Era il 2003 quando su MTV Italia andava per la prima volta in onda Scrubs – Medici ai primi ferri, la medical comedy unica nel suo genere ideata da Bill Lawrence in cui seguiamo i passi di un giovane Zach Braff, nei panni dello stralunato e romanticissimo J.D., mentre affronta il percorso di specializzazione in medicina nell’ospedale del Sacro Cuore accompagnato da ottimi amici, mentori ironicamente crudeli, una grande quantità di sogni ad occhi aperti e… tanta buona musica.
La serie, trasmessa negli Stati Uniti dal 2001, ebbe così tanto successo da essere rinnovata per ben 9 stagioni, terminando nel 2010 con un ultimo arco narrativo non particolarmente amato dai fan. Grazie, però, alle infinite repliche da parte della compianta emittente musico-centrica, Scrubs e la sua iconica colonna sonora sono riuscite a entrare nel cuore e nell’immaginario di una doppia generazione di millennials e GenZ, tra cui la sottoscritta. La soundtrack, frutto del lavoro di diversi music supervisor che si sono alternati per la durata dello show - una su tutte Christa Miller, moglie di Bill Lawrence e interprete del personaggio di Jordan - scava nei meandri alternativi del pop e del rock, dividendosi tra pezzi solari e upbeat come la personalità del protagonista J.D. e brani intensi ed emotivi tanto quanto gli scogli che è necessario superare addentrandosi nella professione medica, e più in generale alla vita adulta. Tra le voci che sentiamo accompagnare le vicissitudini interne al Sacro Cuore troviamo quelle di Paolo Nutini, Fountains of Wayne, New Radicals, Death Cab for Cutie e non mancano cover realizzate ad hoc di pezzi celebri più qualche ospite musicale.
L’amore dei fan per Scrubs è pari soltanto a quello che lo stesso cast nutre per lo show, tanto che dopo 15 anni hanno accettato di buon grado l’idea di tornare tutti insieme per girare un reboot, il cui debutto è atteso il 25 febbraio 2026 su Hulu (mentre in Italia sarà disponibile su Disney+ a partire dal 25 marzo) e vede la partecipazione di quasi tutto il cast originale, più qualche new entry. In attesa di scoprire se anche in questa nuova era di Scrubs l’ambientazione musicale farà da regina (prima cosa che riascolteremo: “I’m no supermaaan!”), ripassiamo insieme alcuni dei pezzi che hanno reso così speciale la serie originale.
Fighting For My Love – Nil Lara
Che cos’è una prima stagione senza l’attesa di un primo bacio? E cos’è un primo bacio senza una perfetta colonna sonora? A metà della prima stagione di Scrubs, un'intraprendente Elliot bacia per la prima volta J.D., dando inizio a un infinito ed epico tira e molla: in sottofondo questo pezzo di Nil Lara dal suo album di esordio del 1996. Si tratta di un pezzo alt-pop in cui l'artista di Miami è riuscito a far confluire influenze caraibiche e una potente carica vitale, una gioia per le orecchie e per l'umore, ottimo esempio di come la colonna sonora di Scrubs, privilegiando artisti di nicchia ma dirompenti, riesce a cucirsi perfettamente attorno alla personalità dei propri protagonisti, in questo caso volitivi e romantici al tempo stesso.

Hey Julie – Fountains of Wayne
Altra stagione, altra fidanzata di J.D. (preparatevi, ne cambierà tante). Nella finzione la bella Julie Quinn è la nipote di un'anziana paziente di J.D., tanto maldestra quanto spontanea, ma nella realtà è altro che la stella dei musical Mandy Moore, che con il suo spirito naif farà perdere la testa a J.D. per un paio di puntate. Mentre lui si promette di “andarci piano con Julie”, iniziando un suo tipico sogno ad occhi aperti, già strimpella con le mani l’inizio di questo fantastico pezzo dei Fountains Of Wayne dall’album del 2003 Welcome Interstate Managers: una vera perla dell’indie d’oltreoceano, nella cui tracklist, tra le altre, troviamo Stacy’s Mom, la ballad Valley Winter Song e la crepuscolare All Kinds of Time, anch'essa utilizzata per un altro episodio della serie.
La scena è un vero e proprio tentativo di fare da videoclip alternativo alla canzone e c’è l’imbarazzo della scelta: chi sarà più adatto a fare il mean little man? Il Dr. Cox o il Dr. Kelso?
“Working all day for a mean little man
With a clip-on tie and a rub-on tan
He's got me runnin' around the office like a dog around a track
But when I get back home, you're always there to rub my back”

Last Request – Paolo Nutini
These Streets, l’album d’esordio di Paolo Nutini, quest’anno compie 20 anni, ma nel 2006, mentre Scrubs andava in onda, era materia freschissima. Così con una geniale intuizione Christa Miller, music supervisor della 6ª stagione – ma, ricordiamo, anche interprete fissa di Jordan – sceglie di utilizzare la struggente Last Request per accompagnare il funerale di Laverne, la più anziana e rispettata delle infermiere del Sacro Cuore.

