ABECEDARIO MUSICALE 2020: la guida ai nuovi artisti da tenere d’occhio

by Chiara Bustreo

Il 2020 è inizato da poche settimane e siamo già pieni di nuova musica da consigliarvi. In realtà non abbiamo mai smesso, grazie alla newsletter del nostro caro direttore Fort (per poterla ricevere andate in fondo a quest’articolo e troverete lo spazio dedicato). Per non parlare poi della nostra playlist mensile Serendipity, piena zeppa delle scelte mensili direttamente dallo staff di Noisyroad. Ma non tralasciamo nemmeno Hottest Shit, con tutte le uscite più interessanti settimana per settimana. Ma quello che vogliamo proporvi in questo articolo è un occhio sul nuovo anno, per iniziarlo al meglio scoprendo band e artisti nuovi fin da subito. Oggi vi presentiamo della nuova musica (magari voi alcuni di questi artisti li conoscete già) per ogni lettera dell’alfabeto – e non -, in un piccolo abecedario per questi primi passi nel 2020. Questi sono le nostre 27 scelte. Le vostre quali sono?

 

A come … APRE

indie alternative

Charlie e Jules sono di West London e nel 2018 sono usciti con All Yours, primo singolo della loro band APRE. Hanno già suonato a Glastonbury lo scorso giugno dopo l’uscita di quattro EP in due anni. Il loro è un indie alternative, dalle sfumature prettamente pop ma con delle belle componenti elettroniche. L’elettronica dà alle basi la giusta pronfondità con l’aggiunta delle voci in primo piano, ma allo stesso tempo così dentro il pezzo. Mentre la loro definizione personale data a NME riguardo la propria musica è «suoniamo come Mozart avrebbe suonato se fosse ancora in giro». Modesti.
Noi vi consigliamo fra tutte le loro canzoni il loro singolo già citato All Yours. Ma anche Without Your Love – la loro canzone preferita, ndr – e Backstreet.

(Per chi ama l’indie italiano sta uscendo dall’ombra AVINCOLA che ora all’attivo ha due brani solamente. Potete scegliere tra Un rider o Tra poco.
Per chi ama l’indie pop c’è anche Æ MAK, artista di Dublino e che dona alla sua musica – I Can Feel It in My Bones e We Have It Right Here – un’aurea piena di colori e groove).

B come … Ben Elliot (troppo poco famoso?)

indie folk

Sarebbe la colonna perfetta per un film allucinato e allucinogeno riguardante la vita da circo. È teatrale al punto giusto e mai noioso, grazie anche all’aggiunta di parti EDM all’interno di canzoni che sono piccoli carillon. A dimostrazione di questa mia tesi potreste ascoltarvi Flame Amongst the Brave. Il suo album Masquerade è un parco giochi tetro ma al tempo stesso acceso da colori brillanti. Diverso in ogni suo angolo, eclettico. La sua bio di Spotify recita «ispirato da colonne sonore, metal, pop, EMD e tutte le altre cose…». E da questo si spiega tutto il suo lavoro.

(Chi ha voglia di indie condito con un po’ di soul consiglio Brodie Milner a partire dalla sua Acheron.
A chi piace il rap consiglio BenjiFlow: basi dalle melodie latine ma dalle linee vocali veramente contemporanee. Ne sono un esempio le sue Deep End e Can’t Lose.
Mentre per gli affecionatos dell’indie rock assolutamente Prom Queen dei Beach Bunny.
A chi piace l’elettronica si consiglia Can’t Leave You Like This di Bella Boe.)

 

C come … Cousin Kula

indie alternative

Me ne sono innamorata in una delle ultime fredde serate di dicembre mentre la stufa andava, le birre abbondavano e il sonno era poco. Hanno ancora pochi brani all’attivo e il loro primo e unico EP STROODLES è uscito a maggio del 2019. Jelly Love e MIMO sono assolutamente due chicche da doversi ascoltare per perdervi e comprendere questi sei ragazzi. Tutti derivanti dalla scena del progressive jazz di Bristol, si sono incontrati e unendo pop, prog, disco, afrobeat e jazz hanno dato vita all loro sound moderno e fresco. Ma anche alla loro casa. Infatti, i componenti si sono comprati una casetta tutti insieme riservando lo scantinato per le prove. Il sogno di tutte le band, no?

