Stories of Music and Nightfall: Ishiguro secondo Birth

by Birth

Birth è ufficialmente tornata con i suoi articoli eccentrici e questa volta vi porterà nelle storie di Ishiguro, tratte dal suo libro “Nocturnes“, incentrate su storie sulla musica al crepuscolo.

Se ve lo steste chiedendo, sì, fa effetto parlare in terza persona.

Kazuo Ishiguro (per favore niente battute sul nome, atteggiamoci da persone mature) è un autore nato in Giappone e naturalizzato inglese, premio Nobel per la letteratura 2017, famoso per i suoi romanzi, ormai bestsellers, come “The Buried Giant“, “The Remains of The Day” e “Never Let Me Go“. L’autore ha molto a cuore il tema della musica, infatti possiamo ritrovarlo in quasi tutti i suoi libri, tra cui, appunto, i suoi “Nocturnes“, definiti dal The Guardian come Heartbreak in five movements.

In questo articolo andrò a spiegare brevemente le trame delle cinque storie e associare ognuna di esse a canzoni della sfera alternative-indie.

 

CROONER

La storia è interamente ambientata a Venezia e vede come protagonista, nonché come voce narrante, un chitarrista itinerante polacco di nome Janeck che suona nelle varie orchestre che costellano Piazza San Marco. Sì, il nostro amico Janeck è uno dei motivi per cui ti fanno pagare due caffè 80 euro.

Ebbene, il nostro Janeck conosce Tony Gardner, il cantante preferito di sua madre, il quale era seduto ad un tavolo vicino alla sua orchestra. I due si parlano e Mr. Gardner arruola il musicista per fare una serenata a sorpresa alla moglie, Lily. Fin qui tutto bene, fino a quando non si scoprono gli scheletri nell’armadio della coppia americana.

Lily, da ragazza, si era ripromessa di basare la propria vita sul far parte dell’inner circle delle mogli delle star hollywoodiane. Proprio per questo Lily sposò Mr. Gardner, all’epoca all’apice della sua carriera musicale. Questa unione, però, non fu sterile d’amore – i due si amarono tantissimo. Nonostante questo, la coppia aveva deciso di separarsi al ritorno dal loro viaggio a Venezia, per far sì che Lily potesse perseguire il sogno di essere moglie di una stella non in decadenza.

Questo fatto, unito alle canzoni cantate all’amata e all’atmosfera della laguna veneziana illuminata dalle poche luci dei canali, rende la storia heart wrenching ai massimi storici.

Cos’ha cantato Tony alla sua bella? “I Fall In Love Too Easily” rivisitata da Chet Baker; “By The Time I Get To Phoenix” di Glenn Campbell e, infine, “One For My Baby” di Frank Sinatra. Ma la indie-people cosa canterebbe in questo caso?

Arctic Monkeys – I wanna be yours

Sì, sono banalissima, ma questo racconto non può essere associato che a questa canzone. Tony Gardner è l’Alex Turner della situazione che, con la sua serenata, cerca di mostrare alla sua Lily quanto lui (ancora) la ami.

The Kills – Echo Home

Okay, raga, qui rendiamo tutto molto tragico perché questa canzone è terribilmente triste. Già al primo ascolto il patema d’animo è assicurato ed è proprio in parti, come le seguenti, che tutto si fa ancora più blue.

You can keep your own dear life
You can lose it all if you wanna
But I can’t keep you out of mine, oh no

(…)

And I call you on the phone
Will you echo home when I call
Won’t you echo back and make it alright
Won’t you echo home and make me fine

Queste parole si accordano benissimo a quelle cantate in “By The Time I Get To Phoenix

By the time I make Oklahoma
She’ll be sleeping
She’ll turn softly and call my name out low
And she’ll cry, just to think, I’d really leave her
Though time and time I’ve tried to tell her so
She just didn’t know,
I would really go

Infine, ovviamente, citiamo i The XX, che credo saranno presenti in tutto l’articolo.

The XX – Shelter

And I’ll “cross oceans, like never before
So you can feel the way I feel it too
And I’ll mirror images back at you
So you can see the way I feel it too

Come rendere meglio l’immagine di Mr. Gardner, sulla gondola, a cantare per salvare il suo matrimonio?

COME RAIN OR COME SHINE

Raymond, voce narrante della storia, è un insegnante d’inglese sottopagato, ma profondamente innamorato del proprio lavoro.

