The Golden Age of Electro: breve guida alla French Touch

by Chiara Bustreo

Se cercate French Touch su Google molto probabilmente vi verrà fuori l’album del 2017 di Carla Bruni. Ecco, non è di quella French Touch che vi vogliamo parlare oggi.
Quello di oggi è un viaggio attraverso un’epoca che ha una data di inizio e una di fine secondo alcuni. Ma che ha lasciato talmente tante influenze tra le trame della musica di oggi che è impossibile definire finita quest’era.

1975 – TUTTO INIZIA IN ITALIA (se fa per scherzà)

Partiamo dall’inizio, da un genere musicale nato molto prima di quanto non dicano i libri (o i vari articoli di blog o riviste specializzate). Oggi ci vogliamo addentrare nell’oscurità di discoteche di fine anni ’80 e inizio ’90 che si coloravano di luci bianche ad intermittenza, laser e fumo. Vi vogliamo parlare della golden age di un genere musicale nato in Francia ma che per noi è nato in Italia molto prima di quanto si pensi. O meglio, il suo precursore è un italiano che per la prima volta illuminato da un raggio di verità ha sentito la chiamata. Così ha cominciato a far comunicare fra loro delle macchine per produrre suoni innovativi fin dal ’70/’71. Stiamo parlando di Moroder, but you can call him Giorgio. Dal 1975 – dal suo soggiorno berlinese da dove tutto ebbe vita – aveva cominciato a parlare di musica elettronica e dance ben prima di molti altri.

Adesso, non vogliamo dire che le cose più belle le facciamo solo noi e che gli artisti più importanti, se scavi in fondo fino a 8 generazioni prima, scopri che avevano dei parenti italiani. Non vogliamo fare i patrioti con la musica, però Giovanni Giorgio Moroder è indubbiamente uno dei luminari della musica elettronica. Uno dei primi – o il primo – ad aver sperimentato suoni e strumenti nuovi ed innovativi dando alla musica la svolta per poter arrivare alla French Touch. Poi all’house, alla minimal, alla techno, all’edm e via discorrendo. Il suo più grande successo lo ricorderanno sia i più agè che i più giovani ed è il brano I Feel Love in collaborazione con la splendida Donna Summer. Forse però, per le nuove generazioni, lui è ri-nato grazie alla collaborazione nel 2013 con il duo robotico francese incidendo Giorgio By Moroder.

Dal 1989 – LA STORIA IN BREVE

Ma cominciamo da quello che per tutti è all’origine di questo genere musicale. I rave illegali troppo affollati in UK, uniti alla politica della Thatcher tra conservatorismo e liberismo, rendevano irrespirabile l’aria inglese e impossibile vivere una vera libertà musicale. Così gran parte degli inglesi appassionati di House e Techno emigrarono in terra francese, a Parigi, dove questi generi musicali non erano gran che noti. Questa realtà made in France, quindi, nacque anche grazie all’occhio e all’orecchio inglese. Tutto partì dalle feste elettroniche dentro capannoni dove si accalcavano ragazzi e ragazze in cerca di festa, alcol e musica.

Quella era musica potente, fatta di vibrazioni che diventarono parte integrante poi anche della corrente elettronica francese. Dai piedi fino alle ginocchia e poi su per tutto il corpo: questi erano i bassi prepotenti della musica house inglese e che la French Touch prese in prestito in seguito. Il neo-genere di cui stiamo parlando, nato poco prima della fine degli anni ’80, ha preso quel qualcosa dalla scena musicale americana e inglese, dalla disco e dal funk così come dalla discoteca fatta di sfere specchiate. Musica dance, “tocco francese” e cantato in inglese: questa è la formula magica alla base del genere.

