LIVE REPORT: Imagine Dragons @ Mediolanum Forum 23-11-15

by Sara

23 novembre 2015. Una freddissima giornata milanese fa da cornice al ritorno degli Imagine Dragons nel bel paese: si tratta della loro terza volta, dopo Milano e Pavia nel 2013. Data unica per lo Smoke + Mirrors tour, che ha portato la band di Las Vegas a suonare nelle arene di tutto il mondo, spazi che sembrano fatti apposta per il loro sound.

Il Mediolanum Forum è sold out e la trepidazione si legge sia nei volti dei migliaia di ragazzi venuti ad ascoltarli, sia nei volti di quei poveri genitori costretti ad accompagnare i propri figli. Ad ammazzare il tempo contribuisce il gruppo di apertura, i Sunset Sons, quartetto indie rock inglese che suona per 45 minuti. Dopo circa un quarto d’ora le canzoni appaiono già ripetitive, ma il pubblico è conscio del fatto che l’attesa scorrerebbe molto più lentamente senza riff di chitarra, melodie orecchiabili e testi ripetitivi che facilmente può imparare e cantare. Sarebbe difficile riconoscere questo gruppo nell’immenso panorama di nuove band nel mondo indie di oggi, ma prima di dare un giudizio finale è bene attendere l’album di debutto previsto per il prossimo anno. Tra i punti a favore del gruppo ci sentiamo di annoverare il look e la voce del frontman che a tratti ricordano quelli di Caleb Followill dei Kings Of Leon.

Ore 21.30, il pubblico ormai è impaziente e pronto a dar via alla festa: puntuali, gli Imagine Dragons salgono sul palco, anticipati da una proiezione di effetti visual che richiamano “fumo e specchi” sugli schermi stretti e lunghi, che fanno da cornice al palco. Il pubblico esplode con grida e applausi: il concerto può cominciare.

IMG-20151124-WA0009La festa si apre con due brani tratti dal nuovo album, Shots e Trouble, e la folla canta a squarciagola ogni singola nota. Il gruppo è in forma nonostante il tour vada avanti ormai da mesi: Dan, il frontman, tiene benissimo il palco posizionandosi per ma maggior parte dello show nella passerella centrale che gli permette di immergersi totalmente nel pubblico di fan adoranti, con il quale per tutto il concerto intrattiene un dialogo fatto, oltre che di parole, anche di sguardi diretti, sorrisi e dediche personali.

Poco dopo l’inizio del concerto, le prime parole proferite da Dan sono dedicate alle vittime dei recenti attentati a Parigi e di altre parti del mondo. “We mourn their loss, we think of them, but above all we fear nobody. I will not stand any single person ruin music for the world. I will not stand for any person to put hate into our hearts. We will love each other and we will have no fear.”E’ stato un omaggio dovuto nonché il modo giusto per cominciare, dato che il peso di quello che è successo accompagnerà per molto tempo sia chi sta sul palco che il pubblico.

La scaletta del concerto è ben equilibrata, con brani di Night Visions che si intrecciano perfettamente con quelli di Smoke and Mirrors. It’s time, cantata a gran voce dal pubblico, lascia spazio ad una cover acustica di Forever Young, una rara occasione che permette a Dan di mostrare appieno la sua voce dal vivo, spesso soffocata dal tripudio di suoni e strumenti che hanno contribuito a definire l’identità del sound degli Imagine Dragons.

IMG-20151124-WA0004Il concerto prosegue con il nuovo singolo Roots, meno conosciuto dal pubblico rispetto ai precedenti. E’tempo poi di un dialogo a suon di cori tra Dan e il pubblico in preparazione a Polaroid, coro che ovviamente funziona per tutto l’arco della canzone. Il pubblico italiano ancora una volta rivela tutto il suo calore e la sua partecipazione al concerto. Seguono poi Tiptoe, I’m So Sorry (a mio parere il brano migliore di tutto il live) e Gold. C’è poi spazio per un medley di Amsterdam, The Fallen e Second Chances, apprezzato dal pubblico che però avrebbe voluto la versione integrale di tutti i brani.

