20 febbraio 2018

10 nomi dell'indie inglese da tenere d'occhio

Se siete alla ricerca del vostro nuovo gruppo emergente preferito, c’è un’ottima probabilità che stia suonando in un minuscolo pub d’oltremanica di fronte a una decina di spettatori proprio in questo momento. Io non sono mai stato uno di quelli che si lamenta per la troppa musica da ascoltare, ma qualche volta la quantità industriale di nuovi gruppi nella scena inglese rende davvero difficile rimanere al passo con tutti i nomi su Twitter, Spotify e riviste varie. I prossimi headliners dei futuri festival potrebbero essere già qui e nessuno se ne accorgerebbe! Se anche voi come me vivete nella costante paura di star ignorando l’esistenza di nuova musica e di perdere molti concerti che rimpiangerò di non aver visto fra qualche anno, questi 10 gruppi britannici fanno al caso vostro: un misto di nomi appena scovati e band pronte a fare il grande salto verso il successo, indispensabili per confermare la vostra reputazione di nerd musicali italiani al passo con le tendenze.

Trudy and the Romance

Se mi chiedessero “Qual è l’ultima band che ti ha veramente colpito di questi tempi?”, non esiterei un attimo prima di fare il nome di questi tre ragazzacci di Liverpool. I Trudy hanno trovato il modo di unire la semplicità e la schiettezza dell’indie moderno con un sound inimitabile e, onestamente, unico, ispirato dal classico vibe pop e rythm and blues anni ‘50. Strano a dirsi, vero? Beh descriverlo a parole lo è forse ancora di più. Tutto quello che vi serve sapere è che “Junkyard Jazz”, il primo EP della band, è una delle release britanniche più interessanti dello scorso anno, con sonorità a metà tra lo sporco e il melanconico, a tratti ruvide, romantiche e nostalgiche. Se ne avete la possibilità, i Trudy sono anche uno spettacolo da godersi dal vivo: un misto di follia e sfrontatezza, spesso per merito del frontman e cantante Oliver, che calca i palchi di pub appiccicosi e poco illuminati come se ne dipendesse la sua stessa vita. Se siete alla ricerca di qualcosa di diverso dal solito e, soprattutto, se siete degli inguaribili, romantici indie kids, I Trudy e la loro romance sono quello che fa per voi.

Canzone consigliata: Is There a Place I Can Go

 

Black Honey

Definirli come “gruppo emergente” potrebbe essere una definizione non molto appropriata: è dal 2014 che il quartetto fa parte della scena indie di Brighton, una delle città di culto del rock inglese. Nonostante la quantità industriale di gruppi sfornati fra le Lanes e il Pier, nessuno riesce a fare musica come i Black Honey. Immaginateli come se la colonna sonora di un film noir americano, con tristi vibes alla Lana del Rey e un energetico sound da garage rock, approdasse proprio sulla costa più indie d’Inghilterra. Izzy Baxter, frontman, chitarrista e anima del gruppo, è forse ciò che rende la band così dannatamente cool, con un look, un sound e una personalità che la dipingono come una Debbie Harry dei giorni nostri. Se siete in cerca di una voce graffiante e ipnotica allo stesso tempo, chitarre dal sapore western e di un gruppo che sa già di essere sulla strada giusta per il successo, non perdetevi il loro imminente debut album! La next big thing è già fra di noi, che aspettate?

Canzone consigliata: All My Pride

 

HMLTD

Se siete in cerca di un simpatico gruppetto indie, senza troppe controversie, che ricordi i cari vecchi Oasis e Arctic Monkeys, che consigliereste anche ai vostri genitori… cambiate articolo, perché gli HMLTD non scherzano. I pupilli dell’NME vengono infatti spesso descritti come uno sfrontato collettivo sado-glam, formato da ben 6 membri. I loro folli show e video ricordano quasi un film horror, incarnando musicalmente una battaglia contro il convenzionale attraverso un misto di stranezze ed egocentrismi richiamanti Bowie e Prince. Se questa descrizione vi intriga piuttosto che allontanarvi, non vi servirà molto per capire che gli HLMTD sono un gruppo a cui piace mettere alla prova i loro fan, ripagandoli con livelli di impegno e dedizione difficili da trovare in molte band. Combinando nelle loro canzoni elementi di post-punk, elettronica e art pop, la band vi metterà davanti a qualcosa che difficilmente avrete ascoltato prima d’ora. Curiosi? Lasciatevi coinvolgere dalla emozionante rivoluzione di questi eccentrici londinesi.

Canzone consigliata: To The Door

 

Yonaka

Le feste sono passate da un po' ed è arrivato il momento in cui su tutti i nostri telefoni cominciano ad apparire le varie playlist dimagrimento “Summer 2018” (destinate ad essere aperte sì e no un paio di volte). Se come me state ancora cercando la spinta giusta per abbandonare le abitudini natalizie, gli Yonaka sono il gruppo che cercate per darvi la carica giusta: originari di Brighton, come ogni gruppo indie che si rispetti, il quartetto si distingue per la loro musica esplosiva e tagliente, una piacevole aggressione per le orecchie. Il gruppo sta meritatamente venendo definito come uno dei nomi più unici ed interessanti del rock alternativo dopo il la pubblicazione di Heavy, il loro primo EP, il cui nome non è un caso: se siete interessati ad un indie più carico e dinamico non fatevi sfuggire questo gruppo, e godetevi i loro concerti pogando in qualche minuscolo pub, invece di vederli supportare i Royal Blood fra qualche anno.

