Top 10 dei momenti più belli (musicali e non) di questa quarta edizione del TOdays

by morghiss

Ormai alla sua quarta edizione, il TOdays rappresenta quel weekend obbligatorio per tutti i concertomani non ancora tornati mentalmente dal Primavera Sound e che ora si apprestano tristemente a tornare in ufficio il primo lunedì di settembre. Il TOdays è la fine definitiva dell’estate, il ritrovo tattico alla periferia di Torino per tutti quegli amici che la vita invernale e borghese 8-18 ci aveva fatto abbandonare, l’ultimo weekend di svago, la chiusura (e che chiusura!) della stagione dei concerti con una line-up che fa invidia ai grandi festival europei, praticamente sotto casa. Negli anni ci sono passati tra gli altri anche Tv On The Radio, Interpol, Soulwax, The Jesus And Mary Chain, Richard Ashcroft, Mac DeMarco, The Shins e PJ Harvey

Qui raccolti in modo pratico, i momenti memorabili di quest’anno:

1. Il silenzio durante il set dei King Gizzard and The Lizard Wizard 
Primo giorno, prime birrette già sui Bud Spencer Blues Explosion, ritrovi, baci e abbracci, code interminabili per ritirare i biglietti, sonoro chiacchiericcio di chi ha da raccontare le proprie vacanze in Messico. E poi il tramonto sull’infinità di cemento che via Francesco Cigna, dove si svolge il festival, e sul palco un’allegra brigata di scappati di casa, prime note e poi un silenzio per un set bulimico (quella stessa bulimia che ha portato la band a pubblicare 5 album la ritroviamo sul palco) e ipnotico. Un’ora concentrata, violenta, vibes psichedeliche anni Settanta. Viene da dispiacersi per chi non c’era. Finiscono, salutano, ed è un po’ come svegliarsi. Di cos’è che stavamo parlando?

2. Cenare con l’anguria
I frequentatori abituali del TOdays già lo sapevano. C’è, proprio di fronte allo Spazio211, un baracchino in cui vengono ammucchiati cocomeri di dimensioni leggendarie (e barattoli di friarielli sott’olio, che se qualcuno avesse comprato sarebbe interessante parlarne). Cena tardiva verso l’una di notte, tre euro una fetta di anguria per tirare fino al kebab delle cinque di mattina, birre in vetro da 66 travasate in bicchieri di plastica che si accumulano sui marciapiedi. Mai come dall’anguriaro dello Spazio211 si son sentite e stratificate conversazioni di così alto livello tra intenditori musicali.

3. Il Museo Nazionale del Cinema in hangover
Tappa obbligata per ogni turista che si rispetti, come anche per il partecipante medio del TOdays che – Sto tre giorni a Torino, vuoi che non trovi il tempo per andare a vedere il museo del cinema? – senza però tener minimamente conto dell’hangover e degli orari assurdi a cui ti costringe l’elettronica dell’INCET (lo spazio in cui proseguono i concerti dopo i set degli headliner). Attenti a fare gli intellettuali della mattina dopo: non particolarmente indicata la struttura, circolare, a salita concentrica, dell’esposizione non permanente. Insomma, una bella esperienza di cui vi ricorderete per l’enorme fatica e per aver portato gli occhiali da sole tutto il tempo, non per questo da evitare.


4. Maria Antonietta con la laringite (il giorno del suo compleanno)
Ultimo giorno di TOdays. Lei piccolina e con quella timidezza con cui abbiamo imparato ad amarla, stavolta a fronteggiare in prima fila una schiera di fan affezionati e radicali degli Editors, pronti a giudicarla. Movenze da diva, un microfono che proprio non ne vuole sapere di andare, e una voce spezzata dalla laringite. Si scusa, smorza la tensione, dice che è il giorno del suo compleanno e sorride, un set difficile (forse in una giornata sbagliata) che non tutti là in basso hanno avuto modo di apprezzare. Ancora delle scuse, e un colpo di tosse per una fastidiosa laringite che proprio non vuole abbandonarla, senza sapere che in realtà, quella voce rotta ha reso più intenso e unico il suo concerto, tra i migliori di tutto il festival. Una laringite che ha reso più straziante e più vero il suo “Mi sento uno schifo, e non è la prima volta…”. Magico!


