10 cose che non sapevi su Relaxer, il nuovo album degli Alt-J

by Fort

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Ormai manca pochissimo. Questo venerdì esce Relaxer, il terzo album degli Alt-J, a tre anni da This is All Yours. E per ammazzare il tempo – a parte riascoltare la loro discografia sotto effetto di stupefacenti – ci siamo messi a scrivere un po’ di curiosità su questo nuovo disco.
Ecco le nostre 10 preferite:

C’è un pezzo di Italia

Quando l’ho scoperto non ci credevo: come avevo fatto a non accorgermene? Il ritornello della meravigliosa 3WW recita:

Oh, these three worn words
Oh, that we whisper
Like the rubbing hands
Of tourists in Verona

three worn words“ si riferisce alle parole ”I love you“, che vengono definite ”worn“, ovvero consumate. Consumate così come lo è il seno della statua di Giulietta a Verona, rovinato dai turisti che lo strofinano ad ogni visita (si dice che porti fortuna).
E allora quando pronunciamo le famose tre parole siamo come quei turisti, mentre logoriamo qualcosa di già eroso, ma che per noi ha comunque un significato.

Giulietta che si trattiene dal tirare giù i santi dopo che le hanno bucato una tetta

Come sempre i riferimenti degli Alt-J sono tutt’altro che banali, e posso assicurarti che d’ora in poi ti sarà impossibile ascoltare la canzone senza notare il pezzo “of tourists in Verona”.

 

È stato registrato ad Abbey Road

Si sa che da un grande potere derivano grandi responsabilità, e dopo un Mercury Prize e una nomination ai Grammy, c’erano sicuramente grandi aspettative per il terzo album. Per questo la band ha scelto una location all’altezza del ruolo, gli Abbey Road Studios di Londra, gli studi di registrazione più famosi al mondo.

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Strings

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Per l’occasione è stata anche chiamata la London Metropolitan Orchestra, che ha partecipato in 5 delle 8 tracce – e, come si può già sentire nei tre singoli, ha aggiunto una nuova dimensione al sound della band.

 

È il loro album più corto

Per il loro terzo lavoro gli Alt-J hanno fatto la scelta coraggiosa di inserire solo 8 tracce, e nonostante la maggior parte di esse siano oltre i 5 minuti, in totale il disco dura 39 minuti, rendendolo il loro album più corto.

Il debut An Awesome Wave infatti è 4 minuti più lungo mentre This is All Yours dura più di un’ora.

Quality over quantity? Vedremo…

 

C’è una cover di House of The Rising Sun

Come puoi vedere dall’immagine sopra, la terza traccia è una cover della celeberrima House of the Rising Sun degli Animals – o meglio, come ha spiegato Gus in un’intervista, più di una cover si tratta di una loro rivisitazione della canzone folk.
Sicuramente una decisione coraggiosa, quella di mettere un pezzo non loro in un album già così corto.

 

Si è ispirato a LSD Dream Emulator

Avendo visto la copertina dell’album (e dei singoli) avrai sicuramente alzato un sopracciglio. Dopo la foce del gange e le pennellate multicolor, il cambiamento è stato abbastanza brusco, ma come da tradizione il terzo album significa cambio di direzione: non sappiamo ancora se lo sarà nella musica, ma lo è sicuramente per quanto riguarda la grafica.

credits to /u/TVRCerberaIsLife

Da dove è venuta allora l’ispirazione per le immagini di Relaxer? Da un videogioco per PlayStation 1 del 1998, chiamato LSD: Dream Emulator.
E via di botta di nostalgia. Per la PS1, si intende…

Uno splendido screenshot di LSD Dream Simulator. Buona fortuna a prendere sonno stanotte.

 

Per l’occasione è stato creato un videogioco online

Gli Alt-J però non si sono limitati ad usare immagini da un videogioco: ne hanno addirittura creato uno loro, che puoi trovare sul loro sito ufficiale.


La grafica è ovviamente molto simile a quella di LSD, e anche se la mappa nel gioco non è enorme, fossi in te cancellerei qualsiasi impegno per la giornata. (Questo articolo doveva uscire qualche ora fa ma poi ho ri-cliccato sul link qui sopra…)

 

Non c’è una Bloodflood Part III

Era diventata una tradizione: dopo Bloodflood nel primo album, e Bloodflood pt.II nel secondo, un po’ ci aspettavamo una Bloodflood pt.III.

Purtroppo però nella tracklist di Relaxer non ve n’è traccia 🙁
Qualche fan ipotizza che In Cold Blood sia la continuazione delle due, mentre altri sentono similarità tra Adeline e le due Bloodflood.

Entrambe le ipotesi sono plausibili, ma secondo noi si sono semplicemente fermati a 2 capitoli per questa storia.
RIP Bloodflood <3

 

C’è anche Ellie Rowsell dei Wolf Alice

La voce femminile in 3WW non è di una cantante qualunque: si tratta di Ellie Rowsell, frontman dei Wolf Alice.
Una scelta secondo me azzeccatissima, visto che il duetto vocale con Joe risulta poetico.

E la collaborazione non è finita qui, le due band stanno continuando a promuoversi a vicenda su Spotify.


Visto il risultato, speriamo che lavorino insieme anche in futuro!

 

Una traccia sarà MOLTO diversa dal solito

Preparati a rimanere scioccato: una canzone dell’album sarà talmente diversa dalle altre che ti chiederai se per sbaglio hai fatto partire un artista diverso.
In Hit Me Like That Snare, quarta traccia, la band si è lasciata andare e ha mostrato un lato completamente diverso, con testi come ”fuck you, I’ll do what I want to do“ e ”this is my family fisting me on the floor“.
L’idea per la canzone è venuta a Joe: mentre stava guidando in autostrada, aveva beccato una mega pozzanghera, e pensando di perdere il controllo della macchina, aveva gridato ”FUCK MY LIFE IN HALF!“.
Subito dopo, la realizzazione: non sarebbe stato male come verso di una canzone.  Da lì ha sviluppato il resto del brano, che parla di una persona che visita un bordello, o come lo definisce lui “a sex hotel, a sex… space”

 

Una delle canzoni è stata scritta prima degli altri 2 album

Nel post Facebook in presentazione del secondo singolo In Cold Blood, la band ha raccontato:
“È una canzone che abbiamo cominciato a scrivere nel periodo in cui eravamo a Leeds, e che abbiamo finito a Londra l’anno scorso. Gli ottoni sono stati registrati ad Abbey Road, le tastiere con una Casiotone da £1.05 presa su eBay”

Un ritorno al passato quindi, visto che Leeds è la loro città natale, che hanno lasciato dopo l’università, e ben prima della fama.

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Fort

Ho passato metà della mia vita cercando di essere come gli altri, e l'altra metà per tornare ad essere me stesso.

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