My computer thinks I’m gay – 22 canzoni per celebrare il mese del Pride

by Federica Di Gaetano

Giugno è uno dei mesi dell’anno che preferisco, probabilmente perché fin da quando ero  bambina giugno ha conciso con la fine delle lezioni, l’inizio delle vacanze estive e i primi tuffi in mare. Oggi che sono un po’ cresciuta e (purtroppo) non posso più festeggiare la fine della scuola, per me non solo scandisce l’inizio effettivo dell’estate, senza però implicare quel caldo folle che non ti permette di dormire e ti fa desiderare la rimozione istantanea persino del tessuto sottocutaneo, ma porta anche con sè un periodo bellissimo per quanto riguarda la musica: la stagione dei festival e di tutti i meravigliosi concertini all’aperto e spesso gratuiti, dove si può rimanere a ballare fino alle prime luci dell’alba, mentre la birra ha praticamente iniziato a scorrere nelle vene.

C’è una cosa, però, che amo più di tutte ed è il fatto che giugno sia universalmente riconosciuto come il mese del Pride, dove per “pride” si intende sia l’orgoglio e la fierezza di essere chi si è, sia le numerosissime parate durante le quali gli appartenenti alla comunità LGBT+ scendono in piazza per rivendicare il proprio diritto ad amare ed essere felici. Il mese di giugno è stato scelto come mese del Pride per commemorare i Moti di Stonewall, avvenuti alla fine di giugno 1969.

Per riassumerne in maniera davvero brevissima, i Moti di Stonewall furono una serie di manifestazioni violente generate spontaneamente dalla comunità LGBT+ contro un raid della polizia attuato il 28 giugno 1969 alla Stonewall Inn, nel quartiere Greenwich Village di Manhattan. Negli anni ’50-’60 pochi locali accoglievano persone dichiaratamente omosessuali. All’epoca la Stonewall Inn era gestita da persone affiliate alla mafia ed era popolare fra chi era maggiormente marginalizzato all’interno della comunità gay: drag queen, transgender, ragazzi effemminati, lesbiche butch, gigolò e senzatetto. I raid della polizia nei locali gay erano frequenti a quei tempi, ma nel caso di Stonewall la situazione degenerò, con proteste anche nelle sere successive. Solo nella prima notte vennero arrestate tredici persone e feriti quattro agenti di polizia, oltre a un numero imprecisato di dimostranti. Si sa comunque che almeno due dimostranti vennero picchiati selvaggiamente dalla polizia.

We are the Stonewall girls
We wear our hair in curls
We wear no underwear
We show our pubic hair
We wear our dungarees
Above our nelly knees

Ben presto furono organizzati gruppi di attivisti, che si proponevano di creare luoghi in cui le persone lgbt potessero essere aperte riguardo alla loro sessualità senza paura di essere arrestate. Nel giro di sei mesi, a New York si formarono due organizzazioni e tre giornali per i diritti gay. Il 28 giugno 1970 la prima marcia per il gay pride ebbe luogo a NY, Los Angeles, San Francisco e Chicago per commemorare l’anniversario dei moti.

No matter gay, straight, or bi
Lesbian, transgendered life
I’m on the right track baby
I was born to survive

In questi giorni, purtroppo, l’Italia non se la sta passando proprio benissimo in tema di diritti civili. Come sicuramente tutti avrete letto, con la formazione del nuovo governo giallo verde sembrano tornate alla ribalta posizioni omofobe che stonano non poco con il fatto che sui nostri calendari sia indicato l’anno 2018 (ma forse Patty Pravo non aveva tutti i torti quando durante il tradizionale concerto di Capodanno ha augurato a tutti “un buon 1918”). Da una parte abbiamo Matteo Salvini, ministro degli Interni e vice Presidente del Consiglio, che a quanto pare ha pensato fosse una buona idea inaugurare il proprio percorso governativo con un discorso che offende non solo le famiglie arcobaleno, ma anche chi è orfano, figlio di genitori single oppure ha una famiglia allargata:

voglio far parte di un Governo con alcune idee chiare. In cui la mamma si chiama mamma e il papà si chiama papà. Non voglio sentir parlare di genitore 1 e genitore 2, 3, 4, 5 o fritti misti. C’è la mamma, c’è il papà e ci sono i bambini che hanno una mamma e un papá

