8 nomi dell’indie folk da tenere d’occhio

by Federica Di Gaetano

Amate i cantastorie, il banjo, i concertini durante i quali si può stare seduti a gambe incrociate, il vinello e le coroncine di fiori? Vi mancano terribilmente le sonorità del primo disco dei Mumford and Sons? Pensate che Ed Sheeran si sia ormai irrimediabilmente perso per strada (e non nel senso positivo itinerante del termine)?
Allora siete capitati nel posto giusto. In questa lista troverete dieci promesse (più o meno emergenti) del nuovo indie folk che non riuscirete più a togliervi dalla testa.

 

JED APPLETON
Jed Appleton è tutto ciò che potreste immaginarvi pensando ad un artista folk ed anche qualcosa di più. Un gomitolo di capelli ricci in testa e una chitarra sempre in spalla, a soli sedici anni ha deciso di lasciare la scuola per dedicarsi anima e corpo alla musica. Ha così fatto i bagagli e ha lasciato la Tasmania e intrapreso un incredibile viaggio che lo ha portato a suonare per le strade (e nei locali) di mezzo mondo.
La prima cosa che si può constatare ascoltando il suo disco d’esordio Jed Appleton (2016) è che pur essendo ancora giovanissimo non solo sa il fatto suo, ma suona come un musicista adulto e navigato. Nei suoi brani convivono due volti: uno fresco, giovane ed entusiasta e uno più intimo e malinconico.

Ideale se: siete alla ricerca di un artista che richiami nella vostra mente il folk nel senso più classico del termine.

Canzone consigliata: Goodbye

 

LEWIS CAPALDI
Voce potente, melodie accattivanti e testi malinconici: sono gli ingredienti che stanno alla base della musica di questo ventunenne originario di Bathgate, una piccola cittadina scozzese, che suona nei pub da quando di anni ne aveva appena dodici. Ha all’attivo un solo EP composto da quattro brani, Bloom, pubblicato il 20 ottobre 2017 che gli ha già permesso di collezionare numerose soddisfazioni, fra cui quella di essere stato il più veloce artista ad aver mai raggiunto 25 milioni di riproduzioni su Spotify.
Fra tutti i nomi elencati in questa lista è, senza ombra di dubbio, quello di cui sentiremo parlare maggiormente.

Ideale se: avete nostalgia del primo (bellissimo) disco di Tom Odell.

Canzone consigliata: Mercy

 

HOLLOW COVES
Matt e Ryan sono entrambi australiani, biondissimi e cresciuti a pane e folk (tra le loro principali influenze citano Ben Howard e The Paper Kites). Hanno all’attivo un EP intitolato Wanderlust, pubblicato nel 2017, composto da sei brani  caratterizzati da melodie piuttosto essenziali, che trovano forza nelle voci dei due ragazzi che si amalgamano perfettamente, completandosi a vicenda. Le suggestioni scaturite dai numerosi viaggi compiuti dai due musicisti pervadono tutto il disco, tanto che una volta giunti al termine dell’ascolto si ha la sensazione di aver viaggiato insieme a loro in un clima di pace e totale rilassatezza.

Ideali se: siete stufi di sentire strimpellare sempre e solo La canzone del sole (con tutto il rispetto per Lucio Battisti) quando arriva quel momento della serata in cui i vostri amici sono abbastanza alticci da decidere di imbracciare la chitarra.

Canzone consigliata: These Memories

 

TIM HART
Se in Italia questo nome è pressoché sconosciuto, non si può certamente dire che valga lo stesso per la sua terra natale, l’Australia. Si tratta infatti del batterista dei Boy & Bear, una delle band indie più conosciute ed apprezzate nel nuovissimo continente. Dopo anni di carriera passati dietro la protezione della batteria Tim ha deciso di uscire dalla sua comfort zone e buttarsi a capofitto in una nuova avventura, che ha avuto inizio nel 2012, con la pubblicazione di Milling The Wind, il suo primo album solista.  Alto e ricurvo, senza quel carisma da songwriter che possono avere tutti gli eredi di Bob Dylan, Tim Hart si riscatta grazie ad una lirica brillante e una genuinità pop intrinseca che si riscontra in pochi altri lavori, ora che Ed Sheeran & Co. hanno fatto del songwriting pop una miscela di dance ed electro pop senz’anima.