I giovani e talentuosi ragazzi che per la prima volta sentirono quei suoni cominciarono a trarre ispirazione dalla nuova corrente musicale dando così inizio al movimento della French Touch. Passavano ore e ore in cerca di vecchi ed anonimi vinili nei negozietti dell’epoca. Da quei dischi artisti come Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter (Daft Punk) e Laurent Brancowitz (ora chitarrista dei Phoenix) cominciarono a cavalcare idee nuove ed innovative sul suono. Cercarono di esplorarlo in ogni sua minima parte per poi rinnovarlo e reinventare la musica arrivata dall’Inghilterra. La House e la Techno di Chicago unite a dell’Acid-Jacid, al Soul e una punta di Disco entusiasmarono i pionieri di quella che fu poi l’effettiva French Touch.

La prima serata fu nell’ottobre del 1996 al Queen gay club di Parigi che si trovò sfornito di DJ per la serata del mercoledì. Da lì i DJ della scena underground che non vedevano l’ora di poter suonare la loro nuova ed esaltante musica, presero la palla al balzo dando inizio alle leggendarie serate chiamate “Respect“. L’Inghilterra fu la prima ad accogliere con estremo ardore questa nuova corrente consumando l’album “Boulevard di St. Germain del 1995 tra i primi.We gave a French Touch to House music” fu il motto stampato sul primo merchandising del genere omonimo, su t-shirt e t-shirt di vari DJ del momento. Da qui il suo nome.

Andando avanti negli anni le contaminazioni che diede e che furono inglobate al suo interno sono state molteplici. Una fra tutte la jungle/drum and bass che arrivò in Francia sempre da Londra e che nel 1996 cominciò ad essere manipolata per la creazione di altre chicche firmate da DJ francesi cavalcanti l’onda del nuovo successo del loro paese.

5 (o 6) ARTISTI CHE FECERO PARTE DELLA GOLDEN AGE

ST. GERMAIN
Anni di attività: dal 1995
Hit: Rose Rouge
Ludovic Navarre all’anagrafe fu uno dei pionieri del genere che, molto legato alle tradizioni, riporta una debole inflessione elettronica alla sua musica principalmente jazz ed acid. Infatti i loop usati nella sua musica di voci “robotizzate” e velocizzate rendono futuristica una musica non fruibile a tutti. I bassi resi profondi, distorti, saturati e compressi rendono i singoli man mano sempre più vicini all’idea del nuovo genere. Ma conservando sempre quella nota che tiene il suo animo e il suo stile legato al soul e al jazz che tanto ama. Rose Rouge è la cugina figa e tecnicamente avanzata di quella musica che ora ci propinano molto spesso a degli aperitivi “altolocati” in terrazze milanesi con vista o in “chic” aperitivi al tramonto in località balneari.

DAFT-PUNK
Anni di attività: dal 1992
Hit: One More Time
Chi non li conosce dovrebbe essere radiato dal mondo e dalla vita. I due robot – così semplificati per far capire a chiunque chi sono – nel 1995 con la release di “Homework fecero diventare il genere di interesse internazionale. Le loro serate al “Respect” fecero aumentare l’hype intorno alla scena francese da parte di tutto il mondo. E con loro anche tutti gli altri artisti francesi presenti alle serate divennero capi stipite e presenze ineluttabili di ciò che contava al momento. Nel 1998 la loro hit Music Sound Better With You – brano remixato ed originariamente del genere disco anni ’80 di Stardust – li portò ad essere quelli che bisognava imitare se si voleva avere successo. Il loro successo non si ferma solo alla musica, ma la loro perspicacia nel prevedere il futuro, la sensibilità nel trasformare la scena e diventare loro stessi un brand li ha portati ad essere due delle persone più influenti al mondo.

