Shout Outs in Music: 10 canzoni che nominano altri artisti

by Greta

In quanti modi possono interagire gli artisti a livello musicale? Certo, il sogno di molti è vedere i propri cantanti preferiti collaborare. Ogni tanto si avvera, ma bisogna essere fortunati. E che dire delle ospitate durante i concerti? Anche quello è un bel momento, ma decisamente non è una cosa che capita tutti i giorni. (Se vi è mai successo, sappiate che vi invidio profondamente). Ci sono poi le cover, che – diciamolo pure – non sempre riescono bene. Restiamo sul semplice: abbiamo le canzoni in cui gli artisti nominano i “colleghi”. Che sia un omaggio, un insulto più o meno velato o una semplice menzione, ce n’è per tutti i gusti!

LET’S DANCE TO JOY DIVISION – THE WOMBATS

Let’s dance to Joy Division and celebrate the irony
Everything is going wrong, but we’re so happy

Il ritornello di questa canzone del 2007 racchiude perfettamente l’essenza del brano. Secondo quanto dichiarato dalla stessa band, Let’s Dance to Joy Division riguarda l’abitudine delle persone di ballare e divertirsi su canzoni generalmente considerate tristi. Perché a detta loro quando la vita ti delude, questa è la musica che ti fa stare meglio. Quindi spazio a una canzone che ci invita proprio a uscire, prendere un taxi e andare a ballare. Davanti al DJ sapremo già che musica chiedere.

Fun fact: Lo stesso cantante Matthew Murphy dichiara di aver ballato con la sua ragazza Love Will Tear Us Apart, una sera in un bar di Liverpool. Alla canzone, dal contenuto decisamente non allegro, viene fatto diretto riferimento («Let the love tear us apart / I’ve found the cure for a broken heart»).

BRIAN ENO – MGMT

I followed sounds to a cathedral
Imagine my surprise to find
That they were produced by Brian Eno

Canzone dedicata al produttore inglese Brian Eno, inizialmente registrata come uno scherzo, senza l’intenzione di renderla pubblica. Nel brano Brian Eno diventa ironicamente il maestro che gli allievi possono solo guardare con ammirazione («We’re always one step behind him, he’s Brian Eno»). Viene fatto riferimento anche alle Oblique Strategies, le carte ideate dallo stesso Eno che propongono una serie di enigmi e aforismi spesso difficili da decifrare, volti ad aiutare il musicista a pensare fuori dagli schemi.

Fun fact: Nonostante l’ironia, gli MGMT hanno dichiarato di ammirare il lavoro di Eno, che a sua volta ha apprezzato questo particolare omaggio.

ANYONE CAN PLAY GUITAR – RADIOHEAD

Grow my hair
Grow my hair, I am Jim Morrison
Grow my hair
I wanna be wanna be wanna be Jim Morrison

Adesso torniamo al primo album dei Radiohead, Pablo Honey (1993). Il riferimento a Jim Morrison – in una canzone nella quale si parla di suonare la chitarra anche in mezzo a scenari apocalittici, perché sembra che chiunque sappia farlo – è volto a mostrare il «disprezzo patologico» del cantante Thom Yorke per il frontman dei Doors e per il mito che lo circonda. Parole sue, ovviamente. Che vogliamo dirgli?

Fun fact: Durante la performance all’MTV Beach House del 1993, beh, diciamo che il disprezzo patologico è diventato abbastanza palese (Yorke che praticamente inveisce contro Jim Morrison lascia pochi dubbi).

OXFORD COMMA – VAMPIRE WEEKEND

Lil Jon, he always tells the truth

Il rapper Lil Jon viene presentato come qualcuno che dice la verità. É più onesto lui di molti intellettuali o finti tali, bersaglio di un brano in cui si critica l’elitarismo e le persone che – appunto – si credono meglio degli altri facendo sfoggio della propria cultura. Queste persone sono simboleggiate dai puristi dell’Oxford comma, la virgola usata prima di una congiunzione in un elenco formato da almeno tre elementi (Per esempio: “London, Paris, and New York” è scritta con l’Oxford comma, mentre “London, Paris and New York” è scritta senza. Se sono riuscita a farvi cantare «Who gives a fuck about an Oxford comma?», possiamo procedere. In alternativa anche voi potrete fare gli intellettualoidi snob).

Fun fact: Lil Jon è successivamente apparso nel video di Giving Up the Gun dei Vampire Weekend.

OUT OF MY MIND – THE KILLERS

Went back to back with Springsteen
You turned and rolled your eyes
So I told you about McCartney
And that’s a heavy name to drop

Canzone molto commovente, scritta dal cantante Brandon Flowers per moglie in seguito al periodo in cui lei ha sofferto seriamente di depressione. Flowers dichiarò di aver cantato Thunder Road di Bruce Springsteen per cercare di impressionarla, e di averle raccontato della volta in cui Paul McCartney ha raggiunto i Killers sul palco per suonare insieme Helter Skelter. Inoltre ha aggiunto che, per quanto sia stato difficile parlare di un argomento così delicato, scrivere canzoni come Out of My Mind è stato d’aiuto, e in qualche modo ha permesso agli ascoltatori di sviluppare una maggiore consapevolezza sulla salute mentale. Qui ovviamente nessun fun fact, vi invito solo ad ascoltare.

