03 marzo 2020

Bond, James Bond: 10 canzoni tratte da 007

Al servizio segreto di sua maestà Noisyroad e in occasione dell'ormai prossima uscita nelle sale cinematografiche di No Time To Die, ultimo capitolo dalla saga di 007 con protagonista Daniel Craig, mi è sembrato doveroso omaggiare l’intera epopea di James Bond ripercorrendo le grandi tracce d’accompagnamento di ciascun film (ad eccezione del primo Dr. No, l’unico senza brano originale) attraverso una lista che elencasse quelle che a mio avviso sono le dieci più memorabili dal punto di vista musicale e nel contesto delle pellicole di riferimento. Prima di ricevere la licenza a doppio zero per stilare la rocambolesca “classifica” però, sia chiaro che il tema principale dell’intera serie non è presente in quanto parte orchestrale della più che sessantenne colonna sonora, ma il suo sound è talmente iconico da meritare un articolo a parte. Conclusa questa premessa, direi che si può cominciare e da monito: per l’Inghilterra, James.

10) alicia keys & jack white – another way to die

Apriamo le danze con un caso più unico che raro: il solo brano della storia degli 007 in cui figura un duetto. Seppur da molti aspramente bistrattata, Another Way To Die incanala la scrittura dell’ex White Stripes spingendola verso i limiti imposti dai canoni tipici delle canzoni dei vari Bond: White da bravo deus ex machina si ripartisce così un po’ come produttore, un po’ come chitarrista, batterista e cantante al fianco di Alicia Keys, la cui voce dona alla canzone anche un taglio leggermente R&B. Come lo stesso Quantum Of Solace cercò di continuare quanto iniziato dal precedente Casino Royale, allo stesso modo questa traccia ricalca il taglio rock dato un paio d’anni prima al tema antecedente.

 

9) duran duran – a view to a kill

Rilasciato nel 1985 per affiancare l’omonimo film (tradotto molto liberamente in italiano come Bersaglio Mobile), questo pezzo firmato Duran Duran può vantare anche lui di essere una pietra miliare nella cosmologia della spia a doppio zero: per la prima volta nella produzione di un capitolo della saga infatti, l’allora compositore dell’intera colonna sonora, John Barry, diede praticamente carta bianca ai Duran Duran, ai quali affiancò pure un’orchestra da sessanta strumenti. Il risultato, oltre ad essere un vanto di sonorità anni Ottanta in piena linea con il repertorio della band new wave di Birmingham, marca anche il preciso momento in cui i temi per i film di Bond vennero da lì in poi sdoganati ad artisti pop in voga per promuovere le pellicole.

 

8) radiohead - spectre

Giocare secondo semplici regole personalmente stabilite nella stesura di questa lista, sarebbe stato fin troppo facile e anche un po’ banale; non solo, Spectre dei Radiohead merita anche un po’ di giustizia. Nel pieno dei lavori per A Moon Shaped Pool, la band di Thom Yorke fu contattata per comporre il tema introduttivo del lungometraggio in questione, una profetica collaborazione che purtroppo si sarebbe rilevata auto-avverante (i Radiohead avevano già provato ad approcciarsi allo spionaggio inglese con Man Of War, rifiutata in quanto brano non originale). Infatti dopo aver sottoposto alla produzione il risultato dei loro sforzi, ossia una canzone profonda che rappresentasse vicende più psicologicamente vicine per il James Bond post-Skyfall, il gruppo venne informato che il brano era stato scartato perché «troppo dark» in favore invece di Writing's On The Wall di Sam Smith (ok che poi quest’ultima vinse un Oscar, però dai…). Chissà, magari in un universo parallelo i Radiohead vennero scelti… magari in quella stessa realtà parallela Spectre non è un film mediocre.

 

7) billie eilish – no time to die

Aggiungere il tema per il film in uscita, senza ovviamente non averlo ancora visto, è un po’ rischioso, diciamolo. Fatto sta che bisogna comunque ammettere che Billie Eilish ha sorpreso ancora una volta, alzando il livello per future canzoni di carattere tie-in con l’industria del cinema.
La voce di Eilish si interseca alla perfezione con la base, dove sporadicamente appaiono citazioni e riferimenti rivolti al leggendario tema principale della saga. Scritta insieme al fratello produttore Finneas, vanta anche la partecipazione di Johnny Marr degli Smiths e del sommo Hans Zimmer (autore invece della soundtrack). Semplicemente una sorpresa, si spera a questo punto nel film.