CASSIUS
Anni di attività: dal 1988
Hit: Feeling for You
Altro duo che fece capire all’industria discografica che la French Touch doveva essere il cavallo su cui puntare. Dopo l’uscita di “1999 omonimo dell’anno in cui fu pubblicato diede a questo genere musicale una freschezza di una rivoluzione ormai sul finire della sua golden age. Infatti, se vogliamo proprio sottolinearlo, questo fu il canto del cigno del genere primordiale dell’elettronica francese che fu poi, come vedremo, ripresa con altri canoni e ispirazioni. Philippe Zdar e Boom Bass – all’anagrafe Philippe Cerboneschi e Hubert Blanc-Francard – furono gli ideatori e i genitori di un pezzo come Feeling for You. Quasi 5 minuti di una delle massime espressioni di continui loop miscelati sapientemente tra loro e tecnicamente alterati e velocizzati. Il tutto crea qualcosa di nuovo e travolgente che porta i Cassius ad essere uno dei duo più influenti della scena del tempo.

MR OIZO
Anni di attività: dal 1991
Hit: Flat Beat
Molto meno musicali e più da techno, da rave, quelle di Mr Oizo furono le primordiali scoperte e avanscoperte della French Touch. Parliamo di brani come Flat Beat, forse una delle maggiori hit lanciate sul mercato dalla F Communications e che fece decollare la carriera di Oizo. Questa traccia fu inserita in una delle prime compilation contenenti brani di artisti diversi e che uscì nel 1999. All’epoca vendette più di due milioni di copie nel mondo ed ebbe come motto “Electronic With No Limit“. Oizo è un remixatore seriale: Cassius, Scissor Sister e poco fa Calvin Harris lo portano ad usare tutt’oggi le sue drum machine, synth e campionatori vari.

AIR
Anni di attività: dal 1995
Hit: Sexy Boy
Altro duo francese from Versailles avec amour nacque dall’incontro tra un amante di musica classica – Jean-Benoît – e un ossessionato di musica elettronica, Nicolas Godin. Prima remixatori di brani altrui (tra i quali nomi come Depeche Mode) fecero uscire il loro primo album correlato da artisti ben noti (come quello di Beck). Il debutto nel 1998 e poi un salto: dai dischi alle colonne sonore per Sofia Coppola. Sexy Boy è l’incontro fra una moderna Je t’aime…moi non plus – quella canzone sussurrata che poco lasciava all’immaginazione – e l’elettronica del periodo. A tratti cupa e profonda come vaneggi tra girotondi alcolici ed amorosi. E a tratti avanguardista come pochi brani.

BONUS: PEDRO WINTER
Conosciuto anche come Busy P. Nonostante non fu un artista ebbe grande importanza per la scena francese dell’epoca: fu IL manager della French Touch. Prima si occupò per 10 anni degli immensi Daft Punk e poco dopo, grazie alla nascita di una corrente nuova e fresca derivante dal genere citato, si ritrovò tra le mani una delle etichette indipendenti più prolifiche di Francia e del mondo. Infatti con Ed Banger – nome dell’etichetta – prese sotto la sua ala la crème della crème di quella che all’epoca era la scena indie dell’elettronica francese. Mr Oizo, Dj Mehdi e i Justice sono solo alcuni dei nomi che Pedro fa crescere e prosperare.

ARTISTI CHE FANNO PARTE DELLA NUOVA SCENA ELETTRONICA DERIVANTE DALLA FRENCH TOUCH

PHOENIX
Anni di attività: dal 1999
Hit: If I ever feel better
Nati e cresciuti in terra francese sono alcuni tra i pochi esempi di francesi che hanno continuato a tenere alta la bandiera di un genere non facile da gestire. Oltre all’elettronica e al synth pop i quattro originari di Versailles sono alcuni tra i più importanti esponenti della new wave e della scena indie. Band che ad oggi può permettersi di pubblicare brani ed album su proprio gusto personale senza troppi ripensamenti. Prima grandi sostenitori dell’elettronica – il chitarrista prima suonava nella prima band dei Daft Punk, quindi hanno lo stesso background musicale – hanno poi cominciato ad esplorare e a spaziare tra i generi e le generazioni ma venendo sempre ricordati per una If I ever feel better iconica e senza tempo. Fresca e contemporanea ma dal gusto così funkeggiantemente anni ’80 e ’90 ha incendiato piste da ballo dall’uscita negli anni 0 fino ad oggi.