(Se invece avete una passione per i vecchi – e ormai scomparsi – C2C la vostra C sono i Chinatown Slalom con Dr Marvelo & His Best Friend Corkie)
Mentre se volete riscoprire cosa vuol dire cantare con l’anima la vostra terza pagina di questo abecedario riporta il nome di Celeste).

D come … Dayglow

indie pop

Sarà uno dei prossimi fenomeni nel mondo dell’indie internazionale. Il suo album Fuzzybrain è uscito verso la fine del settembre 2019 e per ora gli ha regalato grandi soddisfazioni. Da Hot Rod a Can I Call You Tonight? ha collezionato un album ben fatto che lo incorona come l’antidoto al Dark Pop (Billie Eilish per capirci…). A soli 20 anni ha scritto, suonato, prodotto e mixato il proprio lavoro nella sua cameretta in quel di Aledo, Texas. La leggenda narra che si sia fatto aiutare anche da qualche tutorial su YouTube per raggiungere il livello di quest’album, ma non ne abbiamo la certezza. Intanto noi continuiamo ad ascoltarlo – si consiglia anche Listerine -.

(Per chi va matto per l’indie rockeggiante seriamente andrà matto anche per Communication dei Disq. Un piccolo e dolce gioiellino low-fi.
A chi ascolta Charlie XCX piacerà anche Dorian Electra e la sua Man To Man. E molto probabilmente anche il suo intero album Flamboyant, che nasconde molto più di quanto si pensa).

E come … Eve Owen

indie alternative

Lo sappiamo, lo sappiamo, ha solo un brano all’attivo ma ci ha conquistato al primo ascolto. She Says è la prima e unica creazione per ora della cantante e compositrice londinese. La release è avvenuta a fine novembre dello scorso anno, quindi la sua carriera è ancora in fase di avviamento. Ma, forse, vi potrebbe sembrare di aver già sentito la voce lieve e malinconica di Eve. Infatti è la seconda voce nel brano Where Is Her Head, dall’ultimo album dei The National. Il suo singolo inoltre è stato prodotto da Aaron Dessner, uno dei componenti della band.

(A chi piace il genere electro-tinged indie – come lo definisce il gruppo stesso – consigliamo EESE. Per capire cosa significa questa loro presentazione dovete ascoltare sia Odd Repair e poi Forehead. E capirete.
Per un indie semi-rappato consigliamo gli Easy Life con Dead Celebrities).

F come … Fosco17

indie pop italiano

Forse lo conoscete già per via della sua partecipazione a Sanremo Giovani del 2018. Ma a me ha conquistato quasi casualmente con la sua Bon Ton. È bolognese e da tre anni a questa parte pubblica i suoi brani con il nome di Fosco17 dopo anni di lavoro in radio. Lo scorso novembre è uscito con il suo primo album Dodici Mesi e dal 18 gennaio partirà il suo tour che speriamo possa portargli tutti i fan e la notorietà che merita. Luca Jacoboni, vive di luoghi comuni ma li sdramattiza e li fa suoi con il suo stile cantautoralmente eccentrico. Ti rapisce perché parla di se stesso come se stesse raccontando le  tue storie. La sua bio Spotify lo classifica come «Fosco17 è anti pop e commerciale; più semplicemente è Pop-Sintetico».

(A chi piace l’indie pop low fi diciamo di ascoltare Fake Laugh e il suo ultimo pezzo If You Don’t Wanna Know).

 

G come … Georgia

electro pop

Il 2019 l’ha incoronata come una degli artisti pop inglesi più irresistibili dell’anno. Ha cominciato a scrivere e produrre nel 2015 iniziando dalla sua cameretta dando vita alla sua musica da party. Un insieme di femminilità, euforia, dolore e malinconia. Tessuti tra suoni elettro-pop con sfumature R&B e suoni ’80. Il tutto arricchito da una voce lieve che sembra raccontarti le solite storie d’amori adolescenziali però come se fossero la cosa più unica e inimitabile del mondo. Penso sia stata una delle prime artiste a pubblicare qualcosa nel nuovo anno. Infatti il suo nuovo EP 24 Hours è uscito il 7 gennaio 2020. Le sue chicche sono indubbiamente Started Out, Never Let You Go e la nuovissima 24 Hours.