Lui descrive la propria carriera come un misto tra il fallimentare e l’appagante. Per questioni lavorative viaggia molto tra vari paesi europei, conoscendo moltissime persone e facendo milioni di esperienze, però questo non gli consente di crearsi una famiglia. Così, ogni anno, si reca a Londra dai suoi amati amici del college, Charlie ed Emily. I due si conobbero sui banchi di scuola e finirono per sposarsi e sono l’unico esempio di safe place di Ray. Emily, soprattutto, è stata ed è la migliore amica del protagonista e viene presentata come

In questo racconto vediamo il protagonista recarsi dalla sua coppia di amici per una settimana, dove si scopre catapultato in una situazione mai vista prima. I due coniugi stanno passando una crisi nera e Ray si ritrova a dover far da conciliatore di coppia, venendo però spesso criticato, o trattato come una persona sull’orlo di una crisi di nervi dalla coppia per il fatto che all’età di 47 anni lui non sia in una condizione stabile a livello economico ed amoroso.

Charlie parte per la Germania per questioni lavorative, mentre Emily rimane sola con Raymond. Charlie chiama frequentemente Raymond per dargli delle dritte su come comportarsi con Emily per poter mettere a posto le cose tra la coppia, tra cui fingere di non ascoltare più musica per evitare che Emily ritrovi dei lati positivi in Ray oppure inscenare l’arrivo del cane dei vicini per mettere a soqquadro l’appartamento dei due. Sì, so che state pensando sia assurdo (e lo è), ma nel caso non mi credeste andate a leggervi la storia.

Emily, al rientro da lavoro, coglie in flagrante Raymond che sta distruggendo l’appartamento e, senza domandarsi il motive di tutto quello, inizia a parlare di ciò che l’affligge, tra cui il rapporto con Charlie. I due amici si lasciano andare a lunghe ore di discussione. Ray parla a cuore aperto degli sforzi compiuti da Charlie per risanare il rapporto con la consorte. La storia va a concludersi con la scena dei due che, come ai tempi del college, si rifugiavano dalle situazioni problematiche nella musica, ballando un lento sul balcone.

So perfettamente che questa storia è disappointing, ho ancora il nervoso.

Nonostante la trama piuttosto inconsistente (tante scuse Ishiguro caro), il messaggio arriva chiaro e forte: si è disposti a tutto per la persona amata – proprio come delineato nel titolo-citazione della storia. “Come Rain or Come Shine“, canzone passata alla storia per le sue numerose interpretazioni, tra cui quella di Ella Fitzgerald, Frank Sinatra e Judy Garland, parla di un amore così profondo da poter continuare ad agire incontrastato ad ogni possibile ostacolo.

La scena alternative/indie ci offer un mondo di canzoni che si addicono a questa situazione e io ho scelto queste tre:

Phoenix – Armistice

Quale canzone potrebbe essere migliore di questa per mostrare come le coppie debbano arrivare a firmare un armistizio per mettere da parte gli egoismi e dedicarsi alla costruzione, e alla peggio alla ricostruzione, del rapporto di coppia? L’amore è fatto anche di questo, periodi di guerra e periodi di pace, ma solo se è vero arriva all’armistizio.

The Cure – Lovesong

Cercavo una canzone che potesse riprendere “Come Rain or Come Shine” e questa mi ha praticamente assalita mentre pensavo davanti allo schermo del computer.

however far away, i will always love you
however long i stay, i will always love you
whatever words i say, i will always love you
i will always love you

Le lyrics sono più che cristalline, in qualsiasi caso, mondo e modo, l’amore di uno per l’altro non cesserà mai, proprio come Charlie e Emily. Ditemi cosa si può volere di più.

Motta – Quello che siamo diventati

La prima legge della fisica recita ” Nulla si crea, nulla si distrugge. Tutto cambia”. Il cambiamento è inevitabile per ognuno di noi. Figuriamoci poi una coppia dopo anni e anni di relazione a cosa va incontro. E Motta, come sempre, con estremo tatto va a delineare quella che potrebbe essere la situazione dei nostril due amanti, i quali  probabilmente nella monotonia di coppia sono cambiati, perdendosi di vista, per poi riscoprirsi.

E finalmente senza fingere niente
E senza dirci dove siamo stati
I tuoi piccoli segreti
E la pazienza di essere raccontati
E finalmente senza spiegare niente
E senza dirci come siamo stati
Ci togliamo i vestiti
Davanti a tutto quello che siamo diventati

MALVERN HILLS

Questa storia è raccontata da un giovane, che chiameremo Ermenegildo per comodità (siccome Ishiguro non ci ha fornito un nome), che ha come sogno diventare un musicista di successo, abbandonando così l’università. Ermenegildo ci racconta, all’inizio della storia, le porte in faccia e i rifiuti che ha ricevuto durante la sua ricerca di una band. Nonostante si trovi con niente in mano, lui dice di aver fatto tesoro di ogni delusione.

