Un paio di foto all’Anima di Thom Yorke – Ferrara Sotto le Stelle

by Renato Anelli

Un sogno cosciente. Se dovessi riassumere in una sola espressione quella che è stata l’esperienza della sera del 18 Luglio, nell’appuntamento forse più atteso del Ferrara Sotto le Stelle, userei proprio queste parole. Non a caso il titolo del suo terzo disco solista, Anima, è un omaggio alla teoria dell’anima e dell’animus dello psicanalista Carl Gustav Jung. Probabilmente è per questo che al pari del recente album anche il concerto, nella splendida cornice del Castello Estense di Ferrara, ha il respiro di un lungo sogno dove si alternano e fondono tutte le ossessioni al centro della poetica di Thom Yorke (l’alienazione urbana, il difficile rapporto tra uomo e tecnologia, il cambiamento climatico) con momenti catartici e più intimi. La continua esigenza di capire in che direzione Thom Yorke ci stia portando con la sua voce e il costante impegno a godersi l’esperienza musicale, ci costringe ad assimilare ogni suono come gocce di pioggia dopo giorni di siccità e afa, fino a quando i momenti di piacere puro e incondizionato sono come un tuffo in un mare di emozioni.

E poi chiaramente ci sono gli effetti visivi guidati dal ledwall, esteticamente magnifici, e lui stesso di fronte ad essi, con la sua incredibile capacità di magnetizzare l’attenzione, che sia dietro un sintetizzatore, una chitarra o un semplice microfono. Il tutto condito da coreografie mai banali caratterizzate dal movimento dei suoi arti in maniera talvolta quasi disturbante, come se ognuno di questi avesse vita propria e fosse disconesso dal sistema centrale.

Durante la scaletta, di poco meno di due ore, si spazia dal precedente Tomorrow Modern Boxes a The Eraser per poi passare ovviamente anche ad Anima e, in chiusura, Atoms For Peace. La domanda che quindi si porranno tutti è: ha suonato anche brani dei Radiohead? La risposta è no e forse è anche meglio così. Quella della sera del 18 è stata infatti una radiografia in alta definizione di una parte del processo creativo della band di Oxford, come un negativo, l’esaltazione di una parte del tutto. Per cui se è vero che in una serata del genere si rischia di sentire l’assenza del resto della band, è altrettanto vero che questa rappresenta una occasione preziosa per studiarne a fondo le trame ed avere così uno specchio dell’anima, appunto, di Thom Yorke.

Di seguito le foto della serata scattate dal mio omonimo Renato Anelli, emozionato come non mai.

Renato Anelli

Suono in conservatorio. Ma non mi aprono mai.

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