“È da tanto tempo che aspettiamo di suonare in Italia!” – Abbiamo parlato con Ruby dei Supeorganism

by Fort

Esattamente un anno fa i Superorganism mi facevano alzare in piedi sulla sedia, incredulo per quello che stavo sentendo e impaziente di condividere quelle canzoni con ogni persona che conoscessi. Una band neonata, solo tre tracce su Spotify, eppure erano bastate per farmi innamorare di questo super organismo composto da otto persone provenienti da nazioni diverse. In questi dodici mesi è uscito il loro album (che ho recensito qui), hanno girato il mondo (116 concerti nel 2018) e hanno visto la loro fanbase crescere esponenzialmente.

Fast forward a qualche settimana fa, e mi trovo su Skype con Ruby (che fa backing vocals e coreografie): i Superorganism hanno appena finito il loro tour negli Stati Uniti e hanno giusto 15 giorni di tempo per riprendere il fiato prima di tornare sui palchi di tutta Europa, passando anche per Milano e Bologna.

Ruby

 

[Fort] Ciao Ruby, come va?

[Ruby] Bene, che freddo però! Ha cominciato a fare freddo tutto d’un colpo qui a Londra, dopo un’estate molto bella.

Immagino! Sto per tornare in UK e la cosa non mi entusiasma!

Ti capisco! È caldo lì in Italia?

Sì, anche se qui a Padova tra poco comincerà il freddo purtroppo… 

Avete appena finito il tour, e ne cominciate già un altro, giusto?

(ride) Sì! Siamo tornati dagli Stati Uniti la settimana scorsa, abbiamo colto l’occasione per passare un po’ di tempo con Robert Strange, che non viene con noi in tour (si occupa di video e stage design, ndr), per recuperare un po’ di sonno e sbrigare le faccende di casa.
Stiamo anche cercando di lavorare su nuova musica, e sviluppare nuove idee. Il tour negli Stati Uniti è stato incredibile, abbiamo passato circa un mese lì, finendo con due date a San Francisco, è stato stupendo! Ora tocca al Regno Unito e il mese prossimo invece saremo nel resto d’Europa.

A proposito di nuova musica: con un programma così intenso di concerti immagino sia difficile lavorarci durante il tour, no?

Ne parliamo sempre, alcuni di noi ci hanno provato durante il tour, ma stiamo facendo quasi un concerto al giorno, più tutte le interviste, le presenze in radio… Adesso siamo a casa da una settimana e ne avremo un’altra libera prima di ripartire, speriamo di riuscire a lavorare su qualcosa di nuovo!

Avete suonato praticamente ogni giorno, non deve essere facile. Quali sono i tuoi modi per rilassarti e mantenere la sanità mentale? Non credo riuscirei a mantenere quei ritmi!

(ride) Eh sì! I live ci danno un sacco di energia, ed è anche tutto così nuovo per noi, magari se mi rifai la stessa domanda tra due anni ti risponderò diversamente, ma finora è stato un viaggio incredibile. Abbiamo cominciato in un modo molto casuale, volevamo solo riunire i nostri migliori amici e creare musica insieme, ma non ci saremmo mai immaginati di arrivare a pubblicare Something for your M.I.N.D, ricevere tutto questo interesse, essere ingaggiati da una casa discografica, fare tour in giro per il mondo. Ora ci sono persone che ci dicono quanto amino il nostro album, che hanno un legame particolare con ogni canzone, che pagano per venire a vederci… è fantastico!

Ho letto e conosco bene la storia di come sia nata la vostra band, ma non ho trovato niente riguardo a te in particolare – come sei entrata a far parte dei Superorganism? Avevi suonato in altre band prima?

Era la fine del 2016 / inizio 2017, vivevo a Londra con altre cinque persone, e ci è venuta voglia di iniziare a fare musica. Avevo già suonato prima ma niente di entusiasmante, non avevo suonato in una band per molto tempo ma avevo fatto parte di vari progetti creativi – così come B, lei per esempio aveva fatto teatro ma non era mai stata in una band. Quando abbiamo fatto il primo show era la prima volta su un palco per Orono, e alcuni di noi non ci erano stati per anni – è stata un’esperienza nuova.

È una cosa a cui pensavo infatti, ci sono band come The 1975 che suonano insieme da 16 anni ma sono diventati famosi solo negli ultimi 4-5, come anche i Catfish and the Bottlemen per esempio. Alcune band suonano di fronte a 10 persone per anni e non arrivano da nessuna parte, altre ci arrivano e con molta esperienza, altre ancora – come voi – creano qualcosa di così unico da diventare famose prima di arrivare sul palco. Credi che questo influisca sul modo di suonare?

Quando abbiamo creato la band c’era un mix di persone che avevano suonato sul palco da quando erano adolescenti, mentre altri erano senza esperienza, ma condividevamo tutti la stessa passione (e ossessione) per la musica e l’arte in generale.

