10 canzoni hot dalla soundtrack di Sex Education

by Alessia Nosari

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Sex Education è sulla bocca di tutti. In una cornice senza luogo e senza tempo (da quando il Regno Unito è così soleggiato?), la serie targata Netflix segue le vicissitudini di Otis, studente e figlio di una sessuologa, che approfitta della conoscenza acquisita dalla carriera della madre per aprire una clinica segreta e aiutare i compagni di scuola a risolvere i loro problemi intimi in cambio di soldi. Al suo fianco ci sono la socia in affari Maeve, il migliore amico d’infanzia Eric, i ragazzi del liceo Moorfield High e…il sesso. Tanto sesso. In tutte le sue sfumature.

Avevamo bisogno di un’altra serie che parla di sesso tra gli adolescenti? La risposta è sì, eccome, sempre. E avevamo ancora più bisogno di una serie tv dalla colonna sonora memorabile. Ho scelto 10 canzoni della soundtrack che mi hanno colpita e che sto canticchiando da un paio di settimane. Sono quelle che mi hanno fatto scoprire nuovi artisti, riascoltare perle dal passato e che, in generale, mi hanno entusiasmata durante le avventure di Otis, Maeve, Eric e tutti i protagonisti di Sex Education.

Attenzione: l’articolo contiene (qualche) spoilers e gli episodi sono in ordine cronologico, vi abbiamo avvisati!

Muddy Waters “Mannish Boy” – Episodio 1

Il maestro del blues apre le danze alla serie Netflix più famosa del momento con la sua voce travolgente e i riff di chitarra magnetici. I primi secondi dell’episodio 1 ci catapultano nella casa di una agiata famiglia inglese tutta per bene intenta a guardare la televisione, totalmente ignara di ciò che sta succedendo nella perfetta cameretta del figlio liceale, il quale è piuttosto impegnato a far finta di provare piacere durante un rapporto sessuale con la ragazza. Sulle note di Mannish Boy già si colgono alcuni aspetti fondamentali di Sex Education: 1) si parla di sesso in maniera più che esplicita; 2) il mondo degli adulti e quello degli adolescenti sono tanto distanti quanto incasinati alla stessa maniera (e capiremo poi il perché); 3) la soundtrack si prospetta una vera e propria bomba.

A Flock Of Seagulls “I Ran” – Episodio 2

1982, il ciuffo biondo improbabile di Mike Score, l’ancora più improbabile (se possibile) video musicale e l’ossessione per i fogli di alluminio: I Ran rappresenta uno dei punti più alti della musica synth pop anni ’80 ed ecco perché non poteva mancare in Sex Education. E’ una di quelle canzoni di cui si dimentica l’esistenza, ma una volta riscoperta diventa un guilty pleasure ancora più potente di Africa dei Toto. In realtà, gli stravaganti A Flock of Seagulls non sono mai spariti dalla scena, un po’ per merito delle costanti menzioni in film e show (alzi la mano chi ricorda Ryan Gosling e l’imbarazzante performance con tanto di keytar in La La Land), ma nella serie targata Netflix vengono scelti per una scena che supera tutti i limiti del pudore. Nel bel mezzo del crescente delirio di un festino, Eric si lascia andare all’alcol da quattro soldi e si improvvisa maestro di sesso orale con l’aiuto di una banana proprio sulle note incalzanti di I Ran. Nominate un momento più iconico.

Timbuk3 “The Future’s So Bright, I Gotta Wear Shades” – Episodio 2

I nostri protagonisti hanno appena avuto un’idea geniale, l’idea che cambierà le carte in tavola e che farà da colonna portante alla serie. La hit dei Timbuk3 incornicia uno dei momenti più iconici della serie e rende tutto più cool con i toni caldi del country americano. Giubbino di pelle, occhiali da sole, cuffie incollate in testa: questa perla da saloon del 1986 è magicamente apparsa nella mia playlist preferita subito dopo aver concluso l’episodio. Arrivati a questo punto, la sensazione dominante è l’aspettativa e The Future’s So Bright, I Gotta Wear Shades chiude il secondo episodio lasciandoci un bel sorriso stampato in faccia e la voglia di saperne di più.

