Franz Ferdinand a Milano: Right Band, Right Crowd… Right Kapranos

by NeevWilliams

Avete presente quel formicolio inspiegabile che si impadronisce dei nostri corpi quando un countdown finisce, quando un giorno X tanto atteso arriva, quando sta per succedere qualcosa di tanto desiderato?
A me non capita spesso di cadere preda di questa sensazione, o almeno, non mi accade più frequentemente come una volta.

In questo specifico caso sto parlando dell’ansia ed attesa da concerto, quel mix letale di sensazioni che potrebbe stroncare chiunque in qualsiasi momento ed all’improvviso. É un concetto simile all’ansia da prestazione, avete presente? Come se su quel palco dovreste salirci voi.

Come accennavo, oramai dopo anni ed anni di corse e transenne sofferte, questa sensazione a me è diventata quasi estranea. Quasi, per l’appunto.

È il 3 aprile e, inutile dirlo, questa data corrisponde proprio ad uno di quei concerti da me più attesi e bramati: il ritorno dei Franz Ferdinand in Italia.
Non é il primo live a cui assisto di questa band scozzese, già vista nel 2012 e 2013, e non solo quindi so già cosa aspettarmi, ma so anche che uscirò dal Forum di Assago con un sorriso a 600 denti e l’irrefrenabile voglia di correre a vedere di nuovo questi ragazzi in capo al mondo. Ragazzi? Ragazzi. Perché non importa che la band in questione abbia un’età media di 40 anni, pare non invecchiare mai.

Non è mistero per nessuno che i Franz Ferdinand siano una delle mie band preferite, non è quindi mistero che io mi sia incodata la mattina presto per sperare di ottenere il mio amato posto in transenna centrale e poter dunque urlare, cantare, piangere ed insultare la vita per avermi fatto conoscere la Scozia e tutti i suoi derivati.
La coda è incredibilmente tranquilla, così tranquilla che sino alle 14 gli unici incodati siamo noi, una 50ina di “hardcore” fan estremamente calmi (ma tranquilli, sará solo apparenza) e sempre più abitanti di un campo profughi. Tra chiacchiere, giochi con le carte e gossip musicali il tempo scorre con di sottofondo il soundcheck più lungo della storia: iniziato alle 14 circa, la band prova sino alle 18 spezzoni di canzoni intervallate da pause di 40 minuti.
Son pur sempre scozzesi, la calma prima di tutto!

Tra saluti a vecchi amici rincontrati (non é forse anche questo il bello dei concerti? La perfetta occasione per rincontrare amici a te distanti e conoscerne di nuovi) l’ora tanto attesa giunge: i cancelli si aprono e noi tutti siamo pronti a correre come gazzelle dentro il Forum, per un attimo incuranti dei polmoni in procinto di esplodere, dell’età che per alcuni si fa sentire e soprattutto dei fotografi pronti a scattarti reportage imbarazzanti che diverranno fonte di prese in giro da parte di tutti quegli amici che al concerto non ci sono ma in un certo senso fanno il tifo per te da casa.
La corsa é lunga, soprattutto dopo ore di attesa, ma la transenna é conquistata e finalmente il cuore può tornare a battere a ritmo regolare…per ora.

La band di apertura si chiama Teleman.
Nata dalle ceneri di un precedente gruppo mai decollato, i londinesi propongono una musica molto tranquilla ed un italiano quasi perfetto al pubblico del Forum, già ordinatamente in piedi e con le orecchie ben aperte.
Ma di aperto a quanto pare non ci sono solo le orecchie, visto lo scompiglio creatosi a metá performance grazie alla comparsa di Alex Kapranos a lato palco intento a scattare foto. (Info gratuita: è pure bravo. Ma lo avrà un difetto? Qui il suo Tumblr http://xanderkaprander.tumblr.com ) Niente di personale, Teleman, ma anche la mia attenzione a quel punto si é spostata ben oltre.
Tornando ai veri protagonisti di questa parte di racconto… Una performance piacevole e decisamente chill assolutamente degna d’ascolto. A tal proposito, fiondatevi su Youtube ad ascoltare qualcosa.

