Tre Allegri Ragazzi Morti | Inumani

by Ivan

Devo ammettere che è stata la prima volta che ho ascoltato per intero un album dei TARM, prima d’ora ho apprezzato solo alcune delle loro perle, e da questo ascolto ne è venuto fuori un ossimoro: è una band che si mantiene fedele a se stessa, ma allo stesso tempo è sempre in aria di cambiamento.

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La parola che forse descrive il loro genere in maniera migliore è contaminazione; in questo settimo album in studio è dominante un sound etnico, mondo al quale raramente il trio di Pordenone si è affacciato prima. Ma si sa che nel momento in cui bisogna fare un certo passo, nel momento in cui si vuole dare una svolta c’è bisogno di una figura che possa indicare la strada giusta; e nel nostro caso Davide Toffoli e compagni hanno deciso di affidarsi a uno che di contaminazione se ne intende: Jovanotti.

Il cantautore toscano è stato sempre il loro fan numero uno e in questo lavoro sembra tenerli per mano dalla prima all’ultima canzone, un po’ come faceva Virgilio con Dante nell’Inferno. I primi segni arrivano dall’inizio del brano Persi nel telefono che sembra quasi volerlo introdurre per poi renderlo presente in In questa grande città (la prima cumbia), singolo che ha fatto da rampa di lancio per l’uscita di questo album, che è una fotografia alla città di Milano definita una “Capital ben vestida”.

Contrariamente a quello che può sembrare l’aggettivo Inumani non ha necessariamente un senso negativo; secondo quanto spiegato da Toffoli, compositore e fumettista del gruppo, è la condizione in cui vive l’uomo di oggi, nè essere umano nè animale; dicendo anche che trova difficile spiegare i testi a caldo, dato che lui li capisce sempre dopo. E questo lo si percepisce subito, soprattutto quando si ascolta il brano Ruggero, orecchiabile, parte come ballad e poi finalmente decolla, trovando perfino l’ispirazione per parlare d’amore ( ovviamente sempre a modo loro) con i brani C’era una volta ed era bella, utilizzando versi come: “Sai che non trovo mai le chiavi di casa se non ho la testa tua sulle spalle mie”, e I miei occhi brillano.

 

 

 

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Da sottolineare che oltre Jovanotti ci sono altre presenze importanti della scena indie come i Bud Spencer blues explosion, Alex Ingram dei Pozdam e Vasco Brondi de Le luci della centrale elettrica, due formazioni queste che devono molto ai TARM perchè a scoprirli sono stati proprio loro e li hanno lanciati con l’etichetta La tempesta. Si tratta di uno dei migliori lavori sulla scena italiana di questi primi mesi del 2016, in cui ce n’è per tutti e si dà un peso molto importante alla leggerezza.

 

 

Ivan

Nonostante un fisico gracile mi sento ghiotto e bulimico di musica,non importa quale genere sia: pop,rock, italiana, straniera,popolare, di nicchia....fate voi. Sono uno del tipo:"Non andate in discoteca,andate ai concerti!". La mia filosofia è: Una musica può fare

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