LEVANTE @CarroPonte, Milano | 11/09/2015

by NeevWilliams

«Credo fortemente in una sola felicità, quella dettata dall’amore verso se stessi. Imparare ad amare se stessi, rispettarsi, rispettare gli slanci impulsivi dettati dal battito del cuore, distanti dai labirinti cerebrali in cui siamo soliti perderci, è il primo passo verso il raggiungimento della felicità. Contro i più cinici che altro non sono che i codardi della vita, quelli che non hanno avuto il coraggio di alzarsi in piedi e gridare una volta per tutte “voglio essere felice”, contro chi ha cercato riparo nel buio perché fuori la luce avrebbe smascherato le loro finte corazze, le maglie slabbrate dei loro cuori stanchi, senza aver mai avuto la forza di ricucirli cercando conforto nella durezza e negli sguardi di disgusto volti a chi ce l’ha fatta… avendo cura di sé. L’amore è l’unica cura. Abbi cura di te.»

Questo è l’intro con cui Levante, nome d’arte scelto dalla giovane Claudia Lagona, sale sul palco del CarroPonte in una tiepida serata di fine estate milanese. In una semplice t-shirt grigia, gonna lunga e con i capelli lasciati sciolti questa ragazza sin da subito prende possesso dello stage come se fosse nata per essere lì sopra. Levante si pone come una performer nata e lo dimostra non tanto con scenografie e mosse tattiche ma con la semplicità, naturalezza ed emozione che solo un’artista a 360° riesce a trasmettere.

Il live si apre con Abbi cura di te, profonda traccia che per altro fa da title track al secondo album della cantante uscito lo scorso 5 maggio. Si continua con un’altra traccia del nuovo album, la movimentata e divertente Caruso Pascoski, seguita da Sbadiglio, tratta dal sul primo album Manuale Distruzione. Ringrazia MilanoLevante, e lo fa con la tipica dolcezza che la contraddistingue, quasi sussurrando nel microfono, in netto contrasto con ciò che è il suo live: graffiante (come lo sono, dopotutto, i suoi testi e la sua voce), divertente e coinvolgente, sia emotivamente che fisicamente, in un’ora e mezza abbondante di pura musica.

Tutti i santi giorniMi amo, l’emozionante Finché morte non ci separi (con relativa ed immancabile pausa limone per le svariate coppie presenti) fanno da introduzione a Le lacrime non macchiano ultimo singolo estratto da Abbi Cura di Te cantato da tutto il pubblico, ognuno con sicuramente una persona in mente a cui dedicare indirettamente le veritiere parole di questa canzone. Cuori d’artificioPose Plastiche ed ecco Ciao per sempre che regala brividi, cori ed occhi lucidi alla maggior parte dei presenti (ebbene si, sottoscritta compresa), per altro una condizione quasi perenne e soprattutto inevitabile nel sentire le parole e la carica di emozioni trasmesse da questa ragazza. Contare fino a dieciDuri come Me e Lasciami Andare chiudono la prima parte del live lasciando spazio ad un breve encore.

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La Rivincita dei Buoni, la famosa e divertente Alfonso regala un momento ormai tipico nei live di Levante: il coro liberatorio e terapeutico che si alza urlando le parole CHE VITA DI MERDA. In chiusura troviamo Memo, una delle mie personali favorite, e Biglietto per viaggi illimitati. Non manca infine Corri Corri, la collaborazione insieme a Bianco, artista torinese, amico, collaboratore ed opening act di Claudia.

Il live si conclude con un tripudio di sorrisi ed applausi e non potrebbe essere altrimenti. È la prova nel nove dopo aver notato che, durante il live, solo raramente si vedevano telefoni in aria intenti a scattar foto al posto di ascoltare ed i pochi coraggiosi non riuscivano a resistere più di qualche breve minuto. Un fenomeno così raro nei live ai giorni nostri che lascia totalmente spiazzati e fa capire quanto questa ragazza riesca a coinvolgere chiunque vada ad ascoltarla.

Levante è proprio brava e non c’è negazione che regga, più brava di tanti artisti decantanti da molti. Tanto, davvero tanto talento fuso con dolcezza e semplicità a contornare una capacità rara di trasmettere i sentimenti in modo diretto usando solo voce, musica coinvolgente e testi veri, parole che arrivino al cuore di chiunque grazie ad una narrazione di esperienze che tutti, prima o poi, abbiamo vissuto o vivremo. Per questa ragazza la strada è solo in salita e la solidità delle sue performance non potranno mai farla davvero sbandare.

Mano sul fuoco: la “vita di merda” è storia passata per la cara Levante.

NeevWilliams

Ho i capelli bianchi come gli anziani, i tatuaggi come i carcerati e nonostante il mio vero nome derivi da una regina guerriera sul campo di battaglia saprei difendermi esclusivamente a colpi di sarcasmo. Un'antica leggenda narra che sotto i miei innumerevoli braccialetti da festival musicali esista addirittura un braccio... ma nessuno è mai vissuto così a lungo per poterlo provare.

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