03 agosto 2020

"Volevo così tanto parlare della misoginia a voce alta": intervista a Nadine Shah

Non capita tutti i giorni di farsi una chiacchierata con un'artista dalla carriera stellare, con quattro album in circolazione e una candidatura al Mercury Prize in tasca. Per fortuna, Nadine Shah ci ha dedicato un po' del suo prezioso tempo per parlare del nuovo capitolo intitolato Kitchen Sink e rilasciato lo scorso 26 giugno per Infectious Music.

Sono passati esattamente 3 anni da quel famoso Holiday Destination, il suo terzo album a tema fortemente politico, focalizzato sul tema dei rifugiati siriani e che si è guadagnato la nomination al prestigioso Mercury Prize. Ora, Nadine torna sulle scene per parlare a gran voce di misoginia, di ageismo,  della percezione delle donne nella società. Noi, ovviamente, non potevamo perdere l'occasione di sederci (virtualmente) a tavola con Nadine, sfoderare il taccuino e ascoltare a cuore aperto.

Congratulazioni per aver rilasciato Kitchen Sink. È un album incredibilmente potente che parla forte e chiaro di tanti argomenti di cui è necessario parlare - ben fatto!
Cosa provi ora che è uscito?

Felicità e frustrazione. Ho lavorato così duramente su questo disco. Non sono mai stata così soddisfatta da qualcosa che ho fatto come con questo album. Sono frustrata a causa di questo periodo con il covid. Non riesco a promuovere l'album suonando dal vivo. È straziante per me. Sembra che non ci siano state celebrazioni adeguate, sembra che l'album non abbia ancora vissuto davvero. Per me un album prende vita quando inizi a suonarlo dal vivo per le persone.

Cosa è cambiato per te da Holiday Destination? Come ti sei evoluta come artista?

È cambiato così tanto. Ero una strana artista outsider conosciuta solo da alcuni e all'improvviso, quasi da un giorno all'altro, sempre più persone mi hanno ascoltata. E sono contenta che quello sia stato l'album a suscitare maggiore attenzione da parte del pubblico. Inutile fare un album politico se nessuno lo ascolta. Adesso ho un pubblico più vasto ed è bello poter parlare con più persone.

Non riesco a esprimere quanto io ami Kitchen Sink. Quasi ogni canzone mi fa saltare in piedi e dire "sì! Esatto!". Trad mi ha davvero colpita, però. Il suo ritmo e le parole hanno un effetto magnetico su di me. Potresti approfondire il significato di questa canzone e cosa ti ha ispirato durante il processo di scrittura?

Grazie. È davvero adorabile e gentile da parte tua.

Il primo verso che ho scritto per questo album è stato «shave my legs, freeze my eggs, will you fuck me when I am old» che poi è diventato «Will you want me when I am old» (ero nervosa a dire «fuck me» sapendo che i miei genitori avrebbero dovuto sentirlo!).

Ma sapevo che quel verso avrebbe racchiuso tutto ciò che volevo fare. Volevo così tanto parlare della misoginia a voce alta. Volevo parlare della mia salute mentale, delle pressioni a cui io e tante donne siamo sottoposte. Avere figli, sposarsi, avere il corpo perfetto. È qualcosa di cui volevo sentire le musiciste parlare e coincideva con un momento in cui mi sentivo pronta a parlare più liberamente della mia vita personale.

ionicons-v5-c

Ho trovato molto affascinante il modo in cui hai esplorato la femminilità in Kitchen Sink e anche il modo in cui hai ritratto le donne viste con gli occhi della società patriarcale. Come si è evoluto il concetto dell’album? 

E' stato un insieme completo di esperienza personale e altre che si sono mischiate. Alla fine mi sono ritrovata a parlare con delle amiche delle mie insicurezze, delle mie frustrazioni e loro hanno avuto esperienze uguali e simili. Sono fortunata a essere circondata da donne brillanti. Imparo da loro e loro (spero) imparano da me. Mi è sembrato incoraggiante e confortante sapere che non ero la sola a provare quei sentimenti. È bello poter esprimere se stessi, mostrare la propria vulnerabilità a una persona e ascoltarla e comprenderla. Sono arrivata al punto in cui era impossibile scrivere qualcosa di diverso da quello che io e le mie amiche stavamo vivendo. E sono contenta di averlo fatto. C'è un vero vuoto di donne che parlano di ciò che significa essere una donna e di tutte le pressioni sociali che ne derivano.

Collegandomi alla domanda precedente, il fatto che nella maggior parte dei casi le donne si vedono con gli stessi occhi di uomini sessisti e ignoranti mi fa arrabbiare da morire. Ti chiederei se hai mai provato la stessa cosa, ma le tue canzoni rispondono già a questa domanda. Come riesci a prendere questa rabbia e trasformarla in una canzone?

Beh... nella mia vita quotidiana tendo a mascherare le mie insicurezze con l'umorismo. Sono cresciuta in una famiglia essendo l'unica ragazza con due fratelli maggiori. Ho imparato molto presto a combattere qualsiasi tipo di misoginia con l'umorismo. Ho sempre saputo di essere uguale agli uomini. Ho sempre saputo di essere altrettanto intelligente. Ma sapevo anche che la vita non sarebbe stata così semplice per me come lo era per i miei fratelli. Sapevo che avrei dovuto lavorare di più per ottenere il rispetto degli uomini. Sapevo anche che, per quanto lavorassi duramente, molti uomini non mi avrebbero mai preso sul serio. Inserire le mie frustrazioni nelle canzoni è una terapia per me e forse anche per gli altri. Spero che le canzoni siano empowering per le altre donne come lo sono per me quando le canto. Mi irrita tanto il modo in cui mi trattano perché sono una donna. Quella rabbia mi spinge solo ad essere più grande, a farmi sentire più forte e a lavorare di più.

