Il punk dopo la Brexit: intervista ai Cabbage

by Silvia Rizzetto

Il mio inizio di primavera non è stato così roseo se si pensa alla sua colonna sonora, canzoni di rabbia e di rancore in risposta ad un clima austero che cerca di incrinare l’uomo in attesa della sua capitolazione, arrangiamenti vivaci di tematiche dai contorni coloriti sensibilizzate nei dibattiti punk sin dai suoi primi vagiti. Due mesi fa mi ha incuriosito il ritorno dei Cabbage, che con l’LP Nihilistic Glamour Shots (BMG, 2018) hanno cercato di riconfermare il proprio ruolo di protagonisti insostituibili della giovane scena britannica, condiviso con gli amici IDLES e Shame. Non è la prima volta che questi cinque giovanotti sboccati siano stati il soggetto di tante chiacchierate da parte della critica, stavolta però più silenziosa del 2016, anno del loro debutto: che sia un fatto recente la causa della reticenza di testate quali Drowned in Sound (che a Nihilistic Glamour Shots aveva assegnato 10 in una recensione paragonabile ad una patetica arringa difensiva, in seguito “magicamente” sparita dall’archivio) e NME? Già, non riesco a fare a meno della mia natura da inguaribile diffidente, infatti quando i mancuniani mi hanno gentilmente offerto il loro tempo libero per un’intervista, per prima cosa ho pensato: «non posso trattenermi dal fare quello che sto pensando di fare». Per la gioia di chi non è (purtroppo) interessato ai pericoli nei quali la donna è continuamente sottoposta, la mia domanda provocatoria è sorta dopo aver ottenuto con pacatezza (e gran sicurezza di sé) delle delucidazioni sopra la composizione, la produzione e la fortuna dell’ultima fatica, un album che segue una raccolta di tre EP (Young, Dumb And Full Of…, BMG, 2017) nella quale già da allora si percepiva uno spiccato senso critico su ciò che stava succedendo dentro (la Brexit e il terrorismo nei Paesi occidentali) e fuori (l’ascesa di Trump e i suoi stupidi battibecchi con Kim Jong-un) il loro Paese, e un gusto “poco patriottico” verso il punk a stelle e a strisce. Le dieci esaustive risposte sono state tradotte da Gaia Bandiziol, che ringrazio pubblicamente.

NoisyRoad: «Molte band inglesi preferiscono restare “tradizionaliste”, mentre voi siete stati capaci di fondere il punk inglese con quello americano, prediligendo per quest’ultimo. Potete spiegarci il motivo di questa scelta?»

Cabbage: «Questa sul punk americano è un’opinione molto interessante, ma non del tutto vera. Ci sembra piuttosto che quel genere sia una specie di zona grigia, ci sono diverse varianti di ciò che viene considerato “punk”. Ci sono una serie di generi americani che ci hanno influenzati, come il Noise Rock, la No Wave, l’Anti Folk, etc.; inoltre, cerchiamo di non etichettare la nostra musica, pur rimanendo consapevoli e onesti riguardo a ciò che ci ispira. Scriviamo tutti insieme, le canzoni dell’ultimo album sono state scritte da quattro su cinque membri della band, quindi la nostra musica non rientra perfettamente in una sola categoria, siamo piuttosto un melting pot di idee diverse».

NR: «L’elemento chiave per riuscire a comprendervi, e probabilmente ciò che vi ha portato al successo, è l’ironia, ma in Nihilistic Glamour Shots ho percepito molta amarezza: è forse maturato il vostro senso critico?»

Joe Martin: «Direi che il nostro senso critico deriva della mia generazione: siamo un prodotto di social media e proteste, quindi, per come la vediamo, essere critici significa essere come gli altri. La maggior parte della gente vive le emozioni più complesse verso i 25 anni, è così che abbiamo scelto di cosa parlare in quest’album. Viviamo in un clima di clandestinità e corruzione e di certo non è una sorpresa il fatto che l’essere critici sia parte di un processo di scrittura».

NR: «Quanto è importante la politica nel mondo della musica? È vero che è difficile esprimere un proprio parere, che gli artisti hanno le mani legate?»

Joe: «No, non ci hanno mai impedito di dire ciò che pensavamo e di esprimere le nostre emozioni attraverso la musica. Abbiamo parlato di tantissime cose, dal rapporto tra la famiglia reale e Jimmy Saville al nostro eroe politico, Jeremy Corbyn, dall’essere etichettati “simpatizzanti dei terroristi” al commercio di armi con l’Arabia Saudita e molto altro. La presenza della politica nella musica dipende totalmente dalla natura dell’ispirazione dell’artista. Come gruppo, concordiamo tutti sul fatto che si può scrivere di musica onestamente solo parlando di argomenti sui quali si è ben informati, altrimenti scrivere canzoni diventa un qualcosa di forzato e non genuino. Siamo delle persone molto interessate alla politica, quindi naturalmente l’argomento esce all’interno della nostra musica. Prima dei Cabbage, io e Lee scorrazzavamo per Manchester nella ricerca disperata di qualcosa che ci facesse essere attivi politicamente. Partecipavamo alle riunioni del partito laburista, a riunioni dei sindacati e ad eventi contro il fracking [fratturazione idraulica, N.d.T.]. Abbiamo anche partecipato al lancio del Reality Party di Bez con la speranza di trovare altre persone che come noi fossero alla ricerca di un cambio politico positivo, con l’idea di combattere contro il nostro corrotto governo conservatore. Con la nascita della band, si è creata una valvola di sfogo per quest’angoscia politica e ardente passione».