Dall’altra, invece, abbiamo il neo Ministro della Famiglia e della Disabilità, Lorenzo Fontana, leghista e ultra cattolico che non ha fatto in tempo a prestare il proprio giuramento di fronte al Presidente della Repubblica che ha già deciso di dare aria alla bocca, partorendo delle dichiarazioni retrograde e aberranti, così sintetizzabili: incentivare le nascite e disincentivare gli aborti, sostenere la famiglia, che è quella naturale, mentre le famiglie arcobaleno per la legge non esistono. Commenti che hanno portato a una valanga di critiche sia sui giornali che sui social, a cui Fontana ha risposto “mi attaccano perché sono cattolico”. No, ti attaccano perché sei uno stronzo, ma passiamo oltre.

Il compito di NoisyRoad, però, non è quello di parlare di politica ma di occuparsi di musica, per questo ho pensato che il modo migliore per celebrare il mese del Pride e, contemporaneamente, reagire a ciò che succedendo in questi giorni nel nostro paese fosse cercare dei brani che trattassero, più o meno velatamente, argomenti legati al mondo LGBT+. Dopo una scrupolosa ricerca, sono arrivata a stilare una lista di 22 brani, italiani e internazionali, più o meno indie, alcuni famosissimi e altri praticamente sconosciuti, che trattano in maniera palese e non di omosessualità, bisessualità, transessualità e mondo queer, alcune con al centro il tema del coming out, altre che raccontano semplicemente delle storie d’amore, interpretati da artisti omosessuali e non.

 

Queen – Perfume Genius  

“No family is safe”

Queen è la seconda traccia di “Too Bright”, il terzo album in studio di uno degli artisti più istrionici e apprezzati degli ultimi anni: Perfume Genius. L’artista non ha mai nascosto il proprio orientamento sessuale ma, anzi, lo ha spesso usato come fonte di ispirazione sia nella sua musica che nella sua immagine sul palco. A proposito di questo pezzo ha dichiarato che si tratta di una canzone che ha come tema centrale quello che lui stesso definisce “gay panic“, ovvero la reazione di immotivata paura che troppo spesso la gente sviluppa di fronte a persone omosessuali (“if these fucking people want to give me some power, if they see me as some sea witch with penis tentacles that are always prodding and poking and seeking to convert the muggles, well, here she comes“).

Da grande sarai frocio – Immanuel Casto

“Da grande sarai frocio e lo stai per scoprire
Fidati di me, può far paura da morire
Ma non stare zitto in un Paese che ti ignora
Esci allo scoperto quando verrà l’ora”

Se c’è qualcuno che in Italia può essere a tutti gli effetti definito un’icona gay questo è senza alcun dubbio Immanuel Casto, che negli anni si è fatto portavoce di un originale genere musicale caratterizzato da sonorità elettropop e tematiche relative alla sessualità in tutte le sue sfaccettature, trattate in maniera ironica e pungente: il cosiddetto porn groove.
Il pezzo in questione, Da Grande Sarai Frocio è stato il singolo che ha anticipato la pubblicazione di “The Pink Album”, terzo disco del Casto Divo. Come ha dichiarato lo stesso Immanuel “in barba a idiozie secondo cui l’omosessualità sia una scelta, la canzone parla di gay che sono gay sin da bambini”. Si tratta, infatti, di un brano diretto e irriverente, che si focalizza sull’infanzia di un bimbo che si scoprirà omosessuale e ne racconta la crescita, passando dall’attrazione verso giochi e passatempi che la mentalità comune associa esclusivamente al genere femminile, fino ad arrivare agli insulti omofobi e alla mancanza di diritti con cui dovrà fare i conti una volta diventato adulto.