STAR TREATMENT – ARCTIC MONKEYS

I just wanted to be one of The Strokes

Iconico incipit dell’ultimo album degli Arctic Monkeys, Tranquility Base Hotel & Casino, uscito lo scorso anno. Qui è chiarissimo il riferimento all’ammirazione per gli Strokes, la band che di fatto rappresenta il punto di partenza nella carriera degli Arctic. Secondo il cantante Alex Turner, l’immediatezza del verso rimanda alla schiettezza del primo album della band, pubblicato nell’ormai lontano 2006. Una trasparenza che contrasta con il suo attuale stile di scrittura, diventato più astratto. Una riflessione sul passare del tempo. Un ritorno al passato anche nello stile. Una canzone di fatto nostalgica in cui si ricorda ciò che è stato, e si racconta una storia di crescita e cambiamento.

Fun fact: Albert Hammond Jr., chitarrista degli Strokes, non solo ha apprezzato il riferimento, trovandolo il modo perfetto per parlare della semplicità dell’essere giovani, ma ha anche definito Turner «a great lyricist». Non è da tutti ricevere un complimento dal proprio idolo!

HIGGS BOSON BLUES – NICK CAVE AND THE BAD SEEDS

I see Robert Johnson with a 10-dollar guitar
[…]
Ah, well here comes Lucifer
[…]
Robert Johnson and the devil, man
Don’t know who is gonna rip off who

Canzone visionaria (e non trovo altra parola per descriverla) ispirata alla scoperta del bosone di Higgs, che valse il premio Nobel per la fisica allo scienziato. Nick Cave si disse particolarmente incuriosito dall’interesse mediatico creato intorno a questa scoperta, punto di partenza per raccontare il «tracollo spirituale del nostro mondo». Ma cosa c’entrano Robert Johnson e il diavolo? È presto detto. La leggenda narra che il musicista abbia stretto un patto con il diavolo, vendendogli la sua anima in cambio della straordinaria abilità nel suonare la chitarra. Leggenda sostenuta dallo stesso Johnson, peraltro!

Fun fact: La canzone contiene anche questo verso: «Miley Cyrus floats in a swimming pool in Toluca Lake». Dai, parliamo di Nick Cave, evitiamo di farci troppe domande, il bello è questo.

BETTER THAN THAT – MILES KANE

When Mister Brown said he felt good
I tell you it’s no lie
I feel better than that

Quando si cerca un attimo di svago e qualcosa di un po’ più leggero da ascoltare, quale persona migliore di Miles Kane che canta di sentirsi addirittura meglio di James Brown (Chiaro il riferimento, no? «Whoa! I feel good, I knew that I would!»)? Alzate il volume al massimo, questa canzone vi farà sentire bene! (forse ancora più dei Joy Division, che dite?)

Fun fact: Vengono citati anche i Beatles con uno dei loro nomi precedenti, the Silver Beatles.

EVEN COWGIRLS GET THE BLUES – THE GASLIGHT ANTHEM

But not me, pretty baby
I still love Tom Petty songs and drivin’ old men crazy
And not while Little Eden is waitin’
So you sing me a slow song, darlin’ I’ll drive you crazy tonight

Avete presente quando i vostri amici iniziano, all’improvviso, a comportarsi da adulti? Mentre voi siete ancora a fare il test per scoprire che tipo di gelato siete? (Io sono quello alla vaniglia). Eccovi l’argomento di questa canzone. Nella prima strofa si parla esplicitamente degli amici del narratore, che si sono sposati e hanno «avuto un paio di bambini». Di colpo sono cresciuti, non si interessano più ai passatempi considerati infantili. Loro, non il narratore. Che continua ad amare le canzoni di Tom Petty, ricordato anche nel testo della canzone.

Fun fact: Nel testo sembrano esserci riferimenti anche a Bruce Springsteen e Marvin Gaye.

NINA CRIED POWER – HOZIER feat. MAVIS STAPLES

And I could cry power (Power), power (Power)
Power, Lord
Nina cried power
Billie cried power
Mavis cried power

Piccola selezione di versi, ma in realtà dovrei citare l’intera canzone, un grande tributo agli artisti che hanno lottato per l’uguaglianza e per i diritti. Di fatto un brano di protesta che omaggia le persone che hanno dedicato la propria voce e la propria vita alla protesta stessa. Tra cui: Nina Simone (che dà il titolo alla canzone), Joni Mitchell, Billie Holiday, James Brown, Bob Dylan, Woody Guthrie, Curtis Mayfield, Patty Smith, John Lennon, B.B King, Pete Seeger e Marvin Gaye.

Fun fact: Canzone realizzata in collaborazione con Mavis Staples, che viene nominata tra gli artisti.

Altri articoli che potrebbero interessarti

Dicci la tua


Ci trovi anche qui: