10 artisti da non perdere a Home Festival 2018

by Maria Vittoria Perin

DAY 1

Django Django | Sun68 Stage, 20:05

Scozzesi, tutti con un diploma all’accademia d’arte, in poche parole artistoidi. Tutto ciò che circonda la band ha qualcosa di artistico: il nome, le camicie improbabili che gli si vede spesso addosso, le copertine degli album molto Tumblr, le visual. I Django Django portano sul palco tre finestroni su cui vengono proiettate nuvole e onde marmorizzate, cornici rotanti, grafiche intergalattiche, che fanno da sfondo ad un indie scientifico e metodico, in cui le chitarre elettriche si fondono con l’elettronica dei sintetizzatori, come nell’ultimo Marble Skies, ma la band è capace di garantire un divertimento e una spensieratezza quasi sfrenati, grazie a vecchi pezzoni quali Default e Life’s a Beach. Da non perdere anche per i più scettici, sia quelli che all’elettronica non credono e sia quelli che ad un assolo preferiscono un beat a 180bpm.

alt-J | Clipper Stage, 22:50

Triangles are my favourite shape” e su tutte le mani a formare un triangolo con le dita. Gli alt-J, terzetto un po’ nerd, un po’ timido, sono d’obbligo per chi ai bei tempi dell’indie non ha resistito a tatuarsi un triangolo su qualche centimetro della propria pelle o ritiene An Awesome Wave uno degli album migliori dell’ultimo decennio. Sonorità soffuse, ipnotiche e sognanti con sprazzi di adrenalina e energia propulsiva, in altre parole un trip. Non sarà un caso che gli alt-J vengono ormai annoverati tra i grandi nomi dell’indie made in UK, capaci di fare il pienone in madre patria e non solo. L’ultima volta ci hanno incantato al Palalottomatica di Roma grazie ad un mix di luci e ritmiche da stratosfera, questa volta li vediamo prima del lancio del disco di remix Hip Hop Reduxer. Da non perdere se sentite ancora il bisogno di ricredervi su Relaxer.

George FitzGerald | Sun68 Stage, 00:05

L’elettronica se buona non guasta mai, ed è il caso di George FitzGerald. Il fatto che la sua produzione non sia niente male lo dice anche il suo contratto con Domino Records. 10 anni a Berlino, la capitale dell’elettronica, e due dischi all’attivo, l’ultimo, All That Must Be, uscito la scorsa primavera. George è per quelli a cui piacciono le atmosfere tranquille e ariose (personalmente, lo uso per rilassarmi), come quelle di Four Tet e Bonobo, mai spaccatimpani e capace di allietare anche l’orecchio più scettico. Se il live è accompagnato da luci e visual ad hoc, il risultato è garantito. Da non perdere se state cercando la scusa giusta per rinviare il ritorno verso casa.

DAY 2

Weird Bloom | Firestone Stage, 21:55

Se non conoscete questa band, vi state perdendo una delle promesse della musica del Bel Paese. Weird Bloom è una delle poche band italiane a cantare in inglese, si è già esibita al SWSX e al Great Escape, ed è riuscita a mettere in bella vista il proprio album, Blisstonia, nella Mecca della musica indie, la Rough Trade East di Brick Lane. Luca Di Cataldo è un personaggio, una sorta di Mac Demarco anni ’70, wild, vintage ed eccentrico, che porta sul palco tonnellate di energia e quella stravaganza genuina che si invidia, fatta di chitarre suonate con i denti e assoli conclusi tra la folla. Da non perdere se amate la nostalgia delle vecchie sonorità dei vostri genitori e se siete tra quelli che imperterriti credono che la musica italiana non offra mai qualcosa di buono e alternativo.

The Prodigy | Clipper Stage, 22:35

Smack my bitch up” è uno dei versi cult degli anni ‘90. Musica spacca ossa, tosta, acida, nottambula, quella che non deve mancare nella playlist per la palestra o in quella che segretamente tenete da parte per conquistare il mondo. Questa sarà la seconda volta per i raver più famosi d’Inghilterra in quel di Treviso, qui prima del lancio del nuovo disco, No Tourists, in uscita il prossimo 2 novembre. Quello dei Prodigy sarà un live ad alto tasso adrenalinico con fiumi di birra, pogo, sudore e polvere (e punterei anche su delle fiamme sul palco a dare al tutto un tocco ancora più boom). Armatevi di scarpe comode e in alto i gomiti. Da non perdere se avete bisogno di una perdita peso istantanea post vacanze.