La parte finale del concerto è un climax: il gruppo suona Demons, senza dubbio il brano che accoglie più consenso (anche i genitori cantano a questo punto), I Bet My Life, canzone che convinceva poco sul disco ma che dal vivo è una vera bomba. Il pubblico canta e salta con un’energia che il freddo e le ore di attesa non sembrano aver diminuito. A questo punto Dan prende una bandiera italiana dalle prime file con scritto “We bet our lives on you”, nella quale si avvolge. Ancora una volta il pubblico italiano dimostra tutto il suo affetto, e dan ringrazia riconoscente (cosa che farà anche alla fine del concerto) guardando uno ad uno i fan presenti nelle prime file. C’è poi spazio per un altro medley tra Bleeding out e Warriors, che precede il gran finale: la band suona radioactive, singolo che ha portato il gruppo di las vegas al successo planetario. E’ una delle parti migliori dello show: il pubblico canta ogni singola parola, e la star del momento è il tamburo gigante suonato da Dan, che ha finalmente il ruolo da protagonista. Si giunge così prima del previsto alla fine dello show: con un po’ di amarezza l’encore è costituito solo da una canzone, The Fall. Nonostante siano gli ultimi minuti del concerto, c’è spazio per qualche fan action: le prime file sollevano fogli di carta con scritto pezzi della canzoni e il quartetto di Las Vegas sembra apprezzare molto. Ancora una volta il gruppo ringrazia dirigendosi sulla passerella per catturare gli ultimi calorosi applausi che il pubblico ha in serbo per loro.IMG-20151124-WA0005

Si conclude così uno show atteso da mesi. La magia dei concerti, nonostante i recenti avvenimenti, c’è stata: per un’ora e venti un pubblico fatto di ragazzi ha potuto cantare e ballare senza preoccupazioni, trovandosi di fronte un gruppo di talento che si muove bene sul palco e che dialoga con i propri fan. Non è mancato lo spazio a uno degli strumenti portanti della band, la batteria di Daniel Platzman, che ha avuto nello show un lungo assolo. Tanti ragazzi, tanto entusiasmo, ma anche tanti telefoni alzati. Spesso i più giovani hanno infatti passato il loro tempo a fare foto e inviare snapchat agli amici anziché godersi la musica e le emozioni che essa genera “in diretta”. Le braccia alzate dovrebbero essere tali per battere le mani e ballare, non per scattare servizi fotografici cercando di evitare la testa del vicino.

IMG-20151124-WA0006Un concerto degli Imagine Dragons è un concerto per tutti: la popolarità della band e l’airplay radiofonico che hanno ricevuto permettono a tutti di riconoscere le canzoni e cantarne il ritornello, e il coinvolgimento dei presenti (fan accaniti o non) è garantito dall’orecchiabilità delle melodie. Le ragazzine di fianco a me continuavano a ripetere “tanta roba”, frase evidentemente riferita al frontman ma che a mio parere può diventare, se presa letteralmente,  una descrizione del sound degli Imagine Dragons: un sound ricco, elaborato, a volte stucchevole, che rappresenta perfettamente la città da cui provengono, Las Vegas. La loro musica è in grado di far ballare e cantare le persone in ogni contesto.  Concludendo, possiamo dire che il simbolo che rappresenta al meglio l’identità di questo gruppo è la Fender dorata del chitarrista, che ne rappresenta il sound, il talento e le ambizioni, tutti elementi che porteranno un giorno la band a suonare in spazi ancora più grandi.

(Photo credits: Federico M.)

Sara

Ventenne con la testa tra le nuvole ma i piedi sempre per terra. Costantemente in bancarotta a causa del “carpe diem” in fatto di concerti, (troppo) spesso preferisco la musica alle persone.

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