Ideale se: avete voglia di ballare in metropolitana immaginando il mare notturno di Sydney.

Canzone consigliata: I’d Do Well

 

COLD WEATHER COMPANY
Steve, Brian e Jeff sono tre ragazzi di New Brunswick, nel New Jersey, che in un campus universitario hanno scoperto di essere accomunati dalla passione per la musica. Un paio d’anni più tardi hanno deciso di inseguire il loro sogno a bordo di uno strampalato quanto meraviglioso furgoncino blu. Il loro viaggio ha portato alla realizzazione di due album, Somewhere New (2015) e A Folded Letter (2016).
Prendete i Mumford & Sons e i Fleet Foxes. Immaginate che abbiano un figlio insieme, un ragazzino piuttosto malinconico e solitario, ma con un enorme mondo interiore da portare alla luce ed esplorare. Questi sono i Cold Weather Company e mai nome scelto da una band fu più azzeccato per descrivere tutto ciò che si ritrova nella loro musica: il freddo, i boschi fitti, gli alberi innevati, ma anche un’armonica suonata davanti al fuoco di un falò e una meravigliosa coperta di stelle. 

Ideali se: cercate la colonna sonora perfetta per scaldare i mesi più freddi dell’anno.

Canzone consigliata: Fellow the North

 

ROSEMARY & GARLIC
Rosemary & Garlic è un duo con base ad Amsterdam, che nasce dall’idea della cantante e chitarrista Anne Van Den Hoogen e del polistrumentista Dolf Smolenaers. Nel loro omonimo disco d’esordio, che verrà pubblicato il 12 gennaio 2018 per NETTWERK/BERTUS, hanno trovato il modo di far combaciare perfettamente folk, dream pop e musica celtica. Schiacciando il tasto play e chiudendo gli occhi la voce soave di Anne ci permette di immergerci immediatamente in un sorprendente viaggio attraverso un mondo incantato.

Ideali se: vi piacciono le favole e credete ancora nelle fate.

Canzone consigliata: I’m Here

 

KUINKA
Sono americani ma hanno un nome finlandese e le loro foto promozionali sono un tripudio di fiori variopinti. Hanno esordito nel 2014 con l’album The Wild North, seguito due anni dopo da The Heartland. Quattro voci (due maschili e due femminili) vengono accompagnate all’occorrenza da ukulele, violoncello, percussioni, sintetizzatori e l’immancabile banjo.
Le loro canzoni emanano luce e trasudano allegria, serenità e dolcezza. Inoltre, riescono in un’impresa parecchio ardua: quella di trasmettere all’ascoltatore la splendida sensazione che, anche se solo per pochi minuti, la vita ti sorrida e niente possa andare per il verso sbagliato. E questo non può che essere considerato un pregio.

Ideali se: non appena riconoscete le note provenienti da un banjo siete immediatamente presi dalla voglia di indossare un vestitino a fiori e ballare a piedi nudi

Canzone consigliata: Howl

 

MR ALBOH
Se pensate che ormai il folk andasse di moda solo oltre i confini nazionali, vi sbagliate di grosso. La sua storia è per molti versi simile a quella del collega Stu Larsen; nel 2010, infatti, ha deciso di lasciare l’Italia e un lavoro fisso e ha iniziato a vagare per l’Europa con un unico obiettivo: vivere di musica. E ci è indubbiamente riuscito, dato che attualmente può vantare tre album, la colonna sonora per un film, un tour che ha toccato più di centocinquanta date e persino l’apparizione in una fiction RAI.

Ideale se: sentite il bisogno di una colonna sonora romantica da mettere in repeat quando vi infiltrate tra i passanti in centro, se anche voi vi innamorate dei passanti in piazza Duomo, se amate parlare con gli sconosciuti.

Canzone consigliata:

Federica Di Gaetano

Vedo tutto rosa. Mi piace il folk. Non mangio gli animali ma non sono pazza.

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