5. Il set di Colapesce, dal lato Gobbi
Secondo giorno. Tra gli artisti italiani in line-up, anche Colapesce con una delle ultime date del tour con la sua Infedele Orchestra. Artista siculo che sta facendo su e giù per l’Italia, conquistando alcuni dei palchi più importanti (se non vi bastasse quello del Todays, anche quel MiAmi, Ferrara Sotto Le Stelle, Siren…). Distogliendo un attimo lo sguardo dalla sinistra del palco e dalla (bravissima) Adele Nigro delle Any Other, ci spostiamo sulla destra per ritrovare il fluido Andrea Gobbi (basso e cori). Chi bazzicava nella Milano underground di qualche anno fa se lo ricorderà per gli L-Noir, durati un’EP e una decina di date, lui al basso sta in cinque progetti contemporaneamente, e poi nella band di Soltanto, e poi I Soliti Idioti, poi la spola tra mille progetti tra Milano, Ancona e Manchester e poi eccolo lì, l’anima della festa. Tenetelo d’occhio!


6. Gli Editors, dalla prima fila
Ultimo giorno, ultimo set. Per chi lo ignorasse, c’è una piccola comunità di fedelissimi (più fedelissime a dire il vero) devoti agli Editors: creature mitologiche che si nutrono di trasferte europee, code sotto il sole (pioggia o neve) per la transenna, a prescindere dal palco o situazione. Vivono su internet, comunicano ogni news su ogni portale, e comunicano tanto, potrebbero parlare per ore di una singola espressione del frontman Tom Smith, e in effetti lo fanno. Vivere un concerto con loro significa sentirsi non solo fan, ma quasi un tifoso. Dopo il live si riuniscono frementi fuori dal backstage, commentano scaletta e outfit, si abbracciano e consolano con una confidenza estrema che non diresti mai che si vedono solo un paio di volte all’anno.
La musica dal vivo ci rende molto umani, e molto belli.



7. Il nuovo album degli Interpol
E il primo giorno, il 24 agosto, come se non bastasse l’overdose di musica che ci propone il TOdays, è uscito il nuovo album degli Interpol (ne ho parlato qui). Non sono mancati i paragoni con gli Editors, i commenti di chi non ne può più, di chi è “tanto è sempre la stessa cosa” e i vari “erano al TOdays tre anni fa, io c’ero”. Sicuramente l’argomento più gettonato in questa edizione di TOdays, al secondo posto dopo il prezzo dell’anguria. Al terzo giorno poi è diventato tutto un po’ strano, come se la rivalità tra Beatles e Rolling Stones non fosse niente, in confronto a quella tra Editors e Interpol.

8. Street Fish a colazione
Tra le viette del centro di Torino, più precisamente in via Giambattista Bogino 4, c’è un piccolo localino con cucina a vista e menù giornaliero a base di pesce. Si chiama Street Fish, ed è perfetto per una colazione tardiva, volendo partire anche piuttosto salutisti. Insomma, se volete prendere appunti per l’anno prossimo: sveglia alle 11, colazione a base di salmone grigliato e erbette varie alle 12, fuori alle 13 quando il posto comincia a brulicare di hipster. Imperdibile se non sapete dove mangiare e non volete finire nella solita pizzeria in via Po e se siete tra quelli che iniziano la giornata con “oggi non voglio fare proprio schifo, vai di Omega3“.

9. La messa con gli occhiali da sole @ Chiesa della Gran Madre di Dio
Doppio appuntamento, alle 10 e alle 12, in caso siate ancora in giro per Torino dopo l’estenuante sabato sera elettronico o abbiate la forza di presentarvi alla messa della domenica nella chiesa della Gran Madre di Dio, circondata da barettini ottimi per pranzi, colazioni, caricare il cellulare e capire dove ci si trova. Silenziosa e suggestiva, la Gran Madre è frequentata dai vecchietti torinesi e giovani rampolli. Credenti, praticanti e non… fatelo un salto in chiesa ogni tanto, il silenzio fa molto bene, soprattutto in periodo di festival. Si consigliano gli occhiali da sole per evitare sbrilluccichii da post-sbronza.

10. Cosmo che invita tutti a rimanere fino alle 4 di mattina, e tutti che se ne vanno
É andata più o meno così: dopo quello che molti definisco il live dell’anno (complici le luci di Martino Cerati), Cosmo si rivolge alla sua sfrenata massa di fan sudati e stanchi. Ogni sua parola è un esultare, ad ogni suo gesto segue un applauso. Con un’umiltà infinita, che anche i più scettici non si aspettavano, Cosmo invita il pubblico a rimanere per tutta la sera, perchè dopo di lui alcuni grandi e meritevoli nomi dell’elettronica, animeranno l’INCET fino al mattino. Segue un boato d’entusiasmo, il più sentito e bello di tutta l’edizione del TOdays, a cui segue però una fuga di disinteresse generale. Non so cosa voglia dire!

Si ringrazia TOdays Festival per le foto dei live.

morghiss

Pane, amore e ritenuta d'acconto. Concerti sotto la pioggia, film notturni, maratone seriali e relative conseguenze.

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