The Smiths “Asleep” – Episodio 3

Come ben si capisce dall’inizio della serie, il mondo dei protagonisti di Sex Education non è tutto rose e fiori, anzi. In particolare, il personaggio di Maeve è piuttosto incasinato: sotto la coltre di Dr Martens e pesante matita nera, si nasconde una ragazza sensibile dai mille interessi, ma ostacolata da un passato familiare che la tiene incatenata ai propri demoni. Demoni che le fanno fare scelte sbagliate. Mentre l’anestesia fa effetto su Maeve, lo spettatore rimane incantato dalle note di piano di Asleep che svaniscono piano piano e lasciano con un po’ di amaro in bocca. Sentire una canzone degli Smiths in una serie tv o film è sempre una garanzia. Asleep, in particolare, ci aveva già fatti sognare in “Noi Siamo Infinito“, mentre qui gli Smiths ci accompagnano in uno dei momenti più emotivi della serie. Non sto piangendo, ho solo qualcosa nell’occhio…

Talking Heads “Road To Nowhere” – Episodio 4

Ogni episodio della serie si apre con l’introduzione dei clienti della clinica di Otis e dei loro problemi intimi. I Talking Heads fanno da sottofondo ad una neo-coppia alle prese con posizioni da circo in camera da letto. Peccato che solo una delle due ragazze sia particolarmente coinvolta, mentre l’altra, con un entusiasmo degno di Robert Smith, è chiaramente dell’idea che tutto lo sforzo non stia portando a nulla, esattamente come recita il titolo della canzone. Sarà compito di Otis arrivare alla fonte del problema ed aiutare le nuove clienti con metodi insoliti, tra cui una sessione di…nuoto sincronizzato. Intanto, il climax della colonna sonora è già stato raggiunto con David Byrne e compagni.

 

Billy Ocean “Love Really Hurts Without You” – Episodio 4

Cos’hanno in comune i film “Say Anything” (“Non per soldi…ma per amore“), “10 Cose che Odio di Te” e “Love Actually“? Sono tutti rimedi contro una giornata no, i protagonisti sono dannatamente belli e la colonna sonora fa venire i brividi. Eppure, la cosa che li rende dei memorabili cult è solamente una: l’immancabile presenza di un gigantesco gesto d’amore. Che sia lo stereo alzato verso il cielo, una serenata sugli spalti dello stadio o una silenziosa dichiarazione, alla fine torniamo sempre a guardare quei film soltanto per la fatidica scena da diabete. Ovviamente, da buon futuro cult che si rispetti, Sex Education non è da meno: la plateale scena che tutti stavamo aspettando si svolge sulle note di Love Really Hurts Without You di Billy Ocean, con tanto di coro e performance strumentale che ci lascia con un sorriso da ebete stampato in faccia.

 

Ezra Furman “The Queen Of Hearts” – Episodio 7

Il cantautore americano è, senza dubbio, il protagonista indiscusso della colonna sonora di Sex Education. Con ben 9 brani sparsi per la serie, Ezra Furman è velocemente diventato un nome da tenere d’occhio. In realtà Furman fa musica da ormai parecchi anni e ha calcato i palchi del mondo a fianco di band in continua evoluzione. Ci sono voluti sette album, sette anni e uno show su Netflix per farlo diventare una star internazionale sulla bocca di tutti. La sua caratteristica vincente è proprio questo sound nostalgico, un folk rock da ballad e chitarra acustica che conquista anche i più scettici e fa sciogliere i più romantici. Inoltre, Furman non ha mai esitato ad esprimere il proprio essere senza scendere a compromessi, presentandosi spesso con collant e trucco e cantando storie di emarginati ed oppressi senza tanti peli sulla lingua. La sua voce delicata, con qualche rimando a Bob Dylan, si inserisce perfettamente nella cornice dello show, tanto da apparire persino nell’episodio 8 nelle vesti del cantante che intrattiene i ragazzi della Moorfield High al ball (versione britannica del cugino americano prom). E’ proprio la sua The Queen of Hearts ad aprire le danze e a riappacificare Otis e Eric dopo un turbolento litigio, scatenando un “aww” collettivo da parte degli spettatori.