(A chi piace l’elettronica dal gusto di Godblesscomputers consiglio Greentea Peng.
A chi piace il glitch e l’ultimo punto di questo abecedario – ma più EDM – consigliamo galen tipton con whisper. Da scoppiati e amanti del futuro).

H come … HAAi

elettronica

Io sono una delle tipiche odiose persone che quando le si chiede ma che genere di musica ascolti? ti risponde mah, io ascolto un po’ di tutto. Ma da diversi anni la mia passione si è concentrata nell’elettronica. E HAAi è stata la riprova di quanto io non possa fare a meno di questo genere musicale, nonostante il suo sfoci verso la techno e minimal. Sperimenta, esplora nuove vie e nuovi modi per creare musica, la sua musica. HAAi, aka Teneil Throssell, è una DJ australiana ma di base a Londra. I suoi Dj sets sono appuntamenti immancabili per il sabato sera londinese e lo scorso anno si è conquistata il palco e i fan al Sonar e al Glastonbury. Vi segnalo i brani Be Good e It’s Something We Can All Learn From, gustosi anche a chi non piace propriamente la techno battuta.

(Consigliato a chi piace una miscela tra i Two Doors Cinema Club e i Nothing But Thieves dico di ascoltarsi Aawake At Night o still feel degli half·alive).

I come … Inhaler

indie rock

A chi piace l’indie rock e lo segue con fervore magari il loro nome non è proprio nuovo. Penso di averli beccati almeno in 5 occasioni tra articoli, playlist e radio (Virgin Radio soprattutto, ndr) tra la fine del 2019 e quest’anno. Il cantante e frontman è niente-popo-di-meno-che il figlio di Bono Vox. Sì, quello degli U2. Hanno già seguito in tour Blossoms e Kasabian, mettendo fine alla gavetta e cominciando a far parte delle band alle quali bisogna guardare con rispetto. Il tutto nonostante all’attivo abbiano solamente sette – SETTE – brani. Magia? No, nessuna magia. Solo linee di basso trascinanti, ritmi martellanti, melodie orecchiabili, accenni di psichedelia e tanta storia della musica tramandatagli dai vinili dei loro padri.

(A chi piace l’indie fatto bene consiglio gli Illiterate Light. Molta anima e una produzione artistica che dona colore a qualsiasi strumento. Ascoltate Better Than I Used To per crederci.
Per i gli appassionati invece dell’indie low-fi bisogna ascoltarsi American Spirits degli Inner Wave).

J come … Just Mustard

indie rock

Basta alscoltare i primi 30 secondi di Seven per rendersi conto i Just Mustard sono una figata. Ok, sappiamo che non sono proprio “nuovi” perché sono già usciti con un album nel 2018 e sono all’attivo dal 2016. Ma abbiamo come il sentore che siano sullla via del ritorno. Infatti nel 2019 sono usciti con questi nuovi 4 singoli che hanno catturato non poche attenzioni e verso la fine dell’anno hanno suonato come band d’apertura in uno show dei The Cure a Dublino.

(Ai nostalgici dello stile di Amy Winehouse consiglio Joy Crookes e la sua Mother May I Sleep With Danger? vi trasporterà nel suo mondo arricchito da uno stile swing rimodernato.
JGrrey con For Keeps è una perla anni 70/80 in un lago di elettronica soft e buona musica).

K come … Kadeema

indie dance

Gotta Get It mi è rimasta in testa per un’ora dopo averla ascoltata per la prima volta e solo per una volta. ED È ANCHE L’UNICA CANZONE DEL DUO! Però i due amici inglesi assicurano che stanno solo mettendo a punto le ultime cose per la futura uscita del primo album nel maggio di quest’anno. Per delle scelte vocali e strumentali per alcuni aspetti hanno un che dei Young The Giant. E non possiamo dire altro visto che non abbiamo altri brani da analizzare. Però teniamoli d’occhio, che questi faranno il botto.