A corto di pavimenti su cui dormire, Ermenegildo decide di lasciare Londra durante il periodo estivo per andare ad aiutare la sorella, Maggie, e il suo compagno, Geoff, con la loro locanda a ridosso delle Malvern Hills.

Arrivato lì decide di dedicare metà giornata a dare una mano e il resto della giornata a comporre e crescere musicalmente.

Un giorno nella locanda entra l’odiosa ex professoressa di liceo, Mrs. Fraser, la quale tratta malissimo il suo ex pupillo, facendolo infuriare oltremodo. Ermenegildo si confronta con la sorella, la quale gli racconta che Mrs. Fraser era rimasta vedova e con la gestione di un piccolo albergo sulle spalle. Inoltre le condizioni di questo alberghetto non riversavano nella maniera migliore, in quanto lo scontento dei turisti era molto alto, tanto da vedere clienti cancellare la loro prenotazione il giorno stesso del check-in.

Lo stesso giorno, nel locale, entrano una coppia di svizzeri, di nome Tilo e Sonja, i quali si mostrano completamente diversi. Lui, entusiasta e propositivo, mentre lei completamente asettica e colta da attimi di nervosismo.

L’episodio clou che vede i due svizzeri coinvolti si ha quando Sonja, aka Mrs. Simpatia, attacca malamente la sorella di Ermenegildo del servizio lento. Questa vicenda farà imbestialire, un’altra volta, Ermenegildo, il quale si vendicherà successivamente con la coppia nel momento in cui chiederanno consiglio per un posto dove soggiornare la notte, parlando dell’alberghetto di Mrs. Fraser. Probabilmente per essersi rivelata così uno schifo di giornata, sarà stato un lunedì.

Il giorno successive Emernegildo se ne va in collina a comporre le sue canzoni e rimane così assorto nel suo lavoro che non si accorge che la coppia di svizzeri del giorno precedente si era fermata ad ascoltarlo e ad applaudirlo. Qui, Ermenegildo, scopre che i due sono musicisti di successo e da lì tutto cambia. Il rapporto tra i tre diventa un vero e proprio scambio di storie,  melodie e pensieri.

La storia, però, va a concludersi il giorno dopo con Ermenegildo che, nuovamente sulle colline, va a suonare e trova Sonja sulla panchina dove lui era il giorno precedente. Qui i due avranno la loro ultima conversazione, dove viene rivelato lo sconforto di Sonja, dopo aver litigato col marito, poiché lui è troppo dreamy e iperpositivo, mentre lei è più terra a terra e realista. Qui si vede come la musica abbia tenuto insieme quelle due anime completamente opposte. Qui, la moglie di Tilo augura fortuna a Ermy per la sua carriera da musicista, sempre con un fare un po’ agrodolce. E all’addio di Sonja va a sostituirsi l’immagine di Ermenegildo che guarda oltre la foschia delle colline, dove si trova Tilo, per poi tornare a riprovare il suo ultimo pezzo con la chitarra, questa volta senza spettatori.

Okay, allora iniziamo col dire che è una storia piuttosto inconsistente. Nel senso che, nel leggerla, ti fai un sacco di aspettative e poi non succede proprio un tubo di niente, lasciandoti un amaro in bocca che manco il caffè di cicoria. Allo stesso tempo, però, ti lascia un retrogusto strano, che in fondo sai ti deve dire qualcosa di importante. Oppure sono io che mi drogo, non so. Fatemi sapere il vostro feedback, grazie.

In secondo luogo, non chiamate mai Ermenegildo vostro figlio, perché è un nome troppo lungo.

Per questo racconto non ho canzoni particolari in mente, ma vi consiglio invece le canzoni che ho ascoltato durante la lettura.

The Physics House Band – Teratology

I The Physics House Band sono un trio britannico geniale a mio avviso. Li ho conosciuti con questo brano, tratto dall’ultimo album e secondo me è pazzesco. Se vi piace l’instrumental rock, siete nel posto giusto.

Sabbia – Montagna

Okay, sarò sincera. I Sabbia sono un gruppo della mia città, la ridente (si fa per dire) Biella, e li amo con tutto il cuore. Li trovate su Bandcamp con i loro EP, che sono delle perle dello psych-rock. Quindi ogni occasione è buona per ascoltarli, soprattutto se avete bisogno di una scossa.