 

The Cure “Boys Don’t Cry” – Episodio 8

Dopo Talking Heads e Smiths, non potevano mancare all’appello i Cure con un’ironica Boys Don’t Cry. Ironica perché in realtà i ragazzi qui piangono eccome, come ovvio e normale che sia. Nel corso degli episodi, i personaggi vengono esposti ai lati più sensibili e delicati delle loro personalità, scansando ogni banale concetto machista e rappresentando ogni emozione, dalla frustrazione alla commozione. In questo caso, la protagonista è proprio la rabbia immotivata da tipico adolescente. La relazione di Otis con la madre è complicata, l’abbiamo capito sin dall’inizio e fin qui nulla di strano. A renderla ancora più spinosa è la professione di Jean, sessuologa e scrittrice che decide di fare dei problemi sessuali del figlio l’argomento del proprio nuovo libro, ma tenendo Otis all’oscuro di tutto. Quando il protagonista scopre il fattaccio, è proprio Boys Don’t Cry a risuonare a tutto volume dalle casse dello stereo in un gesto di assoluta ribellione ed emancipazione. Tranquillo Otis, ci siamo passati tutti.

 

Grizzly Bear “He Hit Me (And It Felt Like A Kiss)” – Episodio 8

Due ragazzi chiusi in un’aula scolastica per punizione, uno fragile e in cerca di risposte, l’altro reduce da un episodio di violenza che gli ha fatto dubitare ogni convinzione avuta fino a quel momento. Uno violento e cresciuto senza un punto di riferimento, l’altro costante vittima senza motivo circondato da affetti ed empatia. Cosa può andare storto? La bellissima cover di He Hit Me (And It Felt Like A Kiss) dei Grizzly Bear ci tiene con il fiato sospeso durante uno dei momenti più intensi di Sex Education. La sensualità dei versi, il testo sussurrato, il ritornello deciso, il groviglio di strumenti e voci fanno del brano una rappresentazione in musica del desiderio che annebbia la testa e fa parlare solo il cuore. Una perla da non perdere.

 

Tommy James & The Shondells “Crimson & Clover” – Episodio 8

E’ il 1968, nelle classifiche dominano i Beatles in Inghilterra, i Rolling Stones in America, i Camaleonti e Patty Pravo in Italia. Come un fulmine a ciel sereno, i Tommy James & The Shondell rilasciano Crimson & Clover e si guadagnato il primo posto nella classifica statunitense per ben 16 settimane.
E’ il 2019, nelle classifiche dominano…ok, lasciamo perdere. Fatto sta che anche cinquant’anni dopo, quando risuona la prima nota di basso di Crimson & Clover, parte l’ondeggiamento compulsivo e il karaoke furioso. Usata tantissimo in film e serie tv, è anche la canzone scelta per il trailer di Russian Doll, altra nuova serie di Netflix da divorare in un sol boccone.

La struggente ballad è sempre associata ad un momento romantico, come il ballo della scuola o il primo appuntamento. In Sex Education è praticamente la canzone di chiusura, la penultima della soundtrack, quella che scandisce un altro momento clou della serie, fatto di conclusioni inconcluse e punti di svolta per la seconda stagione, ormai confermata e attesa -si spera- per l’anno prossimo. Non vediamo l’ora.

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Alessia Nosari

Mi lamento sempre della musica alla radio, raccolgo i centesimi tra i cuscini del divano per andare ai concerti e sogno di lavorare come tour manager di Bon Iver. Nel frattempo scrivo, cerco, scopro, ascolto musica non-stop.

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