Lemandorle, le mucche e l’EP “Per un album è ancora presto”

by Chiara Bustreo

Lemandorle è un progetto che mescola musica da club, pop e cantautorato.

Così si descrivono i due un po’ dj-producer-cantautori, malinconici ragazzi barbuti che dal 2016 cavalcano l’onda di quell’indie elettronico che piano piano sta prendendo piede in Italia come ha già fatto in Inghilterra, in Australia e in quasi tutti i paesi dove l’elettricità e l’acqua calda sono arrivate nelle case dei comuni mortali da tempi immemori. Dopo il successo de  “Le Ragazze” del 2016, brano passato in tutte le radio italiane che li ha portati al successo anche per il dubbio che fossero un duo tutto al femminile, nel 2017 sono tornati con altri due singoli, “Ti amo il venerdì sera” che ha sbancato Spotify guadagnandosi 3 milioni di ascolti e “San Junipero” accompagnato dal video girato da (l’immenso) Paolo Raeli. Poi nel 2018 alla lista si sono aggiunti “Le 4” e “Gelato Colorato” che li hanno portati a girare l’Italia con un tour estivo.

La loro musica è qualcosa di già sentito ma anche qualcosa di nuovo, è un mix di vecchio e di qualcosa di così nostalgicamente innovativo, caldo e freddo, suoni corposi e note repentine squillanti. Proprio come sono loro, Lemandorle (sì, si scrive tutto attaccato). Non siamo pronti ad un mix così? Forse non siamo pronti alla malinconia insita nei loro brani, alla nostalgia che esce dai synth come lacrime di unicorno e a quei testi che ricordano e descrivono le ragazze in maniera tristemente dolce ma così veritiera. Il tutto con quello sguardo retrò che distorce sia realtà che colori per rendere il tutto più bello, più musicale, più da coccolone al cuore come quando si ripensa all’estate appena passata e, ahimè, ahi-noi, già finita. Forse non siamo pronti proprio per piangere di e con noi stessi, chiusi in camera, ascoltando il loro nuovo EP “Per un album è ancora presto”. Per ora sono solo 3 tracce “Marta”, “Adesso” e “Se tu ti prendi”, pensate quando arriverà veramente il tempo di un album intero. Lacrime à gogo.

Non ci sarebbe bisogno di un’intervista dato che il duo ha chiesto ai fan tramite le domande di Instagram quali fossero le loro curiosità riguardo al nuovo EP.
E sono uscite domande come:
Come mai avete scelto di non inserire anche i singoli precedenti nell’EP? Perché se no sarebbe diventato un album. Ma per un album è ancora presto.
Un featuring di spessore è in arrivo? Può essere.
L’EP uscirà in copia fisica? Ci stiamo lavorando.
Le basi sono fatte tutte dal tipo (TIPO? Sorry Gianluca) in tour con te? Le basi sono scritte insieme da me e Gianluca. Ne abbiamo a centinaia.”.
Ma noi abbiamo comunque voluto fargli altre domande alle quali hanno risposto sempre in maniera molto social: non più (o quasi) di 140 caratteri.

 

Miscelate la musica come le vostre origini per arrivare a qualcosa di unico, siete piemontesi ma con un ritorno alle all’infanzia siciliana di uno dei due. Tutto questo vostro continuo mix sia di musica che di vita ha contribuito a sfornare il vostro nome: Lemandorle infatti, si rifà a quei ricordi di bambino tra cannoli e mandorle (appunto) come se piovessero. Per voi cosa significa questo nome?
Che la cosa importante è la croccantezza.

Così, oltre alle origini, miscelate anche i generi. Che contaminazioni musicali avete? Quali sono le influenze principali per quanto riguarda la musica e quali altre per i testi?
Ascoltiamo di tutto. Elettronica, hip-hop, il nuovo pop italiano, Battisti, Dalla, Battiato, Carboni. Kanye West però su tutti. I testo sono un mix di cose inventate e alcune cose personali.

Se poteste scegliere di riavere una cosa del passato e anticipare una scoperta del futuro per averla oggi cosa scegliereste e perché? Qualcosa che vi possa facilitare la vita, oppure che riportereste dal passato perché sarebbe bello che certe cose non fossero mai scomparse.
Dal passato riporterei le musicassette, il supporto su cui ho ascoltato musica per la prima volta. Dal futuro i computer e i telefonini senza tastiere da digitare.

