19 febbraio 2020

15 artisti emergenti made in UK di cui innamorarsi

Il Regno Unito è da sempre sinonimo di musica emergente di altissima qualità. Dalle band scoperte negli storici pub di Londra ai solisti edgy scozzesi, la lista di artisti upcoming sembra allungarsi sempre di più. A volte i nomi sbiadiscono dopo un paio di album, altre volte si trasformano in star internazionali come Lewis Capaldi, Lizzo o Foals.

Una cosa è certa: tutti gli artisti elencati qui hanno il potenziale per diventare davvero grandi e sono già riusciti ad intrigare l'industria musicale, la stampa e il vostro amato staff. Abbiamo unito le forze per presentarvi 15 nomi promettenti della scena d'oltremanica raccolti tra le pagine di DIY, i post di The Line of Best Fit e le (parecchie) pinte di birra al pub. Enjoy!

Chi: Celeste
Dove: Londra
Perché: le note dal sapore jazz, il groove che fa scuotere i fianchi, l'energia della sua voce vellutata, i testi romantici e graffianti al tempo stesso. Questi solo alcuni dei motivi che rendono Celeste irresistibile. L'artista dalle origini anglo-giamaicane ha tutto il potenziale per diventare un grande nome del panorama musicale internazionale. Nel frattempo, ha già rubato i cuori dei londinesi con quattro date sold out all'Omeara, un tour imminente in apertura a Michael Kiwanuka e un BRIT award come Rising Star.
Canzone consigliata: Stop This Flame

Chi: Lazarus Kane
Dove: Londra
Perché: con una sola canzone allo scoperto, Kane è riuscito a guadagnarsi il posto di artista promettente mischiando una linea strumentale funky a voli pindarici di sintentizzatori. Il risultato è talmente strano da essere vincente e quelli dell'etichetta Speedy Wunderground l'hanno capito al volo. Se questo è un assaggio, non vediamo l'ora di gustarci tutto il disco.
Canzone consigliata: Narcissus

Chi: GEISTE
Dove: Londra
Perché: puro misticismo, energia spaziale e beat eterei definiscono le canzoni di GEISTE. La musicista, cantautrice, produttrice e elfo delle foreste francesi si sta facendo largo nella scena British -soprattutto a Londra- a colpi di sintetizzatori, loop station e acuti pazzeschi in stile elettro-dark-pop al sapore di Lorde, Aurora e Björk.
Canzone consigliata: Ocean


Chi: Do Nothing
Dove: Nottingham
Perché: un cocktail unico di post punk e indie, guidato da strumentali e ritmi quasi in stile dance e un cantato/parlato super catchy e inusuale. Strizzata d'occhio anche ai testi, fra i più particolari e pittoreschi al momento per un gruppo della loro taglia.
Canzone consigliata: Lebron James

Chi: Arlo Parks
Dove: Londra
Perché: la voce di una generazione Z che ha voglia di dire la propria, urlare di quanto essere un teenager del nuovo decennio possa essere provante. C'è tanta bellissima poesia nelle strofe di Isa, scandito da un mix di RnB e lo-fi indie. Arlo tesse storie e ritornelli con intelligenza e innocenza, a soli due EP di distanza dal suo debut.
Canzone consigliata: George

Chi: Sinead O'Brien
Dove: Limerick, Irlanda
Perché: astro nascente nella corrente firmata Speedy Wunderground, etichetta alt indie che ha dato vita ai primi lavori dei Black Midi. Sinead unisce a melodie urgenti e frenetiche un cantato, letteralmente, spoken word - come a recitare un sonetto. Combinate le due cose e otterrete un risultato che poche volte è comparso sulla scena. Non per tutti, ma innegabilmente brillante.
Canzone consigliata: Taking on Time

Chi: Talk Show
Dove: Londra, precisamente nella rampante Peckham.
Perché: i Talk Show non stanno di sicuro re-inventando la ruota con il loro indie rock che abbiamo visto già fin troppe volte. Ma c'è qualcosa nella voce di Harrison Swan e nell'energia quasi ferale del gruppo che scuote le fondamenta. Il quartetto sfodera tracce semplici, ma magnetiche e funzionali nella loro, apparente, semplicità.
Canzone consigliata: Fast and Loud

