Perché ascoltare album interi è meglio di ascoltare canzoni singole?

by Jacopo Schiavano

Nelle nostre giornate frenetiche uno dei nostri compagni più fedeli è l’ansia lo stress la musica. Saliamo sul nostro mezzo di trasporto che sia treno, macchina o i cari vecchi piedi e consumiamo le migliaia di playlist che ci siamo creati con tanta cura e passione da far impallidire il più meticoloso degli artisti. Le nostre orecchie sono ormai abituate a playlist con tracce che passano come se nulla fosse da un brano rock ad uno hip hop e a quello reggaeton aggiunto dal tuo amico con gusti musicali LEGGERMENTE diversi dai tuoi. Una playlist musicalmente onnivora. Ma ora si palesa la questione. La musica è ormai diventata un sottofondo come la televisione sintonizzata su Rete 4 alla domenica pomeriggio? Il formato album è davvero passato di moda?

Per introdurre questo concetto vorrei citare una delle serie tv di maggior successo mondiale degli ultimi anni, divenuta pilastro fondamentale della pop culture degli anni 2000. I Cesaroni (SI LO SO CHE ANCHE VOI LA GUARDAVATE, E’ INUTILE NASCONDERSI). In una scena rimasta particolarmente impressa nella mia memoria di fanciullo, Marco, il figlio aspirante musicista, che tra l’altro in una puntata ha aperto un concerto degli Arctic Monkeys a Roma (*stupore generale*),  aveva appena finito di incidere il suo primo album. Era arrivato il momento di scegliere l’ordine delle tracce all’interno della tracklist, ma lui ha liquidato la questione con un secco “Ma si, mettiamo le tracce in ordine alfabetico!” con tanto di cazziatone del produttore in seguito. Lezione imparata.

Chiusa la parentesi Cesaroni, questo fa ragionare su quanto la questione album possa essere spesso snobbata. Perché dovrei ascoltare un album intero quando ho centinaia di modi diversi di ascoltare musica, magari anche in maniera più economica, sia parlando di soldi, che di tempo, che di attenzione da prestare. Quindi, perché ostinarsi a trascorrere ore ad ascoltare album interi?

Questo dibattito va avanti ormai da molto tempo. La fatidica sfida album VS singoli (a cui ogni tanto si aggiungono le playlist come terzo sfidante). Girando varie pagine sul web, tra cui questa su Reddit, ho letto pareri discordanti ed egualmente interessanti, con metafore che rendono molto bene l’idea. Voi guardereste mai un film a pezzi? Ogni canzone in un album, per quanto essa possa sembrare un “riempitivo” oppure debole rispetto al resto delle tracce, ha un suo senso per comprendere appieno ciò che l’artista voleva trasmettere. Ogni cosa assume un nuovo significato in un insieme più grande (avvisatemi se trovate questa frase in qualche libro di aforismi sulla vita) rendendo il solco del disco nel quale scorre la puntina non un semplice solco, ma una lunga strada su cui noi viaggiamo ad una velocità calcolata non in chilometri orari, ma in battiti per minuto, in cui scopriamo qualcosa di nuovo ogni volta che la percorriamo e ripercorriamo, senza mai stancarci. Penso sia questo ciò a cui l’artista mira quando scrive i propri pezzi.

 

Roger Waters mentre skippi una canzone all’interno di un suo concept album

 

Personalmente ho trovato alcuni album che non posso fare a meno di ascoltare interi. Un album a volte può essere un universo a sé stante, in cui seguire una storia che prende forma pezzo dopo pezzo, anche se questi pezzi sono dei semplici skit, intro o tracce fantasma. Ascoltare un album è più soddisfacente che ascoltare canzoni alla rinfusa, perché ogni suono è inserito e studiato da tutti i creatori dell’album per creare una coerenza tra un pezzo e l’altro, anche con un semplice synth che viene inserito alla fine di una traccia per collegarsi a quella seguente. Molte volte questa “storia” all’interno di un album non è difficile da percepire, ma richiede un po’ più di attenzione, perché spesso il messaggio dell’album è più nascosto del previsto, cosa che non succede invece nei nostri amati concept album, dischi che non solo hanno un messaggio ma raccontano una storia vera e propria senza troppi giri di parole. Per essi l’ascolto dall’inizio alla fine è d’obbligo.

Tutto, anche la copertina, è un mosaico a cui hanno lavorato decine di persone, per trasmettere a tutti gli ascoltatori ciò che l’artista vuole comunicare. Gli album sono pezzi dell’artista stesso, un modo per far capire al mondo cosa si trova dentro di lui. Il consiglio che vi voglio dare è di non skippare nulla in un cd. Sedetevi, prendete in mano il libretto dei testi e perdetevi in quel mondo cogliendo ogni sfumatura, ogni parola, ogni vibrazione all’interno di quel duro lavoro artistico che è un album. Ne vale la pena. Davvero.

Tra gli artisti che si sono dichiarati contro lo “smantellamento” dei propri album, visti da loro come una forma artistica ideale, ci sono il cantante country Garth Brooks e la band metal Tool.

E voi? Preferite ascoltare album interi o canzoni singole? E quali sono gli album che ascoltate rigorosamente dall’inizio alla fine?

Jacopo Schiavano

Spesso medito su quanta musica abbia ancora da scoprire, rimanendone allo stesso tempo emozionato e sconfortato.

Altri articoli che potrebbero interessarti

Dicci la tua


Ci trovi anche qui: