Ra Ra Riot | Need Your Light

by Leeds United

I Ra Ra Riot sono un gruppo indie rock nato a New York nel 2006. Dopo una morte misteriosa (il batterista John Ryan Pike), un abbandono all’ultimo secondo della violoncellista e 3 LP, la band ha annunciato l’uscita del loro quarto album in studio: Need Your Light.

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L’annuncio di Need Your Light viene subito affiancato da grandi aspettative da parte dei fan. I più fedeli, che sapevano dell’album ancora prima dell’annuncio ufficiale e che prevedono un album al limite della perfezione, pronti a passare un mese intero immersi nelle musicalità di NYL. Ci sono i fan scettici, diffidenti e innervositi dal fatto che la violoncellista se ne sia andata portandosi via il sound malinconico ed elegante di un tempo. Infine, ci sono quelli come me, che non sanno proprio cosa aspettarsi da questa nuova composzione. E allora percorriamo insieme quello che è stato il mio primo ascolto di Need Your Light..e il secondo….e poi il terzo.

Need Your Light comincia con il brano “Water”, orecchiabile, con un falsetto mai sopra le righe. Un brano che ti rimane in testa facilmente, ma che non lascia segni particolari nonostante la sua armonia.

La seconda canzone, “Absolutely”, sembra la colonna sonora di una pubblicità dei cornetti algida, completa di gente in costume che corre per strada, che prende il sole in spiaggia e che bacia persone a caso tra la folla. E’ proprio per questo che la canzone entra nelle lista delle tracce da non ascoltare mai più.

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Proseguendo verso il basso troviamo una canzone molto interessante. Parliamo di Bad Times. Canzone molto ritmica con un sintetizzatore che ricorda la musica dance ani 80 e una linea di basso molto interessante che caratterizza il brano. Troppo stile retrò per i miei gusti, ma ad alcuni può piacere.

Ma parliamo di Every Time I’m Ready To Hug. Testo sicuramente meditato e profondo, si può avvertire la passione che Wes Miles, il cantante della band, ha usato per la produzione di questa opera d’arte…ok siamo seri, se questo è un testo decente io sono la regina Elisabetta. Banale è l’aggettivo giusto:

Well I’m lovesick baby
I’m lovestruck, ready to construct
Ready to love
Oh sure, hoping that you’re fooling
Every time I’m ready to hug
It’s the same way
Every time I’m ready to play
You don’t know what to do
Well I’m lovesick baby
I’m lovestruck, ready to construct
Ready to love
Every time I’m ready to hug

NYL termina con “Suckers”, brano che non fa nè caldo nè freddo e che può essere benissimo confuso con uno degli altri. Alla fine dell’intero ascolto del cd tutte le canzoni risultano identiche e prive di una qualsiasi base sulla quale dovevano in realtà essere costruite.

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Insomma, chi ancora non lo avesse ascoltato e si aspettasse un The Orchard parte due con archi, basso e voce di un’eleganza e ricercatezza uniche, si prepari ad ascoltare un flop pazzesco intriso di sintetizzatori e falsetti che innervosiscono, e lasciano tanti punti di domanda.

 

Leeds United

Il pittore dipinge su tela. I musicisti dipingono invece i loro quadri sul silenzio.

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