Lana Del Rey | Honeymoon

by Joss

Il countdown è giunto al termine. È uscito Honeymoon, il nuovo album di Miss Del Rey.

Tra anteprime video e audio e teaser pubblicati dalla stessa artista sul suo profilo Instagram in questi mesi, Lana ha voluto dare indizi ai suoi fans su quale direzione avesse preso questo nuovo progetto presentando anche uno dei suoi produttori, Kieron Menzies. Si dichiara soddisfatta e vuole dimostrare a tutti il suo obiettivo: differenziarsi dagli altri artisti e farsi spazio da sola con un genere unico e diverso dal pop in commercio e ci sta riuscendo attraverso il suo stile sad e malinconico.

L’album, pubblicato in Italia il 18 settembre, nel complesso è ben riuscito: non mancano rimandi ai lavori precedenti ma sembrerebbe soprattutto un sequel del primo disco Born To Die poiché focalizza l’attenzione su sonorità cupe e malinconiche, tratto ormai distintivo della cantante statunitense.

Cominciando dalla copertina, non si può non ricondurre Lana agli anni ’50, le ambientazioni scelte e il suo look vintage lo dimostrano: richiamano una New York soleggiata, i pomeriggi estivi e la quiete delle località marittime.

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È da riconoscere la capacità di Lana di saper traghettare, come Caronte nell’Inferno dantesco, l’ascoltatore nel mondo onirico. La sua voce fluttua nell’aria, ti fa sentire leggero e ti fa dimenticare momentaneamente lo stress della vita quotidiana lasciandoti travolgere da sonorità lente e da un sound ricercato 50s rievocato anche da titoli di molte canzoni, catapultando così l’ascoltatore in un mood malinconico, come solo Lana sa fare. Inoltre, in quei pochi istanti in cui riesce a raggiungere picchi più alti con la sua voce, in modo equilibrato, senza mai strafare, incanta e ipnotizza quasi fosse una sirena.

L’album presenta 14 tracce e ci sono chiari riferimenti ad artisti a cui ha voluto dare omaggio. Un esempio è possibile trovarlo in Terrence Loves You, un tributo a David Bowie: Terrence è il nome del fratellastro di Bowie, morto suicida, è presente in molte sue canzoni; inoltre, in questa traccia, vi è un chiaro riferimento a Space Oddity. Degno di nota è anche il preludio Burnt Norton dove Lana, in un minuto e ventiquattro, recita i versi dell’omonima poesia di T.S.Eliot. Infine, nell’ultima traccia, Baby Let Me Be Misunderstood, la cantante ha voluto dare omaggio a Nina Simone riarrangiando la canzone con toni lenti e cadenzati ricordando la versione originale ma dando una sua interpretazione più moderna.

Ogni traccia è una confessione. Lana si mette a nudo e mostra ogni sua debolezza, lo fa come atto d’amore verso i suoi fan, che dal suo esordio la sostengono e incoraggiano anche dopo le continue critiche mosse dai giornalisti e dai famosi hater che la considerano solo un artefatto, un prodotto discografico, un tentativo ostinato di creare qualcosa di nuovo.

Il tema principale dell’album è l’amore. Una donna innamorata che deve affrontare una storia finita e il desiderio di un ritorno per vivere una vita insieme. Questo è il caso della traccia Swan Song: “niente può fermarci, cerchiamo solo di perderci, questo è quello che vogliamo” ed è anche un invito a vivere pienamente le parti più oscure del nostro essere “tuffati in profondità, il mondo può cambiare in un giorno, possiamo perderci”. L’undicesima traccia, The Blackest Day insieme a Religion e God Knows I Tried, sono le tracce che danno maggiore spessore all’album, soprattutto l’ultima dove spiega come cercare un appiglio a cui aggrapparsi per tornare a vedere la luce quando si prova a vivere la propria vita ma non va come si vorrebbe: “sia la luce, illumina la mia vita”. Non manca anche il desiderio di una vita tranquilla e lontana da sguardi indiscreti, è il caso di High By The Beach, dove Lana esprime il suo bisogno di vivere lontano dai commenti della gente sulla sua vita sia in ambito lavorativo che privato. Un tentativo mal riuscito è però Salvatore, una ballad in stile retrò, ambientata negli anni ’40, che evoca l’Italia e attira l’attenzione degli italiani, curiosi di sapere cosa dice. Si rimane però delusi perché ci sono poche parole in italiano e il testo risulta ripetitivo.

Lana con questo ultimo album dimostra con le sue scelte musicali e liriche un genere che potrebbe non piacere a tutti. Ci vuole una certa affinità d’essere ed essere pronti ad “abbracciare il lato oscuro”, ma se si riesce a mantenere un equilibrio tra noir e una visione della vita più colorata, si potrebbe vivere un viaggio piacevole.

Teresa

"La verità è che io vivo sempre nella mia infanzia, giro negli appartamenti in penombra, passeggio per le silenziose via di Uppsala, mi fermo davanti alla Sommarhuset ad ascoltare l'enorme betulla a due tronchi. Mi sposto con la velocità di secondi. In verità, abito sempre nel mio sogno e di tanto in tanto faccio una visita alla realtà".

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