Coma_Cose | HYPE AURA

by Chiara Bustreo

Voto:

B
fresco

La prima volta che ho sentito i Coma_Cose è stato per puro caso. Quel “puro caso” che, oggi come oggi, capita per molti artisti nuovi, si chiama o playlist o radio di Spotify. Prima ho pensato “ah, un’altra band indie italiana“. Poi ho sentito la voce semirappata e pochi attimi dopo, senza nemmeno accorgermene, stavo ballando sulla sedia. Finita la canzone l’ho rimessa e poi sono andata a spulciare il loro profilo. “Che peccato abbiano così pochi brani…“, era il tempo di “Post Concerto” e il loro account non era ancora ben fornito. Quattro brani usciti tra il febbraio e il giugno del 2017 e poi l’EP “Inverno ticinese” di altri tre brani, tutti pubblicati per l’etichetta Asian Fake. “Dovrebbero far uscire qualcos’altro, sono curiosa di sentire cosa potrebbero sfornare” ho pensato. E finalmente quel giorno è arrivato.

Parliamo diHYPE AURA, uscito il 15 marzo. È il primo disco a tutti gli effetti di California, DJ e cantante, e Fausto Lama, musicista e produttore. I due ragazzi milanesi – all’anagrafe Francesca Mesiano e Fausto Zanardelli – si sono incontrati mentre lavoravano entrambi come commessi in un negozio e, parlando di musica, nascono come band alla fine del 2016. “Entrambi arrivano a Milano con lo stesso quadro spaesato e meravigliato delle matricolare universitarie, di chi lascia la cittadina per cercare fortuna nelle metropoli”. Decidono di raccontarla, di descrivere quello che vedono attraverso le loro lenti colorate da fragile emozioni, da affitti e bollette, da incontri ed esperienze in cui chiunque può identificarsi ma che nessuno ha mai sentito raccontare con toni così originali, freschi. Così racconta la loro bio di Spotify e niente potrebbe spiegare meglio chi sono i Coma_Cose. C’è stata l’uscita dei singoli, dell’EP poi e di altri brani tra i quali Post Concerto e di tutti i video correlati. E poi molti live – molti sold out – nonostante la scaletta ristretta e inoltre una miriade di passaggi radiofonici. Il tutto mixato al loro stile li portano alla fine del 2018 ad essere una delle band della scena italiana underground più conosciute e rinomate.

Già a partire dal titolo dell’album si capisce di che pasta sono fatti i due milanesi: anagrammi, scambio di accenti, la sottrazione di alcune lettere sui quali gioca il duo, facendo risaltare la fonetica e i testi su tutto. Conditi da una bella dose di onomatopee. “Hai paura” chiedono o affermano con questo titolo (ditemi che c’eravate arrivati per piacere) che poi viene ribadito dall’Intro, l’ultima canzone del disco. Sì, avete capito bene. Soluzione ironica e divertente ma con uno scopo ben preciso e una scelta piena di significato. Infatti per me è una delle tre canzoni più di spicco di questo disco. Le voci distorte all’inizio che ripetono in loop il titolo dell’album fa capire molto meglio anche il gioco di parole che ci sta dietro e che concettualmente spiega come all’inizio e alla fine di un progetto – per me vogliono dire questo progetto, questo disco per i Coma_Cose – sia un ricettacolo di “mostri e sentimenti“. “Comunque vada l’inizio alla fine saremo solo io e te. Con i nostri mostri e sentimenti. Quindi non preoccuparti se hai paura.”. E penso sia la dichiarazione d’amore e d’intenti che spiega come la forza della musica possa unire e disfare, come si possa essere tanto felici da aver paura. Per il primo album effettivo dei Coma_Cose come per altre questioni. Il tutto suggellato da un abbraccio tra i due come copertina.

Ma ora ricominciamo dall’inizio: venerdì 8 marzo è uscito il secondo singolo di HYPE AURA che ha cominciato fin da subito a girare per le radio. GRANATA – di cui è uscito il video il giorno della release dell’album – insieme a VIA GOLA sono i due brani scelti come apripista per il disco. Il primo si avvicina molto al mondo del successo di Post concerto grazie al ritmo ballabile e alle voci semi-rappate che scandiscono bene i tempi per muovere il bacino a destra, le testa in avanti e indietro, e i piedi avanti uno dopo l’altro. Sullo stesso andazzo è il primo singolo VIA GOLA, già uscito il 25 gennaio, è il quarto brano dei 9 presentati in questa uscita e che viene spezzato molto intelligentemente dall’inframezzo rappato da Fausto. MANCARSI, la seconda traccia, mi ricorda molto un indie di pochi anni fa dove la voce di California crea un’atmosfera dolce e vellutata interrotta da BEACH BOYS DISTORTI. Tutt’altro genere per questo terzo brano che fa capire come ci siano varie sfumature di freschezza in questo disco. La distorsione, le citazioni, le frasi che ti scombussolano il cervello e che rincarano la dose passando per VIA GOLA e A LAMETTA – contenente una più che evidente citazione alla Rettore. Per arrivare alle due canzoni che io preferisco di “HYPE AURA” e che mi hanno conquistata fin dall’inizio. Infatti S.SEBASTIANO e MARIACHIDI sono totalmente diverse eppure entrambe così perfettamente giuste allo stesso tempo. La prima con riferimenti a Milano (e non essendo una vera frequentatrice della città non capisco nemmeno come possa piacermi così tanto) e l’altra strumentale dai suoni tenui sia avvolgenti che accattivanti. Invece per la seconda i loro giochi di parole continuano ad accendere i brani e si mescolano per questo brano tra il reggae e l’elettronica. Me la vedo già a ballarla sotto il palco creando un’onda umana – “se la mia gente mi fa l’onda” – come consiglia proprio il canto del ritornello con tutti gli altri spettatori. Il disco finisce con SQUALI – forte della stessa distorsione vocale di BEACH BOYS DISTORTI – e con il già acclamato INTRO.

Per essere il primo disco di un duo “nuovo” e con poca storia alle spalle come gruppo hanno sapientemente capito come si esce allo scoperto. Prima con i singoli e il super successo in radio, passando per concerti sold out. E ora con questo disco d’esordio che fa capire a tutti che California e Fausto non sono propriamente nati ieri. L’album ha quella nota prevedibile e imprevedibile allo stesso tempo che contraddistingue i Coma_Cose dagli altri gruppi del momento. Il loro sapiente utilizzo della lingua – che non è da tutti ultimamente – e una ricerca ricca sia dal punto di vista dei testi che della musica lascia prevedere un florido futuro per i due ragazzi arrivati in città per trovare fortuna. Che il mix tra elettronica, itpop, indie, cantautorato e hip-hop siano la chiave della loro “fortuna”? Che l’abbiamo trovata non ci è dato saperlo, ma di sicuro vediamo nel loro prossimo futuro nuovi sold out su sold out ai loro live.

Le prime date del tour:
30 marzo – Hall, Padova
01 aprile – Tuscany Hall (ex-Obihall), Firenze
02 aprile – Alcatraz, Milano
05 aprile – Vox, Nonantola (MO)
07 aprile – Mamamia, Senigallia (AN)
08 aprile – Teatro Della Concordia, Torino
12 aprile – Casa Della Musica, Napoli
13 aprile – Demodè Club, Modugno (BA)
15 aprile – Atlantico, Roma

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Chiara Bustreo

Mi piace il profumo della polvere del caffè e mi fanno paura i temporali e le galline. Un giorno mi piacerebbe diventare una sirena.

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