Ti amo il venerdì sera” ha quasi a 3 milioni di ascolti su Spotify e tutti i vostri singoli sulla stessa piattaforma vantano dalle trecento alle quasi seimila riproduzioni.
Siete solo sulle piattaforme digitali ma questo nuovo lavoro, questo EP, lo si potrà trovare fisico? Io lo vedrei bene in vinile (magari in camera mia, da ascoltare in un tardo pomeriggio di questo settembre come di tanti altri mesi dell’anno) oppure anche in musicassetta (vedere anche la risposta alla domanda sopra).
Ci hai preso per la musicassetta in effetti. Vedremo per il supporto fisico. Qualcosa prima o poi uscirà.
(aspetteremo allora una copia fisica, tra un singolo e l’altro)

Avete sempre e solo pubblicato singoli eppure vi hanno voluto le maggiori radio italiane e ora vi voglio soprattutto i fan. Perché dopo questi 5 brani a sé stanti avete sentito l’esigenza di trovare un contenitore unico, seppur piccolo (per ora), che li racchiudesse tutti?
Perché ‘Per un album è ancora presto’ 😉

Ascoltando i vostri singoli e il vostro EP si sente la malinconia da voi già ribadita. Questa quasi paura di crescere, di dover affrontare lo scoglio che si erge tra l’adolescenza e l’età adulta. Cos’è che vi fa così paura nello specifico da doverne raccontare attraverso la vostra musica?
Non è paura. L’abbiamo già superato ampiamente lo scoglio tra età adulta e adolescenza. Siamo grandi e ci piace esserlo. Nessun rimpianto, solo la voglia di parlare di qualcosa che conosciamo perché lo abbiamo già attraversato.

Stalkerandovi su Instagram abbiamo visto che avete già risposto a delle domande che venivano direttamente dei vostri fans riguardo al vostro EP. Una domanda era “Video di “Marta” quando?” e la vostra risposta alludeva al fatto che avreste cominciato a montarlo il giorno seguente (11 settembre) e che sarebbe stato online dopo una decina di giorni. Alla fine è uscito oggi: come descrivereste questo nuovo videoclip?
Alla loro risposta “Inaspettato e insolito” allora aggiungiamo noi qualche nozione, allegandovi anche sotto il video stesso.
È “insolito” perché non avremmo mai pensato di vedere Marco in mezzo a mucche e cavalli tra le lande desolate delle montagne riprese da droni super professionali. E tra la nebbia ci ritroviamo l’ “inaspettato”: c’è veramente una Marta, vagante, tra le strade deserte e verdi fino all’inverosimile. Marta è la protagonista del video, forse è anche la stessa Marta della canzone dance-music, un po’ pop e un po’ tanto anni 80. Per Marta è facile tutto, sbagliare, cadere ma è anche facile per Marta e per tutte le ragazze ritrovarsi in questo brano che ci chiede perché fuggiamo se tanto alla fine dobbiamo ritornare?

Com’è stato il lavoro con il regista Alberto Biglino? Dato che comunque, avete collaborato con un regista diverso per ogni video: da Paolo Raeli a Irwin Kovach arrivando fino a voi stessi e passando per tanti altri. Puntate molto sui vostri – belllissimi – video, come mai?
Sono un’estensione delle canzoni. Con Alberto il lavoro è stato intenso e ci siamo divertiti tanto. Lui è un fratello, quindi c’è qualcosa di più a sto giro, anche a livello emotivo e personale.

Se doveste fare voi la vostra pagina Wikipedia cosa scrivereste nello spazio dedicato al genere musicale del vostro duo? Perché magari noi blog indie guardiamo solo quella parte del vostro progetto, mentre voi magari vi sentite più pop, più elettronici o più tutt’altro.
Ci piacerebbe essere definiti pop. Come i Beatles.
(pensare in grande è sempre il primo passo verso il successo)

Abbiamo letto che durante i live siete degli animali da palcoscenico. Con 8 tracce e una base di elettronica sarebbe normale pensare che ad un certo punto i vostri concerti si trasformino in dj set: come li descrivereste?
Sudati, coinvolgenti, caotici.

Poi i concerti, si sa, finiscono tardi. A volte si fanno le 3, le 4. Voi a “Le 4” (quarto singolo pubblicato, ndr) del mattino cosa preferite fare?
Te lo dico poi in privato una volta.

Detto e non detto tutto ciò non ci rimanere altro che ascoltare i loro pochi brani (per ora, “perché è ancora presto” semicit), aspettare le ultime date del loro tour e conoscerli grazie alle loro innumerevoli Instagram stories.

28 settembre @Lumiere Club – Pisa
03 ottobre @CerebrationFest – Padova
12 ottobre @Wasabi Club – Parma
26 ottobre @Ht Factory Club – Seregno (MB)
02 novembre @Pop It Festival – Pordenone

Chiara Bustreo

Mi piace il profumo della polvere del caffè e mi fanno paura i temporali e le galline. Un giorno mi piacerebbe diventare una sirena.

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