Diplomat’s Son – Vampire Weekend

“I know, you’ll say
I’m not doing it right
But this is how I want it
I can’t go back
To how I felt before”

Diplomat’s Son è la penultima traccia di “Contra“, secondo album in studio dei Vampire Weekend, ed è stata scritta a quattro mani dal cantante Ezra Koenig e dall’ex tastierista Rostam Batmanglij (dichiaratamente omosessuale).
Rostam ha raccontato che ai tempi del college Ezra gli inviò un racconto breve intitolato proprio Diplomat’s Son; anni dopo, mentre stava lavorando ad un brano per conto suo gli tornò in mente il personaggio del figlio del diplomatico e ha così deciso di sfruttarlo, inserendolo in un contesto differente, tramutando il tutto in una storia d’amore (“that night I smoked a joint with my best friend, we found ourserlves in bed, when I woke up he was gone“). Successivamente lui e Ezra sono entrati in studio hanno terminato insieme la stesura della canzone.

Santa Rosalia – Levante

“Rosa o blu
Rosa o blu
dai un bacio a chi vuoi tu”

Questo brano, tratto da “Nel Caos di Stanze Stupefacenti”, il terzo album in studio di Levante è una dolcissima filastrocca in cui il tema dell’omosessualità viene presentato in maniera semplice, diretta e concisa, come se venisse spiegato a dei bambini. Il brano è stato ispirato e dedicato ad un’amica lesbica dell’artista e il titolo nasce dal fatto che secondo un’antica leggenda popolare Santa Rosalia, ovvero la santa protettrice della città di Palermo amasse una donna.


Nancy Boy
 – Placebo

“Just another nancy boy”

Nancy Boy è il quarto singolo estratto dall’album di debutto dei Placebo, nonché uno dei brani più conosciuti e amati dell’intera discografia della band e il titolo fa riferimento al termine utilizzato in lingua inglese per apostrofare uomini particolarmente effeminati. Il testo parla liberamente di utilizzo di stupefacenti e sesso occasionale (“different partner every night, so narcotic outta sight”) e ha per protagonista un ragazzo che non rappresenta affatto la mascolinità convenzionale e spesso tossica, anzi si trucca e indossa del profumo (“does his makeup in his room, douse himself with cheap perfume“).
Tutto il significato e il potere della canzone è perfettamente riassunto in questa dichiarazione del frontman Brian Molko:

It pokes fun at macho classic phrases and attitudes. And words like “queer” and “fag”,  you can reappropriate them, attach them to your own power


Michael
– Franz Ferdinand

“Michael, you’re the only one I’d ever want”

Michael è il quarto singolo estratto dall’album di debutto dei Franz Ferdinand. Come dichiarato dallo stesso Kapranos, il brano prende spunto da una serata passata dalla band in un club insieme a degli amici di Glasgow, durante la quale due ragazzi iniziarono a ballare insieme in maniera piuttosto sensuale. Come sottolineato dal verso “Michael you’re the only one I ever want” a essere descritta sembra essere l’attrazione per un altro uomo da parte di qualcuno che, prima di allora, si era sempre considerato eterosessuale.


Le ragazze stanno bene
– Le Luci Della Centrale Elettrica 

“Padre eterno che sei così reazionario
Che dal finestrino atterrando guardi Venezia dall’alto
Hai visto il loro non era un amore poi tutto diverso”

Le ragazze stanno bene è il secondo singolo estratto da “Costellazioni”, il terzo album in studio di Vasco Brondi aka Le Luci della Centrale Elettrica ed è, a mio parere, uno delle canzoni italiane migliori degli ultimi anni, nonché una delle più dolci.  Il titolo richiama quello di un popolare film a tematica LGBT+ di qualche anno fa, The Kids Are All Right (arrivato in Italia con il titolo I Ragazzi Stanno Bene), mentre il brano racconta la storia di due bellissime giovani donne, Chiara e Sara, che si ritrovano dopo qualche anno e riescono ad amarsi nonostante le incertezze e la paura del futuro( “non c’è alternativa al futuro“).

