Quel fenomeno di Rex Orange County

by Chiara Bustreo

Più di 3 milioni e mezzo di ascoltatori su Spotify, tutti i suoi concerti in giro per il mondo sono andati sold out in poche ore e in Italia non sappiamo nemmeno chi sia. Oltre al suo singolo Loving is Easy passato in tutte le radio del nostro Paese per settimane e settimane non sappiamo nulla di lui. MALE! Ma tranquilli, ci pensiamo noi a riempire le vostre lacune con le canzoni strappalacrime dai testi così realisti che non avrete problemi ad immedesimarvi nei suoi brani.

IDENTIKIT

Nome: Rex Orange County

Nazionalità: Inghilterra

Membri non d’arte: Alexander O’Connor

Per quelli a cui piacciono anche: per quelli che alla domanda “che musica ascolti?” ti rispondono “ma io ascolto un po’ di tutto” però con una vena particolarmente nostalgica

Miglior canzone: Sunflower

Pubblicazioni: “Apricot Princess” (in Italia uscito in vinile il 27 luglio), 2018 e “Bcos U Will Never B Free“, 2016.

Ciao, sono Rex Orange County. Ho 19 anni, scrivo canzoni, suono e produco musica che viene fuori per il mondo.
(Alexander O’Connor – Rex in New York, documentario)

PERCHÉ HA INIZIATO A FARE MUSICA

Originario di Hanslemere della contea del sud di Surrey, la passione per la musica ce l’ha da sempre, tanto che a 16 (cioè 4 anni fa, è del ’98, ndr) fu accettato nella famosa scuola di musica di Londra, The BRIT School, dove iniziò a scrivere e comporre musica originale, la sua musica. E chi a 16 non era già un portento della musica di importanza internazionale? Io no di sicuro, ma per fortuna ci sono dei geni come lui che rendono giustizia ai millenials.

IL SIGNIFICATO DEL SUO NOME D’ARTE

Il mio cognome è O’Connor, quindi le mie iniziali sono OC. Avevo un insegnante che mi chiamava ‘The OC’. Per qualche motivo, all’epoca, avere una specie di associazione casuale con ‘The OC’, la serie tv, era piuttosto divertente per uno come me. Solo dopo ho aggiunto Rex, è un nome che mi è piaciuto.” Così racconta lo stesso Alexander riguardo al suo nome, un po’ nostalgico e trash al tempo stesso, cioè, inverosimilmente indie. Ecco, io a 16 anni (l’età in cui lui ha iniziato a sfondare nel mondo della musica, ndr) ero davanti alla TV, comodamente spaparanzata sul divano ad aspettare le ultime evoluzioni della storia d’amore tra Marissa e Ryan. E sono sicura che anche per voi è stato così e se non così fosse, siete dei miscredenti!

LE SUE INFLUENZE MUSICALI

Il suo vate, colui per il quale il giovane dall’aspetto nerd ha cominciato a fare musica – da ricollegare al primo punto – è Frank Ocean. Da questa sua passione per il rapper si capisce come mai all’interno delle sue canzoni ci sia sempre comunque quel ritmo hip-hop e quelle mezze strofe rappate che, ragazzi, io c’ho provato a cantarle, ma non ci riesco proprio. Nemmeno con le lyrics sotto gli occhi.

LA SUA MUSICA

Dopo l’uscita di “Channel Orange” del rapper americano che ispira Alex e l’aggiungersi delle produzioni di Thundercat e Toro Y Moi, il ragazzo ha prodotto il suo primo album “Bcos U Will Never B Free” in totale stile home made, con i suoi strumenti, il pc, e rinchiuso nella sua stanzetta. Tutto questo nel 2015, a soli 17 anni (invidia). Poi, dopo aver conquistato l’America e alcuni artisti del continente, questo millenial invade le radio nel 2017 con il suo singolo Loving is Easy (quasi 59 milioni di ascolti solo su Spotify) e poi, quest’estate, i nostri cuori con Best Friend. Ma raggiunge anche gli ascoltatori più di nicchia con canzoni come Untitled, Television/So Far So Good o anche Corduroy Dreams, brani dell’album dove mischia la musica scarna tipica dell’indie, anche solo chitarra a volte, con una voce soul con sfumature sad accompagnate da testi tra il depresso, l’autoironico e lo strafottente. Il tutto mixato alla perfezione aggiungendo delle melodie prettamente jazz, tocchi di elettronica e degli sprazzi di rap molto R&B. Vi sembra un pastone? Forse detta così sì, ma la musica è fatta per essere ascoltata, descritta non ha la stessa valenza.

PERCHÉ SECONDO NOISYROAD DOVRESTE ASCOLTARLO

Quindi è meglio se ve lo andate ad ascoltare, vi fate un’idea di quello che è Rex Orange County-Alexander e poi, quando credete di aver capito chi è ricominciate ad ascoltarlo e capirete che non avete capito nulla in realtà perché vi accorgerete di non aver notato una sfumatura in stile Miami-Beach e argentine durante il ritornello di Never Enough. Così tutte le vostre convinzioni andranno in fumo.
Questo artista ribalta tutti i paradigmi di quello che potrebbe sembrarvi normale, intonato, stonato, fuori tempo o a metronomo.
Sulle prime, per chi ha un’impostazione da anni e anni di studio musicale, potrà non piacere, potrà rifiutarlo. Ma dopo il secondo ascolto, vi garantisco, che proverete a cantarlo e non ce la farete. Perché ha delle metriche tutte sue, delle melodie insensate che rendono tutto così armonico tanto da far sposare alla perfezione la vostra voglia di musica nuova e quella sensazione di rifiuto verso tutto ciò che c’è di vecchio ma senza dimenticare le vostre origini musicali.
I suoi concerti, sold-out ovunque, confermano la bravura dell’artista: perché artista è chi è più bravo in live che  registrato in studio. Dovreste avere paura di questi musicisti qui, perché possono sconvolgervi e farvi piangere ed emozionare con loro mentre li state adorando sotto il palco. E Alexander è uno di questi artisti: improvvisa con la chitarra, svirigola con la sua voce soul e lascia tutti a bocca aperta facendosi aiutare dai suoi turnisti-amici con cui condivide il palco per quella ora e mezza. Per ora ancora nessuna news di una data in Italia, ha già finito il suo giro in Europa e tra poco partirà per l’America. Incrociamo tutti le dita magari per un suo concerto nel 2019, chiedetelo a Babbo Natale nelle vostre letterine.

COSA VOLERE DI PIÙ DA LUI?

I magnifici calzini con le albicocche del suo store online.

DOVE TROVARLO?

VINILE – primo e unico supporto fisico del suo album
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Chiara Bustreo

Mi piace il profumo della polvere del caffè e mi fanno paura i temporali e le galline. Un giorno mi piacerebbe diventare una sirena.

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