C’è stato un bello scambio tra di noi, ognuno ha sia insegnato agli altri che imparato qualcosa di nuovo. Soprattutto a livello di musica. Nonostante abbiamo tantissimi gusti musicali in comune, ci sono anche tante band che solo uno di noi conosce. Orono per esempio mi ha fatto scoprire tanti gruppi giapponesi che non avevo mai sentito, ma abbiamo legato anche grazie all’amore comune per artisti super mainstream come Katy Perry. La band è un bel mix di esperienze diverse e forse è anche per questo che in molti riescono a identificarsi con noi.
Credo anche che internet ci abbia dato molto, non solo mettendoci in contatto, ma anche dandoci accesso a qualsiasi tipo di musica che possiamo immaginare, e credo che questo si rifletta nel sound e nelle grafiche che facciamo.

Credi che sia il nuovo modo di creare una band, quello di partire da internet?

Credo che tutti lo stiano già facendo, non solo noi – tantissime band si sono conosciute online, non credo sia qualcosa nuovo, magari 15 anni fa era diverso.

Penso ci sia anche meno stigma attorno all’incontrare persone su internet.

Sì, la gente fa amicizie online molto più spesso.

C’è chi si conosce su Tinder e si sposa…

Esatto! O chi fa business su LinkedIn, internet ormai ha invaso qualsiasi aspetto della vita.

https://www.instagram.com/p/Bo858qgHzXp/

Cosa diresti alla Ruby di due anni fa, che stava vivendo a Londra, prima che partisse tutto il progetto Superorganism? Penso a tutte le persone che hanno qualche aspirazione ma non vedono progressi, e credono che il loro sogno non si avvererà mai solo perché non hanno ancora visto segni di miglioramento.

Le direi “Credi nel tuo istinto, e quello dei tuoi amici, fai quello che ti piace fare, altrimenti la tua vita farà schifo” (ride)

Non avevamo in mente di essere una touring band con un contratto discografico – era solo un progetto secondario, creato con persone interessanti che avevamo conosciuto fino ad allora nella nostra vita. Non c’è stato nessun piano diabolico dietro.
Fai quello che ti sembra più giusto fare!

Sembra il consiglio più semplice ma è il più difficile da mettere in pratica.

Sì è vero, è difficile, anche perché ormai chiunque ti dà consigli su come fare qualsiasi cosa, ma quello che conta è agire e non è sempre semplice. Mi sento molto privilegiata di poter girare il mondo facendo la musica che amiamo.

C’è qualche band che sei stata felice di incontrare?

Non ne incontriamo molte in tour, ma ai festival abbiamo visto e incontrato tante persone molto interessanti. Per esempio abbiamo fatto una foto con T-Pain a Las Vegas, e siamo stati intervistati pure da Nardwuar!

Ho visto l’intervista, Nardwuar è un grande, mi fa ridere un sacco!

Sì, è vero, lo stimo tantissimo!

Ogni giorno ci alziamo e ci succede qualcosa di bello e incredibile, e penso, è davvero la mia vita?

Qualche band con cui ti piacerebbe fare una collaborazione?

Ne avrei tantissime ma non mi vengono in mente al momento, ma so che Orono sta guardando molto RuPaul’s Drag Race quindi RuPaul, se stai leggendo questa intervista…

Cosa stai ascoltando in questo periodo?

L’album di Lil Wayne, incredibile dall’inizio alla fine; sono anche una grande fan di Charli XCX; il nuovo album di Santigold uscito a luglio… ce ne sono così tanti! Le nuove canzoni di Lana del Rey; poi anche Thierra Whack, che ha pubblicato un album di 15 canzoni da 1 minuto, e puoi guardarlo come un video unico di 15 minuti, e stavo ascoltando pure Rico Nasty.

Quante influenze diverse!

Abbiamo una playlist condivisa tra di noi (non è pubblica, sorry!) in cui mettiamo tutto quello che stiamo ascoltando. Alcuni nomi: Hannah Montana, Kali Uchis, Nicki Minaj, Hot Chip, The Strokes, Half Japanese, Ariana Grande, Backstreet Boys, Kyle, Big Sean, Perfume, Kero Kero Bonito, Death Grips, Kid Cudi, Clairo, Tirzah (ecco un altro album che sto ascoltando recentemente, lei è fantastica).

Questa playlist non è quella citata da Ruby, ma contiene comunque tanti brani che li influenzano

Sembra una gran bella playlist, sono invidioso, vorrei poterla ascoltare! A NoisyRoad facciamo qualcosa di simile con la nostra playlist SERENDIPITY, in cui ognuno di noi mette due canzoni che sta ascoltando al momento.

È molto utile, ti apre la mente a nuove cose, questa è la bellezza del mondo che stiamo vivendo, abbiamo accesso a tutte queste cose così facilmente, non devi andare a casa del tuo amico per ascoltare un album che è l’unico che possiedi e lo hai solo perché te l’ha comprato tua sorella maggiore.

È vero, anche se a volte può essere un ostacolo, con tutte le cose che puoi ascoltare non sai su cosa concentrarti.

Giusto, è per questo che credo sia meglio ascoltare i tuoi amici e fidarti delle preferenze di persone con cui hai altre cose in comune, come gusti per cibo, film.

