Forlì – Londra – Glastonbury: intervista ai M+A

by Maria Vittoria Perin

A Venezia c’è un evento che tutti aspettiamo con ansia per mesi: l’aperitivo al Peggy Guggenheim. La casa della collezionista americana apre le porte a decide di giovani che tra un Pollock e un Brancusi sorseggiano i loro spritz immersi nelle chiacchiere e nella musica di una tiepida serata in laguna. Quest’anno, per l’evento d’apertura, hanno deciso di lasciare il dj set nelle mani di Michele Ducci. Chi? La M in M+A, il duo indie elettronico (o tropical secondo Wikipedia, se qualcuno mi sa dare una spiegazione su questo genere gliene sarei molto grata) che mi si è conficcato in testa come una scheggia e non ha intenzione di uscirci prima della fine dell’estate. Michele Ducci, classe 1991, e Alessandro Degli Angiolini, classe 1988, mi hanno preso fin da subito per i loro ritmi caldi e metropolitani, un qualcosa che in Italia non pensiamo possa sbocciare. Non mi sorprende infatti che in UK siano conosciuti: hanno suonato in BBC, Guardian e Telegraph hanno scritto di loro, hanno aperto i concerti agli Is Tropical e sono riusciti calcare il main stage al Glastonbury. Dopo questo grandioso allunaggio, non abbiamo resistito a fare due parole con loro.

Quando ho letto che siete di Forlì, ho sgranato gli occhi, non potevo crederci. Raccontatemi un po’ di voi, chi sono i M+A? Cosa vi ha portato a fare un genere a metà tra l’indie e l’elettronica?
M+A sono le iniziali dei nostri nomi, Michele e Alessandro. Si può sintetizzare così: è una band che è due progetti solisti, due iniziali, che si ritrovano sempre, il +.
Per il resto non saprei, è sempre difficile capire cosa ti porti profondamente a fare certe cose, ci sono processi inconsci che superano il controllo che credi di avere su quello che fai.
Una canzone dell’ultimo EP, Bouncy, ad esempio, è nata inconsciamente da una pubblicità del gratta e vinci che mi era rimasta in testa. Cosa che ho scoperto a brano già registrato, tra l’altro.
La risposta più sicura è la biografia dei nostri ascolti: tantissima elettronica, tantissimo pop, jazz, e molto altro: noi, sopratutto, il nostro sguardo sulla nostra musica ideale.
E’ un meltin pot che percorre due vite, reali e ideali.

La vostra musica, per come la vedo io, è una versione elettronica dei Phoenix, quella musica che non riesco ad incasellare in un genere preciso, ma che alle prime note mi fa venire voglia di muovermi e ballare. Chi vi ha ispirato? Da chi prendete spunto?
I Phoenix sono un gruppo che ci ha influenzato molto, anche se in realtà non volevamo andare proprio lì. Il progetto M+A è nato dall’amore per gli Air, ad esempio, ma anche per Kim Hiorthøy.
Come detto prima, c’è un po’ di tutto, compresi Will Smith, Manu Chao, i Backstreet Boys, e molto altro.

Quando vi ho ascoltato per la prima volta infatti, mi è venuta in mente una di quelle feste a bordo piscina, in una villa californiana con vista sull’oceano. Il tramonto, la brezza calda, un bicchiere di Martini e ottima musica in sottofondo. Quale sarebbe la vostra playlist per un evento simile?
Kero Kero Bonito – Flamingo
Air – Cherry blossom girl
Lorentz – Allt Fraan mig
Will Smith – Miami
Modjo – Lady
Todd Terje – Strandbar
Weval – Gimme Some
Donnie Trumpet And The Social Experiment – Go
Baauer – Sow
AlunaGeorge – I’m in control
Danny L Harle – Broken Flowers
SOPHIE – VYZEE

Sicuramente rappresentate una novità nel panorama musicale italiano, un’aria di freschezza. Come vi sembra lo scenario musicale italiano? Cambiereste qualcosa? Avreste qualche consiglio da dare?
Consigli no. Quando impari a pedalare sulla bicicletta sei solo e devi cadere. E basta. Non si impara a nuotare se non tuffandosi. E’ fondamentale. Certe cose vanno male proprio perché imbottite di consigli e buone intenzioni.
Ci sono un sacco di progetti interessanti, ma ancora molto lavoro da fare.
Il grande buco è nel pop, comunque, pop italiano che possa confrontarsi col mondo, con l’universale. Che lo si chiami come si vuole: lì c’è un buco, noi stiamo cercando di percorrerne i bordi e vedere che si puo’ fare.

Vedo che anche voi siete attratti dall’Inghilterra, avete già suonato al Koko di Londra,il Guardian e il Telegraph hanno scritto di voi. Cosa vi porta lì?
Siamo sempre stati metà italiani e metà inglesi, la nostra prima etichetta era inglese, collaboriamo con X-Ray Touring, e tutt’ora continuiamo a lavorare in parallelo tra Italia e Londra.
E’ stata una scelta: Londra era ed è un po’ la madre di tutto ciò che ascoltiamo.

Credo voi siate i primi italiani ad essere sbarcati al Glastonbury. Come avete fatto? Com’è stato? svelatemi il vostro segreto!
Essere bravissimi? 🙂

M+A - Michele Ducci and Alessandro Degli Angioli - photo: Federico Ciamei
M+A – Michele Ducci and Alessandro Degli Angioli – photo: Federico Ciamei

Ormai possiamo quasi dire che la capitale britannica è la vostra seconda cosa. Cosa rimane e cosa si può trovare di italiano negli M+A?
Noi? Non è poco, in realtà. Spesso lo si dimentica. Quello che gli inglesi, ad esempio, apprezzano della nostra musica è proprio il fatto che siamo uno strano gemello straniero: sentono la loro musica ma con un tocco che non è del tutto loro.

Cosa dobbiamo aspettarci da voi due, Michele e Alessandro? Glastonbury è stata solo la prima tappa, vi vedrei molto bene al Coachella!
Anche noi.
Adesso stiamo lavorando al nuovo disco. Uscirà un singolo in estate. Stiamo lavorando come dei matti su più cose. Ci saranno novità, collaborazioni.
E’ un periodo di semina cieca.
Aspettatevi quel che noi ci aspettiamo da noi stessi: bella musica, bellissima. E’ da lì che parte tutto ed è lì che sempre tutto ritorna.

Potete seguire M+A ai seguenti link:
http://www.ma-official.com
https://www.facebook.com/MplusAofficial/?fref=ts
https://twitter.com/MplusAofficial
https://open.spotify.com/artist/0MiDH0wKRXC4IjCCPAwbE9

Maria Vittoria Perin

Sogno costantemente concerti e nella realtà li aspetto come un bambino aspetta Natale, intanto colleziono testi di canzoni in un'agendina nera tappezzata di stickers di album. "If you lost your faith in love and music, oh the end won't be long" dovrebbe essere un mantra.

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