Musica indie, fotografia e front row: intervista a Jim Tobias

by Maria Vittoria Perin

Chi mi conosce sa che custodisco gelosamente la vecchia Canon F1 35mm di mio padre. Prima che scoprissi che sviluppare un solo rullino mi sarebbe costato un rene (a proposito, se avete qualche consiglio su un negozio abbordabile potrei amarvi) ero solita chiedere ai miei amici se potevo immortalare un loro sorriso o solo uno sguardo dritto in camera. Sono convinta che quel click che si sente ogni volta che ci viene scattata una fotografia immortali in pochi millimetri di cellulosa parte di noi, parte di ciò che si è, sinceramente, nel profondo, senza veli. Ogni volta che vedo dei ritratti spontanei, colti all’improvviso, non bombardati dal trucco, né da luci artificiali e Photoshop, me ne innamoro, ed è quello che è successo con le sue fotografie, quelle di Jim Tobias, giovane fotografo inglese che ha seguito in tour i Palma Violets e che ha avuto la fortuna di vedere i Telegram, Public Access TV e Yak da una posizione di favore.

Prima domanda d’obbligo per ogni fotografo: che tipo di fotocamera utilizzi?
Uso una Nikon D3s e una Leica m9.

La seconda è, ovviamente: cosa ti ha spinto a diventare un fotografo musicale (e non solo)?
La musica è una grandissima parte della mia vita, l’ascolto ogni giorno. Mio fratello ha fatto parte di diversi gruppi musicali (attualmente nei Leif Erikson, ndr) per tutta la sua vita, e questo mi ha dato l’opportunità di fare foto a concerti e di procurarmi pass per fotografi quando non ci sarei riuscito. Grazie a ciò sono migliorato sempre di più e sono entrato in contatto con l’industria musicale; è tutto questo che mi ha permesso di arrivare dove sono ora, insieme a un po’ di fortuna ed un tempismo perfetto.

Guardando le tue foto dei concerti, non sono le classiche foto che si trovano in giro, alcune sono sfuocate, i colori sono spesso scuri. Che cosa cerchi di immortalare quando sei là, in prima fila?
Credo che al giorno d’oggi la maggior parte della fotografia musicale sia molto fredda e parecchio noiosa. Un sacco di foto col flash. Le foto scattate al pubblico sono sempre tutte uguali. Io cerco di immortalare un momento emozionante, trovo che le mie foto mostrino un lato più onesto ed evocativo della musica live. Ad un concerto c’è un’atmosfera ed un senso di eccitazione che credo non venga rappresentato nella maggior parte delle foto. Un’immagine che ho sempre impressa in mente è quella di Paul Simonon dei The Clash mentre rompe il suo basso: ha tutti i tratti che vorrei catturare in una foto.

Chilli & sam from palma violets. @palmavioletsofficial #palmaviolets #livemusic #live #concert #nikon #nikonphoto

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Tu sei là, di fronte alla tua band preferita, e dietro di te ci sono centinaia di fan che urlano e cantano. Cercherai di immortalare il perfetto sguardo del cantante, il dolore provato dal batterista, l’ammirazione di un fan? Qual è il momento migliore da immortalare?
Sono dell’opinione che il miglior momento da immortalare sia un momento unico, che racconta una storia. Comunque, amo anche scattare foto che riescono a stare in piedi autonomamente piuttosto che come parte di una serie di foto. Una delle mie foto preferite che ho scattato è quella di una giovane coppia tra gli spettatori di un concerto dei Palma Violets a Cardiff. Un riflettore è puntato su di loro mentre si scambiano un bacio in mezzo ad un ammasso di ragazzi urlanti. L’immagine mostra quanta gioia può portare la musica live.

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I ritratti sono la tua specialità, quelli dei Palma Violets sono incredibili. Credo che per scattare un buon ritratto sia necessario avere un’intimità particolare con quella persona, e non è facile da ottenere, soprattutto quando si tratta di un artista. Cosa ne pensi? Tu come fai a costruire questo collegamento?
Per me avere una sorta di collegamento con un soggetto è molto importante. Ognuno ha la propria tecnica per scattare ritratti, a me piace magari andare a bere qualcosa con le persone che devo fotografare prima di cominciare a lavorare. Cerco di non parlare di lavoro o delle foto che farò in questi momenti, insomma, cerco di rompere il ghiaccio. Inoltre mi piace scattare molto velocemente, così che le persone non hanno abbastanza tempo per pensare al fatto che gli sto facendo delle foto e imbarazzarsi. Inoltre, nascerà un rapporto con le persone di volta in volta che le fotograferai.

Cosa vuoi che i tuoi ritratti comunichino?
Voglio che comunichino un realistico senso di personalità e che mostrino le persone come sono nella vita reale. O almeno come li vedo io.

Quindi che tipo di relazione esiste tra fotografia e musica? Come sono collegati queste due espressioni artistiche?
Musica e fotografia sono due enigmi completamente diversi. Hanno diversi obiettivi e non credo siano molto legate tra di loro. L’unico modo in cui sono collegate per me è che le amo entrambe.

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Per ultimo ma non meno importante, una domanda facile: descrivi cos’è la fotografia per te con una canzone o le parole di una canzone.
Hahaha, questa è difficile. Ci provo. Forse I’m Bored di Iggy Pop. Credo che una delle cause per cui mi sono appassionato alla fotografia è la banalità di molti altri percorsi lavorativi e di vita. Inoltre, ogni volta che sono annoiato, comincio semplicemente a scattare fotografie. È una bellissima attività a cui essere appassionati, hai solamente bisogno di una macchina fotografica e dei tuoi occhi: è tutto ciò che ti serve per fare foto.

Sai che siamo un blog di musica indie, quindi, qual è la tua canzone indie preferita/il tuo album indie preferito?
La mia canzone indie preferita al momento è probabilmente Walking With Thee dei Clinic. Bellissima canzone, non invecchia mai. Ma ascolto così tanta musica diversa che probabilmente cambierò idea domani. Il mio album preferito è probabilmente il nuovo album dei Twin Peaks, Down in Heaven.

Potete seguire Jim qui:

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Maria Vittoria Perin

Sogno costantemente concerti e nella realtà li aspetto come un bambino aspetta Natale, intanto colleziono testi di canzoni in un'agendina nera tappezzata di stickers di album. "If you lost your faith in love and music, oh the end won't be long" dovrebbe essere un mantra.

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