Yellow days – The way things change

Questa è una canzone stranissima, che non avrei mai pensato di apprezzare. Anzi, in realtà, non so nemmeno se mi piaccia davvero. In ogni caso, questo brano è probabillmente il più azzeccato per questa storiella, in quanto il cantante non fa altro che dire “you have to keep going, keep going“, diventando quasi una litania.

NOCTURNE

E finamente siamo arrivati al racconto che ha dato il nome al libro.

Questa storia è piuttosto bizzarra già dall’inizio. Ci troviamo di fronte un saxofonista, di nome Steve, molto talentuoso, ma non di bell’aspetto. E proprio su questo fatto girerà tutta la storia, poiché la (quasi ex) moglie dell’artista, Helen, e il suo manager, Bradley, gli consiglierano di andare dal chirurgo estetico più quotato dalle star hollywoodiane, dr. Boris.

Vi starete chiedendo il perché di tutto questo e fate bene. Steve non è un mostro a livello estetico, però si sa l’occhio vuole la sua parte. E il suo ex collega molto bello quanto pessimo al sax in quei giorni avrebbe ricevuto il premio come Musicista jazz dell’anno.

Alla fine il nostro artista decide di sottoporsi ad un intervento iper-costoso, tutto pagato dal nuovo amante della sua ex moglie (non sense puro Ikr), e si ritrova catapultato in un hotel di superlusso dove passerà il periodo di convalescenza. Indovina indovinello, la vicina di stanza di Steve è mrs. Lindy Gardner. Sì, quella che possiamo associare alla canzone di Lana Del Rey, Fucked my way up to the top. Come se non bastasse l’hotel sarà anche il luogo dove verrà consegnato l’award all’acerrimo nemico del protagonista.

I due si incontrano più volte e Lindy rimane colpita profondamente dalle sue opere, in maniera tale da decidere di rubare l’award per darlo a Steve. Da qui iniziano una serie di episodi strampalati di corse per corridoi di hotel, awards nascosti in tacchini farciti ed incontri con la security di cui non starò a parlare. (Sostanzialmente perché mi prendereste per scema, però giuro che se leggerete il libro vi farete due risate)

I due partners in crime, dopo le malefatte notturne per restituire l’award, inizieranno a vedersi sempre meno, fino a quando non si daranno l’addio definitivo con una stretta di mano. Forse le esperienze che coinvolgono emozioni intense sono quelle che durano meno? Chissà.

Intanto se vi steste chiedendo come sia il risultato finale dell’operazione, beh, nessuno lo sa. Ishiguro non ci ha più fatto sapere nulla e pensare che I was craving that moment. Mannaggia a lui.

The Strokes – Last Nite

Una delle canzoni che si addice di più a questa storia è sicuramente la most-listened dei The Strokes. Semplicemente perché nel libro vengono raccontate le sere che i due passano insieme e si parla di lui che si stufa e pianta Lily in asso. Però se dovessimo fare una considerazione a livello musicale, potremmo dire che Last Nite, per il suo ritmo calzante, si addice molto anche alla sera che vede i due correre per i corridoi dell’hotel per rimettere a posto l’ambito premio.

Ben Howard – The Defeat

Ecco il perfect tune per Steve, il quale non è mai riuscita ad arrivare a vincere un award, Nonostante il suo potenziale mostruoso. Inoltre, si può anche pensare che il testo di questa canzone possa in qualche modo riferirsi al fatto che Steve sia dovuto scendere a compromessi, vedi l’operarsi per essere più appetibile per l’audience.

Rone + John Stanier + Bryce Dessner – Lou

Il ritmo di questo brano è semplicemente meraviglioso e se ascoltato durante la lettura, render tutto ancora più affascinante. Da vorticoso e affannata diventa lento e profondo, portandoti a vivere le emozioni dei due – tra una serata all’insegna dell’estasi data dalla musica e una a meditare le mosse giuste per vincere a scacchi.

CELLIST

E si va a concludere il nostro tour letterario tra le storie notturne del premio Nobel alla Letteratura 2017.

Il nome “Cellist” deriva dal protagonista del racconto, il cui nome è Tibor. Questa novella viene racconta da un ex college di Tibor, uno dei musicisti che si trovano in Piazza San Marco a Venezia. (E fanno altri 80 euro, sì)

Il racconto viene seguito dagli occhi di un ex collega dal momento che il nostro Tibor, da giovane, era riuscito ad andarsene dalla laguna per lavorare ad Amsterdam, e ora faceva parte della clientela di uno dei bar che pullulano nella celebre piazza.