(A chi piacciono le cose kawaii e un po’ strane vi presentiamo Kero Kero Bonito. La sua Flamingo vi conquisterà e vi ritroverete dopo un solo ascolto a saperla a memoria).

L come … Lynks Afrikka

dance elettronica

Un artista mascherato, dai mille volti e le mille sfumatura. La sua musica è dance elettronica puramente anni 90. Mentre ascoltavo la sua Str8 Acting mi sono passate per la testa alcune scene del film Trainspotting. Il tutto, ovviamente, mentre ondeggiavo in modo ossessivo la testa. È performer, attore, drag queen e artista dalle più che varie sfacettature. La sua è la musica tipica dei vecchi rave – nostalgia canaglia – e il suo unico obiettivo è divertirsi e divertire.

(Per dell’indie-rock ci sono i Lacuna Common con Not the Same.
A chi piace la stranezza consigliamo LAUNDRY DAY con il brano CRÈME. Mischia accenni jazz ad un semi-rappato per tornare a melodie prettamente elettroniche e che ti trasportano lungo tutto il brano.
A chi piace l’indie-rock fatto bene ci sono i Liily con Toro. Travolgenti e incredili.
A chi piace l’indie italiano consigliamo 19mq (Benevento) di LUCI DA LABBRA).

M come … MELI

indie pop italiano

Lo scorso 10 gennaio è uscito PLEASE WAIT, debut album di Alessio Meli, in arte MELI. Giovanissimo cantautore calsse ’98 di origini siciliane entrato nelle hit indie viral di Spotify grazie al singolo Capofitto tre anni fa. Successo ripetutosi lo scorso anno grazie all’uscita di Cerchi che lo ha riportato all’attenzione del pubblico fan della scena indie italiana dopo un anno e mezzo di silenzio. La semplicità di Alessio cattura tra parti strumentali puramente indie e una linea vocale rappata e sboccata al tmepo giusto. Così mi ha conquistata con la sua Bye Bye, uno dei miei brani più ascoltati del 2019 e, sostanzialmente, diversa rispetto ai suoi brani più ascoltati.

(A chi sentisse la nostalgia e il vuoto incomparabile lasciato da Prince consigliamo MorMor. Voce angelica e piena di groove in falsetto appoggiata su basi soft, come in Whatever Comes to Mind.
A chi piace il folk consigliamo Matthew Thomas Hope con la sua I’d Go Anywhere.
A chi piace lo shoegaze consigliamo Stray Fantasies di Mint Julep.)

N come … Nasty Cherry

pop dance

Non sono per niente un gruppo sconosciuto, anzi. La Nasty Cherry sono nate, cresciute e hanno spopolato nel mondo musicale grazie ad una intuizione geniale della loro discografica Charlie XCX. A colpi di Instagram stories e grazie ad una serie Netflix tutta loro sono arrivate ad avere il successo che stanno cominiciando ad accumulare. Va bene il successo della serie I’m with the Band: Nasty Cherry e passino pure le foto accattivanti ed i video ammiccanti. Ma provate voi ad ascoltare Music With Your Dad e a stare fermi e in caso poi se ne può riparlare.

(Un incontro tra elettronica e pop è sicuramente Nathaniel Steward con Lone Wolf.
Per le anime pure si consiglia Into You di Neoma. Elettronica chillout cantata sia in inglese che in spagnolo ma senza sembrare un pezzo reggeaton.)

O come … Otha

elettronica

Si parla ancora di elettronica da club con Otha. Giovane artista norvegese che, a coloro a cui piace il genere, sarà già saltata all’orecchio per brani come Tired and Sick o I’m on Top. Quest’ultima è stata pensata e composta come una canzone fatta per ballare e divertirsi. E nel suo stile così chillout riesce a farti scuotere la testa e muoverti in piena libertà. In realtà, oltre alle due canzoni citate sopra, ne esiste solamente un’altra dell’artista che è One of the Girls, il suo primo brano scritto a quattro mani con il suo ragazzo canadese. Quello che vi proponiamo di seguito invece è un singolo uscito a metà di ottobre 2019. Speriamo che questo voglia dire che Otha proporrà e arricchirà il suo bagaglio in questo nuovo anno. Noi ce lo auguriamo.