JUSTICE
Anni di attività: dal 2003
Hit: D.A.N.C.E.
Xavier e Gaspard cominciarono anche loro poco dopo il 2000 a remixare brani di artisti più noti. Tra Fatboy Slim, Daft Punk, Soulwax, Mr. Oizo e Franz Ferdinand cominciarono a pubblicare dischi propri. Infatti con il singolo del loro primo album fecero il botto. La hit in questione è indiscutibilmente una delle più riuscite e ancora oggi è una delle canzoni più belle della scena elettronica dal 2007 in poi. Nata per far ballare la gente è un brano che non può non coinvolgere e trascinare le folle. Insieme a tanti altri loro brani come Genesis, Safe and Sound, D.A.N.C.E. gli ha fatto conquistare l’ambito Grammy Award al miglior album elettronico/dance. Ricordiamo anche la hit We Are Your Friend che dal 2015 dall’omonimo film interpretato da Zac Efron li ha fatti scoprire anche ai più giovani.

M83
Anni di attività: dal 2001
Hit: Midnight City
Di altra pasta sono (erano) fatti gli M83: più malinconici, meno dance funky ma con suoni più adulti e indie richiamano l’elettronica presa in esame ma, in un certo senso, sconvolgendola. Midnight City fa parte del 6° album dell’ormai solista Anthony Gonzalez e che, prima di allora, aveva spaziato tra i più svariati generi di elettronica. Dopo il 2006 il secondo componente, Nicolas Fromageau, lasciò il duo così Anthony si diede alla sperimentazione portandolo al successo della hit sopra citata. Da lì per lui si sono spalancate le porte delle scene internazionali sia a livello musicale che per collaborazioni cinematografiche. Infatti ormai solo, Gonzalez si è concentrato più sulla parte strumentale dei brani rendendoli più fruibili al pubblico grazie a varie collaborazioni. Dall’uscita dell’album “Hurry up, We’re Dreaming per Anthony il lavoro raddoppiò grazie alla richiesta di numerose colonne sonore per film come “Oblivion“, il successone “Colpa delle Stelle” e la trilogia di “Divergent“.

C2C
Anni di attività: dal 1998
Hit: Down The Road
Dai canti soul, i suoni scratchati e in sottofondo perennemente presenti bassi e chitarre dai riff interessanti e intriganti. Questo è il genere del quartetto di Nantes che si conquista un posto in questa lista. Con la loro seconda hit Happy, sfornata dal solo e unico album da loro pubblicato “Tetra, ci spiegano bene quale sia il loro genere musicale: “This song is not a gospel song / This song is not a fuck song / This song is not a wrong song / This song is a real song”. Consigliamo vivamente il loro disco con brani che a volte si avvicinano al mondo del Daft Punk e a volte ad un ghetto americano qualsiasi degli anni ’90 dove ragazzi ballano la breakdance su cartoni per strada.

LIFELIKE
Anni di attività: dal 1999
Hit: So Electric
Molto sul genere Daft Punk, questo “realistico” ragazzo ha cominciato la sua carriera di musicista nel ’99 ma pubblicando solo qualche EP e remix tipici dei DJ degli anni. Cominciò con i suoi beniamini, passando per Giorgio Moroder, fino ai più contemporanei Empire Of The Sun e Moby. Poi nel 2007 arrivò la sua hit So Electric che molto ricorda il duo robotico per via dei suoni e dei loop che traggono molta ispirazione dai due. Forse anche per via del fatto che uno dei produttori dei suoi primi lavori fu proprio Thomas dei già citati robot che lo portò all’interno della famiglia della French Touch. Degna di nota è anche l’altra hit Night Patrol che nel 2013 lo portò ad essere uno dei nuovi volti di questa corrente rigenerata.

Chiara Bustreo

Mi piace il profumo della polvere del caffè e mi fanno paura i temporali e le galline. Un giorno mi piacerebbe diventare una sirena.

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