25 marzo 2020

Ultras: il primo film di Francesco Lettieri con le musiche di LIBERATO

Il 9-10-11 marzo 2020 era prevista la proiezione nelle sale del primo lungometraggio di Francesco Lettieri, il "regista dell'indie". Purtroppo il giorno prima sono entrate in vigore le restrizioni da allarme COVID-19 e i cinema sono stati chiusi. Fortunatamente, il 20 marzo l'opera prima di Lettieri è stata resa disponibile su Netflix.

Classe 1985, napoletano trapiantato a Roma, Francesco negli ultimi anni ha diretto i videoclip musicali dei maggiori esponenti della scena indie italiana (come Calcutta, Carl Brave x Franco 126, Giovanni Truppi, Thegiornalisti e molti altri...qui tutti i suoi video) dando un'impronta stilistica caratteristica e riconoscibile all'estetica della scena (nonostante lui preferisca ascoltare altri generi, come rap, trap e elettronica). In particolare il suo nome è associato ai video delle canzoni di LIBERATO, il trapper neomelodico senza volto, che in alcuni casi prendono la forma di "mini-serie" ambientate a Napoli, con protagonisti a cui è molto facile affezionarsi. La già consolidata collaborazione tra regista e musicista è stata consacrata dal progetto del primo film diretto da Lettieri, di cui l'artista napoletano ha firmato la colonna sonora. Ultras, è scritto in collaborazione con Peppe Fiore (sceneggiatore di Non Uccidere e The Young Pope) e prodotto da Indigo Film in associazione con Mediaset.

Il film ritrae tre generazioni di ultrà del Napoli Calcio, raccolti nel gruppo -fittizio- Apache: lo zoccolo duro dei diffidati, gli irriducibili tifosi storici; i giovani scalpitanti (che creeranno il distaccamento N.N.N. - No Name Napoli); e il gruppetto degli adolescenti entusiasti ed irrequieti, combattuti tra la fedeltà alla vecchia guardia e l'attrazione alla nuova generazione. Lo scorrere del tempo narrativo viene scandito dalle firme in questura di Sandro "il Moicano" (Ainello Arena, visto in Reality, Dogman e La paranza dei bambini), veterano degli Apache sottoposto all'obbligo di firma. Il soggetto del film era inizialmente ambientato a Latina, ma poi per Lettieri è stato più naturale girarlo a Napoli. I dejavù dei video di Liberato sono molteplici, anch'essi infatti sono zeppi di riferimenti alla cultura dei tifosi del Napoli (dai graffiti per strada al font del logo stesso del musicista), e dopo aver visto il film sembrano quasi un'anticipazione, quasi delle prove tecniche del film. Il gruppo dei giovanissimi aspiranti ultrà (con tanto di ragazzino sovrappeso) ricorda totalmente la combriccola di amici del protagonista adolescente dei video di JE TE VOGLIO DENE ASSAJE, INTOSTREET  e TU T'E SCURDAT' 'E ME.

La firma estetica del regista campano emerge anche nella iconica e ricorrente inquadratura di spalle (must dei video di LBERATO) che introduce il personaggio del Moicano svelando a poco a poco la profondità della sua personalità. La sequenza finale a volo radente sul mare sulle note di WE COME FROM NAPOLI sembra l'inizio di un videoclip. Immancabile il Vesuvio da cartolina come fondale ai dialoghi tra i ragzzini. Altre inquadrature molto estetiche sono quella statica e simmetrica della facciata della questura, quella che ritrae Angelo e Fiore di spalle, sulla soglia dello Stadio dei Marmi a Roma, e quella del vecchio musicista per strada che suona la chitarra di fronte a una saracinesca dipinta con la vista del Vesuvio (che mi ha fatto pensare al bambino del video di Cosa Mi Manchi A Fare di Calcutta). Il film si apre e si chiude sul sagrato della stessa chiesa, in occasione di due cerimonie diverse, dando un senso di circolarità.