Dopo questo anno molto impegnato, che piani avete per il futuro? Ci sono band che dopo un primo album di successo ne fanno subito un altro, mentre altre aspettano un po’ di tempo. Ne avete parlato all’interno della band?

Sì, diciamo che scrivendo il primo album abbiamo preparato abbastanza canzoni per poter già farne un secondo, quindi abbiamo materiale, ora stiamo cercando di riprenderlo e lavorarci su.
Per ora però ci stiamo godendo il tour, andremo in Asia: Singapore, Tailandia, Bangkok, Korea.

Non hai suonato in Nuova Zelanda però, non torni a casa? (Ruby è neozelandese, ndr)

Lo so, lo so! È troppo lontano!

Restando in tema tour, qual è il miglior cibo che hai mangiato? Contando che non siete ancora stati in Italia…

Siamo andati matti per i tacos in America, c’è stato un giorno in cui ho fatto 5 pasti di tacos, forse il miglior cibo di sempre – alcuni di noi amano molto il junk food, andiamo sempre a cercare un fast food in città. Quindi per me i tacos sono in cima alla lista senza dubbio.

Mi aspetto che tu cambi questa risposta dopo che sarai stata in Italia!

Vero? Non vedo l’ora. Bologna sembra una città figa, non ci sono mai stata ma da quello che ho sentito dovrebbe essere bella.

Sì, è una città molto giovane, universitaria.

E poi saremo pure a Milano! Ho la sensazione di aver aspettato di venire in Italia per così tanto tempo, dovevamo suonare ad un festival che poi è stato cancellato (Radar festival, ndr). Lì ho pensato: “o mio dio, non andremo mai in Italia!”, e invece ora finalmente ci arriveremo.

 

Compra Biglietto – Superorganism a Bologna

 

Credo sia anche un problema nostro, ci sono molte band che non passano per l’Italia durante il loro primo tour perché evidentemente non c’è molto mercato.

C’è interesse per l’indie in Italia?

Per quello sì, c’è una scena musicale in crescita, ma è più legata alle band italiane, mentre per tante band estere non arriva subito l’interesse. I Catfish sono arrivati in concerto in Italia per la prima volta solo recentemente (I-Days 2018, ndr), anni dopo essere diventati famosi.

Capisco. Ah, c’è Emily qui con me che mi suggerisce, conosciamo una band chiamata Husky Loops, che sono italiani, tutti dovrebbero ascoltarli! Every Time I Run, la loro ultima canzone, è nella playlist di cui ti parlavo prima. Li abbiamo incontrati alcune volte, perché abbiamo suonato alcuni festival insieme, loro vivono a Londra ma sono Italiani. Vivi anche tu a Londra?

No, a Manchester, vi verrò a vedere il 25 infatti, sono anche venuto al vostro secondo concerto lì (al Gorilla), ma non nel 2017, che era invece il vostro secondo show in assoluto.

O mio dio me lo ricordo, quel concerto è stato molto turbolento. Credo che i due concerti a Manchester siano stati i più turbolenti che abbiamo fatto. Che è una bella cosa, ma la gente era davvero fuori di testa, ubriaca e pazza (ride).

Questa è Manchester, facciamo le cose in modo diverso qui!

(ride) Sì, Harry ne sa qualcosa, lui viene da Burnley (cittadina nei pressi di Manchester, ndr). Ha sempre un sacco di persone che vengono a trovarlo ai concerti a Manchester, l’ultima volta sono venuti dopo una partita, ed erano veramente turbolenti, è l’unico modo in cui posso descriverli. Però ci siamo divertiti un sacco!

A proposito di fan e comportamenti molesti, avete avuto incontri con fan degni di nota, in positivo o negativo?

Non ricordo di interazioni strane o disturbanti. Di positivo invece c’è stata una ragazza a Houston, che ci segue dal primo giorno: Orono aveva fatto un appello chiedendo una nuova mantellina, e questa ragazza le ha fatto a mano questa mantellina stupenda. Orono l’ha indossata quella sera e ora la userà per tutto il tour!

Ogni volta che incontriamo qualcuno che fa qualcosa per noi mi sento così fortunata e speciale. Ci sono molti fan con cui interagiamo regolarmente, c’è un ragazzo – Dan – che è venuto ad ogni concerto di Manchester e pure a Liverpool (se ci leggi, ciao Dan!).

Sono tutti molto carini e noi vogliamo ricambiare cercando di dare il massimo sul palco.

Che bello! Ci vediamo a Manchester allora, non vedo l’ora di rivedervi e di sentire cosa ne pensate del cibo italiano!

Pure io! Ciao ciao!


Come avevo promesso a Ruby, il 25 ottobre sono tornato a vederli, e ho solo una cosa da dirti: corri a prendere il biglietto, ne vale la pena.
I Superorganism saranno al Locomotiv di Bologna il 14 novembre e a Milano (Circolo Magnolia) il giorno dopo.

Fort

Ho passato metà della mia vita cercando di essere come gli altri, e l'altra metà per tornare ad essere me stesso.

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