(A chi piacerebbe avere un erede di Prince presentiamo Omar Apollo: inframezzi funk e un rappato molto moderno. Il tutto si può ascoltare in Ashamed.)

P come … Pillow Queens

indie rock

Le hanno innalzate al cielo e più di qualche webzine le ha elette come il futuro della musica per questo 2020. Così abbiamo ascoltato anche noi le Pillow Queens. Brothers e HowDoILook sono ottimi brani che presentano le quattro componenti irlandesi verso una strada spianata di quello che sarà il loro futuro. Soprattutto se il loro tanto atteso e tanto rimandato primo EP verrà finalmente pubblicato quest’anno dopo anni di duro lavoro. L’indie rock si presenta solo come un tappeto a quelle che sono le lyrics, il fulcro della band che tratta di problematiche sociali.

(A chi è piaciuta Jade Bird nel 2019 potrà ascoltare la potente voce di Peyton Gilliland con Ones That Leave.)

Q come …

non pensiamo possano esistere gruppi con la Q in quest’annata.

R come … Richard Boullon

Ha tre brani all’attivo ma If I Could ti cattura fin dal primo ascolto. Richard viene da Caracas ma ormai da anni ha base a Miami, dove compone la sua musica. È un polistrumentista dal timbro vocale incredibile. Per ora non ci sono altre notizie su di lui o su quello che pubblicherà o meno durante l’anno. Intanto speriamo possa piacervi.

S come … Sports Team

indie pop

Un’indie pop pieno di influenze anni ’70 e punk. Qualcuno di voi li avrà già sentiti nominare così come i loro brani M5 o Here It Comes Again. Uno dei tanti brani pubblicati lo scorso anno insieme agli ultimi singoli, pluriacclamati dalla critica. Sono una band di sei elementi conosciutisi in quel di Cambridge che raccontano di telefoni cellulare, chiamate, pub e autostrade. Hanno una fanbase già molto vasta che li segue dal loro debutto nel 2018.

(I Sorry con Starstruck sono per chi ama l’indie con quella vena da vecchio e buon rock.
Per chi ama l’indie danzereccio consigliamo Say Something dei Sarpa Salpa.)

T come … Tutti Fenomeni

indie dance italiana

Nuovo progetto italiano dal rap dance italiana dell’indice. È uscito il 17 gennaio il primo album dal nome Merce Funebre e i tre singoli che lo hanno anticipato sono tutti delle grandi bombe. Dall’ultimo pubblicato Qualcuno che si esplode passando per Valori aggiunti e arrivando a Per quanto ti amo sono il ritratto di un cantautorato in un’epoca dove la trap la fa da padrona. E faccio questo appunto perché Giorgio Quarzo Guarascio è un componente dei Tauro Boys, gruppo di trapper influenzato dalla scena indie. Il disco è stato interamente prodotto da Niccolò Contessa – del quale si sente un pelo l’influenza – e riesce ad essere originale ed interessante.

(Se vi piace l’indie pop italiano si consiglia TANANAI, già famoso per il singolo Calcutta passato in radio per un po’ di tempo. Ma noi ovviamente vi consigliamo Ichnusa.)

U come … Uboa

ambient noise

All’attivo dal 2017, lo scorso anno hanno sfornato l’EP The Absolute. Il progetto australiano si fonda su una tecnica di Xandra Metcalfe nel far coincidere apparecchiature analogiche e digitali per creare il proprio sound personale. Ne è una dimostrazione The Origin of My Depression che non ha l’esigenza di essere differente da ciò che si trova in giro ultimamente, ma solo di riuscire a suonare e creare ciò che ha dentro. In alcuni momenti la sua musica lascia senza fiato e in costante allerta mentre una voce ti racconta delle verità nascoste nella vita di tutti i giorni.

