UP&COMING: Mirage Club

by Maria Vittoria Perin

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Nome: Mirage Club

Nazionalità: Francia

Membri: Pierre Stevens, Maxime Runtz, Raphael Le Garreres

Per quelli a cui piacciono anche: Phoenix, Justice, Years & Years

Miglior canzone: In The Corner

Pubblicazioni: Limousine EP

Quando vi siete conosciuti?
PIERRE: Max e io ci siamo conosciuti nel 2009 ad un concerto all’università in cui io aprivo la serata con una band e lui faceva il DJ. Eravamo tutti belli ubriachi.
Ci siamo ritrovati nel 2013 per formare i Mirage Club e provare a comporre tracce nel nostro studio a casa.
Ora abbiamo un nuovo membro, Raf, che aveva suonato con me a quel concerto all’università. Quindi penso sia iniziato tutto da lì. Anche lui era ubriaco…e lo è ancora.
MAXIME: Sì, è vero, me lo ricordo. Mi ricordo anche che Pierre aveva suonato i Daft Punk: l’assolo di chitarra di “Aerodynamic” in mezzo alle fiamme sul palco era stato pazzesco.
Visto che siamo gli uomini più pigri del mondo, ci sono voluti 4 anni prima di iniziare a fare qualcosa insieme. La storia delle nostre vite.

Perché avete iniziato a suonare?
PIERRE: Ho trovato la chitarra di mio papà in un armadio quando avevo 10 anni e da allora non ho ancora smesso di suonarla, insieme ad altri strumenti. Mi ricordo che era davvero soddisfacente, persino da piccolo. Credo di aver iniziato a suonare perché sapevo fin dall’inizio che sarebbe stata la cosa che avrei fatto meglio.
Poi ho scoperto di far abbastanza schifo in tutto il resto.
MAXIME: Quando ero piccolo, Michael Jackson e i Nirvana erano come un elettroshock…e lo sono ancora! Le emozioni che provavo nei confronti della musica sono sempre le stesse anche 25 anni dopo.

Qual è il significato del nome della vostra band?
PIERRE: Non penso abbia un significato preciso, proprio come i miraggi. Il “Club” è un riferimento alla club music di ogni genere con il quale siamo cresciuti e che amiamo.
MAXIME: È figo, ha un significato internazionale e le due parole scritte insieme hanno un certo fascino estetico. Le parole messe vicine sono surrealiste e noi cerchiamo di trasmettere questa idea attraverso la nostra musica.

Quali sono le vostre influenze musicali?
PIERRENe abbiamo tante e ad essere sincero non riesco a scegliere. Mi piace molto Soulwax. Cross dei Justice continua a farmi un’enorme impressione. Qualsiasi cosa dei Phoenix è sempre un piacere da ascoltare. Ultimamente siamo rimasti molto colpiti da persone come Childish Gambino.
MAXIME: Sì, Soulwax è incredibile. Mi piace anche il vintage electrofunk degli anni ’80, la disco, l’house francese, il nu garage rock, il rock italiano anni ’70, la musica barocca, le colonne sonore dei film di serie B, il digital reggae, lo stoner rock, le musichette della pubblicità, la musica dei porno, e così via…

La vostra musica in 3 aggettivi
PIERRE: Incisiva, semplice, umile.
MAXIME: Sgargiante, emotiva, multi-influenzata.

Routine pre-concerto?
PIERRE: Quanto vorrei smettere di fumare un’ora prima di salire sul palco…ho fallito ogni volta per ora…
MAXIME: Guardo film con le scimmie o cose stupide sul mio cellulare mentre bevo qualsiasi cosa trovi nel nostro camerino.

Se la band fosse un drink, sarebbe…
PIERRE: Un buon vecchio Mojito. Sembra innocuo ma…non lo è.
MAXIME: Martini bianco! Di classe e stucchevole al tempo stesso 🙂

La canzone che avreste voluto scrivere?
PIERRE: “Heroes” di Bowie. Vorrei averla scritta e registrata 🙂
MAXIME: E’ molto difficile rispondere, ma al momento…”Dancing in the Dark” di Bruce Springsteen. Stessa cosa, vorrei averla scritta e registrata.

Novità?
PIERRE: Il secondo EP verrà rilasciato molto presto, sarà più lungo del primo e, speriamo, migliore! Anche se questo sarete voi a deciderlo!
Abbiamo un remix in uscita su Kitsune France: “Pegasus” di Napkey.
Inoltre suoneremo a Madison Square Garden a giugno 2032. Dovremmo avere abbastanza tempo per organizzarci.
E suonare in Italia sarebbe “niiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiice ;)”.
MAXIME: Esatto, spero davvero di poter suonare in Italia un giorno!

Dove trovarli? FacebookInstagramSpotifySoundcloud

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Maria Vittoria Perin

Sogno costantemente concerti e nella realtà li aspetto come un bambino aspetta Natale, intanto colleziono testi di canzoni in un'agendina nera tappezzata di stickers di album. "If you lost your faith in love and music, oh the end won't be long" dovrebbe essere un mantra.

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