NR: «Qual è la canzone che meglio rappresenta l’essenza dei Cabbage nel disco Nihilistic Glamour Shots

Lee Broadbent: «Questa è una domanda davvero difficile. È un po’ come scegliere il figlio preferito o il membro preferito della band. Ognuno di noi ha la sua canzone preferita, direi che la mia è Reptiles State Funeral e Exhibit A quella di Joe».

NR: «Questo è il vostro album di debutto e si sente una maggiore professionalità nella registrazione. Com’è stato lavorare con James Skelly e Rich Turvey?»

Joe: «È stato molto interessante ed emozionante. In precedenza avevamo registrato del materiale con Simon “Ding” Archer nel 6dB Studio di Salford. Avevamo registrato abbastanza materiale da pubblicare un album nel 2016, che è stato prima rilasciato in tre EP e poi in un LP in forma di compilation intitolato Young, Dumb and Full Of… . L’abbiamo registrato in due settimane, rappresenta un periodo molto bello dei primi tempi dei Cabbage. Ding era riuscito a catturare perfettamente la natura grezza delle nostre canzoni; c’eravamo divertiti tantissimo con lui in studio. La prima canzone che abbiamo registrato con James e Rich è stata Gibraltar Ape, che venne benissimo. Abbiamo registrato Nihilistic Glamour Shots in circa quattro mesi, quindi abbiamo avuto tantissimo tempo per considerare tutte le idee diverse che avevamo da proporci. L’album è stato scritto da quattro autori diversi, il che ci ha dato l’occasione di esplorare svariati generi. L’immensa cultura di James e Rich è stata come un faro nella notte, ci consigliavano costantemente nuova musica, libri e spettacoli. James mi aveva prestato la sua copia del dramma The Caretaker di Harold Pinter, uno studio psicologico sulla confluenza di potere, lealtà, innocenza e corruzione tra due fratelli e un senzatetto. Leggerlo durante la registrazione mi è stato di grandissima ispirazione, soprattutto per la fine del testo di Exhibit A, che racconta la corruzione in politica».

NR: «La critica vi ha definiti “la band emergente più prolifica degli ultimi tempi”. Come descrivereste le fasi del vostro processo creativo?»

Joe: «Fino ad ora è stato tutto molto naturale, per anni abbiamo avuto una voglia di fare incredibile, lavoravamo a diversi progetti creativi e quando finalmente è arrivata questa liberazione catartica abbiamo iniziato a produrre musica a un ritmo che non avevamo anticipato. Speriamo di continuare con lo stesso ritmo, cercheremo di essere prolifici come l’autunno passato, e se questo significherà puntare allo stesso livello di quelle star che lavorano non-stop per quarant’anni, noi siamo già pronti».

NR: « Che cosa vi aspettate da Nihilistic Glamour Shots

Cabbage: «Non ci aspettavamo che arrivasse al numero uno nella classifica delle musicassette e al numero ventuno nelle classifiche ufficiali. Siamo estremamente soddisfatti».

NR: «I giornalisti vi hanno sempre elogiati, fin dalla pubblicazione di Le Chou, vi hanno supportato anche quando Lee si è rotto l’arco pubico. Però non sono stati clementi quando il cantante è stato accusato di molestie sessuali. Come avete gestito la cosa? Avete ora una maggiore consapevolezza riguardo al ruolo della donna e alle difficoltà che potrebbe trovarsi ad affrontare durante un concerto, semplice momento di puro divertimento? Non voglio creare polemiche, né accusarvi perché non ero presente quella sera, vorrei solo invitarvi ad una riflessione serena».

Lee: «I Cabbage hanno sempre avuto a cuore i diritti delle donne, la nostra causa si è sempre concentrata sui diritti umani. Da questa è nata un’altra causa che ora si è affermata maggiormente, quando nel passato era meno conosciuta da chi andava ai concerti. Per questo motivo avremmo dovuto indagare ulteriormente le accuse, vista la gravità delle falsità in esse contenute, ma, per la protezione e salvaguardia della causa, è più importante concentrarsi, come comunità, sull’eradicazione di tali comportamenti non solo ai concerti ma nella società stessa. Affrontare le accuse è stato molto difficile, vista l’assurdità delle dichiarazioni, e questo ha portato a una visione della vita negativa. Ma ora stiamo cercando di superare questa visione e di ritornare ad impegnarci nella causa originale e nel creare una situazione migliore per tutti coloro che vanno ai concerti. Speravamo di riuscire ad avere una conversazione sincera con questa persona che ha mosso l’accusa per riuscire a venirne a capo e allo stesso tempo promuovere Safe Gigs For Women, ma ancora deve succedere».

NR: «Dal vivo siete abbastanza spiritosi e improvvisate tanto. Potete dirci se dopo la presentazione dell’album partirete per un tour europeo e chissà, verrete a trovarci in Italia?»

Cabbage: «Grazie, non vediamo l’ora di venire in Italia! Abbiamo suonato all’ Ypsigrock in Sicilia la scorsa estate, e il pubblico è stato meraviglioso! Ad ogni canzone impazzivano sempre di più, il setting era un bellissimo cortile in un piccolo paese nelle montagne siciliane. Basandoci su quest’esperienza, non vediamo l’ora di tornare!»

NR: «So che siete molto leali con i vostri colleghi: consigliateci qualche nome».

Cabbage: «I primi nell’industria sono gli Shame, gli IDLES e i Rhythm Method, ma i gruppi che amiamo che sono ancora poco conosciuti sono i Mold, i No Friendz, gli Afghan Sand Gang, i Grimm Twins e i Real Life Etertainment».

Silvia Rizzetto

Uno sfortunato insieme di atomi amante del passato, dei cimiteri e del Romanticismo.

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