V come … Virgins at Heart

indie pop/rock

Sono quattro ragazzi di Stoccolma che suonano dai primi anni duemila e che con la loro She Will Come Today hanno catturato tutta la mia attenzione. Ti sembra possano fare elettronica e invece poi aggiungo all’improvviso schitarrate indie, ma con cori soul conditi da un tappeto di violini. Hanno due album all’attivo, uno del 2016 e il più recente Safety Lagoon dello scorso anno. Tra gli altri spicca anche il singolo Show Me uscito poco prima di natale come fosse un regalo anticipato dai suoni anni 80 ma dal gusto indie pop. Di altro temperamento invece è Miseryproof: elettronica, cupa, potente e profonda. Solo che noi ora non sappiamo scegliere la nostra preferita.

(A chi piace il rock consigliamo i Viagra Boys e la loro Sports.)

W come … Working Men’s Club

Non hanno ancora debuttato con un album vero e proprio ma i loro singoli hanno catturato l’attenzione giusta. Il 2020 sarà il ritorno prepotente degli anni ’70 e i Working Men’s Club sono una delle molteplici band che prendono ispirazione dal punk e post-punk. Loro rendono originale il loro lavoro con synth e loop elettronici che riempiono i brani portandoli ad un livello maggiore rispetto a quelli di tante altre band che ho ascoltanto durante la stesura di questo articolo. Sono inglesi e il punk scorre nelle loro vene. È (quasi) genetica. Hanno debuttato nel 2019 con il singolo Bad Blood ma noi vi consigliamo di ascoltare vivamente anche Teeth.

(Se vi piace l’indie pop ma con venature folk quello che fa per voi sono i WILD con la loro This Is Our Time.)

X come …

Niente di rilevante come per la Q.

Y come … Yola

pop soul

Faraway Look è stata la sua navicella spaziale che verso la fine del 2019 l’ha portata ad essere una delle artiste più chiacchierate. Anche in Italia la radio ha passato e ripassato il suo singolo nonostante tutti la etichettassero come «troppo matura» (sì, proprio in senso di età, avete capito bene) per poter essere un astro nascente della musica internazionale. E invece ha catturato i nostri cuori. Consigliamo, ovviamente oltre al bellissimo  intensissimo singolo, anche Ride Out In The Country e Love All Night. Speriamo che questa notorietà possa portarla presto in Italia per un bel live. Intanto noi abbiamo messo in loop il suo debut.

Z come … Zuzu

indie pop

Zuzu è di Liverpool. E’ una cantante, produttrice, attrice, illustratrice di fumetti ed eccentrica. Così si può definire questa ragazza dal indie pop accattivante e ballabile. Ha cominciato la sua carriera nel 2018 facendo uscire il singolo Get Off. Da lì ha cominciato ad apprire i concerti dei Courteeners, dei Catfish and The Bottlemen fino ad arrivare al suo primo tour souldout in UK. Nonostante non abbia all’attivo ancora nessun album. È irriverente quanto basta. E così anche i suoi brani, dei quali, oltre al singolo già citato sopra, vi consigliamo anche What You Want.

(Per del rap pieno di funk si consiglia Easter Sunday di Zelooperz feat. Earl Sweatshirt)

#@1!) come … 100 gecs, Dylan Brandy, Laura Les

glitch psychedelic

E per ultimi, ma non meno importanti, coloro che hanno disegnato e suonato il futuro ancor prima che apparisse all’orizzonte. Sono dei pazzi scatenati che mischiano glitch, EDM, tecno, rap, pop in un calderone per tirarne fuori una perla rara. Così come il loro album di debutto 1000 gecs. Sono 23 minuti di vera e propria follia suonata e creata da Dylan Brandy insieme a Laura Les. Tra stupid horse, money machine e hand crushed by a mallet mi immagino sempre dei gattini cartoon pixellati che volano sopra degli arcobaleni. Ascoltare per credere. All’inizio della loro carriera sono stati stroncati con tanto di «voi non potete fare musica!». Eppure, eccoci qua a parlarne.

Chiara Bustreo

Mi piace il profumo della polvere del caffè e mi fanno paura i temporali e le galline. Un giorno mi piacerebbe diventare una sirena.

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