UP&COMING: Eliza Shaddad

by Alessia Nosari

Eliza Shaddad è un’artista di Londra con ben due EP alle spalle e che, tra le altre cose, ha fondato un circolo artistico per giovani donne, collaborato con produttori e artisti di ogni genere e, in ottobre, ha finalmente pubblicato il suo primo album in studio, Future. Come mai non abbiamo mai sentito parlare di lei? Principalmente perchè, fino ad ora, Eliza ha solcato i palchi appiccicosi di piccoli pub londinesi, costruendosi una solida identità nella scena musicale underground inglese. Con Future è uscita allo scoperto una volta per tutte e noi lo abbiamo adorato, nominandolo uno dei debut più belli del 2018. Abbiamo voluto conoscere questa nuova promessa del guitar indie britannico per farci raccontare come è nato Future e, in generale, quali meccanismi scattano nella testa e nel cuore di una cantautrice nascente.

Eliza suonerà per la prima volta in Italia il 17 febbraio al Bisse Social di Spoleto (PG).

Nome: Eliza Shaddad

Nazionalità: inglese

Per quelli a cui piacciono anche: Our Girl, Sunflower Bean, Goat Girl

Miglior canzoneWhite Lines

Pubblicazioni: “Future”, album (2018); “Run”, EP (2016); “Waters”, EP (2014)

Pensiamo che “Future” sia un album risoluto e diretto. Sa essere nostalgico (Are You There?), energico (Daydreaming), potente (My Body), sognante e romantico (This is my Cue) al tempo stesso.
Per caso hai cercato di canalizzare tutte queste emozioni nella tua musica o si tratta di un giudizio puramente soggettivo?

Grazie, sono d’accordo. Penso che tutto derivi dalle decisioni nella mia vita che mi hanno avvicinata al cantautorato. Ci sono molto emozioni coinvolte ed è sempre aperto ad interpretazione, ma penso anche che ogni canzone abbia la propria chiara e diversa direzione.

In “White Lines” parli di guidare “dritta nel futuro”. Com’è stato il tuo viaggio dalle prime canzoni pubblicate nel periodo 2014-2016 a “Future”?

E’ stato mirato, alle volte estremamente gratificante, mentre altre molto frustrante. Ad ogni modo, penso di aver pianificato questo LP fin dall’inizio.

Come nasce una tipica canzone di Eliza Shaddad?

Di solito succede qualcosa nella mia vita che mi gira in testa. Prendo in mano la chitarra e scrivo un riff, poi inizio a cantarci sopra. Lascio che, gradualmente, le cose prendano forma in qualcosa di riconoscibile. Spesso mi fermo per pensare solo al testo e poi riprendo tutto insieme.

Quali sono le tue maggiori influenze artistiche?

Mia sorella mi ha fatto conoscere un sacco di bella musica mentre crescevo, cose come Tori Amos e Hole. Sono stata una mega rocker da adolescente e adoravo molte leader donne forti, come Nina Simone. All’università ho scoperto Bob Dylan ed è lì che ho iniziato a scrivere canzoni.

Quasi un anno fa abbiamo scritto un articolo sulle donne nell’industria musicale e abbiamo scoperto organizzazioni e gruppi fondati da incredibili donne nella scena musicale, come Shesaidso.com o il gruppo Facebook Ladies/Music/Pub. Tu hai fondato Girls Girls Girls, un circolo artistico tutto al femminile. Puoi raccontarci un po’ di cosa si tratta?

Certo! Io e la mia amica Samatha Lindo abbiamo fondato Girls Girls Girls sette anni fa. Ci eravamo appena trasferite a Londra e, a forza di suonare ad ogni sorta di stupido concerto, ci siamo rese conto dei molti stereotipi e pregiudizi nei confronti delle donne. Volevamo soltanto suonare in eventi migliori, quindi abbiamo deciso di organizzarli noi stesse e invitare un sacco di donne che ammiravamo per creare uno spazio di sperimentazione e condivisione del loro lavoro.

Una nostra amica aveva appena iniziato a lavorare per un’organizzazione benefica chiamata Orchid Project [a.d.r, organizzazione contro le mutilazioni genitali femminili (MGF)] e abbiamo deciso di portare avanti il progetto per aiutarli, per unirci a tutte le donne nel mondo colpite da MGF. E’ un evento che coinvolge musica, poesia e spesso mostre pop-up. La prossima data sarà in febbraio a Londra.

Quale drink sceglieresti per descrivere la tua musica?

Haha mmh…tea freddo? A molti non piace, ma io lo adoro.

Cosa ne pensi della scena musicale indie di Londra?

E’ eccitante, piena di grandi musicisti e band forti. Penso che, a volte, l’industria musicale sia più un’officina che una scena, il che è un peccato, ma è comunque un gran posto dove essere un musicista.

Pensiamo che tu sia una degli artisti da tenere d’occhio nel 2019 e abbiamo incluso “Future” nella lista dei migliori debut del 2018. Cosa ti aspetti dall’anno nuovo?

Fantastico, grazie! L’anno prossimo…abbiamo delle date interessanti da annunciare, quindi non vedo l’ora di viaggiare in qualche posto nuovo (a dire il vero, sembra che andrò in Italia per la prima volta in assoluto!). Voglio anche migliorare gli assoli di chitarra e…oh! Ovviamente nuova musica!

Dove trovarla?

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Alessia Nosari

Mi lamento sempre della musica alla radio, raccolgo i centesimi tra i cuscini del divano per andare ai concerti e sogno di lavorare come tour manager di Bon Iver. Nel frattempo scrivo, cerco, scopro, ascolto musica non-stop.

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