Chi: PVA
Dove: Londra via Manchester, a sud del fiume per essere precisi.
Perché: molto semplicemente, il trio più misterioso, in e sulla bocca di tutti nella capitale - o almeno, fino a qualche mese fa. I PVA attirano attenzione su di loro grazie a una demo su SoundCloud della durata di una manciata di secondi e voci di concerti fuori di testa nei pub più nascosti e sgangherati del circuito. Passa qualche mese di sano hype, e i 3 rilasciano finalmente il loro atteso debut al pubblico. Avranno raggiunto le aspettative? A voi il verdetto.
Canzone da ascoltare: Divine Intervention

Chi: Working Men's Club
Dove: Yorkshire
Perché: Chiudete gli occhi. È venerdì sera, siete a Berlino, in un club underground che conoscete solo voi e Lou Reed. È il 1979. E la musica dei WKM non è affatto fuori posto in questo magico contesto. È un post-punk spigoloso e metallico, ma da un sapore Euro-dance innegabile. Solo 2 singoli per il trio/quartetto, ma grandi aspettative all'orizzonte.
Canzone consigliata: Teeth

Chi: Easy Life
Dove: Leicester
Perché: hey vi ricordate i primi dischi di DeMarco? Quel jingle jangle un po' jazz, molto feel-good preso bene? Hey vi ricordate i The Streets? Gruppo di rap parlato anni 90? Eccovi gli Easy Life, una specie di jazz hip hop super chill ma con carattere e strofe catchy da vendere. Sulla strada per il loro imminente primo disco, i 5 ex contadini e ragazzotti della provinciale Leicester hanno ammassato amore di critica e fan in questi anni. Magari piacciono anche a voi.
Canzone consigliata: Nightmares

Chi: Alfie Templeman
Dove: Bedford
Perché: se cercate sul dizionario la definizione di gioia, troverete la sua faccia. Spensieratezza allo stato puro, melodie dolci come il miele e ritornelli esplosivi fanno di Templeman un nome quasi immancabile nelle line up dei festival. Da gustare con un mojito e degli occhiali a forma di fenicottero.
Canzone consigliata: Like an Animal

Chi: Phoebe Green
Dove: Manchester
Perché: con il suo dreamy indie-pop, la musica di Phoebe Green è come una coperta di lana quando si ha freddo al cuore. Easy Peeler, l'ultimo singolo rilasciato lo scorso agosto, si discosta parecchio dai primi pezzi: il suo beat deciso, incisivo ed energico, fa uscire la Green dalla propria cameretta color pastello e la catapulta su un palco di una qualche venue grunge nel cuore di Manchester. Un lato inaspettato che lascia con la voglia di saperne di più.
Canzone consigliata: Easy Peeler

Chi: Keir
Dove: Bristol
Perché: dalla provocante Squeeze Me alla sensuale Shiver, l'artista di Bristol ha dimostrato di saper essere un camaleonte del rock in grado di produrre strofe accattivanti e ritornelli esplosivi. In un mare di synth pop, lo-fi e ogni variante di indie possibile, il rock graffiante di Keir fa onore alle chitarre distorte, al falsetto à la Prince e ai pantaloni in pelle.
Canzone consigliata: Shiver

Chi: The Wants
Dove: New York (con il cuore a Londra)
Perché: l'unica eccezione la facciamo per i The Wants, band americana talmente affezionata al Regno Unito da avere sempre una scusa per attraversare l'Atlantico. Il trio di New York incastona elementi techno al pop e al funk, creando spirali di energia irrefrenabile e trasformando ogni situazione in un rave senza inizio e senza fine. Non adatto ai deboli di cuore.
Canzone consigliata: The Motor

Chi: Joesef
Dove: Glasgow
Perché: C'è qualcosa di così... bello, nella musica di Joesef. Le sue tracce sono zuccherine ma non cheesy, pop ma non banali, lo-fi al punto giusto - un mix che posso solo descrivere come amorevole. Una specie di RnB jazz misto a alt pop, molto 'good vibes only' per intenderci. Super consigliato per il brunch domenicale e per le vostre migliori prese a bene.
Canzone consigliata: Loverboy