Hey Ya – OutKast / Obadiah Parker
Ricordo come se fosse ieri la certosina ricerca musicologica in cui la me 16enne si addentrò dopo aver ascoltato questo brano nell’ottava stagione di Scrubs. È vero, sembra semplice, la versione originale è il celebre pezzo hip hop del 2003 degli OutKast, quello che però sentiamo cantare all’avvocato Ted durante il matrimonio di un collega alle Bahamas è tutt’altra cosa. Si tratta di una cover acustica del pezzo degli OutKast, pubblicata in origine da Obadiah Parker e poi reinterpretata da Sam Lloyd in Scrubs. Il pezzo viene completamente destrutturato, diventando una ballad lenta, agrodolce, viscerale...forse è così toccante anche perché il matrimonio di cui parlavamo prima non è quello di un personaggio qualunque ma del perfido inserviente che si dimostra incredibilmente soggetto alla più profonda delle emozioni umane.

Mother We Just Can’t Get Enough – New Radicals
Dall’unico e solo disco dei New Radicals – Maybe You’ve Been Brainwashed Too (1998) – il pop-funk di Mother We Just Can’t Get Enough è un urlo vitale e sensuale come la scena di Scrubs in cui compare. Il desiderio di abbondanza evocato dalla voce del frontman Gregg Alexander si manifesta all’interno dell’ospedale del Sacro Cuore, dove circolano in contemporanea ben due fiamme dell’esplosivo Dr. Cox: la bella rappresentante farmaceutica Julie e l’ex moglie Jordan incinta del loro primo figlio. Una situazione tanto caotica quanto l’energia sprigionata dai New Radicals nella loro fulminea carriera.

I Will Follow You into the Dark – Death Cab for Cutie
Nonostante i Death Cab for Cutie siano la vera e propria ossessione di un’altra icona del 2000 televisivo, ossia Seth Cohen di The O.C. (qui vi parliamo della sua colonna sonora), la band di Ben Gibbard si fa sentire anche in Scrubs. L’indie-folk di I Will Follow You into the Dark, con la sua profonda malinconia che sottintende l’accettazione dell’inevitabile, risuona in uno di quei ricorrenti momenti in cui J.D. e Turk si trovano ad accompagnare un paziente fino al suo ultimo sonno e poi a riflettere sul tema della morte.

Bad Day – R.E.M.
“It’s a bad day, please don’t take a picture”. È decisamente una brutta giornata quando la tua ex si è trovata un nuovo fidanzato, ma non puoi smettere di frequentarla perché ci lavori insieme. Certo, se in sottofondo ci mettiamo Bad Day dei R.E.M., la qualità della situazione un po' migliora. Scritta in origine per l’album Lifes Rich Pageant del 1986, ma pubblicata solo in una raccolta di grandi successi del 2003, Bad Day è un'invettiva contro la pervasività dei media nella vita degli artisti ma anche come strumento di influenza nella sfera sociale e politica; la voce narrante si sente perseguitata da messaggi ed occhi indiscreti, proprio come J.D. si sente oppresso dall'essere uno spettatore necessario della nuova relazione di Elliot.

Overkill - Men at Work (con Colin Hay)
Ed eccoci di fronte a un cameo dal sapore tutto musicale che apre la seconda stagione di Scrubs: si tratta di una performance di Colin Hay, frontman della band australiana Men at Work, celebre negli anni ’80 anche grazie a questo singolo. Il cantante appare durante un tipico sogno semilucido di J.D., quando la mattina sulla strada per andare a lavoro incontra Colin Hay nelle sembianze di un artista di strada, che poi lo seguirà tutta la giornata eseguendo l’intero pezzo dal vivo. Overkill con il suo sound in pieno stile new wave parla di un personaggio insonne e sovrappensiero al limite dell’ossessivo, riflettendo l’animo di J.D. all’inizio di questa nuova stagione, che si trova angosciato dallo stato dei propri rapporti interpersonali dentro l'ospedale.

New Slang – The Shins
Con la sua ventata di energia bohémien e spensieratezza, New Slang dei The Shins è il distillato più puro di quello che i giovanissimi di oggi definirebbero millennial optimism. Si tratta di un pezzo che, oltre ad essere l’unico vero grosso tormentone dei The Shins, è cintura nera di colonne sonore: lo troviamo in The O.C., nei Sopranos, in Buffy, per non parlare della pubblicità del McDonalds per le Olimpiadi del 2002, ma anche qui Scrubs è pioniera in tema di scelte musicali ed è la prima serie ad averla utilizzata, nello specifico durante l'episodio 1x13. Una curiosità? New Slang avrà un ruolo centrale anche ne La mia vita a Garden State il film del 2004 diretto da Zach Braff in cui è co-protagonista insieme a Natalie Portman.

How to Save a Life – The Fray
Come salvare una vita? Tra le mille distrazioni offerte dal suo essere una serie comedy corale, per Scrubs questo rimane il nocciolo della questione. Isaac Slade, il frontman dei The Fray se lo chiedeva mentre faceva volontariato in un centro di recupero per giovani tossicodipendenti ed è riuscito a racchiudere perfettamente in questo pezzo ormai iconico quella sensazione di speranza mista ad impotenza che si prova nello spendersi quotidianamente per migliorare la vita di qualcuno. Per molti l’episodio in cui suona How to Save a Life rimane uno dei più toccanti ed intensi di tutta la serie: il Dr. Cox si trova a perdere nel giro di pochi giorni molteplici pazienti a causa di un trapianto di organi provenienti da un donatore infetto; J.D. passa improvvisamente da allievo a spalla emotiva del suo mentore, mentre Cox si mostra per la prima volta a nervi scoperti. In uno dei momenti più bui dentro le mura del Sacro Cuore viene fuori il vero cuore pulsante della serie: il valore dei legami umani.
