Big Bang Music Fest: intervista agli organizzatori + playlist speciale

by Fort

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Qualche giorno fa ho avuto il piacere di parlare con Andrea Bonin, cofondatore del Big Bang Music Fest, festival che si svolge ogni anno a fine maggio a Nerviano. La manifestazione è patrocinata dal comune ed è stata creata dai Giovani Nervianesi, un’associazione culturale senza scopo di lucro che è nata insieme all’idea del festival e organizza anche altri eventi durante l’anno.

Il Big Bang è partito nel 2012 da un gruppo di amici che volevano rompere la noia della vita di provincia creando qualcosa di coinvolgente e di qualità. Tra qualche giorno partirà l’ottava edizione e sicuramente possiamo dire missione compiuta: il festival è cresciuto di anno in anno portando sempre nomi di alto livello e ricevendo un’ottima risposta del pubblico, che l’anno scorso ha raggiunto le 40mila presenze.

Quest’anno il BMMF si svolgerà dal 29 maggio al 2 giugno, con una lineup che includerà tra gli altri jjjjjjjjjjj2manydjs, Colle der Fomento, Derozer, Cimini, Rovere, Stokka & Madbuddy.

Per l’occasione i ragazzi del festival hanno anche preparato una playlist con un commento per ogni traccia: la trovi a fine intervista!

Fort: Ciao Andrea, come va? Manca poco al festival, com’è l’atmosfera?
Andrea: Ciao! Questo è il periodo subito prima del festival, in cui tutto è pronto ma niente è in ordine.
L’area dove facciamo la manifestazione è un parco comunale in concessione a due associazioni ed è chiuso per 360 giorni l’anno, un aspetto carino del nostro festival infatti è anche questo, il fatto che per cinque giorni l’anno rendiamo questo parco accessibile a tutti. Di conseguenza però possiamo entrare nel parco solo 10 giorni prima del festival, quindi per ora è ancora nella nostra testa e sulle planimetrie.
Siamo molto carichi ma anche un pochino agitati, non sai mai come andrà!

Immagino! Ho guardato recentemente un documentario su Netflix, 7 Days Out, dove mostrano i 7 giorni prima di un grande evento, e ci sono sempre un milione di piccole cose che devono essere sistemate all’ultimo, a volte sembra quasi un miracolo che si riescano a organizzare certi eventi.
È vero, ti rendi conto del poco tempo nel quale fai delle cose che in realtà sono molto grandi. Negli anni abbiamo affinato la tecnica, il primo anno che siamo entrati nell’area era tutto più nebuloso, dopo 8 edizioni invece sappiamo come usare gli spazi, dove mettere il palco, eccetera. Anche se è sempre un po’ come la prima volta: un anno hai tutte le strutture, l’anno dopo si è rotto un pezzo di gazebo e bisogna sostituirlo, c’è sempre qualcosa da sistemare.

Devo farvi i complimenti comunque, ho letto un po’ la vostra storia ed è stupendo che da un gruppo di amici siate riusciti a creare e mantenere per anni un festival di questo tipo.
Grazie, ci è anche andata un po’ fuori dalle mani, avevamo in mente fin dal primo anno di fare una festa che potesse far divertire i giovani del territorio, non si faceva mai nulla.
L’avevamo pensata da subito come un festival musicale (invece di una classica festa della birra) e la cosa è stata accolta bene dai giovani, che dalla prima edizione sono venuti in tantissimi. Siamo cresciuti un po’ inconsapevolmente.

Come avrai capito la forza principale del festival è l’ingresso gratuito, facciamo tutto per volontariato e recuperiamo le spese somministrando il cibo e il bere.
Siamo più o meno in 150 soci, ed ogni sera ci sono 80-90 volontari che lavorano contemporaneamente tra backstage, sicurezza, birra, ecc.

150 soci, non sono pochi! Quanti eravate all’inizio?
Nel 2012 eravamo una trentina, avevamo un input ma ci voleva il benestare dell’amministrazione comunale: siamo stati fortunati, il comune ha creduto molto nel nostro progetto. Ci siamo riuniti in due-tre compagnie di ragazzi tra i 25 e i 28 anni ed eravamo circa in trenta, ma più si avvicinavano i giorni dell’evento e più cominciavamo a ricevere aiuto: la gente vedeva la pubblicità del festival e veniva a chiederci «Posso venire a dare una mano?»

Detto questo, ora siamo in 150 soci iscritti all’associazione (Giovani Nervianesi, ndr), ma facciamo anche altre cose: proponiamo attività, serate teatrali, cene, dj set, abbiamo almeno una/due attività al mese.

