Perchè si può andare ai concerti anche da soli

by Greta

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Premessa autobiografica: sono una persona che ama condividere le esperienze. Motivo per il quale fino a qualche anno fa non avrei mai nemmeno pensato di andare a un concerto da sola. L’idea di non avere di fianco qualcuno con cui “vivere” quel concerto – e parlo di cose semplici, anche solo dell’occhiata di intesa che ci si scambia quando parte la canzone preferita – mi bloccava. E continuo a preferire che ci sia qualcuno con me.

Però.

Ho iniziato ad andare da sola ai concerti. Un po’ per caso, ma l’ho fatto. E sono state bellissime esperienze, dico sul serio. (Ma sì, aggiungiamo pure che mi sono ritrovata a rimpiangere amaramente quei concerti a cui in passato ho rinunciato perché non ho trovato nessuno che mi accompagnasse, e poi chiudo la nota autobiografica). Quindi, mi rivolgo a tutti quelli che magari hanno gli stessi dubbi che avevo io, e che in questo momento stanziano in un limbo meditando se acquistare i biglietti o no: ANDATE A QUEL CONCERTO! E vi spiego anche perché:

FASE UNO: PRE-CONCERTO

L’ACQUISTO DEL BIGLIETTO: Momento che come tutti sappiamo può causare una discreta ansia – la gente che non condivide questa passione proprio non riesce a capire quelle volte in cui ti ritrovi ad accedere alla prevendita da cinque computer diversi o ti presenti al punto vendita nell’istante in cui scocca l’ora x. L’obiettivo è uno solo: aggiudicarsi quei biglietti. Se andate al concerto da soli, tutto questo dipende solo da voi. Potete comprare i biglietti come e quando volete, in prevendita o direttamente sul luogo dell’evento. La scelta è vostra.

PRENOTAZIONI VARIE ED EVENTUALI: Capita anche di dover andare “in trasferta” in occasione dei concerti. Anche in questo caso, la scelta ricade solo su di voi. Potete prenotare un hotel a cinque stelle o portarvi dietro una tenda, non sarete giudicati. Certo, se prenotate in un hotel di lusso per poi andare a un festival è un po’ un controsenso, fatevelo dire. Ma nessuno lo saprà mai.

 

FASE DUE: IL GIORNO DEL CONCERTO

GLI SPOSTAMENTI: Ci si muove in totale libertà. Treno, macchina, autobus, metro, battello…scegliete il mezzo che preferite e raggiungete il luogo del concerto.

L’ATTESA: Personalmente quando ne ho la possibilità arrivo con un po’ di anticipo sull’orario di apertura delle porte. Lo ammetto, le prime volte che sono andata ai concerti da sola mi sono ritrovata un po’ spaesata in coda e ho passato il tempo ascoltando della musica. Di solito quella dell’artista che andavo a sentire, per entrare ancora di più nel mood. (Ops, un’altra nota autobiografica. La smetto, giuro). Ma non è la cosa migliore da fare. Perché già durante la coda emerge uno dei tanti aspetti bellissimi dei concerti: la gente, tanta gente, che condivide la vostra stessa passione. E quando vi ritroverete a parlare di interviste del 2013 come se fossero successe ieri con il vicino di fila, beh, capirete di essere nel posto giusto. Per quanto possa sembrare una frase fatta, è facile fare amicizia ai concerti. Ad ogni modo, a costo di ripetermi, anche in questo caso la scelta dell’orario di arrivo è solo vostra. Potete saltare del tutto la fila e arrivare cinque minuti prima dell’inizio. Sta a voi.

 

 

LA CORSA ALLA TRANSENNA: Diciamocelo, da soli è facile muoversi. Quindi non solo potete decidere dove mettervi – se volete lanciarvi in prima fila o se preferite stare un po’ in disparte – ma è probabile che riuscirete a trovare una posizione ottimale. E c’è sempre la possibilità che la gente vi lasci passare perché vedendovi da soli penserà che andiate a raggiungere i vostri amici, non che stiate bellamente sorpassando.

 

FASE TRE: IL MOMENTO DEL CONCERTO

IL CONCERTO: Vogliamo parlare del momento in cui si spengono le luci e l’artista/ la band sale sul palco? Quel momento in cui ti rendi conto che CI SEI, sei lì davvero? Ci sarà. Arriverà anche il momento in cui non si pensa a nient’altro, in cui conta solo cantare quelle canzoni che avete sentito così tante volte da saper riprodurre con dei vocalizzi anche le parti musicali. Siete lì per quello, no? Pensate solo a cantare e a divertirvi! Non vi accorgerete neanche più di essere da soli, non sarete da soli. Sarete con la musica.

FASE QUATTRO: POST-CONCERTO

E ADESSO?: Il concerto è finito. Ok. Tristezza a parte, adesso cosa si fa? Dovete tornare a casa perché il mattino dopo vi svegliate alle sei? Va bene, potete farlo. Volete fermarvi ancora un po’ in zona, magari per scambiare qualche commento sullo show? Bene così. Volete rimanere lì ad aspettare che l’artista/la band esca, sperando di riuscire a ottenere una foto o un autografo? (non mentite, l’abbiamo fatto tutti). Potete farlo. Tutto dipende da voi.

 

I RICORDI: Basta dire che non avrete il rimpianto di esservi persi un concerto al quale tenevate. Non vi ritroverete a distanza di anni a guardare le foto del suddetto concerto pensando ma perché non ero lì?. Potrete invece ripensare a quanto è stato emozionante. I ricordi legati ai concerti sono preziosi, teneteveli stretti. Pazienza se poi i vostri amici vi sentiranno raccontare ogni singolo dettaglio del concerto a ripetizione per settimane. Magari la prossima volta verranno direttamente con voi.

 

Siete convinti? Nel dubbio, ripeto ciò che ho detto all’inizio: ANDATE A QUEL CONCERTO!

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