Loving Someone – The 1975

“It’s better if we make them want the opposite sex”

In seguito al terribile attacco terroristico di matrice omofoba che ha avuto luogo nella notte fra l’11 e il 12 giugno 2016 nel night club Pulse di Orlando, diverse celebrità si sono attivate per mostrare il loro sostegno alla comunità LGBTQ+. Tra questi ci sono stati anche i 1975, che durante il loro concerto a Charlottesville, in Virginia, in programma esattamente il giorno dopo la sparatoria, hanno deciso di utilizzare una grande bandiera arcobaleno durante l’esecuzione di Loving Someone, contenuta nel loro secondo disco, “I Like It When You Sleep, for You Are So Beautiful Yet So Unaware of It“.

Il brano, infatti, è un vero e proprio inno alla libertà di amare, in cui il frontman Matty Healy mostra la propria vicinanza a tutti quei ragazzini che ancora non riescono ad accettare sé stessi (“we’re all human, we’re just like you man” e “I am forever in alongside the boys in jumpers”). Nella strofa iniziale viene spiegato come i media tendono a infilare nella testa delle persone, soprattutto quelle più giovani, che si dovrebbe desiderare esclusivamente il sesso opposto (“it’s better if we make them want the opposite sex”) e si lamenta di personaggi famosi privi di integrità, che vengono imposte come modelli per i più giovani (“besides celebrities lacking in integrity, holding up the status quo instead of showing your kids that they matter“).

I’m still your fag – Broken Social Scene

“And I’m still your fag”

I’m Still Your Fag è la penultima traccia di “You Forgot It In People“, secondo album dei Broken Social Scene.
Si tratta di un brano dai toni grigi e malinconici in cui un ragazzo gay parla della propria relazione con un uomo che non è mai riuscito ad accettare la propria sessualità e a fare coming out ed è finito per sposare una donna e vivere una vita apparentemente eterosessuale (“heard about your wife and kids where we slept“).

True Trans Soul Rebel – Against Me!

“Does god bless your transsexual heart?”

Gli Against! Me sono una band punk rock originaria della Florida formatasi nel 1997. Nel maggio 2012, il frontman Thomas James Gabel decide di fare pubblicamente coming out come donna transgender e si presenta al mondo come Laura Jane Grace.

The cliché is that you’re a woman trapped in a man’s body, but it’s not that simple. It’s a feeling of detachment from your body and from yourself. And it’s shitty, man. It’s really fucking shitty.

Durante questo periodo ha iniziato a scrivere una serie di canzoni che nel 2014 sono confluite all’interno di “Transgender Dysphoria Blues“, un concept album in cui si parla di coraggio, rabbia, amore, paura, sofferenza, accettazione; un disco importantissimo che tutti dovrebbero ascoltare attentamente almeno una volta, indipendentemente dal fatto di essere o meno fan del genere musicale. Il manifesto dell’album è senza ombra di dubbio il singolo True Trans Soul Rebel, in cui viene affrontato anche il legame fra transessualità e religione.

Nel caso foste interessati a conoscere più da vicino Laura e a saperne qualcosa di più della sua storia personale e sul suo percorso di transizione, vi consiglio di recuperare “True Trans with Laura Jane Grace”, docuserie in dieci episodi prodotta e realizzata da AOL Originals e trasmessa a partire dall’ottobre 2014.

La canzone di Tom – Il Teatro Degli Orrori

“Avrei voluto averti amato”

Si tratta della penultima traccia di “Dell’Impero delle Tenebre”, disco d’esordio de Il Teatro degli Orrori ed è dedicata a Tom Dreyer, un amico della band che ha perso la vita in un incidente stradale. È un brano di grandissima intensità, crudo, sporco, arrabbiato e doloroso. Una sorta di pianto collettivo, dove un uomo comunica quanto amasse e stimasse l’amico che non c’è più e che a tratti sembra quasi narrare una storia d’amore.

Medicine – Harry Styles

“Tingle running through my bones
The boys and the girls are in
I mess around with him
And I’m okay with it”

La sessualità di Harry Styles è al centro delle pagine dei tabloid di gossip e delle speculazioni dei fan da anni, praticamente da quando giovanissimo ha fatto il suo esordio nel mondo della musica con i One Direction. Nonostante gli siano stati attribuiti decine e decine di flirt con donne appartenenti al mondo dello spettacolo, l’artista ha sempre mantenuto una certa amiguitá per quanto riguarda il proprio orientamento, portante spesso sul palco bandiere arcobaleno e usando pronomi neutri quando gli vengono poste domante relative alla sfera sentimentale.
Qualche mese fa, nel corso di un concerto si è esibito sulle note di un brano inedito, Medicine, che ha fatto letteralmente impazzire i fan. La canzone, infatti, parla di un festa popolata sia da ragazzi che da ragazze e l’artista ammette senza troppe cerimonie di gradire la compagnia di entrambi.

I Still Remember – Bloc Party

“You should have asked me for it
I would have been brave
You should have asked me for it
How could I say no?”

I Still Remember è uno dei tre singoli estratti da “A Weekend in The City“, il secondo album dei Bloc Party.
Durante un’intervista venne chiesto al frontman Kaleo Okereke (dichiaratamente gay) se si trattasse di un brano autobiografico e lui rispose che lo era solo parzialmente e che ad essere protagonista non era una vera e propria storia d’amore fra due ragazzi gay, quanto più la relazione fra due adolescenti etero che provano un’attrazione reciproca ai tempi del liceo (“and on that teachers’ training day we wrote our names on every train“).

For Today I Am A Boy –  Antony And The Johnsons

“One day I’ll grow up, I’ll be a beautiful woman
One day I’ll grow up, I’ll be a beautiful girl”

For Today I’am A Boy è un brano di rara intensità e estrema delicatezza, che ha per protagonista una donna transgender ancora intrappolata in un corpo maschile (“but for today I am a child, for today I am a boy“); è estratto da “I Am a Bird Now“, splendido concept album degli Antony and the Johnson, ispirato alla vita della attrice transgender Candy Darling.  Il frontman del gruppo, precedente noto come Antony Hegarty (una delle voci migliori in circolazione), nel febbraio 2015 ha annunciato pubblicamente la decisione di abbandonare la denominazione maschile e la volontà di essere riconosciuta come Anohni.

My closest friends and family use feminine pronouns for me. I have not mandated the press do one thing or another. In my personal life I prefer ‘she’. I think words are important. To call a person by their chosen gender is to honor their spirit, their life and contribution. ‘He’ is an invisible pronoun for me, it negates me


Survival
– Adult Mom

“I don’t know if my mom loves me anymore”

Adult Mom è il nome del progetto artistico di Stephanie Knipe, artista newyorkese che si identifica come genderqueer. Nel suo brano Survival, descrive in modo schietto e sincero la sensazione che si prova nel sentirsi incompresi, l’ansia di non corrispondere perfettamente ai canoni che la comunità abbina a una persona queer, il timore di fare coming out con la propria madre e la paura di non venire accettati dalla propria famiglia per quello che si è realmente (“I don’t know if my mom loves me anymore/ She says that I am changing, that I’m not what she bargained for”).