Il collega, che chiameremo Pierflavio (sempre nomi belli e moderni), si ricordava bene del ragazzo poiché prima della sua partenza verso un lavoro più retribuito, aveva avuto uno strano intreccio con una signora americana.

Questa signora, Eloise, l’aveva adocchiato durante una performance e si approcciò a lui dicendogli solamente che, in lui, c’era molto potenziale e lei avrebbe saputo insegnargli a sfruttarlo. Proprio per questo lei gli diede appuntamento nella sua camera d’hotel il pomeriggio seguente.

Qui, il giovane ebbe il modo di confrontarsi con una violoncellista molto dotata che, senza alcuna cattiveria, si dedicò a smontare o a perfezionare ogni preconcetto tecnico che Tibor aveva acquisito nella sua carriera all’Accademia musicale di Vienna. Durante questi pomeriggi, la violoncellista non toccò mai lo strumento e questo insospettì moltissimo il giovane, ma non lo fermò dal prendere ogni più piccolo insegnamento come oro colato.

Un giorno Eloise decise di aprirsi al giovane rivelandogli di essere scappata a gambe levate da colui che sarebbe diventato suo marito, per vedere se lui ci avesse tenuto abbastanza da cercarla in capo al mondo. (Ottima tecnica, ragazze prendete nota)

Ed è proprio in questo frame che Eloise confessa a Tibor di aver mollato gli studi di violoncello a 13 anni. Lei gli disse di non voler rovinare il suo dono con le tecniche insegnategli da professori ciechi al suo talento. (Sì, la signorina è piuttosto modesta)

Inutile dire che Tibor rimase senza parole a tale scoperta, ma decise di continuare ad ascoltare i consigli della sua mentore, in quanto l’avevano aiutato moltissimo. Si sente, però, che dopo questa confessione le lezioni diventassero sempre più ambigue. Quasi come se qualcosa si fosse rotto, nonostante il grande affetto che li legasse.

Per questo Tibor decise di prendersi una pausa e andarsene in Umbria, per poi dare un addio ai suoi colleghi e alla sua insegnante prima della partenza per Amsterdam.

Al ritorno dalla vacanza, Tibor tornò in hotel da Eloise, che lo accolse con grande calore e gli presentò Peter, il suo future marito che era arrivato a Venezia per ritrovarla e mostrarle il suo amore.

Ed è qui che Tibor ed Eloise si danno l’addio finale. Lei tornerà negli States e lui partirà per la capitale della marijuana. Si augurano le migliore cose e si lasciano così, sicuri che i momenti passata insieme rimarranno indelebili.

My Chemical Romance – Famous Last Words

Sì, okay, qui dovremmo parlare di indie, ma hey mi piace trasgredire le regole.

I My Chemical Romance hanno segnato una generazione e quindi mi sembra doveroso render loro omaggio. E lo faccio con questo brano, forse il più conosciuto dopo Welcome To The Black Parade, che sostanzialmente dà forza a chiunque per andare avanti e non aver paura di essere soli nel proprio cammino.

Qui Tibor non ha propriamente paura di ciò che gli si presenta davanti, però si sente una grandissima malinconia nelle parole di Ishiguro nel descrivere la frettolosa stretta di mano che i due si scambiano per l’ultima volta. Inoltre in queste ultime descrizioni leggo un sentimento dolceamaro: volersi bene, essersi scambiati tantissimo, ma essere arrivati ad un capolinea. Quindi questa canzone si sposa bene se si pensa alla sort-of separazione forzata che i due intraprendono con un sorriso.

Myd – The Sun

Brano che ricorderebbe a chiunque gli States, con un tono molto boogie woogie, ma ipermalinconico. Questa canzone è perfetta per la scena in cui si vede una Eloise felice e raggiante per l’arrivo del suo amato Peter, facendole spazzare ogni ombra di dubbio su quello che sarebbe stato il loro futuro insieme.

Non per nulla, la canzone fa “Baby you know/ If we can’t do it/ We’ll regret it/ Honestly we spent too much time waiting“.

Sì, piangiamo tutti insieme adesso.

PS: This article has been written in honour of my English teacher, lots of love x

Birth

Cresciuta (male) a pane e Nirvana. Il mio obiettivo nella vita è quello di aver vissuto così tanti concerti, da poter reputare la mia stessa vita un concerto.

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