Tra tutte queste attività la seconda cosa più bella che facciamo – dopo il festival – è una jam di writers, il Nerviapezzi. Prendiamo un parco molto piccolino del Big Bang, un campo da basket in cemento e chiamiamo 40-50 writers da tutta Italia per fare ognuno il proprio pezzo su questo muro.
Ogni anno rifacciamo completamente il muro, negli anni sono passati anche writers stranieri che si sono appassionati, credono nel progetto, e lo fanno in modo volontario.
Quest’anno sarà il 13 e il 14 luglio.

C’è qualcosa che ancora non avete fatto con il BBMF e vorreste fare in futuro, qualche obiettivo ancora non raggiunto? C’è qualche festival da cui prendete ispirazione?
L’obiettivo principale ovviamente è continuare a far crescere l’associazione, magari collaborando con una rete di eventi che ci sono nella nostra zona. Mi ricollego alla tua seconda domanda: noi siamo nati con l’intento di fare un festival musicale, nella nostra zona a fianco c’era prima di noi il Rugby Sound Festival, che adesso dura dieci giorni e ospita Salmo, Articolo 31, Skunk Anansie, Subsonica. Ci siamo ispirati a loro, noi siamo un’associazione culturale, loro un‘associazione sportiva, anche se ora sono cresciuti talmente tanto che sono diventati qualcos’altro.

Uno degli obiettivi principali per i prossimi anni è di creare un “Alto Milanese United”. Noi siamo a nord-ovest di Milano, ci sono loro e altre piccole realtà che stanno nascendo e vorremmo legarle in un unico circuito, per dire a chi vive in queste zone che la musica si sposta in provincia: da fine maggio a metà luglio, ogni settimana, quattro-cinque concerti.
Vorremmo unire più realtà e farle ragionare in maniera unica, presentare il tutto alla comunità come un consorzio, come un unione di forze, secondo me funzionerebbe ancora di più, sia come movimento che come forza comunicativa, parlando tutti la stessa lingua.

Da quando avete cominciato ad oggi come hai visto cambiare la scena musicale italiana? E il festival è cambiato, nel tipo di nomi che portate sul palco?
Sì, negli ultimi 3 anni ormai in Italia si è sviluppata questo nuovo pop italiano, dai primissimi (come Le Luci o I Cani) e poi da Calcutta in avanti sono usciti tantissimi nomi, e stanno ricevendo più attenzione anche artisti che suonano da più anni come Ex Otago o Zen Circus che non avevano avuto il giusto riconoscimento. Questo è il cambiamento più grosso che si è visto: la nuova vita del pop italiano, ed è uno dei generi che abbiamo inserito nella nostra lineup.

Poi abbiamo sempre cercato sempre di accontentare tutti i gusti: hip hop, rap, elettronica, reggae, anche se quest’ultimo purtroppo manca quest’anno, e ne siamo un po’ dispiaciuti.

Un altro cambiamento che abbiamo notato è la passione delle persone verso la musica dal vivo: nei primi anni la gente andava ai concerti ma non tantissimo, mentre dal 2015/2016 complice anche l’itpop la gente va molto di più ai live. Di conseguenza sono nati tantissimi eventi, ed è diventata quasi una moda fare un festival musicale (anche se in molti poi si accorgono degli sbattimenti e fanno una sola edizione). Inoltre nel mercato musicale c’è maggiore concorrenza nel scegliere un artista, prima c’erano 3-4 eventi dietro a un nome, ora ce ne sono di più quindi si alza anche la spesa di produzione, i cachet sono triplicati ma è normale, è il mercato.

Se avessi una “carta magica” da poter spendere su qualsiasi artista, senza badare a costi, chi porteresti al BBMF?
Faccio una premessa: noi siamo apolitici / apartitici, non vogliamo veicolare sentimenti e ci interessa che l’associazione sia di tutti. Poi personalmente ognuno di noi ha le proprie idee poi, ovviamente.

Detto questo, il sogno è Manu Chao, sarebbe il primo nome internazionale; mentre se devo dirti un nome italiano dico Caparezza, questi sarebbero i più belli.

https://www.instagram.com/p/BwaAWpDo26Q/

 

Beh allora facciamo un appello per portarli al Big Bang!

Personalmente tu cosa ascolti? Qualche album che ti è piaciuto recentemente?
Io sono abbastanza onnivoro, non mi precludo l’ascolto di nessun genere. Ultimamente ascolto tanto pop italiano – il nuovo album dei Pinguini Tattici, che son cresciuti molto. A livello internazionale c’è Billie Eilish, non chiedermi perché ma ne sono ossessionato.

