NoisyList #7: Covers Week

by Carmen

Che sia all’inizio di carriera causa pochi brani da presentare live, o a carriera già inoltrata causa fottencazzo faccio quello che mi pare, non c’è cantante o band che non abbia in repertorio una o più cover: canzoni famose o sconosciute, ballad lente che diventano polpettoni rock, trashate anni ’80 che riprendono vita in chiave moderna. Insomma, probabilmente tutti almeno una volta abbiamo detto “sì, bella quella canzone ma io preferisco la versione di Tizio Strazio“. Non negate. Ebbene, è quello che abbiamo fatto noi per questa nuova playlist settimanale: abbiamo raccolto le nostre versioni di preferite.


7-coversweek


Strange (Patsy Cline) – Arctic Monkeys
Una delle canzoni che ascolto quando sono triste. Premettendo che io, da secolare fan, ad Alex Turner sparerei come se fosse un fagiano in periodo di caccia (ma lo faccio perché sotto sotto gli voglio bene eh!) in questa cover la sua voce mi ricorda una tazza di tea caldo e mi regala lo stesso effetto. Aggiungiamoci che il testo di questa canzone ha un qualcosa di dolorosamente personale…
-NeevWilliams

The House Of The Rising Sun  (Animals) – Muse
Ammetto: è la prima cosa che mi è venuta in mente, è la prima cosa che mi viene sempre in mente se penso ad una cover e non so nemmeno perché. Probabilmente perché è all’opposto di quasi qualsiasi altra versione composta di questa ballata folk dal compositore sconosciuto, e cioè al limite dell’isteria grazie alla voce di Bellamy (‘taccituaedegliamicituoisorcio).
-Juno

There is a Light that Never Goes Out – Noel Gallagher
Il capolavoro degli Smiths proposto da Noel Gallagher al Teenage Cancer Trust è una di quelle perle che mi fanno venire i brividi e mi commuovono come la prima volta.
-Sally

The Boxer (Simon & Garfunkel) – Mumford & Sons
Una cover talmente ben fatta che chi non conosce l’originale potrebbe addirittura pensare che sia un brano composto dalla band londinese; questa versione rende onore all’originale pur essendo al tempo stesso in perfetto stile Mumford & Sons, con il tocco inconfondibile del banjo (a cui ahimé ci accingiamo a dire addio in vista del nuovo album) e la voce di Marcus Mumford, che aggiunge un po’ più di pathos (che non guasta mai).
-Arizona

Fancy (Iggy Azalea feat. Charli XCX) – Kasabian
Sergio che canta “you should want a bad bitch like this” mi fa crepare dal ridere. Alla BBC sono troppo perfettini e Tom deve censurare il “fuck” del ritornello… attenzione alle parole, eh! Poi è divertente percepire la differenza di accenti: la Azalea è australiana e Charli è inglese, ma cantano come se fossero americane. Tom e Sergio proprio non ce la fanno a fingere. Ultima cosa: #JeSuisCharliXCX
-Conveezus

Personal Jesus – Johnny Cash
Sono sempre più convinta dell’esistenza di una legge non scritta per la quale ogni canzone coverizzata da Johnny Cash diventi mille volte più bella di quanto non lo sia già l’originale. L’esempio più celebre è Hurt, ma questa perla spesso sottovalutata può competere tranquillamente. Se per voi già la versione dei Depeche Mode è uno dei migliori pezzi di sempre, give it a try. E vi assicuro che non ve ne pentirete
-Giulia

Sympathy For The Devil (The Rolling Stones) – Miles Kane
Sua sobrietà, l’amico fraterno di Alex Turner, spesso ci regala questa perla inerpretata come solo lui sa fare. Un muro di chitarre stridenti e un animale da palco non del tutto calmo, ogni volta rendono questo pezzo dal vivo un’esperienza. Per esperienza è da intendersi che risulta positiva sul fronte musicale, ma dal punto di vista fisico ci vuole un gran cuore. Grizie Miles, ogni singola volta!
-Alby

The Ecstasy Of Gold (Ennio Morricone) – Metallica
Versione metal del celebre brano del film Il buono, il brutto e il cattivo. Dal 1983, James Hetfield e compagni, la usano per aprire i loro concerti facendo un piccolo grande omaggio (a modo loro) al maestro Morricone.
-Ivan

Dead Souls (Joy Division) – Nine Inch Nails
Trent Reznor resta l’unico essere umano che può permettersi di coverizzare i Joy Division, riuscendoci anche bene.
-Fraturner

I Fought The Law (The Crickets) – The Clash
Joe Strummer e Mick Jones la sentirono per la prima volta da un jukebox negli USA, negli studi in cui stavano registrando il loro secondo album.
La versione che ascoltano e` la cover di Bobby Fuller (l’originale e` dei The Crickets), e decidono di vivacizzarla e portarla con loro in UK.
-Fort

Carmen

Senz'anima e senza soldi, pendolare da concerti e booklet vivente: se vi serve un pezzo di canzone, ce l'ho tatuato sul corpo. Un giorno smetterò di ascoltare chi mi consiglia nuova musica e avrò una vita.

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