L’amore parla la lingua dei Cigarettes After Sex, @ Ferrara Sotto Le Stelle

by Claudia Crivellenti

A Ferrara c’è tutto quello che di buono ci si possa aspettare: cibo, arte, ed anche quest’estate, c’è buona musica. Come ogni anno, a partire dal 1996, è il festival Ferrara Sotto Le Stelle che si impegna a far risuonare la piazza ed il cortile del Castello Estense, chiamando tra le proprie file artisti nostrani ed internazionali.

Questo lunedì, a Ferrara, a vivere la magia di un concerto tenuto all’interno di un castello, c’ero pure io. Gli ospiti della serata in questo antico salotto di pietra erano quattro statunitensi, provenienti da El Paso, Texas. Per gli amici, i Cigarettes After Sex.

Al tramonto, le porte del castello vengono spalancate, rendendo accessibile agli 800 spettatori presenti la più piccola  e suggestiva location per un concerto che io abbia mai visto: attraversando le volte di pietra che sovrastano il fossato pieno d’acqua, si raggiunge il cortiletto del castello, all’interno del quale stavano risuonando flebilmente note di standard jazz come I Fall in Love Too Easily di Chet Baker o brani romantici per pianoforte, rendendo l’attesa ancora più gradevole.

Una volta calato il sipario del giorno e fattosi ormai buio, i quattro uomini, vestiti tutti in nero, fanno il loro ingresso sul piccolo palco, cominciando poco dopo a far vibrare le pietre del castello che avvolgeva tutti i presenti.

Appena Greg Gonzales, il cantante, si avvicina al microfono rimango stordita dalla sua voce estremamente androgina, tanto da non sembrare nemmeno sua, ma che col passare dei minuti gli si cuciva addosso, facendomi chiedere come inizialmente potessi soltanto pensare quanto detto prima.

Il punto di fuga del palcoscenico, i riflettori, le fotocamere, sono tutte puntate sulla figura del barbuto cantante, che tra una canzone e l’altra indietreggiava e si mimetizzava nel buio della sera, quasi ci fosse un sipario invisibile tra noi ed il gruppo. Nel frattempo, tutti gli altri componenti restavano assorti, quasi in religiosa contemplazione dei loro strumenti, grazie ai quali con pochi gesti, usando suoni ed accordi essenziali, riuscivano a costruire cattedrali sonore a sostegno della voce del cantante.
La pietra angolare di questa cattedrale è rappresentata dal biondo Randall Miller, o meglio, dal suo basso, che sorregge in buona parte tutta la discografia del gruppo.

In questa atmosfera rarefatta, il pubblico si ritrova ipnotizzato dalle sonorità del gruppo, sognante e silenzioso, mentre ritorna con la mente alle serate più romantiche della propria vita (magari aggiungendo proprio quella stessa sera alla lista). Poche canzoni risvegliano le voci del pubblico da questo incantesimo, come le più conosciute K, Crush Apocalypse.
Io stessa rimango vittima di questa stregoneria, rimanendo aggrappata alla transenna e accorgendomi praticamente di nulla di quanto mi stava o poteva capitare attorno. Ad un certo punto, mi sono addirittura persa nel labirinto dei miei pensieri, credendo di sentire Greg cantare in francese. E la cosa in effetti, non sarebbe nemmeno del tutto insensata: i Cigarettes After Sex, parlano appunto d’amore, di tutte le sue sfaccettature, di quelle più amare, a quelle più liete se non addirittura piccanti – come suggerisce il nome. Quale lingua più adatta al filosofeggiare riguardo l’amore se non il francese, dunque?

In un’ora di magia, il gruppo ha proposto gran parte del suo primo album studio, il self-titled Cigarettes After Sex, più altre chicche come Affection Keep On Loving You – quest’ ultima cover degli REO Speedwagon – contenute entrambe nell’EP del 2015 Affection.

Tirando le somme, gli ultimi anni di fatiche dei quattro texani sembrano portargli buoni risultati, considerando il sold out per questa data e l’espansione del loro “campo d’attrazione” verso svariate fasce di ascoltatori presenti nel castello e non: sono stati capaci di attrarre giovanissimi che si stanno iniziando al mondo dell’indie ed appassionati di musica ormai veterani del genere.
La mia speranza è che il gruppo continui a crescere e a produrre nuovi brani, magari variando qualcosa nel loro sound e rendendo più eterogeneo il proprio repertorio, senza perdere il proprio marchio distintivo.

Ultima cosa che personalmente spero, è che il buon Gonzales non rientri nella categoria di cantante descritta dalla mia amata Amanda Palmer in Grown Man Cry (And I’m scanning through the stations as the boys declare their feelings /But it doesn’t feel like feelings / It feels like they’re pretending / It’s like they just want blowjobs / And they know these songs will get them).

Ultimissima e piccolissima nota a piè di pagina che sicuramente (non) vi interesserà: per svegliarmi dall’ipnosi causatami dal filtro d’amore marchiato Cigarettes After Sex, durante il viaggio di ritorno ho costretto il mio ragazzo ad ascoltare tutto The Fame di Lady Gaga.
Degna conclusione per una serata perfetta.

SETLIST DEL CONCERTO

  1. Truly
  2. Each Time You Fall In Love
  3. Crush
  4. Flash
  5. Sweet
  6. Sunsetz
  7. K
  8. Opera House
  9. Affection
  10. Keep On Loving You [Cover REO Speedwagon]
  11. Nothing Is Gonna Hurt You Baby
  12. Apocalypse
  13. Dreaming Of You [Encore]

Claudia Crivellenti

La mia vita è composta da musica, colori pastello, concerti, cani carini, meme, altra musica e cibo.

Altri articoli che potrebbero interessarti

Dicci la tua