Mentre l’adrenalina sale a livelli osceni, il palco che ospiterà il live dei Franz Ferdinand prende forma. Il telone che cela la scenografia cala mostrandoci per la prima volta le sembianze ciò che farà da sfondo al live. Abituata a vederli esibire giusto con un telone con il logo di sfondo, anche la scarna (ma assolutamente d’effetto) scenografia sembra ipnotica ed è un effetto destinato ad aumentare con l’apparire di un orologio segnante una sorta di countdown, segno che il live sta finalmente per iniziare.

Fanno in tempo a passare giusto 10 minuti che l’intro, segnale d’entrata della band, inizia ad echeggiare per l’arena ed è qui che tutte le mie ferree inibizioni decidono di abbandonarmi e farmi sprofondare in un baratro di tragicomicitá come solo mi succede ai concerti dei Franz Ferdinand (leggasi: divento peggio che una fan assatanata dei One Direction alla vista di Harry Styles).

Quello che dovete sapere, cari lettori, è oramai cosa risaputa anche ai muri ma che non mi stancherò mai di ricordare: chi vi scrive ha un forte, forte debole per Alexander Kapranos. C’è poco da fare, se siete deboli di stomaco non recatevi mai ad un concerto della suddetta band in compagnia della sottoscritta. Non solo rischiereste di scambiarmi per una figlia di Satana, ma potrei perfettamente distruggervi timpani, mani e qualsiasi cosa ci sia a portata di minimo 1km alla sola vista di quest’uomo.
Capite dunque che i miei amici non solo accompagnandomi a questo concerto han fatto un atto di carità, ma han pure fronteggiato la morte. Non starò a dilungarmi su questo particolare dovendo mantenere una finta dignità, ma nel caso questo articolo venga letto da miei conoscenti…ecco, scusate. So che le mie immagini di giovedì vi rimarranno impresse a vita negli occhi e nel cuore esattamente come so, cari lettori, che voi tutti non vogliate immaginarmi in quelle condizioni.

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Detto ciò, la nostra band non si fa attendere: sale sul palco in abito coordinato (DISCUTIBILE abito coordinato) e subito attacca con Bullet, tratta dal nuovo e celebrato album Right Thoughts, Right Words, Right Action. Con un attacco del genere non ci si poteva aspettare altro che cori e le prime spinte del pogo, che persisterà per tutto il live ma che sarà assolutamente sopportabile. The Dark Of Matinee, Tell Her Tonight ed Evil Eye sfilano una dopo l’altra in un tripudio di salti e cori, salti soprattutto da parte dei quattro scozzesi che sembrano non sentire il peso del live nemmeno per un secondo.
Satana, mi leggi? Com’è che questi 4 a oramai 40 anni saltano come grilli ed io a 20 facendo 2 scalini minimo mi rompo il femore con annesso collasso polmonare? Ma soprattutto, perché non invecchiano mai e sembrano ancora 20enni? Quante anime ti han venduto, oltre alla loro ed alla mia?

 

Do You Want To e No You Girls come da previsione scatenano il delirio tra i presenti. Cori prima urlati e poi sussurrati gestiti dal maestro Mr Kapranos fanno da cornice a due canzoni che non passano mai di moda.
Fresh Strawberries e Walk Away ci danno il tempo di respirare un po’, visto che a furia di saltare e cantare gli unici distrutti siamo noi del pubblico. Distrutti, ma felici da far schifo.
Un saltello qui ed uno lì ed eccoci alla mia preferita del quarto album: Stand On The Horizon, il mio personale momento mistico che si trasforma in risata unica a causa delle movenze di Nick McCarthy, intento a suonare la tastiera ma all’apparenza a benedire il pubblico. Nick, te se ama.
Abbandonato il Mare del Nord eccoci a Can’t Stop Feeling, come sempre abbellita ed allungata nella versione live nonché altro successone della band, ed alla bella Auf Achse, bramata in scaletta da eoni.
Brief Encounters fa da ‘calma prima della tempesta’ visto che le prime note della mia amata Lucid Dreams fanno capolino per stravolgere gli animi dei presenti. Il pogo riprende e l’euforia si può captare persino nell’aria.
I quattro scozzesi non si fermano un minuto: suonano, cantano, saltano, improvvisano balletti imbarazzanti, conversano tra di loro ed incitano il pubblico in italiano. Quasi come una macchina sembrano non sentano la stanchezza e riescono a trasmettere anche a noi questa sensazione di invincibilità.

