Indi(e)vidui e musica: 9 tipi di ascoltatori

by Sara

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Capita spesso che un indi(e)viduo nel corso della sua vita quotidiana (ovvero dormire – mangiare – internet – dischi – concerti) incontri sul proprio cammino i suoi simili, verso i quali possono nascere a prima vista sentimenti di rivalità o amicizia. Il comportamento tra i vari membri della tribù degli appassionati di musica indie è influenzato da molteplici fattori ambientali, primo tra tutti il luogo in cui avviene l’incontro: è facile immaginarsi l’astio nei confronti degli avversari per la conquista della transenna o il patto di fiducia che nasce tra compagni di fila nelle ore di attesa. In occasione di questi raduni è sempre interessante osservare e parlare con chi pensiamo abbia i nostri stessi gusti musicali, ma è ancora più interessante trovarsi di fronte a qualcuno che vive questa passione in modo diverso da noi. Dopo molteplici incontri con sottospecie diverse di indi(e)vidui viene naturale etichettarli e classificarli con il fine di fuggire da loro o stringere amicizia; ben coscienti del fatto che spesso dall’esterno veniamo definiti tutti quanti genericamente degli “hipster“, NoisyRoad è qui oggi per abbattere lo stereotipo e fornirvi i risultati di uno studio antropologico sintetizzato in una chiara e sintetica guida – aiutandovi anche a compiere un esame di coscienza sul vostro essere “alternativi” in fatto di musica.

N.B. archetipi elaborati sulla base di esperienze e casi umani personalmente incontrati

1. L’anti mainstream

Il fan allergico al successo in tutte le sue sfaccettature, pronto a rinnegare l’amore che provava per un artista quando questo era ancora agli esordi. Il suo comportamento segue un processo di degenerazione da manuale: dapprima si prodiga a consigliare il suddetto artista a chiunque incontri sul proprio cammino, spacciandosi per grande intenditore di musica e scopritore di talenti. I sintomi dell’allergia al mainstream iniziano a manifestarsi quando molti dei suoi interlocutori iniziano a non avere più espressioni confuse alla pronuncia di quel nome che una volta consigliava con tanto entusiasmo agli amici. L’airplay radiofonico, i video su MTV e i concerti in locali con capacità superiore a 200 persone vengono visti come il male assoluto e lo portano a considerare tale artista come “roba vecchia” o a giudicarlo “troppo commerciale”. Così l’anti-mainstream per curare l’allergia si sposta verso nuovi territori inesplorati, finché l’inevitabile ripresentarsi dei sintomi lo costringerà ad una nuova migrazione. “No, i XXX non vado più a sentirli, ormai sono troppo mainstream” cit.

2. L’indiecappato

i-listen-to-bands1sPer partito preso non si interessa a ciò che è popolare o conosciuto dalle masse, non accorgendosi che il voler rimanere nella nicchia a tutti i costi può essere un vero handicap. Concorda con l’anti-mainstream sul fatto che ciò che è popolare va incontro ad un’inevitabile deriva commerciale e quindi non merita attenzione o interesse. Odia la radio. Se gli nominate qualche artista emergente che per caso gli è sfuggito si limiterà a dissimulare rispondendo di averlo già sentito e riportando la conversazione su ciò che conosce (e che voi ovviamente non conoscete). Assiduo frequentatore di circoli arci e collettivi, storce il naso se gli dite che avete i biglietti per il concerto dei Muse. Lati positivi: può fornirvi innumerevoli consigli su migliaia di serate e artisti indipendenti emergenti che hanno inciso e pubblicato un demo due giorni prima.

3. Il vintage

download1Okay, il vinile è tornato di moda, ora vendono i giradischi pure da American Apparel, così dopo che hai comprato il disco per fargli una foto artistica e metterla su Instagram magari te lo puoi anche ascoltare. All’indie vintage tutto ciò provoca l’orticaria. Lui i vinili non ha mai smesso di comprarli, si vanta di dilapidare patrimoni in vecchi negozi di dischi o su siti internet praticamente da quando ha ricevuto la prima paghetta. Il sabato mattina lo trovate allo stand dei vinili nei mercatini dell’usato, dove probabilmente tra qualche anno aprirà una bancarella. La testimonianza della crescita del vinile nel mercato discografico è occasione di vanto e rivincita, perché lui è arrivato prima di voi. Consiglio: fingete un malore nel caso in cui la conversazione dovesse approdare al fatidico argomento “musica digitale vs. musica analogica”.