Canzone consigliata: Run

 

Thyla

La definizione di indie inglese emergente: il quartetto di Brighton (ovviamente) è sulla scena da solamente qualche anno, ma dimostra di avere tutte le carte in regola per potersi distinguere. I Thyla faranno la gioia degli amanti dei suoni retro, con le loro voci, chitarre e produzione fortemente ispirati da una forte vibe anni ’80, facendo l’occhiolino a Blondie e Bangles grazie a una carismatica lead singer femminile, Millie Duthie, capace di esprimere le sue ottime potenzialità sia in studio che dal vivo. Il loro è un dream pop da non farsi sfuggire, soprattutto in previsione delle nuove release del gruppo: lasciatevi trasportare dalle onde di questa band a metà fra la calma e l’euforia, il vintage e il moderno.

Canzone consigliata: Pristine Dream

 

Yellow Days

Per chi ha sempre la testa, e le orecchie, fra le nuvole: George van den Broek, in arte Yellow Days, fece innamorare l’Inghilterra già dal 2016 con l’uscita del suo primo EP, confermandosi uno dei nomi più interessanti nella futura scena indie soul con il suo primo album: Is Everything Okay in Your World, uscito da poco prima della fine del 2017. La sua è una musica dolce, pacata, ma non per questo statica e poco interessante, influenzata dallo stile di Mac Demarco e Ray Charles. Una voce ipnotica e sfumata, chitarre blues molto articolate e un misto di beats, sassofoni e collaborazioni hip-hop con Rejjie Snow: Yellow Days è tutto questo, un modo intelligente e creativo di reinterpretare il dreamy indie che ha stregato l’Inghilterra.

Canzone consigliata: Gap In The Clouds

 

Goat Girl

Malinconici di tutto il mondo, unitevi! E se per caso passate per South London, non perdetevi questo quartetto tutto al femminile, uno dei nomi più interessanti e promettenti per la scena della capitale. Le Goat Girl fanno musica schietta e dritta al punto, discutendo di problematiche sociali  attraverso le loro voci cupe e inebrianti allo stesso tempo, unite a note di basso incalzanti e chitarre taglienti, dando alle loro canzoni un mood buio e scontroso. Nonostante tutto il materiale disponibile della band sia ridotto ad una manciata di canzoni per adesso, molte delle quali non più lunghe di un paio di minuti, è questo lo stile delle Goat Girl: musica ridotta all’osso, per i fan capaci di apprezzare l’apparente semplicità dei loro testi e sonorità. Per gli amanti di PJ Harvey e dei Jesus and Mary Chain, le Goat Girl sono senza dubbio il gruppo da tenere d’occhio durante il 2018.

Canzone consigliata: Cracker Drool

 

Darcie

I Darcie sono fra i primi gruppi che questo 2018 ha cominciato a regalarci: con solamente 3 tracce disponibili online sono riusciti ad attirare l’attenzione dell’NME, classificandosi nei 100 artisti più promettenti di quest’anno. Il duo di Manchester propone un pop… oltre il pop, unendo alle loro voci, piacevolmente complementari, un basso marcato, elementi di chitarra molto dreamy e delicati e beat elettronici molto versatili, a tratti quasi assenti, a tratti veloci e alla base della canzone, come nel singolo Tea. Un’interpretazione del dream pop piacevolmente riuscita ed originale, che sfocia nel soul e, senza esagerare, nell’elettronica, un po’ alla Rex Orange County e Rejjie Snow, per capirci. Un progetto davvero interessante che non dovete assolutamente farvi sfuggire se avete intenzione di fare il carico di musica di stile in questo 2018.

Canzone consigliata: Boxes

 

Boy Azooga

Diciamocelo, anche se in molti ci proclamiamo orgogliosi fan dei mesti Joy Division, Nick Cave e Radiohead, un po’ di musica allegra non dispiace mai. E se cercate sul dizionario dell’indie d’oltremanica, i Boy Azooga sono la nuova definizione della parola fun. Il quartetto di Cardiff ha esordito l’anno scorso con il loro unico singolo e canzone reperibile online, Face Behind Her Cigarette, che celebra il matrimonio fra l’indie rock alla Foals e un incalzante funk, unito a note elettroniche molto old school, quasi uscite da un vecchio computer. Il risultato? Un singolo ritmato e “groovy”, difficile da ascoltare seduti senza aver voglia di ballare. Non perdetevi le prossime release di questo gruppo, ci si aspettano grandi cose!

Canzone consigliata: Face Behind Her Cigarette

 

Dream Wife

Il trio che ha messo in subbuglio la scena londinese con un vero schiaffo ad un mercato musicale troppo spesso dominato da presenze maschili: le Dream Wife, già insieme dal 2014, hanno da poco rilasciato il loro omonimo debut album, un concentrato di screamy rock, chitarre esplosive e inni a favore di femminismo, gender e anticonformismo. Nonostante la loro aggressività e intensità al gruppo non manca versatilità e voglia di sperimentare, combinando canzoni puramente rock a pezzi tendenti al pop, conservando sempre quella sana vena di rabbia e ribellione, il punto forte di queste tre ragazze. Le Dream Wife sfidano a volto scoperto la cultura indie inglese e il concetto (sbagliato) di girl band incapace di fare musica per orecchie forti: fatevi catturare dalla loro sfrontatezza e gettatevi nel mosh pit!

Canzone consigliata: Hey Heartbreaker