Bad Religion
– Frank Ocean

“I can never make him love me
Never make him love me”

Nel 2012, in occasione della pubblicazione del suo debut “Channel Orange, Frank Ocean ha fatto pubblicamente coming out attraverso un post sul suo Tumblr (che potete trovare qui: http://frankocean.tumblr.com/post/26473798723) , in cui ha raccontato di come a diciannove anni si è innamorato per la prima volta, di un uomo. E in un contesto come quello della scena rap, noto da sempre per essere altamente caratterizzato da maschilismo, machismo e omofobia, le dichiarazioni dell’artista e il fatto che nei suoi testi non abbia mai mascherato di riferirsi spesso a persone del suo stesso sesso, hanno certamente cambiato le carte in tavola.
Bad Religion, in particolare, è un brano piuttosto complesso, che presenta diverse allusioni all’immaginario religioso (“Bo Bo, you need prayer“) e all’amore, più specificatamente un amore omosessuale e non corrisposto (“it’s a bad religion to be in love with someone who could never love you”). La canzone presenta una scena ben precisa: una sorta di seduta di psicoterapia improvvisata, durante la quale Frank, seduto in un taxi, inizia a raccontare il proprio struggimento per un amore non ricambiato al tassista, il quale risponde semplicemente “Allahu Akbar“, che in arabo significa “Dio è grande”.

Sei bella davvero Motta

“Ti guardano tutti, ma sei bella davvero”

Dopo qualche anno passato con i Criminal Jokers, il cantautore Francesco Motta ha esordito come solita nel 2016 con l’album “La Fine dei Vent’anni”, prodotto da Riccardo Sinigallia, che si è aggiudicato la Targa Tenco come miglior Opera Prima ed è subito diventato un piccolo cult per gli appassionati di indie italiano. Fra i brani più dolci e intensi contenuti nel disco c’è la ballad Sei Bella Davvero, che lo stesso Motta prima di eseguire live non manca mai di ricordare essere stata scritta in onore di tutte le donne transgender che ha conosciuto.

In or Out – Ani Di Franco 

“I’ve got more than one membership
To more than one club”

In or Out è un brano del 1992 contenuto in “Imperfectly”, terzo album della cantautrice statunitense Ani Di Franco ed è un vero è proprio inno alla bisessualità.
Il brano si apre con il verso “Guess there’s something wrong with me, guess I don’t fit in. No one wants to touch it, no one knows where to begin”, con il quale l’artista si approccia in maniera piuttosto sarcastica alla visione che l’opinione comune ha generalmente della bisessualità, vista spesso non come un vero e proprio orientamento sessuale quanto più come una fase di transizione e, ancora peggio, di indecisione, spesso persino dagli altri appartenenti alla comunità LGBT+. Atteggiamento a cui l’artista risponde prima affermando di non aver alcuna preferenza di sesso o etnia (“I’ve got no criteria for sex or race”), per poi continuare descrivendo l’approcio e il flirt sia con un uomo che con una donna.

Seeing Other People – Belle & Sebastien

“You’re going to have to change
Or you’re going to have to go with girls
You might be better off
At least they know where to put it”

Seeing Other People fa parte di “If You’re Feeling Sinister“, secondo album dei Belle & Sebastian.
Si tratta di un brano che ha per protagonista un ragazzo che intrattiene una relazione di natura sessuale con un altro uomo, non dichiarato (“we lay on the bed there, kissing just for practice. Could we please be objective? ‘Cause the other boys are queuing up behind us“)

HeavenTroye Sivan

“Trying to save face, and daddy heart break”

Troye Sivan ha esordito sul web da adolescente, ciò nonostante non ha mai fatto mistero della propria sessualità, diventando un vero e proprio punto di riferimento per la comunità LGBT+, in particolare modo per i più giovani.
Heaven è una dolcissima ballad estratta dal suo debut Blue Neighbourhood“, da lui stesso definita la sua canzone più importante. Un vero e proprio brano sul coming out, in cui si parla del venire a patti con la propria sessualità nel corso dell’adolescenza e della difficoltà di far conciliare omosessualità e fede religiosa (“how do I get to heaven?“).

