Prima l’Islanda, poi il mondo: intervista ad Ásgeir

by Alessia Nosari

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Abbiamo fatto una chiacchierata con Ásgeir in occasione del suo concerto di stasera al Locomotiv Club a Bologna. Eravamo curiosi di sapere qualcosa in più riguardo all’artista che a maggio ha rilasciato “Afterglow”. Il cantautore islandese è la prova che la musica non conosce confini: che canti in islandese o in inglese, Ásgeir ha riempito i locali di tutto il mondo unendo il folk all’elettronico e creando un sound tanto fresco quanto tradizionale. Ecco cosa ci ha raccontato:

Afterglow è una bomba. é un disco nuovo, fresco e imprevedibile. Com’è andata dal momento in cui hai pubblicato l’album all’inizio di quest’anno?
é andata alla grande: siamo in tour da maggio. Sono stato negli Stati Uniti, in Giappone e in Europa. Questa è la seconda volta che vengo in Italia, abbiamo suonato a Milano 2 anni fa. Questa volta il nostro obiettivo è stato quello di mangiare una pizza veramente buona: fatto.

Il tuo primo album, Dýrð í dauðaþögn è in islandese, però poi hai pubblicato 2 album in inglese. Cosa ti ha spinto a cambiare lingua?
Il primo è stato rilasciato inizialmente in Islanda. Ho scritto le canzoni in islandese perché così le sentivo più vicine. Poi l’album è esploso nel mio paese. In poche settimane il mio manager mi ha detto di lasciare tutto e iniziare ad essere un cantante di professione. 6 mesi dopo è stato tradotto in inglese. é stato pubblicato in Europa, Stati Uniti e Australia. é stato un processo lento, ma lo abbiamo portato in tour per i successivi 3 anni. Ho iniziato a cantare in inglese perché ho capito che così la gente poteva rispecchiarsi meglio nelle canzoni. E questo ha significato avere un’audience maggiore ovunque.

Quindi è cambiata la reazione alla tua musica?
Veramente no. Pensavo sarebbe cambiata, ma invece non è contato molto. La musica parla per sé stessa.

Hai qualche ispirazione musicale che motiva la tua carriera?
Molti artisti folk: Johnny Cash, Elliott Smith, Nick Drake. E anche molti artisti della scena musicale islandese: Sigur Ros, Snorri Snorrasson. Con Snorri ho suonato il mio primo concerto.

Cosa ci dobbiamo aspettare dal tuo concerto a Bologna?
I nostri show sono pieni di luci e suoni. Suoniamo la stessa scaletta ogni sera: è un bel mix di canzoni vecchie e nuove, alcune sono in islandese ma la maggior parte è in inglese.

Hai qualche progetto futuro che vuoi/puoi condividere con noi? 
Saremo in tour ancora per un paio di settimane. Poi ci prenderemo una piccola pausa, andremo a casa e lavoreremo a nuovi canzoni che poi registreremo. Un mio caro amico sta registrando un album quindi gli do una mano. E poi andremo in tour di nuovo il prossimo anno!

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Alessia Nosari

Mi lamento sempre della musica alla radio, raccolgo i centesimi tra i cuscini del divano per andare ai concerti e sogno di lavorare come tour manager di Bon Iver. Nel frattempo scrivo, cerco, scopro, ascolto musica non-stop.

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