Club Cougar esplora la percezione dell’età e il costrutto di donna cougar, una sorta di creatura mitologica che esiste sono nelle fantasie sessuali di un uomo. Qual è stata l’ispirazione per questa canzone? 

In gran parte di questo album voglio sovvertire uno stereotipo, voglio prendere in giro gli atteggiamenti sessisti arcaici. Ci sono così tanti nomi negativi per una donna che esce con un uomo più giovane. Riesci a pensare a qualche nome attribuito agli uomini che frequentano le donne più giovani? Non ce ne sono. La gente ha elogiato Keanu Reeves per aver frequentato una donna della sua età. Ma perchè, cazzo? È solo perché così tanti attori di Hollywood frequentano donne più giovani. Non dovrebbe essere anormale o inaspettato per un attore uscire con una donna della sua età. Ma non appena una donna esce con un uomo più giovane, viene chiamata «cougar», «cradle snatcher», «Mrs Robinson». L'ipocrisia è ridicola, quindi parliamone.

ionicons-v5-c

 A Noisyroad trattiamo apertamente l'argomento delle donne e la discriminazione all'interno dell'industria musicale. Come è stata la tua esperienza come donna in questo settore finora?

Dopo molte ricerche mi sono resa conto di essere pagata molto meno dei miei amici musicisti maschi per le esibizioni ai festival. Col mio primo album la maggior parte dei giornalisti mi paragonava ad altre musiciste, ci mettevano l'una contro l'altra. Hanno trasformato «la musicista femminile» in un genere. Molti hanno cercato di farmi dire cose negative su altre musiciste, in particolare su Anna Calvi. Hanno provato a creare una sorta di guerra tra me e Anna, sfortunatamente per loro sono una sua grande fan e una sua amica. Lo scenario sta cambiando. Abbiamo ancora molta strada da percorrere, ma sto vedendo progressi. L'importante è che le musiciste mostrino solidarietà con altre musiciste. Siamo una sorellanza, confrontiamo storie e ci complimentiamo a vicenda. È necessario fare di più in termini di istruzione. Incoraggiare le ragazze a suonare strumenti, ad essere tecnici del suono. C'è un malinteso comune sul fatto che esiste una torta e ce n’è poca per bastare per tutti, la verità è...la torta è ENORME e ce n'è per tutti noi. Le donne da troppo tempo sono state costrette a competere tra loro per lottare per un posto. Il tavolo è più grande e la torta è più grande. Siamo più forti insieme e c'è posto per tutte noi...più altre!

La pandemia ha stravolto il concetto di live. Abbiamo visto gli artisti adattarsi per sopravvivere e probabilmente dovremo aspettare molto tempo prima di tornare all'idea di concerto com'era prima. Come hai vissuto questo momento difficile? Sei stata in grado di ottenere supporto da altri artisti?

È stato così difficile. Ho fatto lo sciocco errore di non risparmiare un granchè e contavo sui festival come maggiore fonte di guadagno. Come tanti musicisti professionisti, facciamo affidamento sulle nostre esibizioni. Sono ciò che ci dà da vivere in un momento in cui la paga per lo streaming è scarsa e dobbiamo anche rimborsare i magri anticipi delle etichette discografiche. La nostra unica vera fonte di reddito affidabile è suonare dal vivo. A causa della natura del mio lavoro, ho l'abitudine di vivere finanziariamente giorno per giorno, non risparmiando e sperando sempre che accada qualcosa per farmi andare avanti. Non ne parliamo abbastanza, ma questo è il nostro lavoro a tempo pieno. Ovviamente la gente può pensare e penserà «ma tu sei fortunato a fare carriera con ciò che ami fare». Credimi: odio andare in tour. Ma è una necessità per me per fare soldi. Adoro suonare dal vivo, adoro vedere il mio pubblico, vedere come ciò che ho realizzato risuona con le persone. Ma ciò che odio è dover suonare dal vivo quando so che è la mia unica fonte di reddito.

Una cosa è chiarissima da quando c’è il Covid. Noi musicisti non possiamo suonare live e abbiamo perso i nostri introiti. Ma lo streaming delle nostre canzoni? Che dire? Non siamo pagati praticamente nulla per quello. Qualcosa deve cambiare. E spero che ciò comporterà cambiamenti adeguati per noi. Al momento noi musicisti siamo sostanzialmente schiavi delle grandi etichette. Ci viene detto quanto siamo fortunati ad essere in grado di fare ciò che facciamo, ma siamo trattati come una merda. Qualcosa deve cambiare.

So che tutti te lo staranno chiedendo, quindi non affronterò il discorso di pubblicare un album durante il Covid. Invece, sono curiosa di sapere se hai iniziato ad avere qualche nuovo hobby o hai imparato alcune nuove abilità - qualcosa di divertente che hai fatto in questo periodo!

Cucino! Cucino tantissimo! E mi piace. Per me rappresenta stabilità, calma e felicità. Apprezzo così tanto potermi rilassare e passare il tempo a preparare il cibo. Ho una madre molto malata e la maggior parte del mio tempo l'ho trascorso con lei. Sono grata per questa pausa nel mio programma dal punto di vista lavorativo e sociale per essere in grado di concentrarmi esclusivamente su di lei. Questi momenti sono così preziosi.