4. Il sofisticato

E’ l’ascoltatore indie che benché dichiari la sua appartenenza a questo mondo schifa determinati generi, in primis l’indie rock mainstream. Non a caso orientato nella maggior parte dei casi all’elettronica e derivati, vede nei computer e nei sintetizzatori gli strumenti per la creazione di nuovi orizzonti che le chitarre non potranno mai raggiungere. Spesso si vanta di essere anche produttore e musicista a tempo perso. “Io suono il computer” cit.

5. L’hardcore fan

musefans325Si sa, la moda passa ma lo stile resta. L’amore del fan accanito per il gruppo del cuore rimane solido come una roccia anche in mezzo a cali di popolarità, insuccessi discografici e tempeste mediatiche. Tuttavia, anche questo indi(e)viduo è soggetto a comportamenti alquanto bizzarri. Tra i più comuni vi è il fare a gara con altri fan per vedere chi per primo ha ascoltato la demo della band pinco pallino su Myspace. Come spesso accade, in caso di vittoria si arroga il diritto di guardare dall’alto in basso tutti quanti; spesso tale diritto è sancito da un tatuaggio che con nonchalance mette in bella mostra. Il fatto di essere stato tra i primi a scoprire un gruppo che è oggi ai vertici delle classifiche è fonte di gioie e bestemmie allo stesso tempo – queste ultime causate da molteplici fattori tra cui folle di fan ignoranti e molesti, prezzi dei biglietti dei concerti più alti, difficoltà ad incontrare quello che una volta era uno sfigato e che ora è una star mondiale. Dopo anni di sofferenze resiste ancora in transenna (che pensa gli spetti di diritto). Teme sempre di perdere posizioni nella gerarchia sociale della fanbase nel caso in cui non abbia denaro a sufficienza per farsi ventordici date di un tour,perché, ahimé, anche in questo mondo, “se non ci sei non sei nessuno” cit.

6. Lo spocchioso

Cresciuto a pane e Pink Floyd, grande appassionato di moltissimi generi musicali (tra cui anche la new wave turca e l’electroclash), vive nella nicchia e non desidera uscirvi. Non parla dei suoi gusti musicali né tantomeno si spreca a diffondere il verbo sul suo gruppo preferito perché lo ritiene troppo complesso e “non per tutti” cit.

7. Il maestro

Enciclopedia musicale vivente, proferisce consigli a destra e a manca. Grande appassionato di tutti molti generi, non gli sfuggono nemmeno le date di pubblicazioni di album e singoli. Visto il suo sapere storico ed enciclopedico si permette di criticare i (veri) maestri in ogni aspetto delle loro composizioni, dagli arrangiamenti alla produzione. La conversazione non procede senza che lui abbia fatto un’osservazione critica o senza che abbia messo in mostra il suo sapere facendovi inevitabilmente sentire ignoranti e desiderosi di nascondervi in un angolo e passare il resto della giornata su Spotify e a leggere biografie di musicisti su Wikipedia. Scordatevi di poter parlare di un concerto dicendo “bello, sono stati bravi”: prontamente ci terrà a ricordarvi che la volta prima (quando voi non c’eravate) il gruppo aveva suonato meglio, c’era più atmosfera, il volume della batteria era più alto, la birra era più fredda.

8. Il criticone nostalgico

Malato di retromania, non perde l’occasione di rimpiangere i tempi d’oro dell’indie rock con i primi album degli Strokes e dei Kings Of Leon. Restio al cambiamento, non sembra gradire in nessun caso le nuove fatiche discografiche dei suoi beniamini. Perché tanto in ogni caso  “Il nuovo album non è niente in confronto ai primi” cit.

9L’onnivoro

Ascolta di tutto pur avendo le sue band del cuore storiche. Sempre pronto a suggerimenti musicali per allargare i propri orizzonte, se gli dite “ascolta questo, è una figata” state certi che il giorno dopo verrà da voi e vi darà un feedback (che nella maggior parte dei casi coinciderà con il vostro). E’ privo di stereotipi verso ciò che non conosce e si offre volentieri di fare da accompagnatore ai concerti. Se non avete ancora un amico così nella vostra cricca, partite immediatamente alla ricerca.

Se vi riconoscete nell’ultima categoria va bene; se vi riconoscete in una delle 8 precedenti, beh in tal caso…

 

Sara

Ventenne con la testa tra le nuvole ma i piedi sempre per terra. Costantemente in bancarotta a causa del “carpe diem” in fatto di concerti, (troppo) spesso preferisco la musica alle persone.

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