The hardest person to come out to was myself. When I first started to realize that I might be gay, I had to ask myself all of these questions. These really, really terrifying questions, you know, ‘Am I ever gonna find someone?’ ‘Am I ever gonna be able to have a family?’ ‘If there is a God, does that God hate me?’ ‘If there is a heaven, am I ever gonna make it to heaven?‘ Those were all really scary questions for a 14-year old. And then throughout the process, I started to build this self-confidence and self worth, and I realized, yeah, I am gay. Eventually I got to the point; if there is a heaven that I can’t be myself up there then maybe I don’t want heaven.

 

Coming Clean – Green Day

            “Seventeen and strung out on confusion”

Coming Clean è uno dei brani che compone “Dookie“, il terzo album in studio dei Green Day. Si tratta di un pezzo autobiografico in cui il front man Billie Joe Armstrong, dichiaratosi pubblicamente bisessuale in un’intervista rilasciata nel 1995, ripercorre la presa di consapevolezza della propria sessualità, avvenuta nel corso dell’adolescenza e il periodo del liceo, durante il quale i ragazzini venivano convinti che per essere considerati dei veri uomini fosse necessario aderire a un canone tossico e machista(“In high school people think you have to be so macho. People get attacked just because someone insinuates something about their sexuality. I think that’s gruesome”).


I Wanna Be Your Girlfriend
  Girl in red

“I don’t wanna be your friend I wanna be your bitch”

 

Chi è Girl in Red? Sinceramente, non ne ho la più pallida idea. Le uniche informazioni che ho recuperato tramite il suo Instagram sono che ha 19 anni, è norvegese, ha all’attivo una manciata di brani ed legata al mondo LGBT+. Credo di essere arrivata a lei per puro caso girovagando fra le varie playlist di Spotify, in cerca di qualche nuovo artista nordico da scoprire e mi sono imbattuta in questa canzone e me ne sono subito innamorata.
Il brano è ciò che di più semplice può esistere: si tratta infatti della dedica adolescenziale di una ragazza che con la voce distorta e la chitarra sulle ginocchia dichiara senza termini ad un’amica di essere cotta di lei (“I don’t nanna be your friend, I danna kiss your lips“).

Qui sotto potete trovare l’elenco e di tutte le città italiane che ospiteranno le sfilate del Pride nei prossimi mesi e le relative date. Sará una festa bellissima, piena di colore e di amore in ogni dove e vi consiglio di mancare, sia che facciate parte della comunità LGBT+, sia che siate etero e cisgender, perché quest’anno più che mai è necessario prendersi per mano, scendere in piazza, farsi vedere e non avere paura.

9 giugno 2018: Roma Pride 2018
9 giugno 2018: Trento Dolomiti Pride 2018
9 giugno 2018: Pavia Pride 2018
16 giugno 2018: Caserta Pride 2018
16 giugno 2018: Torino Pride 2018
16 giugno 2018: Varese Pride 2018
16 giugno 2018: Siracusa Pride 2018
16 giugno 2018: Mantova Pride 2018
16 giugno 2018: Liguria Genova Pride 2018
16 giugno 2018: Siena Pride, Toscana Pride 2018
16 giugno 2018: Barletta Pride 2018
23 giugno 2018: Catania Pride 2018
30 giugno 2018: Milano Pride 2018
30 giugno 2018: Pompei Pride 2018
30 giugno 2018: Palermo Pride 2018
30 giugno 2018: Perugia Pride 2018
30 giugno 2018: Padova Pride 2018

7 luglio 2018: Alba Pride 2018
7 luglio 2018. Cagliari Sardegna Pride 2018
7 luglio 2018: Bologna Pride 2018
14 luglio 2018: Mediterranean Pride Napoli 2018
14 luglio 2018: Ostia Lazio Pride 2018
28 luglio 2018: Rimini Summer Pride 2018

11 agosto 2018: Salento Pride 2018
3-19 agosto 2018: Torre del Lago Pride 2018

Federica Di Gaetano

Vedo tutto rosa. Mi piace il folk. Non mangio gli animali ma non sono pazza.

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1 Comment
  • Roberta Capuano

      REPLY

    So che magari non è "indie", però "Him" di Sam Smith merita di entrare nella playlist.

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