Dico solo che la descrizione dell’evento, in poche parole, diceva: vestitevi fighi e comodi che tanto dobbiamo bere nei boschi da fare schifo mentre qualcuno ci riprende per il video della canzone. Ah, okay.

Io, sostanzialmente, ho conosciuto i Waco perché mi piace s̶t̶a̶l̶k̶e̶r̶a̶r̶e conoscere, ehm, nuova musica… e niente, la faccio breve senza pararmi il culo perché non so farlo: il cantante e chitarrista di tale band, Jak, è il fratello di q̶u̶e̶l̶ ̶g̶r̶a̶n̶d̶i̶s̶s̶i̶m̶o̶ ̶p̶e̶z̶z̶o̶ ̶d̶i̶ ̶m̶a̶n̶z̶o̶ ̶i̶n̶g̶l̶e̶s̶e̶ ̶d̶i̶  Theo Hutchcraft degli Hurts. E quindi, una cosa tira l’altra, ho iniziato ad ascoltarli e sono riuscita a trascinare in questa specie di avventura alla cieca altre amiche e una collega di Noisy Road.

Ci siamo trascinate ad Hampsted Heath – l’appuntamento era all’1pmdavanti l’overground della zona – con tanto di occhialoni da sole per mascherare le occhiaie che, se fossimo state James dei Temples, sarebbero state decorate con diciotto tonnellate di glitter argentato. Essendo l’unica che conosceva le facce dei membri della band, ho riconosciuto subito Jak e la sua giacca di pelle (che rebel) recante il logo della band ma, ovviamente, come (quasi) tutte le ragazze fanno in situazioni del genere, abbiamo cambiato strada e abbiamo preferito percorrere tipo 4km a piedi provando a fare le persone atletiche ma che alla fine avevano il fiatone dopo una piccola salita rischiando di collassare tra le api. Una volta ritrovata la strada per l’ingresso del parco, siamo state amabilmente sgamate da Jak che ci fa segno di avvicinarci ma noi, imperterrite, l’abbiamo ignorato (vi prego, insultateci ma sappiate che non eravamo mentalmente stabili in quel momento) per poi essere letteralmente abbordate da uno dei suoi amici che, come da manuale, parte col terzo grado per sapere di dove fossimo e cosa ci facessimo a Londra per poi concludere con un simpatico “pensavamo foste qui per il video ma che non volevate avvicinarvi perché siete timide”… maquandomaidaicicciomachescherzi. Vabbè, in parole povere ci siamo avvicinate e abbiamo trascorso dieci minuti buoni a parlare con Jak di musica e, tra un “vi abbiamo chiamate per il video perché siete cool” e l’altro, veniamo raggiunti da altra gente provvista di buste della spesa strapiene di alcool – e, amici, mi preme ricordarvi che erano appena le due di pomeriggio… amo gli inglesi – per poi infrattarci tutti insieme nei boschi che, detta così è davvero brutta, ma fondamentalmente è quello che è successo.

Una volta arrivati sul luogo prescelto, con tanto di avviso che quello che stavamo facendo era tutto tranne che legale, ci è stato detto semplicemente di bere qualsiasi cosa potevamo bere e di divertirci mentre alcuni amici molto profescional della band, avrebbero ripreso il tutto mentre dovevamo cantare la canzone che alla fine abbiamo imparato come si fa con alcune canzoni degli Arctic Monkeys: sai solo le parole finali, e le urli con una fierezza inimmaginabile, perché il resto del testo è troppo veloce per essere cantato assieme alla traccia e ti perdi dopo due sillabe ma alla fine ci hai provato, ed è quello che conta.

Preferirei evitare i dettagli cruenti e osceni della cosa – tipo che dopo un po’ siamo andate a fare pipì in mezzo alle ortiche (daje Betta chi è più punk adesso, EH EH EH?) perché è inconcepibile bere alcool aduna certa età e non risentirne – però sappiate solo che dopo nemmeno due ore dall’inizio del party hard, appollaiato su un tronco per terra come un maledetto corvo inquietante, s’è palesato anche Theo per dare una mano al fratellino. E qui c’è da dire che la situazione è un attimino degenerata nel panico più totale perché l’avevamo incontrato due giorni prima e ci avevamo parlato praticamente di tutto MA ignorando bellamente la questione del video dei Waco e, chiaramente, lui cosa fa? Si ricorda, si ricorda di noi e parla e ride e chiede cose tipo se ci siamo divertite a Finsbury e se ci stessimo divertendo in quel momento e anche meno, Theo, noi siam qui per lavorare e per fare gli attori nei video a caso, cosa disturbi?! MAH, che gente…

Insomma, le riprese sono andate avanti e sfido chiunque fosse presente a ricordarsi esattamente cosa sia successo visto che anche i cespugli non erano esattamente il ritratto della lucidità. Alla fine, DOPO ORE, la cosa è seriamente finita a tarallucci e q̶u̶i̶n̶t̶a̶l̶i̶ ̶d̶i̶ ̶b̶i̶r̶r̶a vino con tanto di foto di famiglia dove tutti sembriamo appena usciti da una boyband mafiosa e alcolizzata degli anni ‘90 e selfie da ubriachi con entrambi gli Hutchcraft, roba che quella degli Oscar ci lima tranquillamente le unghie.

 

per ovvi motivi lo staff è stato censurato ma il resto della boyband degli anni ’90 è bellissimo… compreso lo stuzzicadenti da mafioso tra i denti di Theo

 

Che dire, è stata un’esperienza ultraterrena che non si può descrivere a parole fino in fondo ed è da poco passata una settimana… il che vuol dire che il video è in fase di editing e che prima o poi verrà reso pubblico.
(update: il video è stato poi pubblicato, lo trovate qui)

Quello che succede tra gli alberi di Hampstead Heath, rimane tra gli alberi di Hampstead Heath.
Io, intanto, vado a cambiare identità e a prenotare un volo solo andata per il Messico prima che il video esca.

Carmen

Senz'anima e senza soldi, pendolare da concerti e booklet vivente: se vi serve un pezzo di canzone, ce l'ho tatuato sul corpo. Un giorno smetterò di ascoltare chi mi consiglia nuova musica e avrò una vita.

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2 Comments
  • Zola

      REPLY

    Hey there! Very glad you were part of the process! Do you mind if I ask a rather off topic question? Who is the girl sitting at the bottom of the picture, short hair, blue jeans? I have a very strange feeling that it could be my friend!

    1. Carmen

      Carmen

        REPLY

      Hi! Her name is Anna, I met her that day during the video shooting. –Carmen

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