Snow Patrol | Wildness

by Birth

Voto:

B
Bomba

Essere fan di una band o di un artista porta sempre grandi conseguenze, per esempio l’impoverirsi brutalmente per comprare l’intera discografia in formato vinile, CD, mp3 e chi più ne ha più ne metta, il disperarsi per comprare il biglietto prima di tutti gli altri per assicurarsi il parterre, oppure, come in questo caso, aspettare molti anni per l’uscita del nuovo album. Ebbene dopo 7 anni di lunghi patimenti dei fan (e non solo), gli Snow Patrol sono tornati con il settimo disco che può essere definita una bomba: “Wildness. Il sette è il numero perfetto dopo tutto, no?

Per chi avesse già ascoltato “Wildness”, sarà sorta la domanda “perché si chiama così se non c’è nulla di selvaggio?”. Beh, scordatevi le scene punk-rock in una cantina di Seattle. Lightbody in persona, durante un’intervista, ha spiegato il significato del nome del titolo.

“There are many types of wildness, but I think it can be distilled into two: the wildness of the modern age, all it’s confusion, illogic and alienation and a more ancient wildness. Something primal, alive and beautiful that speaks to our true connectivity, our passion, our love, our communion with nature and each other. This is the kind of wildness the album is centered around. The loss of it. Trying to reconnect with it. To remember it.”

“Wildness”, quindi, si presenta come un album di grande riflessione sulla vita ad occhi aperti: composto da 15 brani, tra cui 5 Alternate Versions.

Musicalmente questa introspezione si sente eccome,perché il mondo pop-synth presente in “Falling Empires” è finito. Sicuramente Chasing Cars e Called Out In The Dark hanno sfondato le barriere, ma anche in questo album sono presenti delle vere e proprie hit.

Infatti si può notare dalla classifica delle canzoni più popolari su Spotify, che l’album sta avendo moltissimo successo e Don’t Give In è la regina di tutto ciò.

Il sound che impregna tutto il disco ricorda, per lo meno a me, il film Into The Wild. Si sente una voglia di qualcosa di nuovo in questo album, a partire dal sound e arrivando alle parole degli Snow Patrol. Lightbody, infatti, già da “Life on Earth” mostra una nuova visione della vita, attraverso queste parole “Oh this ancient wildness / That we don’t understand / The first sound of a heartbeat / To riot roaring on“. Già da questo momento si parla del concetto di Wildness voluto dalla band e soprattutto ciò che trasmettte la canzone è un indubitabile senso di meraviglia.

La meraviglia non è la sola protagonista di questa cd, infatti ci troviamo messaggi d’incoraggiamento, come in Don’t Give In 
Don’t you dare quit so easy / Give all / That you got on the soul […] Yes there’s a lot we can / We can learn from this loss” e in Wild HorsesDon’t fall for every single stolen glance and wink / Try to keep your heart on higher shelves once“. E profonde riflessioni come in Life and DeathNo I don’t know how it ends / For both of us / But why would you need to know the end, my dear?“, che includono anche l’amore in tutte le sue forme e sfumature. 

In What If This Is All The Love You Ever Get? What if it hurts like hell / Then it’ll hurt like hell / Come on over, come on over here / I’m in the ruins too / I know the wreckage so well” si parla ovviamente delle delusioni d’amore (ugh) e delle macerie che queste ci lasciano. In Dark Switch si passa dall’amore doloroso a quello costruttivo “Your hands found a dark switch in me / That I, that I didn’t know existed / The lost tribes in the back of my brain / Making fires from what they’ve stacked for years in secret“. Infine la più triste, a mio avviso, é Soon che parla della relazione tra padre e figlio “Tomorrow though has nothing to fear / Because father it’s always today“.

Questo album ha veramente molto da offrire, perché, ascoltandolo, cresci un po’ anche tu, viaggiando con gli Snow Patrol. Si parte per un mondo di suoni nuovi e melodie più “mature”, più ponderate. Sia che le canzoni siano più ritmate o più lente, ci si trova sempre in un mondo melancolico, ma introspettivo. Sarà perché la voce di Lightbody rimane più profonda (per capirci non è come nel ritornello di Called Out In The Dark) e pacata, sarà che attraverso pochi semplici accordi gli Snow Patrol riescono a trasmettere mille mila emozioni diverse.

Per fare un parallelo con l’indie made in Italy, direi che assomiglia a “La fine dei vent’anni” di Motta. Un po’ per I ritmi morbidi, un po’ per il tono quasi disilluso delle voce di Lightbody e Motta e un po’ perché i rispettivi frontman hanno la stessa acconciatura. Cavolate a parte, entrambi i dischi riescono a toccare il cuore degli ascoltatori, forse proprio per l’onestà con la quale affrontano le loro tematiche.

Tornando a noi, c’è da dire che molti fan dei Patrol ritengono questo nuovo album un fiasco, definendolo moscio. Per carità, non possiamo pretendere che il vostro personal trainer ve lo consigli per il vostro allenamento cardio, però bisogna considerare che dopo 7 anni di acqua ne è passata sotto i ponti e, soprattutto, di cose ne sono successe. E quello che la band ha sostanzialmente voluto è avere un album che riassumesse tutti questi anni con parole precise e suoni semplici e che facessero capire il contenuto. Musicalmente si rimane su una linea essenziale, che non rende banale né il contenuto né la melodia.

Ci saranno pur voluti mesi e mesi, ma non c’è da lamentarsi, perché gli Snow Patrol ci hanno svelato una loro parte nascosta, che non si limita a scrivere canzoni d’amore o destinate a diventare “pop” perché inserite in serie tv di successo.

Il mio voto? Una B, più che meritata. Trovo che l’onestà disarmante, sia melodicamente parlando sia a livello di testi, sia la chiave della vittoria per questo nuovo album. Si dice spesso che  più invecchia il vino, più questo diventa buono e così anche la nostra pattuglia anti-neve. E, sinceramente, dopo aver visto gli Snow Patrol suonare pezzi tratti da “Wildness” capitanati da un Gary iper-sorridente, mi fa sciogliere il cuore. (No, no, non sono mica di parte)

Ultima cosa: Ascoltatevi questo disco e godetevi il viaggio, vi porter in posti inaspettati.

Snow Patrol live in Italia: 11 febbraio 2019, @ Fabrique, Milano

Info e biglietti

Birth

Cresciuta (male) a pane e Nirvana. Il mio obiettivo nella vita è quello di aver vissuto così tanti concerti, da poter reputare la mia stessa vita un concerto.

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