Ti capisco! Quanto ho scoperto Bury a Friend ne sono rimasto ipnotizzato.
Sì, Bury a Friend ha colpito pure me, poi quando ho visto Dave Grohl che parlava benissimo di lei, allora ho capito che c’era qualcosa di speciale e non eravamo solo io e il mio collega ad essere in fissa con Billie Eilish.

Poi più in generale, ho tutti gli album di Salmo e degli Zen Circus, per dirti due nomi di generi diversi.

Tornando al festival, c‘è qualche momento divertente o emozionante che ricordi in particolare?
Ci sono tante cose che sono successe, poi noi il festival lo viviamo proprio perché – anche nell’ottica di risparmio – ogni anno ci trasferiamo con le tende e facciamo sette-otto giorni di vita dentro all’area festival, un micromondo dove succedono tantissime cose.

Se devo sceglierne qualcuno, ho un paio di esempi in particolare.

Il primo l’anno scorso: nella serata del venerdì avevamo i Pinguini Tattici Nucleari come headliner e nel pomeriggio ci è arrivata una richiesta da un partecipante, che voleva chiedere alla sua fidanzata di sposarlo quella sera sul palco.

Abbiamo preparato tutto in pochissimo tempo, anche la band era d’accordo, ci siamo gasati tantissimo, e a un certo punto ci siamo guardati in faccia e abbiamo pensato «ok ma se gli dice di no?»
In quel momento avevamo il cuore a mille, anche se alla fine per fortuna è andato tutto bene e lei ha detto di sì.

Il secondo ricordo è di qualche anno fa quando abbiamo avuto Clementino, in uno dei suoi tour più belli tra l’altro. Noi abbiamo un motorino che usiamo per girare nell’area, uno Zip, e la sera che doveva suonare, quando siamo andati a recuperarlo in albergo, un paio di noi erano in motorino. Lui quando lo ha visto è impazzito, si è messo fare due-tre impennate con lo Zip, era talmente preso bene che a metà concerto voleva salire con il motorino sul palco, anche se alla fine siamo riusciti a convincerlo a non farlo per motivi di sicurezza. Ha rimediato con una nostra bici, se l’è portata sul palco e ha cantato una versione elettronica di Chimica Brother, è stato simpaticissimo.

Stupendo. Ti lascio andare, immagino sarai impegnato tra i mille preparativi. Vuoi lasciare un messaggio per chi ci legge?
Noi diciamo sempre che il Big Bang è un’esperienza da vivere, un festival gratuito in un parco organizzato da ragazzi giovani. Non c’è la pesantezza di stare in realtà che fanno business, nel nostro festival ti puoi sentire libero tra persone felici: dalla cucina a chi serve da bere c’è un clima divertente, perché è fatto con entusiasmo e passione.
Il nostro motto è  «Cinque giorni di concerti, un’esperienza da vivere»

 

La playlist Big Bang Music Fest

 

Ruggero de i timidi – Timidamente Io
Lo tsunami di Ruggero e le sensazioni che si provano al BBMF? Stessa goduria 

Margherita Vicario – Mandela
Siamo tutti cittadini del Mondo, alla faccia di chi dice il contrario 

Rovere – tadb
Al BBMF sono accettate anche le friendzonate, basta che siano a fin di bene 

Derozer – Branca day
Bevendo la nostra birra e i nostri cocktail, si fa meglio l’amore 

Auroro Borealo – Il cielo in una stronza
Se è vero che al BBMF è facile amare il prossimo, la s*****a con gli occhioni azzurri è sempre dietro l’angolo ‍♂

Mox – San Lorenzo
Che dici Madre Natura, ci regali 5 giorni di cielo stellato? ✨

Cimini – La legge di Murphy
Probabilmente il posto migliore per noi, è proprio il BBMF ❤

Splendore – Rosa splendore
Appena entri al Big Bang, capisci subito che ci perderai la testa, ma con i piedi ben saldi a terra 

Pepito Rella – Himalaya
Sì, alla fine ci sembra sempre di scalare una montagna, ma il paesaggio è bellissimo 

Colle der Fomento – Eppure sono qui
Chi avrebbe mai immaginato di trovarci ancora qui, insieme, dopo 8 anni? 

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Fort

Ho passato metà della mia vita cercando di essere come gli altri, e l'altra metà per tornare ad essere me stesso.

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