DAY 3

Andrea Poggio | Firestone Stage, 18:05

Ex avvocato milanese, occhiale da intellettuale, ormai ben conosciuto nella cricca musicale del paese, viene spesso paragonato a Franco Battiato. Poggio è sicuramente un one to watch dell’indie made in Italy, il suo debut, Controluce, anche se sicuramente non tra i più immediati usciti l’anno scorso, ha riscosso opinioni piuttosto positive ovunque, e come non essere d’accordo, viste le sonorità ricercate e l’arguzia dei suoi testi metropolitani. Tra dolcevita scuri, Rayban Clubmaster e movenze da teatro kabuki, il cantautore porta in scena eleganza, classe e sofisticatezza minimal non comuni nel panorama dell’indie italiano, o dell’It Pop. Noi è da un pezzo che ce ne siamo innamorati ma è ancora un artista in sordina. Non so come sia finito nello stesso giorno della Dark Polo Gang e Afrojack, da non perdere se state cercando un porto sicuro dove rifugiarvi.

Santii | Jack Daniel’s Stage, 19:30

A vederli dovrebbero dire qualcosa a più di qualcuno. Santii è il rebrand di M+A, il progetto elettronico del duo Michele Ducci e Alessandro Degli Angioli. Apprezzatissimi più all’estero che in patria grazie alle lyrics anglofone e le ritmiche catchy ma sofisticate, si erano fatti notare già nel 2014, quando sono riusciti a calcare il main stage del Glastonbury. Dopo un lungo, lunghissimo, silenzio hanno deciso di abbandonare il loro vecchio sound un po’ tropicale, per accogliere a braccia aperte un pop di gusto internazionale che vede la partecipazione di ospiti quali Rejjie Snow e Supah Mario. Magari non per i palati più old style, ma chi continua a pensare che il pop non vada degnato di uno sguardo, si sbaglia. I ragazzi ci sanno fare, da non perdere se avete voglia di qualcosa di fresco ed estivo o se avete più di due spritz in corpo e sentite l’impellente bisogno di ballare.

Cosmo | Sun68 Stage, 21:45

Cosmo, Cosmo everywhere (insert Toy Story meme). Marco Jacopo Bianchi, in arte Cosmo, forse non passerà in radio con la frequenza di Laura Pausini, ma in questa estate 2018 sembra essere lui il tormentone. Ha portato il suo rave itinerante, il Cosmotronic Tour, da Nord a Sud, costellando le line-up di qualsiasi festival lungo lo Stivale. Uno spettacolo di luci ipnotiche, casse dritte, sincopi, testi difficili da non collegare ad un ricordo, giacche e camicie fluorescenti, salti, sing along fin troppo immediati, è questo quello che prevede lo show imbastito da Cosmo. Da non perdere perché riesce replicare davanti a migliaia di persone un’atmosfera da club sotterraneo alle ore più piccole della notte, offuscate dai vapori di droghe, alcol e ghiaccio secco.

DAY 4

Maria Antonietta| Sun68 Stage, 18:30

Da quando è stato pubblicato il suo terzo album, Deluderti, su NoisyRoad abbiamo parlato di Maria Antonietta fino allo sfinimento: è quindi inevitabile che uno dei concerti che vi invitiamo a non perdere assolutamente durante l’Home Festival sia proprio il suo. Siamo certi che, se ancora non la conoscete, non potrete che rimanere completamente abbagliati dal suo mix di grinta, classe e sensualità. Da non perdere per chi ama anche il rock dei Ministri e la classe di Nada.

Motta| Sun68 Stage, 21:15

Solo un paio di giorni fa lo abbiamo visto esibirsi allo Sziget Festival, dove ha letteralmente divorato il palco, stregando non solo i numerosissimi italiani accorsi per assistere al suo concerto, ma anche diversi stranieri che si trovavano per caso nella zona dello European Stage durante la sua performance. Motta, fresco vincitore della Targa Tenco 2018 per il sul secondo album, Vivere o Morire, oltre a essere una delle punte di diamante del cantautorato italiano, è un vero e proprio animale da palcoscenico: non lasciatevelo sfuggire. Da non perdere per chi ama anche gli Zen Circus, gli Afterhours e i Marlene Kunz.

Qui sotto trovate tutti gli orari. Per info e biglietti: http://www.homefestival.eu/it/ 

Articolo scritto da Maria Vittoria Perin e Federica Di Gaetano.

Maria Vittoria Perin

Sogno costantemente concerti e nella realtà li aspetto come un bambino aspetta Natale, intanto colleziono testi di canzoni in un'agendina nera tappezzata di stickers di album. "If you lost your faith in love and music, oh the end won't be long" dovrebbe essere un mantra.

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