5 motivi per andare a vedere The Breeders live anche se non li hai mai ascoltati

by Fort

1. Perché non hanno sbagliato un album

The Breeders hanno pubblicato 5 album in totale, e sono stati tutti ampiamente apprezzati dalla critica e dal pubblico. Il debut Pod (1990) ricevette 9/10 da NME, 4.5/5 da Spin, e un endorsement da non poco (come vedrai più avanti in questo articolo).

Il secondogenito Last Splash (1993) fu il loro capolavoro: disco di platino, 9 su Pitchfork, e generalmente considerato tra i migliori album degli anni ’90. E anche se non hai mai ascoltato davvero la band, sicuramente riconoscerai Cannonball:

Gli anni seguenti furono travagliati, con due pause, una nella seconda metà degli anni 90 e un’altra nei primi anni 2000. Entrambe si conclusero con un album: Title TK nel 2001, e Mountain Battles nel 2008, che nonostante non riuscirono a raggiungere il successo di Last Splash, furono accolti favorevolmente dalla critica e dal pubblico.

L’album più recente, infine, risale a tre mesi fa: era inizio marzo, quando usciva All Nerve: un ritorno in grande stile, Top 10 Album in UK, 8.3 di media su Metacritic, e l’ennesima dimostrazione che i Breeders ci sono sempre e comunque, indipendentemente da quanti anni siano passati.

 

 

2. Perché la band è un’ispirazione per le donne

In un periodo storico come questo, in cui i diritti delle donne sono al centro dell’attenzione pubblica, supportare una band femminile è più importante che mai. Il gruppo è stato formato da Kim Deal e Tanya Donelly nel 1989, in anni lontani da campagne come #meToo.
Lo pseudonimo di Kim, Mrs. John Murphy, usato in due album con i Pixies, è nato proprio come gesto ironico nei confronti dell’idea che per essere presi sul serio sul palco bisogna essere uomini: John Murphy infatti era il nome del suo marito all’epoca.

Kim ha detto recentemente in un’intervista che “la misoginia è la struttura portante dell’industria musicale”, e possiamo solo immaginare quante battaglie abbia dovuto combattere per trovarsi a pensarla in questo modo.

 
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3. Perché Kim Deal spacca

A parte l’essere un’icona femminile, Kim Deal semplicemente spacca. È stata una componente fondamentale dei Pixies, ed è entrata a far parte della band come bassista senza sapere neanche suonare il basso: lei era una chitarrista, ma l’annuncio messo dai Pixies l’aveva divertita e si è buttata nell’aventura, prendendo il prestito il basso della sorella Kelley.
E quando, qualche anno dopo, i Pixies l’hanno fatta sentire “di troppo” non ha battuto ciglio e ha creato una band tutta sua.
Niente la può fermare, nemmeno le notizie shock:
“Ero in studio e stavo registrando Cannonball quando Kelley venne dal corridoio e disse ‘I Pixies si sono sciolti’, e io risposi ‘Ok, togliti dalle scatole'” [fonte]

Alla fine degli anni ’90 ha imparato a suonare la batteria perché non era contenta delle soluzioni tecnologiche dell’epoca “Mi ero stancata della gente che venerava i computer e i beat programmati, finendo poi per fare canzoni che suonavano ‘monkey butt, monkey butt, cha-cha-cha’. Non ho niente contro la musica elettronica, ma troppe persone lasciano che la tecnologia prenda il controllo della comunicazione di un’esperienza personale” [fonte]

Kim è sempre molto autoironica, nonostante non abbia avuto una vita facile: a metà anni ’90 sua sorella Kelley (parte della band) finì in prigione per possesso di eroina, causando lo scioglimento momentaneo della band. Nel 2003 tornò a vivere in Ohio per prendersi cura dela madre, colpita dall’Alzheimer.

Potrei continuare all’infinito, ma il messaggio è molto semplice, e così chiaro che i Dandy Warhols hanno scritto una canzone a riguardo…

 

4. Perché è tornata la lineup di Last Splash

La band ha avuto varie composizioni negli anni, con l’unica costante fissa Kim.

La lineup del 1993, quella del capolavoro Last Splash, era formata appunto da Kim, Josephine Wiggs (basso), Jim Macpherson (batteria), Kelley Deal (sorella di Kim, alla chitarra), e si sciolse un paio d’anni dopo, e quando la band si riunì ci furono vari subentri.

Nel 2013 ci fu la reunion della lineup del 1993 per celebrare i vent’anni di Last Splash, ma si trattava solo di una reunion live: niente tempo in studio per registrare nuove canzoni. Le cose sono cambiate nel 2016, quando quella stessa lineup ha cominciato a registrare All Nerve, che ora porta in tour.

 

5. Perché pure Kurt Cobain le adorava

Nel 1992 Kurt Cobain dichiarò in un’intervista il suo amore per Pod, primo album dei Breeders, inserendolo nel suo diario come uno tra i suoi tre album preferiti.
“La ragione principale per cui mi piacciono è per le loro canzoni, per il modo in cui le strutturano, che è totalmente unico, molto atmosferico. Vorrei che permettessero a Kim di scrivere più canzoni per i Pixies, perché Gigantic è il loro pezzo migliore è l’ha scritta lei” [fonte]

A dimostrazione dell’apprezzamento i Nirvana, nello stesso anno, invitarono i Breeders in tour con loro, mentre la band di Kim Deal si trovava in Europa. E per registrare In Utero chiamarono proprio Steve Albini, produttore di Pod.

 

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Fort

Ho passato metà della mia vita cercando di essere come gli altri, e l'altra metà per tornare ad essere me stesso.

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