 

6) tina turner – goldeneye

Quando si pensa alle tracce storiche di questa serie, uno degli esempi più lampanti è chiaramente Goldeneye di Tina Turner. In pochi forse sapranno che venne scritta da Bono Vox e The Edge degli U2 (ne esiste pure una demo cantata da Bono), se poi a questo mix si aggiunge la voce della Turner, il gioco è fatto. Criptica e teatrale, Goldeneye riesce a ricalcare il sound tipico della serie, facendolo però suo e aggiornandolo quindi ai propri tempi in un codice che, oltre ad essere a stretto contatto con il film, racchiude gli aspetti migliori della cinematografia anni Novanta e dell’era di Pierce Brosnan. «Per l’Inghilterra, James?» «No, per me.»

 

5) chris cornell – you know my name

Gli anni Novanta, d'altro canto, dovettero pur finire e con loro anche il tempo delle spie super accessoriate in lotta con cattivoni su sfondi in computer grafica. Hollywood era ormai vittima del fascino di altri agenti, praticamente di casa, le cui scazzottate e scorribande avevano messo nell’ombra i martini agitati, non mescolati. Basti pensare ai vari The Bourne xyz e gli svariati Mission Impossible (salutiamo sempre il mitico Tom). Bond per tornare in scena a dovere fu costretto a reinventarsi da zero, con lui anche il tema musicale: venne chiamato allora Chris Cornell per rimescolare le carte in tavola e così fu. You Know My name è un brano deciso, agile come un lottatore sul ring e pronto per lanciare 007 in una nuova era (senza dimenticare la stupenda animazione d’introduzione che lo accompagnava). Casino Royale non aveva affatto bluffato.

 

4) adele – skyfall

Prima ancora di essere un ottimo brano con cui far incominciare un kolossal, Skyfall è un’ottima canzone di Adele, su questo non ci piove: l’impronta della cantante britannica è inequivocabilmente tangibile per tutto l’ascolto. Nonostante ciò, il componimento calza a pennello con il contesto del film, delineando allo stesso tempo la formula vincente di associare ad una figura pop una base completamente orchestrale, un esperimento che sarebbe poi stato reiterato con Sam Smith e Billie Eilish. Skyfall brilla però anche nell’accostamento tematico di trama, parte integrante della caduta dell’eroe. Per “eroe” si intende naturalmente l’Aston DB5 del ’65, ah già, ed anche Bond.

 

3) garbage – the world is not enough

Con l’ingresso in questa Top 3, ci si avvicina a brani talmente “totali” nella loro intera struttura in relazione alla saga di James Bond, che potrebbero essere associati tranquillamente ad uno qualsiasi dei venticinque film. Tra questi, vi è appunto The World Is Not Enough dei Garbage. Il temperamento drammatico messo in scena dalla cantante Shirley Manson, congiunto al postmodernismo del gruppo stesso, a sua volta rielaborato secondo dettami scritti in quasi quarant’anni di cinema e musica, rende precisamente l’idea di un fantomatico spionaggio internazionale senza tempo, in cui il mondo non è certamente abbastanza, ma resta comunque un ottimo punto di partenza.

 

2) shirley bassey – diamonds are forever

Shirley Bassey, cantante originaria del Galles, detiene il record per maggior numero di temi di 007 cantati, ben tre (oltre alla traccia presentata qui, anche quelle per Moonraker e Goldfinger). È però con Diamonds Are Forever, brano del 1971, che riassume a pieno un altro aspetto della serie: invece di calcare su una drammatizzazione eccessiva, ci si focalizza sull’eleganza e disinvoltura con cui queste operazioni di spionaggio misto avventura venissero portate a termine dal capostipite dei Bond, Sean Connery. Un classico.

 

1) paul mccartney & wings – live and let die

Il pregio di racchiudere quasi sessant’anni di intrighi, one-liners, inseguimenti, spie e supercattivi da grande schermo non poteva che essere affidato ai Wings di Sir McCartney. L’esuberanza delle imprese di Roger Moore nelle vesti della spia a doppio zero viene qui traslata a partire dagli inseguimenti in motoscafo nel Bayou della Louisiana fino a tutta l’intera saga, attraversando iconiche Aston Martin, agitati Martini e gadget della sezione Q.
La base di Live And Let Die, spaziando eccentricamente generi trasversali e grazie ad un all-in nel ritornello, suona come una dinamica sintesi ante litteram di tutto ciò che Bond fu e che sarebbe stato nel corso di svariate generazioni, partendo dalla libertà creativa tipica dei seventies.