Come un treno ecco l’inno, il cavallo di battaglia: Take Me Out. Nemmeno il tempo di riprendersi che già il Forum torna ad echeggiare con le nostre voci entusiaste. La festa, perché questo live mette così allegria che sembra proprio una festa, continua con Love Illumination, uno dei singoli che anticipò l’album e che già ce lo fece amare.
Nessuna pausa e siamo subito a Treason!Animals, Michael e The Fallen, altra mia personale favorita. A quota 18 canzoni suonate, la band va avanti come se niente fosse ed incita a muogvere le braccia a tempo. Ulysses fa capolino ed a suon di lalala arriviamo ad uno dei momenti più belli e caratteristici del live, Outsiders. Tutta la band si reca da Paul per unire le forze in un assolo di batteria conclusivo che porterà alla morte psicologica e fisica del pubblico. Psicologica, perché fondamentalmente è un momento mistico e fisica perché beh, vi voglio vedere al lancio di 8 bacchette se riuscite non solo ad accaparrarvene una ma pure a rimanere vivi.

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Encore.
Sappiamo perfettamente che torneranno, ma siamo così carichi che non possiamo aspettare. Loro tornano, ringraziano e si vede che son proprio contenti.
Right Action é così spensierata da cantare che è una meraviglia, non si può dire lo stesso di Erdbeer Mund. Completamente in tedesco, le nostre gole riposano brevemente (ed insomma, la mia gola tra le svariate grida isteriche ed le canzoni urlate non poteva chiedere di meglio) per lasciare che il divertimento stia completamente nella melodia e nella presenza scenica della band, che ne ha decisamente molta. Non so dirvi con precisione cosa dica effettivamente Erdbeer Mund, ma è così estremamente catchy, dal video ironico e così coinvolgente che anche il tedesco sembra una lingua simpatica.
This Fire sconvolge il Forum, che la urla a pieni polmoni e fa in modo che si riconfermi una delle pietre miliari in setlist.
Jacqueline rimane una delle canzoni che più sta a cuore al pubblico ma anche un punto di arrivo per il concerto.

Goodbye Lovers & Friends chiude prevedibilmente il set del quartetto scozzese, un set durato ben 25 canzoni.

L’amaro in bocca rimane. Rimane perché un concerto del genere, con una unione così forte da parte della band e del pubblico non capita spesso e fa in modo che l’unico desiderio dei presenti sia un live infinito.
L’amaro rimane soprattutto a me, che ogni volta a live finito subito sarei pronta a farne un altro…ed invece no, dovrò aspettare Giugno ed Agosto per rivederli di nuovo.
Sarà che il nuovo album live suona benissimo. Sarà che sono influenzata dai miei gusti personali, dal fatto che siano una delle mie band preferite, sarà che loro come persone sono adorabili ma mi sento di inserire questo live nella mia personale top 5 dei migliori concerti a cui abbia mai assistito.

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Arrivati a questo punto non posso fare altro che consigliarvi a cuore in mano di andare a vederli in una delle 3 tappe italiane (Udine, Ferrara e Roma), anche se ritengo che in una location al chiuso rendano molto di più.

Lunga vita ai Franz Ferdinand, che sicuramente camperanno 100 anni considerato il loro aver venduto l’anima a Satana.

…lo so, lo so. Tutti in realtà volevate sapere del mio incontro con Kapranos e di come abbia reagito, considerato che già durante il soundcheck o il live davo di matto…ed invece no, quella consideratela una simpatica storiella che racconterò solo se prima o poi avrete la sfortuna di incontrarmi a qualche concerto.
…o di leggere il libro di memorie che i famosi amici accompagnatori hanno intenzione di scrivere proprio alla luce di questo mio fugace incontro.

Alla prossima, miei cari!

NeevWilliams

Ho i capelli bianchi come gli anziani, i tatuaggi come i carcerati e nonostante il mio vero nome derivi da una regina guerriera sul campo di battaglia saprei difendermi esclusivamente a colpi di sarcasmo. Un'antica leggenda narra che sotto i miei innumerevoli braccialetti da festival musicali esista addirittura un braccio... ma nessuno è mai vissuto così a lungo per poterlo provare.

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