Canova | Vivi Per Sempre

by Chiara Bustreo
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Voto:

D
non lascia il segno

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Per i Canova (theband come recita il loro nome dell’account Instagram) il secondo albumVivi per sempre”, uscito il 1° marzo, è il conseguimento del successo del primo “Avete ragione tutti” (2016). Ci avevano conquistato, e avevano conquistato anche gran parte d’Italia che al tempo stava scoprendo per la prima volta la corrente dell’indie-italiano, con Expo e Manzarek. Il primo è stato un album scritto per se stessi e forte di una consapevolezza acquisita tra una miriade di concerti e anche quel pizzico di fortuna – o sensibilità – del suonare la musica del momento al momento giusto. Ora con l’uscita di queste 9 nuove canzoni per Maciste Dischi e distribuite da Artist First continuano la sfilza di quelle immagini-copertina e foto che fanno incontrare il mondo di Instagram con quello dei tipici colori e soggetti di Tumblr. I tag su una foto dalle tinte azzurrine e vintage con un cucciolotto in copertina non può che destare curiosità, soprattutto in città dove la gigantografia della copertina è stata appesa di qua e di là. Mobrici, il cantante milanese capelluto della band e sempre stilosamente vestito di camicie stupende, spiega a TV Sorrisi e Canzoni di come siano arrivati dove sono ora grazie solo al loro impegno. “Siamo riusciti a conquistare quello che abbiamo oggi facendo tantissimi concerti, siamo partiti dal basso e senza tante ambizioni. Non ci aspettavamo di fare un secondo ‘vero’ album“.

Volevano un album che riuscisse a non essere un “vero” album, ovvero che ogni traccia fosse quasi a sé e raccontasse a modo proprio una visione di questa vita continua e “per sempre”. Quindi, partendo da questo presupposto, ogni canzone dovrebbe essere un singolo accattivante, dite voi. E lo pensiamo anche noi ma, a partire dal primo singolo e dal video di Goodbye Goodbye, presentato il 20 gennaio, siamo rimasti un po’ perplessi. In viaggio verso Londra per trovare ispirazione dove l’avevano già scovata prima i loro idoli – quali Beatles, Oasis, Coldplay, ecc – tornano a casa con questo brano qui, che parla di tradimento da parte della città per non avergli donato le sue meraviglie illuminanti destinate al processo creativo dell’album.
Nell’album “Vivi Per Sempre” si sentono i sempre temi cari ai Canova e cari a quella corrente che non nomineremo più ma che sappiamo tutti da cos’è composta. Non pensiamo che sia una cosa trita e ritrita, come se presentare gli stessi temi per i testi, gli stessi accordi e le stesse melodie facesse sì che un album o una canzone possano venire definite del genere di cui stiamo trattando. Non è proprio così.

La cosa che forse maggiormente collega questa band in maniera pura al genere è quella malinconia sempre attorcigliata alla voce, da nodo in gola, dall’immagine del tipico ragazzo sfigato (che di sicuro non è il nostro Matteo e i tre allegri compagni agli strumenti) sedotto e poi abbandonato dalla bella di turno. Che poi la malinconia si mischia perfettamente con le schitarrate da “vieni con me che ti porto a ballare” ed è sempre stata il loro punto forte fin dagli inizi del 2008/2016. Questo è anche un album che raccoglie tre singoli già uscita in precedenza: infatti oltre all’ultimo pubblicato, tra le 9 canzoni “scelte tra molte” hanno inserito Domenicamara e Groupie, due estratti già forti di molti ascolti su Spotify dal 2018. “Avevamo tanti brani ma ne abbiamo scelti 9″, raccontano, “Ogni canzone ha un suo mondo proprio, che rimane però sotto la stessa matrice, ovvero quella di un unico autore e della stessa band. Seppur coscienti del modo attuale di ascoltare la musica, tra skip e playlist, i dischi ci piacciono molto e siamo stati attenti anche alla sequenza della tracklist. In fase di arrangiamento, siamo stati al servizio delle canzoni, cercando di vestirle nel miglior modo, da band, cercando di seguire quindi noi stessi.” Dopo aver letto tutte queste dichiarazioni della band, non appena è uscito l’album mi sono messa ad ascoltarlo carica di tante belle aspettative. Di seguito trovate il responso.

