UP&COMING: James Perryman

by Federica Di Gaetano

Nome: James Perryman

Nazionalità: Britannica

Per quelli a cui piacciono anche: Angus and Julia Stone, Tim Hart, Donovan Woods

Miglior canzone: Why do you ony love me when I’m stoned? 

Pubblicazioni: “The Narrow Gate” (2018)

Perché hai iniziato a fare musica?

Amo e ascolto musica fin da quando ero piccolo. Mio padre ha una grande collezione di dischi e mi ha fatto conoscere tanta bella musica. Tutto è cambiato quando a 11 anni ho scoperto i Nirvana. Ho imparato a suonare tutte le loro canzoni con la chitarra e la batteria e poi ho iniziato a scriverne di mie con uno stile simile. Le canzoni erano orribili, ma da lì è iniziato tutto. Da quel momento ho iniziato a scrivere e suonare in diverse band.

Quali sono gli artisti che ti hanno influenzato maggiormente?

Ultimamente The Lone Bellow, Johnny Cash, Sturgill Simpson, The Black Crowes, The Beatles (la lista potrebbe continuare all’infinito).

Come ho detto prima, i Nirvana sono stati un’influenza enorme durante la mia crescita. Poi Foo Fighters e Queens of the Stone Age. Ascolto ancora molta musica rock e anche se la maggior parte della mia musica ha le tinte del country, c’è sempre un po’ di rock in mezzo.

Qual è la canzone che al primo ascolto ti ha fatto pensare “da grande voglio fare il musicista”?

Probabilmente Serve the Servants dei Nirvana. L’ho vista in un live di MTV e ho pensato “Sì, voglio fare quello”.

Qual è il segreto per emergere in una scena come quella londinese/britannica, che pullula di musicisti?

Ad essere sincero non lo so. E’ difficile dire quanti di noi “spicchino” rispetto agli altri. Quando le persone vengono ad un live penso siano le canzoni a fare la differenza. Se le canzoni ti fanno sentire qualcosa o se continui a canticchiarle il giorno dopo, allora sai che è andata bene.

Qual è il verso di una tua canzone di cui vai più fiero?

Oh, solo uno? Penso il terzo verso di Every Piece of the Way dal mio nuovo EP “The Narrow Gate”. La canzone e’ molto emotiva e cresce e cresce fino a quel punto per poi sfociare nel terzo verso. E’ una canzone che parla della fine di una storia e duetto con la mia amica Olivia. Penso sia bello avere la voce maschile e femminile che combattono insieme.

Descrivi la tua musica con tre aggettivi:

Emotiva, onesta, sottile.

Se “The Narrow Gate” fosse un’opera d’arte, quale sarebbe?

Non ne sono sicuro. Forse qualcosa di Constable; non c’è una ragione in particolare, a parte che adoro la sua arte. Il titolo è riferito al duro lavoro e al non prendere la strada facile, quindi non so se c’entri qualcosa con questo.

Se il tuo progetto fosse un drink, quale sarebbe?

Un whisky. E’ puro. Ti colpisce all’inizio. Magari brucia un po’, ma alla fine scalda, ti fa sentire bene e sai di aver trovato una connessione.

Novità?

Deve uscire il video per la traccia di apertura dell’EP, My Lover. Un mio caro amico ha girato un video davvero figo con lo schermo verde ed e’ venuto proprio bene. Uscirà a fine maggio probabilmente. A parte quello, io e il mio batterista Rob abbiamo registrato le tracce per 8 nuove canzoni, che ora dobbiamo trovare il tempo di finire tra bambini e gli impegni generali della vita.

Dove ti possono trovare i nostri lettori?

In tutti i posti più ovvi del web, ma un buon punto di partenza è:

Spotify – SoundCloud – YouTubeFacebook

Federica Di Gaetano

Vedo tutto rosa. Mi piace il folk. Non mangio gli animali ma non sono pazza.

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