George Ezra @ Fabrique, Milano

by Giada Agnoli

La tappa italiana dell’ennesimo viaggio di George.

Questo 2018 per George Ezra è stato un anno parecchio fortunato e Noisyroad non poteva fare altro che accompagnarne tutti i suoi movimenti. A gennaio vi abbiamo parlato di come il nostro amico inglese fosse sparito dalla scena musicale dell’epoca e pochi mesi dopo vi abbiamo recensito il suo ultimo capolavoro: Staying at Tamara’s, rilasciato da Columbia Records proprio verso la fine di quel mese.

In realtà non è finita qui, perché alcuni di noi sono riusciti a partecipare allo show esclusivo tenuto presso la sede milanese della Sony Music per Spotify lo scorso luglio. Insomma, non ci siamo proprio fatti mancare nulla, nemmeno il concerto di venerdì al Fabrique, dove il caro George ha trattenuto il pubblico con brani estrapolati dal nuovo album e diverse canzoni incluse in Wanted on Voyage. Per Ezra questo è stato il suo secondo concerto in Italia da solista. La prima data la fece sempre a Milano, presso i Magazzini Generali, il 21 novembre 2014.

Uno degli aspetti che più preferisco della musica di questo cantautore britannico è la continuità tematica che inserisce nei suoi album: il viaggio. Sia con Wanted on Voyage che con l’ultimo disco di marzo ha voluto dedicare i testi, le melodie e le note ai suoi spostamenti in giro per il mondo: da Budapest a Barcellona, dalla Svezia all’Italia. Il fatto che questa continuità sia inserita anche nei suoi concerti (tra intermezzi e pause, discorsi filosofici e discorsi più “alcolici”), credo che sia un grande punto a favore di George, che è riuscito, ancora una volta, a trasportarci nel suo mondo fatto di canzoni allegre, ritornelli orecchiabili, serate da ubriachi, viaggi improbabili e senza fine.

Vi ho incuriosito, vero? Bene, allora non vi resta che ripercorrere con me la magica serata di venerdì al Fabrique (sold out).

Ad aprire il concerto non poteva mancare il fratello minore Ten Tonnes (Ethan Barnett). Il suo breve concerto è stato caratterizzato da una inaspettata freschezza, sound pop e ritornelli parecchio orecchiabili, come nel caso di G.I.V.E., dove alcune fan posizionate in prima fila e in attesa da ore sotto il cielo grigio di quella giornata milanese hanno alzato al cielo queste quattro lettere gonfiabili dorate.

A differenza di quanto mi aspettassi, lo stile musicale del fratellino non si avvicina a quello di Ezra, e nonostante la sua insicurezza, parecchio visibile sul palco, è riuscito a fare un buon impatto sul parterre, dove la maggior parte dei presenti saltavano e ballavano al ritmo delle sue note.

Verso le ore 21 la platea del Fabrique era ormai completamente colma, dove tutti attendevano l’entrata del protagonista della serata. “La donna è mobile” di Giuseppe Verdi è stato il brano che ha accompagnato i primi passi del venticinquenne inglese sul palco del Fabrique, il quale, appena giunto di fronte a noi, si presenta con un timido e semplice: “Hi Milano, I’m George Ezra”. Inizia subito a rompere il ghiaccio però, raccontandoci del viaggio che ha motivato e ispirato la stesura del suo ultimo disco. Non si perde in altre parole inutili e comincia a suonare Don’t Matter Now, il secondo brano dell’album e terzo singolo rilasciato a giugno.

Tra i vari intermezzi tra una canzone e l’altra il cantautore britannico ci delizia con storie sia divertenti che non. Ci racconta i dettagli dell’album, ci descrive le motivazioni che stanno dietro ai testi di ogni canzone e ci narra di come spesso le emozioni abbiano preso il sopravvento su di lui. Insomma, oltre ad essere un ottimo artista, George si è dimostrato anche un buon cantastorie.

Foto di Anna Corbari

Nella composizione della sua setlist si nota come il cantautore sia in grado di utilizzare diversi generi musicali, riscopribili sia nei suoi due album, sia nelle sue versioni live: George spazia dal folk al blues, dal pop all’acustico. Innumerevoli sono stati i brani cantati da tutto il pubblico, comprese in questa lista sono Paradise, il primo singolo estratto da Staying At Tamara’s, il ritornello di Pretty Shining People (nata nel giardino del Montjuic a Barcellona) e la dolcissima Hold My Girl.

Nonostante George avesse cantato e suonato più canzoni dell’ultimo disco rispetto al primo, anche Blame It On Me, Barcelona e Listen To The Man sono stati brani apprezzati dal pubblico presente.

Immancabile nella setlist è stata Budapest, il brano che lo ha lanciato nel panorama musicale mondiale e soprattutto, la canzone con la storia migliore. I suoi genitori gli hanno sempre descritto la capitale ungherese come una delle città da vedere almeno una volta nella vita. Fu così che il giovane decise di organizzare una vacanza low cost InterRail lunga 40 giorni tra Amsterdam, Berlino, Copenhagen e ovviamente Budapest. Purtroppo a causa di una serata brava ed esagerata lui non riuscì a terminare il suo programma, che si concluse a Malmo, in Svezia. Decise così di dedicare una delle sue prime canzoni (Ezra sostiene di averne scritte altre senza averle mai registrate) alla città “mancata”: una lettera d’amore a una città mai vista, senza sapere che saranno proprio quelle note a definire il punto di svolta nella sua carriera. George inoltre, quando ci racconta questa storia, ha ringraziato più volte noi italiani, perché è proprio grazie ad una famosa radio italiana che Budapest è diventato uno dei brani virali nel mondo dell’estate 2014.

Foto di Anna Corbari

Per le due canzoni successive all’ancore George sceglie due brani carichi di energia e in grado di catturare la gioia del pubblico: Cassy O, uno dei brani meglio riusciti del suo primo disco, e Shotgun, ultimo singolo estratto dal secondo album.

La cosa più importante che ci ha dimostrato venerdì sera George Ezra è il fatto che solo le sue canzoni sono in grado di coinvolgere. In effetti il cantautore britannico sul palco risulta anche un po’ goffo, un po’ timido, un po’ insicuro, ma i suoi brani no. Le canzoni sono come una freccia che arriva dritta al pubblico, ti fanno ballare, ridere, sognare e sono in grado di portarti in quel mondo di viaggi che l’autore descrive.

Insomma, il concerto ci è piaciuto parecchio e non vediamo l’ora di rivederlo al forum di Assago il prossimo maggio (qui potrete acquistare i biglietti) e di partecipare al suo nuovo viaggio che lo porterà verso la stesura del suo terzo disco.

Foto di Anna Corbari

Setlist:

Don’t Matter Now

Get Away

Barcelona

Pretty Shining People

Listen to the Man

Saviour

Did You Hear the Rain?

Paradise

Song 6

Hold My Girl

Sugarcoat

All My Love

Blame It on Me

Budapest

Encore:

Cassy O’

Shotgun

Giada Agnoli

Ai concerti mi emoziono così tanto da dimenticarmi di respirare

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