Del primo pezzo dell’album avevo letto inconsciamente il titolo SHAKE-speare e mi aspettavo un pezzo elettronico, un pezzo che potrei trovare in una canzone homemade di DJ tamarri. Poi ho riletto bene il titolo Shakespeare (scusate), però le tastierone iniziali non hanno interrotto il filo conduttore del mio pensiero che mi riportava a pensare a della musica EDM/ballabile. Non è di sicuro una canzone che potrebbe inserire un DJ che va a suonare ad una festa di liceali ma, ad un certo punto, c’è quasi la sensazione che debba arrivare un drop anticipato da un leggero sfrigolio di tastiere, per poi risolversi in un ritornello dalle costanti melodie e ritmi della band. È una ballad che avrei visto meglio a metà dell’album ma è anche un ottimo brano per aprire i concerti: crea la giusta atmosfera, magari con del fumo raso palco, delle luci bianche e viola ad intermittenza e il tutto che nasconde i volti della band. In sostanza un brano dimenticabile se non inserito in un live.

Passiamo poi a Domenicamara che riprende le sonorità tipiche della band ma con una diversa melodia vocale nella parte centrale della strofa. O almeno, insolita per loro. Uno dei lavori già presentati nel 2018 e che insieme a Groupie facevano presagire un bell’album. Un album che potenzialmente fosse ballabile, carico e da ascoltare assolutamente durante il primo giorno di primavera in un parco mano nella mano con il proprio love. Detto questo, Domenicamara è un brano passabile, di quelli che se li ascolti 2 o 3 volte in più ti rimangono in testa e li canticchi la volta dopo, magari quando passa in radio. Per il singolo Goodbye Goodbye abbiamo già speso delle parole ma vorrei dire che i suoi cori e il finale del primo brano Shakespeare mi ricordano molto i Luna Pop. Così come Per Te che mi riporta incredibilmente ad un Cremonini con i capelli decolorati.

Oltre ai brani passabili come Ramen dove la band si chiede “Chissà se ti ricordi di me” – frase alla quale vorremmo dare una risposta dopo l’uscita di questo album ma che non daremo – Ho Capito Che Non Eravamo e 14 Sigarette rimane fuori una strana Vivi Per Sempre. L’ultimo brano di un album senza troppi colpi di scena ma lascia un po’ interdetti proprio grazie a quest’ultima canzone. Cambia l’atmosfera del disco, rende il tutto più cupo ma miscelato ad una fresca e veritiera malinconia. Nulla paragonabile a quella già raccontata nei brani precedenti ricollegata a domeniche impossibili da vivere e da lei che fissa sempre la stessa luna distrattamente diventando affascinante agli occhi dell’amato. È il brano più significativo e che pone domande che vanno al di là di quello che ci si aspetta dalla band e che, poi, è ciò di cui volevano parlare per tutto il disco. Un percorso di vita, per capire se alla fine riusciremo a farci ricordare per sempre, a vivere per sempre. Raccontandosi a Newsic dicono “Il titolo ‘Vivi per sempre’ non ha un soggetto, può essere rivolto a un modo di fare, alla musica, a un amore, ma è anche un augurio che facciamo a questo progetto.

Detto questo, il secondo album dei Canova non lascia il segno ascoltandolo. Non appena pensi che potrebbe cambiare qualcosa, i toni, gli arrangiamenti e la sfumatura delle melodie tornano ad essere quelli di una band che già si conosce. L’intento dei quattro di far capire che queste 9 tracce sono state edite dallo stesso autore è riuscito. Ma non sono riusciti a rinnovarsi, a fare qualcosa che effettivamente quando ci capita di ascoltare una delle loro canzoni all’interno di una playlist non ce la faccia skippare perché ci sembra di averla già sentita poco prima. Eppure ci sono così tante strade ancora da percorrere nell’indie-italiano e che, siamo sicuri, loro potrebbero benissimo accogliere e approfondire non fermandosi ad un successo già ottenuto con dei giusti riff e delle frasi decantate da un romantico accento milanese.

In Goodbye Goodbye i quattro si chiedono “Com’è che siamo arrivati qua?“. Beh cari Canova, ora dovreste spiegarci dove andrete. Allora, di seguito, le date del tour:
13 marzo – Afterlife Club, Perugia
20 marzo – Alcatraz, Milano
22 marzo – Teatro della Concordia, Venaria Reale (TO)
28 marzo – Atlantico, Roma
29 marzo – Casa Della Musica, Napoli
30 marzo – Demode’, Modugno (BA)
3 aprile – TuscanyHall (Ex Obihall), Firenze
5 aprile – Estragon, Bologna

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Chiara Bustreo

Mi piace il profumo della polvere del caffè e mi fanno paura i temporali e le galline. Un giorno mi piacerebbe diventare una sirena.

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