La troupe è la stessa che aveva lavorato ai video di LIBERATO, team vincente ed affiatato che ha agevolato le riprese. La scena più difficile da girare, come dichiarato da Lettieri in un'intervista per Rolling Stones, (e a mio parere una delle più belle) è un piano sequenza di 5 minuti in cui il Moicano, srotolando uno striscione su una terrazza del Rione Terra, racconta al giovane Angelo alcuni aneddoti della sua vita da ultrà e dice, parlando delle tensioni con i bergamaschi, «E lì ho capito che tra Napoli e bergamaschi, nord e sud, ma alla fin fine siamo sempre noi ».

Prossimi concerti di Liberato

«Non credo che questo film piacerà agli ultras. Gli ‘ultras' non sono per la promozione, non vogliono riflettori. Mi rendo conto di essergli andato a dare fastidio, ma quello che ho fatto è un film sincero, senza moralismi e senza nessun giudizio. Ho cercato di essere pulito. È un film sulla violenza, ma non è un film sulla criminalità. È una banalizzazione fare questo tipo di associazione.» (Francesco Lettieri su Ultras in un intervista per fanpage.it).

Allo scoccare della mezzanotte tra il 22 e il 23 marzo LIBERATO ha caricato sui suoi social l'elenco dei titoli dei brani inediti registrati per la soundtrack del film, e contemporaneamente le tracce sono apparse su YouTube e Spotify. (Quando ho ricevuto la notifica di YouTube con la comunicazione che LIBERATO aveva caricato tre canzoni intitolate GRAZIA, GRAZZIELLA e GRAZIOCAZZ, quasi cadevo dal divano). I brani, per la maggior parte solo strumentali, dai suoni freddi, minimali, di elettronica pungente e atmosfere clubbing, erano stati anticipati dai due singoli cantati 'O CORE NUN TENE PADRONE (APACHE MIX), in collaborazione con 3D (Robert Del Naja dei Massive Attack), uscito il 20 marzo, e WE COME FROM NAPOLI, con 3D e GAIKA, rilasciato con tanto di video (diretto da Lettieri, ça va sans dire), il giorno di San Valentino (come il singolo d'esordio 9 MAGGIO nel 2017). Nel film compare anche la già nota (ormai quasi un classico) TU T'E SCURDAT' 'E ME come sottofondo al momento di cazzeggio della compagnia di ragazzini. La collaborazione con il musicista trip-hop di Bristol può stupire, ma può forse essere spiegata dal fatto che Robert Dal Naja ha origini campane, e si è sempre dichiarato un grande tifoso del Napoli. Tra l'altro si sospetta che ci sia lui dietro allo street artist senza identità Banksy, cosa che, se fosse vera, costituirebbe un ulteriore punto di contatto con l'anonimo LIBERATO. I suoni minimal di RIONE TERRA, LUNTAN' e AMMA STà VICIN', mi ricordano la colonna sonora synthwave  di Drive ed evocano atmosfere al neon e inseguimenti in auto notturni.

«Miezz’a via, miezz’a via / This is where I wanna be / But I always have no fear / Boy, we come from Napoli / Terra mia, terra mia / This is where I wanna be / Ne’ ma chi sfaccimma sij / Boy, we come from Napoli» (LIBERATO - WE COME FROM NAPOLI)

Oltre ai pezzi di LIBERATO, la colonna sonora del film comprende anche, nell'ordine:

L’estate Sta Finendo – Righeira
Tanto Pe’ Cantà – Ettore Petrolini e Alberto Simeoni
Pagnale – Speranza
That Silver Haired Daddy of Mine – Jim Reeves
When The Saints Go Marching In (brano gospel tradizionale statunitense)
Guajira Guantanamera – José Fernández Diaz
Caruso – Lucio Dalla
Voce ‘E Notte - Davide Saulino
E So Cuntento ‘E Sta’ – Pino Daniele
Bad Moon Rising – Creedence Clearwater Revival